Energia, ecco perché i prezzi caleranno
Nel 2030 1 auto venduta su 2 nel mondo sarà elettrica, anche nello scenario STEPS, e cancellerà 6 milioni di barili di petrolio al giorno dalla domanda globale.L'Aie prevede che la capacità di esportazione di gas naturale liquefatto aumenterà di quasi il 50% nel prossimo futuro e ipotizza un “eccesso di capacità”. Nel rapporto, basato sulle politiche attuali, l'Aie conferma la sua previsione di un picco della domanda di tutti i combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) “entro la fine del decennio”, contrariamente alle stime dell'industria del petrolio e del gas e dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec).
Dall'altra parte, prosegue la crescita delle rinnovabili. La Cina continua a investire pesantemente sul fotovoltaico e sulle auto elettriche, ma anche Usa ed Europa si sono messi a spendere in questi campi. Fra qualche anno rischiamo di avere troppi pannelli solari e batterie sul mercato. I prezzi degli impianti scenderanno.
Quello che manca sono gli investimenti nelle infrastrutture per adeguare la rete elettrica alla produzione incostante delle rinnovabili e per installare gli accumuli di elettricità che stabilizzino la fornitura. Per ogni dollaro speso sulle fonti rinnovabili, solo 60 centesimi sono spesi sulle reti e gli accumuli. Ma la decarbonizzazione del settore energetico, spiega, richiede che il rapporto fra gli investimenti in rinnovabili e quelli in reti ed accumuli sia di 1 a 1.
...probabilmente, quindi, il picco del petrolio non sarà dovuto al poco petrolio e quindi ai prezzi alti del petrolio, ma ai prezzi bassi del solare e delle batterie




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