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    Predefinito Più famiglia, meno crisi



    Ettore Gotti Tedeschi

    Più famiglia, meno crisi



    Dalla tribuna della Settimana Sociale, proprio nel giorno in cui il ministro Tremonti impone una finanziaria lacrime e sangue, Ettore Gotti Tedeschi invoca sgravi fiscali per le famiglie, perché sono loro, avverte, "il vero asset del Paese". Sottoscrive il monito del Papa per la trasparenza finanziaria. Non fa sconti a Marchionne, parlando di «delocalizzazione forzata», ma ammette che il top manager «deve risolvere i problemi di cinquant’anni di protezionismo che non sono serviti a rendere competitiva la Fiat». Infine il presidente dello Ior conclude da dove, in questi anni, la sua analisi è sempre partita: l’origine della crisi economica in cui continuiamo a dibatterci «è antropologica» ed è legata «al crollo della natalità ispirato dalle tesi malthusiane secondo cui - ricorda - si può vivere senza fare figli. Si può, certo, ma non si cresce».

    Il cardinale Bagnasco invita i cattolici a essere coerenti nella vita pubblica. Vale anche per banchieri e manager?
    È un monito attuale, perchè l’economia è uno strumento che ha assunto una pericolosa autonomia morale. Per uscire dalla crisi non è necessario cambiare le leggi dell’economia ma si deve modificare il modello con cui gli uomini utilizzano questi strumenti. Il primo capitolo della "Caritas in Veritate" offre tutti gli elementi per capire e per cambiare, purtroppo molti non lo leggono e cercano scorciatoie, come una nuova bolla.

    C’è chi dice invece che la colpa sia tutta dei bankers che speculavano e continuano a speculare...
    Si interpretano le conseguenze e non le cause del problema. Per venticinque anni le banche hanno fatto espansione creditizia per compensare il crollo della crescita innescato da quello delle nascite. Il mondo occidentale ha smesso di fare figli intorno al 1975 e se la popolazione non aumenta non aumenta il Pil, a meno che non si consumi di più, abbracciando l’etica nichilista. Se crolla la popolazione, inoltre, crolla il risparmio e crescono i costi fissi legati all’assistenza di chi invecchia, aumenta la pressione fiscale e prima o poi si imbocca la strada della crescita a debito. Naturalmente il fenomeno è complesso: la crisi dei subprime può essere messa in relazione anche con la necessità di finanziare il budget militare americano dopo l’11 settembre...

    La situazione italiana è migliore?
    Il debito italiano è prevalentemente pubblico mentre negli Usa è soprattutto debito delle famiglie. L’ipotesi di nazionalizzare il secondo sta facendo vacillare i democratici nelle elezioni di novembre. In Italia, è in corso una privatizzazione del debito pubblico attraverso i tassi d’interesse: remunerarli al di sotto dell’inflazione significa trasferire valore. Senza contare che l’ingresso nell’euro, in sé opportuno, per come è avvenuto è stato pagato dagli investitori. Per sgonfiare il debito ci sono solo: il default stile Argentina; una nuova bolla, e gli americani stanno lavorando sul biotech; l’inflazione, pericolosissima; l’austerità, che è già realtà.

    Non crede in una ripresa trainata dal Far East?
    Tesi di Goldman Sachs, ma la Cina ha un Pil uguale a quello della Germania: a definire la strategia di uscita può essere solo un grande produttore che è anche grande consumatore e che detiene il primato delle tecnologie, quindi, ancora una volta, gli Usa. Io credo tuttavia che l’unica strategia per uscire dalla crisi sia quella di invertire il processo di denatalità dell’Occidente e per farlo occorre dare la possibilità alle persone di farsi una famiglia ma - prima ancora - riportare l’uomo a riconoscere il senso della vita; sul piano educativo occorre tornare alla cultura del "perché" sopraffatta in questi anni dalla cultura del "come", dell’approccio casistico delle università americane, dove però, i master di alto livello riscoprono Aristotele. Per noi cattolici significa tornare all’insegnamento della dottrina, a lungo trascurata.

    In Italia esistono le risorse da investire su università e famiglia?

    Per crescere, è chiaro a tutti, occorre investire sulla cultura. L’Italia negli ultimi cinquant’anni ho perso il vantaggio storico che le derivava da quella classica. È altrettanto chiaro che un investimento debba essere efficace e giustificato in base al piano che si dà un governo: è legittimo chiedersi se un investimento fatto, ad esempio nell’organizzazione universitaria, riesca effettivamente a produrre cultura. Quanto alle famiglie, la povertà che si avvicina scoraggia la formazione di coppie e la scelta di diventare genitori. Le casalinghe hanno salvato il mondo, trasferendo ai figli un’immensa ricchezza educativa, e anche oggi il più grande investimento per la nostra società sarebbe una politica di sgravi fiscali per le famiglie, per l’educazione dei figli e per l’accompagnamento al lavoro.

    Paolo Viana
    © riproduzione riservata

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    Predefinito Rif: Più famiglia, meno crisi

    di tedeschi non mi torna una cosa: dice che più figli facciamo più aumenta ricchezza e posti di lavoro. Inoltre la sua definizione di "capitalismo cattolico". Il capitalismo è il capitalismo, è neutro, sta a noi renderlo "etico".
    Ultima modifica di Popolare; 05-11-10 alle 12:35
    Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

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    Predefinito Rif: Più famiglia, meno crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Popolare Visualizza Messaggio
    di tedeschi non mi torna una cosa: dice che più figli facciamo più aumenta ricchezza e posti di lavoro. Inoltre la sua definizione di "capitalismo cattolico". Il capitalismo è il capitalismo, è neutro, sta a noi renderlo "etico".
    Tedeschi ha ragione, i figli sono il vero investimento per il nostro futuro come popolo. Da questo punto di vista, fa bene ad essere scettico sull'immigrazione quale soluzione al declino demografico: la Chiesa non deve guardare ai numeri ma alla sostanza, e la sostanza è che gli europei demograficamente stanno morendo, e l'immigrazione è una soluzione nichilista, adatta ad una società utilitaristica che non vuole bambini.

    Siamo prigionieri di un meccanismo perverso: da un lato rincorriamo il denaro e il piacere personale ridotti come siamo a consumatori, abbandonando il duro lavoro, dall'altro lato utilizziamo gli immigrati, che abbassano i costi del lavoro già precario, e abortiamo i nostri figli. A guadagnarci sono i capitali anonimi e non i popoli.

    L'ultima enciclica di Papa Benedetto XVI si inserisce esattamente in questo discorso, riesumando la dottrina sociale della Rerum novarum. Come ha detto Tremonti, sempre più in sintonia con il Papa e Tedeschi, bisogna tornare al capitalismo umano guidato dalla morale cattolica. Non quello della Lehman, piuttosto quello etico di Ford, per capirci.

    Tedeschi e Benedetto XVI stanno ridando vita alla dottrina, finalmente, che Dio ce li conservi.


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 05-11-10 alle 13:17

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    Predefinito Rif: Più famiglia, meno crisi

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Tedeschi ha ragione, i figli sono il vero investimento per il nostro futuro come popolo. Da questo punto di vista, fa bene ad essere scettico sull'immigrazione quale soluzione al declino demografico: la Chiesa non deve guardare ai numeri ma alla sostanza, e la sostanza è che gli europei demograficamente stanno morendo, e l'immigrazione è una soluzione nichilista, adatta ad una società utilitaristica che non vuole bambini.

    Siamo prigionieri di un meccanismo perverso: da un lato rincorriamo il denaro e il piacere personale ridotti come siamo a consumatori, abbandonando il duro lavoro, dall'altro lato utilizziamo gli immigrati, che abbassano i costi del lavoro già precario, e abortiamo i nostri figli. A guadagnarci sono i capitali anonimi e non i popoli.

    L'ultima enciclica di Papa Benedetto XVI si inserisce esattamente in questo discorso, riesumando la dottrina sociale della Rerum novarum. Come ha detto Tremonti, sempre più in sintonia con il Papa e Tedeschi, bisogna tornare al capitalismo umano guidato dalla morale cattolica. Non quello della Lehman, piuttosto quello etico di Ford, per capirci.

    Tedeschi e Benedetto XVI stanno ridando vita alla dottrina, finalmente, che Dio ce li conservi.


    carlomartello
    si quello l'avevo capito e non sono d'accordo, sarei d'accordo invece su metodi di prevenzione dello sbarco dei clandestini limitando il numero di immigrati, anche regolari, ma non possiamo mandare via i regolari che gia ci sono. In Italia sono 5 milioni, dobbiamo solo prenderne atto e ammettere che anche questi (centinaia di migliaia di imprenditori, muratori, agricoltori e ristoratori) creano ricchezza per lo stato e abbassano l'età media. Su questo non mi pare che il Papa si sia espresso.
    Sull'aborto serve una battaglia culturale più che legislativa.
    Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

 

 

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