Se questa straordinaria massima non fosse vera noi non potremmo ricostruire niente delle vicende storiche che ci hanno preceduto, perché tutto ciò che avviene, nel bene come nel male, è la realizzazione di un’idea, è un processo nel corso del quale si dipana una qualche ragione, la stessa volontà umana nel suo fluire dialettico, di opposizione e opposizione dell’opposizione. Molti la fraintendono perché leggono la parola razionale nel senso di buono, di giusto, ma non era questo il senso che Hegel dava alla parola “razionale”.
Sembra un’ovvietà, ma se ci pensiamo un poco più a fondo, tanto ovvio non è perché molti anche senza rendersene conto vedono la storia come un’accozzaglia di avvenimenti casuali, privi di senso o al contrario il dipanarsi della necessità provvidenziale di un disegno divino. Se ci pensi bene, Hegel come questa sua visione razionale della realtà scommette sulla libertà umana perchè affida alla razionalità umana, alla sua libera determinazione il diritto dovere di realizzare la felicità sul mondo, ma anche di non realizzarla.
Mi permetto di aggiungere alla "razionalità umana" quella che Federico II di Hoenzollern chiamava : " sua maestà il Caso" e che Napoleone I chiamava: "il generale Caso". Checché se ne dica costoro non erano propriamente degli sprovveduti. Anche io, che sono la metà di nessuno, penso che il Caso, o come altro lo si voglia definire, abbia una notevole influenza sul corso degli eventi umani, in che percentuale rispetto alla umana volonta, questo non saprei dire...a proposito anche Machiavelli sosteneva qualcosa del genere, solo che lui lo chiamava "Fortuna".
Si il caso esiste, ci mancherebbe, il caso può distorcere il cammino di un evento, ma l’evento stesso aveva in sé una sua razionalità e se non si è realizzato per colpa di un accidente imprevisto, l’idea che vi era insita può essere ripresa in mano in ogni momento perché aveva una sua ragion d’essere. Uno che si reca a messa per sposarsi, può finire sotto la macchina e perire. Non si sposa più, ma l’umanità continua ad esistere, la cerimonia continua ad esistere, così il sacramento, il rito continua a conservare il suo senso. Cioè, anche il caso è previsto ma non inficia la razionalità del movimento storico.
Voglio dire che il caso non è caos ma ricompreso nell'idea più generale
Certamente, "il caso non è il caos".Potrebbe e, sottolineo, potrebbe, far parte di una razionalità che l'essere umano non è in grado di comprendere.Per la serie: la boria della umana ragione.
Se lungo il cammino plurimillenario della storia dell’umanità si riesce ad intravedere un fil rouge, vuol dire che in essa si è venuto dispiegando un piano, che poi possiamo chiamare come si vuole: idea, razionalità la chiama Hegel. Il che non vuol dire, attenzione, che il presente sia sempre migliore del passato. La storia è è fatta di corsi e ricorsi, flussi e riflussi ed è comunque un prodotto della razionalità/volontà umana, il che ci porta a considerare l’impegno attivo che l’uomo sociale può e deve avere in essa. E questo è un grande messaggio di umanesimo, se vogliamo, che ci trae dallo stato di natura e di ferinitas che la chiesa, qualunque chiesa, da un lato, e il capitalismo, dall’altro, ci vuole vedere condannati con la Rivelazione, l’una, e con certa filosofia nichilista, formalistica, relativistica, l’altro; filosofie che hanno abbandonato il concetto di “vero” per quello di “certo” lasciando tutto in mano alle scienze cosiddette positive, di cui stiamo vedendo i nefasti risultati con questo stramaledetto virus e i vari comitati tecnico scientifici. Scusatemi se mi dilungo ...
Per Hegel il reale razionale non è tutto l’effettuale, tutto quello che realmente accade, perché in tal caso sarebbe razionale perfino il lager e la bomba atomica. Ed Hegel sarebbe un folle. Per reale razionale Hegel intende ciò che avvenendo nella realtà è portato al suo concetto, mentre tutto quello che è fuori del concetto del progresso e dell’affermazione dello Spirito (che non ha niente di misterioso e trascendente) per quanto realmente accaduto è l’elemento negativo, dunque irrazionale, del flusso dialettico che dovrà essere superato dalla superiore presa di coscienza del soggetto.
Non vorrei sembrare professorale ma le cose stanno effettivamente così





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