La Khaṭvāńga (mazza o bastone sormontato da un teschio) è uno strumento rituale tantrico che come altri strumenti quali il Kapāla (coppa ricavata da teschio umano), il Damaru (tamburello) e la Kāhala (tromba ricavata da femore umano) sono stati probabilmente ereditati dal substrato sciamanico asiatico.
Si ritiene che originariamente fosse un’arma e che in seguito assurse a segno distintivo di poteri spirituali e magici. I Tantra buddisti mediarono questo strumento, come altri, da gruppi Shiva eterodossi.
La capacità di usare la Khaṭvāńga è a volte risvegliata in chi ha subito un forte trauma interiore.
Un Avadhut, interrogato a proposito, rispose:
“La Khaṭvāńga è lo strumento del “passaggio” che va usato semplicemente da maestri conoscitori di guarigioni e altre situazioni visive stesse. Questo strumento è in uso a maestri che hanno visioni sciamaniche e portano la realtà in questo mondo per chi non ha visione divina. Lo strumento aiuta la conoscenza a passare da un mondo all’altro.
Sciamano è un maestro guaritore dell’anima e a volte del corpo, ha nel profondo e nel cuore il mondo interiore anche nella visione dell’umano essere ma necessita di strumento a volte, e a volte la capacità arriva di nuovo riconosciuta attraverso azione che porta trauma interiore.”




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