
Originariamente Scritto da
Robert Owen
Ieri in una discussione ho scritto a @
Guy Fawkes quanto segue.
Mi è arrivata questa risposta da @
Querion...
... e ques'altra da @
Gian_Maria.
Allo stesso modo in cui Gian_Maria sostiene che il vero comunismo non ci sia mai stato, io sosterrò che il vero liberalismo non l'abbiamo mai visto.
Ora, qual è il problema? Che si continua a chiamare liberale gente che liberale non è. La Thatcher non era liberale. Era un clown conservatore.
In USA chiamano "liberal" i clown progressisti, e di nuovo, questa è una cosa dannosa per la causa liberale.
Se si storpia la parola "liberalismo" allora chiunque può essere definito liberale.
Ora, i progressisti effettivamente difendono alcune libertà individuali, ma non è che basti difendere ALCUNE libertà individuali per essere liberali.
I conservatori come la Thatcher invece vengono definiti "liberali" perché hanno tagliato la spesa pubblica, ma è una cosa idiota definire uno come "liberale" solo perché taglia la spesa pubblica. Infatti i conservatori vogliono tagliare la spesa pubblica per far pagare meno tasse ai ricchi, e poi vanno in giro a raccontare che così facendo aumenta il PIL.
Un ragionamento come questo è profondamente illiberale, perché il PIL misura la ricchezza di una nazione, e il liberalismo è una teoria politica che mette al centro i diritti degli individui, considerati non sacrificabili in nome di presunti interessi collettivi.
Quindi il ragionamento "Togliamo sussidi ai poveri per rilanciare l'economia" è estremamente illiberale: significa mettere la nazione al di sopra degli individui. "Non importa se quello finisce a rovistare nei cassonetti della spazzatura... il PIL è quello che conta!".
Il liberalismo è una teoria completa, una "teoria del tutto", quindi è fatta per funzionare nel suo insieme. Se tu estrai degli elementi dalla teoria, ma ne dimentichi altri, allora crei una società che non funziona.
I liberali vogliono ridurre la spesa pubblica perché la spesa pubblica è una cosa NAZIONALE. Non INDIVIDUALE, ma NAZIONALE. Se in un determinato stato la spesa pubblica è superiore al 50% del PIL, allora significa che la NAZIONE prevale sull'INDIVIDUO. Sotto il 50% invece l'INDIVIDUO prevale sulla NAZIONE, e un 10% di spesa pubblica è più liberale rispetto a un 49% di spesa pubblica.
Quindi il liberalismo punta a ridurre la spesa NAZIONALE ai minimi termini, perché le spese individuali sono più liberali, cioè valorizzano l'INDIVIDUO e le scelte INDIVIDUALI e non la NAZIONE.
Il problema però qual è? Il problema è che se riduci/elimini i servizi pubblici e basta, riducendo quindi la spesa NAZIONALE, i non ricchi si fanno molto male, ma il liberalismo non difende i diritti dei ricchi, bensì i diritti dell'INDIVIDUO, che non è sacrificabile. Anche un povero è un INDIVIDUO, quindi i suoi diritti contano esattamente come quelli di tutti gli altri.
Quindi la teoria liberale prevede che una volta fatti tutti questi tagli alla spesa pubblica e ai servizi pubblici, si vada a creare un reddito di base universale. Ad esempio, tutti i cittadini (nessuno escluso) ricevono 500 euro al mese per poter fare spese INDIVIDUALI.
Ora, chiedo a Querion e Gian_Maria (e chiunque creda che il liberalismo ci sia stato nel mondo reale) quale stato ha applicato un simile modello, ovvero LIBERALIZZAZIONE COMPLETA DEI SERVIZI + REDDITO DI BASE UNIVERSALE.
La Svizzera è forse uno degli stati che più si avvicinano al modello (non hanno il reddito di base universale ma una cosa che assomiglia all'imposta negativa di Friedman, cioè l'assistenza sociale), ma anche lì non si può parlare di liberalismo puro.
Come si può invece definire "liberale" la Thatcher, che ha tagliato i sussidi individuali (per spese out-of-pocket) ma ha lasciato in piedi la sanità pubblica e che considerava gli INDIVIDUI (poveri) sacrificabili per il presunto bene NAZIONALE? Ma perché non li chiamate semplicemente "conservatori" questi elementi?
Anche definire "liberali" i progressisti non va bene, perché pensano solo ai diritti LGBT. Noi liberali invece difendiamo la self-ownership in generale, senza distinzioni.