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    Predefinito Lega Italiana per il divorzio breve


    L’insostenibile pesantezza del divorzio all’italiana

    Inserito il 25 maggio 2009
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    Tags: diritti civili, divorzio, divorzio breve, politica, riforme

    - E’ un piacere scrivere di divorzio breve per gli amici di Libertiamo, dopo che qualche sospettoso e malaccorto maniaco del pettegolezzo politico ci ha accusato di essere complici in una congiura contro Berlusconi. Visto che Sofia Ventura, che è animatrice di Libertiamo, aveva scritto per il periodico on line di Fare Futuro un pezzo sul velinismo politico e io, come Segretario della Lega italiana per il divorzio breve, avevo offerto una “tessera onoraria” a Veronica Lario (per le ragioni che di seguito spiegherò), in nome della comune origine radicale siamo stati accusati di un particolare reato associativo: quello per il divorzio del premier. Vabbé, parliamo di cose serie.
    Nel gennaio di quest’anno è stata rilanciata una Lettera Appello a favore della riforma del divorzio in Italia, indirizzata dalla Lega Italiana per il Divorzio Breve a tutti i membri delle commissioni Giustizia di Camera e Senato. Tra i sottoscrittori vi è anche Benedetto Della Vedova, che quale voce liberale e radicale all’interno del PDL è stato invitato ad aderire e non ha mancato di dare il suo sostegno.
    E’ una battaglia politica dura, che si trascina da anni, con il contributo di entrambi gli schieramenti politici, ma che, ad oggi, non è riuscita a giungere al traguardo per il cedimento a quelle famose ingerenze – vaticane, clericali o corporative che siano-, che hanno accomunato tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni. Unica eccezione, l’ultimo Governo Prodi, che è riuscito a cadere prima ancora che un testo base approvato in Commissione approdasse in Aula: avrebbero fatto in tempo a chiudere la porta in faccia anche a quel testo condiviso? Non lo sapremo mai.
    Con il nuovo Governo si è dovuto ricominciare daccapo ed è ripartito l’ostruzionismo affinché le proposte di legge presentate in Commissione non vengano poste all’ordine del giorno. Se di un problema non si discute, è come se non esistesse. Se non esiste, è inutile discuterne. E così all’infinito.
    Per questo ho scandalosamente chiesto di “tesserare” la moglie del premier, quando ha dichiarato di volere divorziare dal marito, e di volerlo fare come una “persona comune”. Perché conoscesse e, volendo, testimoniasse che cosa riserva una “legge tritacarne” alle persone comuni: due giudizi, separazione e divorzio, più tre anni di attesa, ai quali si sommano i mesi occorrenti alla giustizia-lumaca del nostro paese per giungere a sentenza. Mi sembrava legittima la richiesta di spostare dal personale al politico il suo dramma familiare: lo stesso che accomuna centinaia di migliaia di coppie. Non ci siamo schierati con la moglie contro il marito (le cui vicende, coi relativi gossip, non intendiamo né commentare né sfruttare). La LID (Lega italiana per il divorzio) non si è mai schierata con mariti o mogli. Né, a distanza di 40 anni, intendiamo farlo noi della Lega Italiana per il Divorzio Breve. Semplicemente, essendo stata Veronica a chiedere il divorzio, ci siamo rivolti a lei. E lo scandalo (della nostra offerta, non del divorzio - sia chiaro…) è almeno servito a riaprire la discussione su cosa significa divorziare, oggi, in Italia.
    Ma cosa vogliamo, noi della Lega Italiana per il Divorzio Breve?
    Semplicemente denunciare che la legge sul divorzio in Italia è una tra le più complicate, costose e logoranti d’Europa, al punto che l’edizione del rapporto sullo stato dei sistemi giudiziari redatto dalla Commissione europea per l’efficienza della giustizia (Cepej), divulgato l’8 ottobre 2008, contenente informazioni relative all’anno 2006 sullo stato della giustizia in 45 Stati su 47 membri del Consiglio d’Europa, ha assegnato all’Italia la “maglia nera” in tema di durata dei procedimenti di divorzio: nel nostro Paese i tempi nelle procedure in primo grado sono i più lunghi, con ben 634 giorni di attesa per giungere alla pronuncia di scioglimento del vincolo coniugale.
    Ormai è forte l’attesa da parte di migliaia di cittadini impossibilitati a rifarsi una vita di coppia senza motivo e i tempi lunghi e gli alti costi del procedimento non sono certo un efficace deterrente allo scioglimento di un coniugio oramai finito; casomai il rischio è di aggravare rapporti già inevitabilmente tesi a causa di una storia che si conclude. Per questo chiediamo l’adeguamento del dato normativo all’evoluzione della società, e a quanto è già in vigore nella quasi totalità degli altri paesi dell’U.E., dove sono previste procedure più semplici, costi più contenuti e tempi più rapidi rispetto alla legislazione italiana. Chiediamo la fine del divorzio di classe, che consente a chi ha soldi da spendere di poter sciogliere il vincolo coniugale in tempi rapidi prendendo una residenza, vera o fittizia che sia, in uno dei paesi U.E. dove la legislazione è più morbida. Chiediamo che vengano presi in considerazione i sondaggi che ci dicono favorevoli alla riforma quasi il 70% degli elettori del PDL. Chiediamo che di questo se ne parli nella Tv pubblica italiana, e che la nostra battaglia non sia confinata solo agli ascoltatori di Radio Radicale, o ai telespettatori svedesi, che hanno l’opportunità di vedere gli speciali mandati in onda dalla loro televisione di Stato. Chiediamo che l’informazione su questo problema sia organizzata per dare spazio serio a tutte le tesi, non solo a quelle di comodo. Numerose sono le cose che chiediamo, ma, sostanzialmente chiediamo che in Parlamento abbia inizio la discussione su questo tema: chiediamo quindi che le proposte assegnate e giacenti in Commissione vengano poste all’ordine del giorno il più presto possibile. Chiediamo che il Presidente del Consiglio, premier di tutti gli italiani, ferventi cattolici o meno, lasci libertà di coscienza su questa materia ai deputati eletti nelle liste della maggioranza. Chiediamo che Benedetto Della Vedova, Libertiamo e tutte le forze liberali interne al PDL si facciano portavoce e sostenitori di questa campagna presso il Governo, presso i loro elettori e presso l’opinione pubblica. Chiediamo che si cominci, da subito, a coinvolgere tutti coloro che vivono sulla propria pelle le storture di questa legge attraverso seminari, convegni, manifestazioni, proposte. Anche all’interno del PDL, volendo, c’è spazio per il dibattito, perché questo sia libero, perché il parlamentare eletto nel PDL non sia legato, in questioni come queste, alla “disciplina di partito”.
    « Su Nota Politica le scommesse sul Grand Prix del 6 e 7 giugno
    Sicurezza, basta retorica antimmigrazione »

    Inserito da:

    Diego Sabatinelli - che ha inserito 1 articoli in Libertiamo.it.

    39 anni, laureato in Giurisprudenza, dipendente pubblico, è Segretario della Lega Italiana per il Divorzio Breve dal 2007. Più volte membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, è stato componente della Giunta di Radicali Italiani, revisore dei conti del PRT, segretario dell’associazione Radicali Roma e coordinatore della Rosa Nel Pugno per il Lazio

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Lega Italiana per il divorzio breve

    MANIFESTAZIONE PER IL DIVORZIO BREVE, MERCOLEDI' 17 GIUGNO, ORE 10.00, DAVANTI A PIAZZA MONTECITORIO
    Mer, 27/05/2009 - 16:47 da admin

    Care amiche, cari amici,
    è arrivato il momento di manifestare con decisione la voglia di riformare la legge sul divorzio. Non è più possibile consentire al Palazzo di disinteressarsi di un problema che coinvolge centinaia di migliaia di coppie in tutta Italia che hanno deciso di sciogliere il proprio matrimonio, e per questo, uniche in Europa, sono costrette ad affrontare i costi ed i disagi di due giudizi, separazione e divorzio, e attendere oltre tre anni, anche quando la decisione è consensuale, quando si è d’accordo su tutto. E’ ora di dire basta a questa vergogna tutta italiana del divorzio di classe, per cui, se si hanno soldi, si può divorziare in un altro paese dell’U.E., acquistando una residenza, vera o fittizia che sia.
    Non si può rimanere più inermi, non possiamo attendere oltre, per questo motivo è necessario che ognuno di noi faccia la sua parte, decida di scendere in piazza a manifestare il proprio dissenso verso la totale inerzia del nostro Parlamento. Sono anni che attendiamo una risposta positiva che non arriva, e che, senza un deciso intervento personale di ciascuno di noi, non arriverà mai! Ora è il momento di fare un ulteriore passo avanti, un ulteriore sforzo, per questo vi chiediamo di prendervi ferie, permessi o altro, e raggiungerci a Roma, mercoledì 17 giugno, alle 10.00, davanti a piazza Montecitorio per dire basta ad una legge crudele, inumana. Chiediamo l’immediata calendarizzazione delle pdl sul divorzio breve giacenti in Commissione Giustizia, e la nostra audizione da parte della stessa. Tutti a Roma a far sentire la nostra voce, non esistono solo divorzi illustri, è ora che la politica si occupi anche delle separazioni e dei divorzi delle tante persone comuni.
    Un abbraccio a tutti, ne abbiamo bisogno
    Diego Sabatinelli

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Lega Italiana per il divorzio breve

    (ANSA) - ROMA, 26 MAG - La crisi messa in evidenza dal
    rapporto dell'Istat diffuso oggi pesera' di piu' sui separati.
    Lo afferma Diego Sabatinelli, segretario della Lega Italiana per
    il Divorzio Breve.
    ''Colpira' in modo piu' grave quei coniugi separati che gia'
    oggi - spiega - faticano a pagare gli alimenti, spesso un mutuo
    per la casa familiare, un nuovo affitto per chi e' costretto a
    vivere altrove, tutto questo dopo aver saldato le spese legali
    per la separazione e il divorzio. Sono varie le proposte di
    legge presentate in Parlamento a sostegno dei coniugi separati,
    i veri nuovi poveri. Non esiste solo l'affare papi Silvio,
    quando ci sono migliaia di separati che sono costretti a vivere
    in totale poverta'. I giornali e le TV di questi quando si
    occuperanno?''. (ANSA).

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Lega Italiana per il divorzio breve

    I giudici applicano per la prima volta il divorzio breve, ora tocca al Parlamento
    Ven, 12/06/2009 - 15:22 da diego

    Dichiarazione di Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi, rispettivamente Segretario e Tesoriere della Lega Italiana per il Divorzio Breve:

    Bene la magistratura italiana che per la prima volta applica la disciplina spagnola sul divorzio breve ad una coppia mista, lei italiana e lui spagnolo, sposata in Italia. Divorzio ottenuto in meno di un anno, Ora tocca al parlamento riformare la legge italiana in modo che tutte le coppie italiane, a prescindere dalla nazionalità, possano divorziare con unica sentenza e in meno di un anno come accaduto a Firenze, senza dover aspettare due giudizi, separazione e divorzio, e tre anni di attesa . Per questo la Lega Italiana per il Divorzio Breve ha organizzato una manifestazione mercoledì 17 giugno, ore 10, a piazza Montecitorio per chiedere la calendarizzazione delle proposte di legge sul divorzio breve giacenti in Parlamento.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Lega Italiana per il divorzio breve

    Senza iscritti non abbiamo forza, senza contributi non abbiamo armi, senza informazione non sarà possibile vincere questa battaglia

    Un solo piccolo spazio di informazione su un quotidiano nazionale può raggiungere migliaia di persone, e migliaia di persone possono fare la differenza, ma per comprare quello spazio servono molti soldi.

    Ci si può iscrivere alla Lega Italiana per il Divorzio Breve versando la quota di Euro 100,00 sul conto corrente postale n. 82656505 intestato a Lega Italiana per il Divorzio Breve - Via di Torre Argentina n. 76 - 00186 Roma (nella causale specificare: iscrizione per l'anno 2009).

    In alternativa, la quota di iscrizione può anche essere versata tramite bonifico bancario (il nostro CODICE IBAN: IT76 Y076 0103 2000 0008 2656 505).

    A prescindere dall'iscrizione, si possono versare contributi economici a sostegno delle attività della Lega (quota minima consigliata: Euro 50,00)

    Grazie,

    Il Segretario
    Diego Sabatinelli

    Il Tesoriere
    Alessandro Gerardi

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Lega Italiana per il divorzio breve

    DIVORZIO BREVE ANCHE IN ITALIA

    Sono passati oltre trentasei anni dalla legge che introdusse il divorzio in Italia e venti dalla modifica che abbreviò da cinque a tre anni il tempo intercorrente dalla separazione dei coniugi alla cessazione degli effetti civili del matrimonio.
    Da allora, come è chiaro a tutti, lo scenario sociale, culturale ed antropologico del nostro Paese è profondamente mutato; si è compreso che il decorso del termine triennale, piuttosto che rinsaldare la comunione di vita dei coniugi, ormai discioltasi, rischia invece di prolungare ed aggravare ulteriormente i già tesi rapporti personali tra marito e moglie, oltre a rappresentare un evidente trauma per i loro eventuali figli. In Europa altri Paesi hanno già affrontato il problema con l’obiettivo di facilitare le procedure burocratiche, incentivare le separazioni consensuali e ridurre i litigi in tribunale garantendo anche, in tal modo, il benessere dei figli. In Spagna il divorzio si può ottenere in pochi mesi, in Germania se i coniugi vivono separati da un anno, ma anche altre legislazioni hanno una disciplina che rende meno traumatico e difficile il percorso per ottenere lo scioglimento del vincolo coniugale.
    Nel nostro Paese siamo in forte ritardo, senza contare che spesso, soprattutto a causa della lentezza della giustizia civile, i tempi di attesa per ottenere il divorzio superano di gran lunga i tre anni previsti. Ma non per tutti: un regolamento europeo consente ad una coppia dell'Unione di divorziare in un qualsiasi Paese comunitario purché si viva, si lavori o si possegga una residenza, anche secondaria, sul suo territorio.
    Questa norma consente alle coppie che possono permetterselo una sorta di divorzio di classe, o almeno di censo. Recenti dati Istat confermano inoltre un’evoluzione del nostro Paese reale non riconosciuta e assecondata da un adeguamento normativo: si rilevano oltre 500.000 unioni di fatto, e in questo mezzo milione di “pubblici concubini” sono presenti anche molti che da anni aspettano un divorzio e che dalla loro situazione irregolare vedono deteriorarsi e complicarsi i rapporti umani e psicologici. Per fronteggiare i costi individuali ed anche sociali delle separazioni non serve dunque reprimere il fenomeno, ma agevolare forme nuove di ricomposizioni e di unioni tra le persone, allineandosi su questo terreno agli standard degli altri paesi europei.

    Per questi motivi, dopo trentasei anni, consideriamo urgente e necessario avviare una nuova, forte battaglia civile, questa volta per il divorzio breve. E’ una battaglia che investe, o investirà, la responsabilità e il lavoro dei parlamentari ma che richiede primariamente, come risorsa necessaria, l’impegno attivo di tutti coloro che ritengono intollerabile che si neghi a qualcuno la possibilità, anzi il diritto, di determinare liberamente le proprie scelte di vita.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Lega Italiana per il divorzio breve

    LA LEGA ITALIANA PER IL DIVORZIO BREVE COSTRETTA A CHIUDERE?
    Gio, 23/07/2009 - 23:20 da diego

    Care amiche, cari amici,
    anche se l’obiettivo della calendarizzazione delle proposte di legge sul divorzio breve sembra meta quasi raggiunta, anche se questo risultato è dovuto al lavoro continuo svolto in questi mesi dalla Lega Italiana per il Divorzio Breve, che è riuscita a smuovere le montagne della politica, da gennaio ad oggi siamo riusciti a far parlare del problema ovunque, perfino diventando involontari coprotagonisti della vicenda Berlusconi-Lario!
    Ebbene, nonostante la visibilità ottenuta e l’appoggio politico che siamo riusciti ad ottenere in modo trasversale agli schieramenti di maggioranza ed opposizione, tutto è stato fatto senza nessuna, ripeto NESSUNA risorsa economica a disposizione, siete liberi di non credere, ma tutto è stato portato avanti in modo volontario, con i pochissimi soldi del sottoscritto e di pochi altri contribuenti.
    Finalmente sono riuscito a terminare la raccolta e la sistemazione razionale di tutte le vostre lettere e i vostri commenti lasciati in questi mesi per il dossier da presentare alle istituzioni ed ai cittadini per l’inizio della discussione alla Camera prevista per il prossimo autunno. Ma non sono abituato a prendere il nome delle campagne senza poi portarle realmente avanti, anche se basterebbe avere il nome sul sito e scrivere che siamo per il divorzio breve per vantare presenza, ma che senso e utilità avrebbe? Per questo motivo ho calcolato che serve alla LID una disponibilità iniziale per la campagna autunnale di almeno 5.000 euro, cinquemila, senza i quali non ha senso nemmeno iniziare questa campagna, ma con le prevedibili conseguenze: nessuno tallonerebbe più il Parlamento, nessuno spingerebbe per un confronto e dibattito con il risultato di vedere anche questa volta fallire l’obiettivo come accaduto nelle precedenti legislature. E’ bastato un voto segreto alla Camera voluto da Casini nel precedente Governo Berlusconi, per far bocciare la proposta di legge già approvata in Commissione!

    Per questo motivo chiedo a tutti voi uno sforzo, un contributo secondo possibilità, anche solo pochi euro. Senza un budget minimo di almeno 5.000 euro entro il 30 settembre le attività della LID non possono proseguire e si chiuderanno in attesa di qualche altro pazzo disposto a spendere denaro e tempo per il bene di tutti, io non ne ho più. Sì, il bene di tutti, anche quelli non coinvolti pagano per la lentezza del sistema giustizia che soffre della enorme mole di cause di separazione e divorzio pendenti, e inutili, perché consensuali.
    Pensateci bene, chiusa la LID rimane ben poco su questa battaglia!
    Potete lasciare un contributo alla LID sul conto corrente postale n. 82656505.

    Tramite bonifico bancario, il nostro CODICE IBAN: IT76 Y076 0103 2000 0008 2656 505.
    Fate quello che potete, ma se non si arriva a quota 5.000 entro il 30 settembre, si chiude!
    Un saluto,
    Diego Sabatinelli - Segretario della Lega Italiana per il Divorzio Breve

  8. #8
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    Predefinito Rif: Lega Italiana per il divorzio breve

    Care/i, quelli/e di noi che possono: difendiamo e sosteniamo (anche con un piccolo versamento, se non ce la fate a fare la tessera) la Lega per il Divorzio Breve, che rischia davvero di chiudere!!!

  9. #9
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    Predefinito Rif: Lega Italiana per il divorzio breve

    Bisognerebbe dare la tessera onoraria a Silvio Berlusconi.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Lega Italiana per il divorzio breve

    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Bisognerebbe dare la tessera onoraria a Silvio Berlusconi.
    :sofico: Se paga verrà sicuramente accolto, come quel boss mafioso negli anni 80.... come si chiamava?

 

 
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