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  1. #1
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    Predefinito Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Diverse persone in questo forum, come ad esempio @Guy Fawkes, @novis e @Conte Oliver, sostengono che lo stato possa obbligarti ad andare in guerra, e quindi essenzialmente che l'importanza dello stato sia superiore a quella della vita e della self-ownership di un individuo.

    L'idea implicita sottostante a questa idea folle è che lo stato abbia il DIRITTO di esistere e che quindi noi abbiamo il DOVERE di difenderlo, anche a costo della nostra vita.

    Ebbene, oggi diremo le cose come stanno: lo stato italiano (come qualsiasi altro stato) non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia un'azienda, come ad esempio la Nestlé. Infatti lo stato è sostanzialmente un'azienda, e nessuna azienda ha il diritto di esistere. Esiste fintanto che esiste un numero sufficiente di stakeholders disposti a metterci capitali/sacrifici. Quando a nessuno interessa più tenerla in piedi, viene giustamente smantellata.
    Ovviamente lo stato è un'azienda di gerarchia superiore rispetto alle altre aziende: è un'azienda a cui è stato dato un mandato pubblico per gestire il territorio e su cui ha un potere monopolistico. Che sia di gerarchia superiore tuttavia non significa che abbia più diritto di esistere rispetto a tutte le altre aziende.

    Onde evitare fraintendimenti, dirò che quello che sto dicendo non è che lo stato di per sé non sia necessario: ritengo che sia una cosa naturale e inevitabile che ci sia un qualche tipo di organizzazione che gestisce un territorio, ma quale tra le tante organizzazioni immaginabili debba gestire un territorio determinato è del tutto soggettivo e nessuna di queste ha più diritto rispetto alle altre.
    Non metto quindi ad esempio in discussione che ci sarà sempre un qualche potere pubblico che gestisce la città di Roma, ma semplicemente che quella particolare azienda pubblica chiamata "Italia", con la bandiera tricolore, la sua costituzione, un inno nazionale brutto (John Williams farebbe di meglio in 5 minuti), un capitale pari a X, un debito pubblico pari a XY (poca roba) e dei confini che iniziano lì e finiscono là, non ha più diritto di esistere di quanto ne abbiano le tante altre aziende immaginabili che potrebbero teoricamente gestire i territori attualmente controllati da lei.

    È chiaro il discorso?


    Così come la Nestlé chiude baracca se i proprietari si rompono i coglioni, ritenendo che non valga più la pena perché i costi superano i benefici, allo stesso modo può chiudere quell'azienda la cui ragione sociale è "Italia" se i suoi soci non vogliono sacrificarsi per lei.

    Ed ecco il punto, la conclusione di tutto il mio discorso: se i soci di un'azienda pubblica (o stato) ritengono che valga la pena sacrificare la loro vita per salvarla, allora molti si presteranno come soldati senza che vengano obbligati. Se invece molti soci ritengono che la loro vita abbia un valore superiore all'azienda pubblica, allora non combatteranno e questa giustamente soccomberà.
    E allora? Dove sta il problema? Tutte le aziende chiudono baracca quando gli azionisti non sono disposti ai sacrifici necessari per tenerle in piedi... perché mai per un'azienda pubblica dovrebbe funzionare diversamente? Evidentemente perché alcune persone sono malate di nazionalismo e vedono lo stato come una divinità. Lo stato italiano non ha niente di divino: è solo un'azienda come la Nestlé. Punto!

  2. #2
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Su questo punto Owen ha ragione.

    Però temo che continui a credere che Nazione e Stato siano la stessa cosa.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  3. #3
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Owen Visualizza Messaggio
    Diverse persone in questo forum, come ad esempio @Guy Fawkes, @novis e @Conte Oliver, sostengono che lo stato possa obbligarti ad andare in guerra, e quindi essenzialmente che l'importanza dello stato sia superiore a quella della vita e della self-ownership di un individuo.

    L'idea implicita sottostante a questa idea folle è che lo stato abbia il DIRITTO di esistere e che quindi noi abbiamo il DOVERE di difenderlo, anche a costo della nostra vita.

    Ebbene, oggi diremo le cose come stanno: lo stato italiano (come qualsiasi altro stato) non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia un'azienda, come ad esempio la Nestlé. Infatti lo stato è sostanzialmente un'azienda, e nessuna azienda ha il diritto di esistere. Esiste fintanto che esiste un numero sufficiente di stakeholders disposti a metterci capitali/sacrifici. Quando a nessuno interessa più tenerla in piedi, viene giustamente smantellata.
    Ovviamente lo stato è un'azienda di gerarchia superiore rispetto alle altre aziende: è un'azienda a cui è stato dato un mandato pubblico per gestire il territorio e su cui ha un potere monopolistico. Che sia di gerarchia superiore tuttavia non significa che abbia più diritto di esistere rispetto a tutte le altre aziende.

    Onde evitare fraintendimenti, dirò che quello che sto dicendo non è che lo stato di per sé non sia necessario: ritengo che sia una cosa naturale e inevitabile che ci sia un qualche tipo di organizzazione che gestisce un territorio, ma quale tra le tante organizzazioni immaginabili debba gestire un territorio determinato è del tutto soggettivo e nessuna di queste ha più diritto rispetto alle altre.
    Non metto quindi ad esempio in discussione che ci sarà sempre un qualche potere pubblico che gestisce la città di Roma, ma semplicemente che quella particolare azienda pubblica chiamata "Italia", con la bandiera tricolore, un inno nazionale brutto (John Williams farebbe di meglio in 5 minuti), un capitale pari a X, un debito pubblico pari a XY (poca roba) e dei confini che iniziano lì e finiscono là, non ha più diritto di esistere di quanto ne abbiano le tante altre aziende immaginabili che potrebbero teoricamente gestire i territori attualmente controllati da lei.

    È chiaro il discorso?


    Così come la Nestlé chiude baracca se i proprietari si rompono i coglioni, ritenendo che non valga più la pena perché i costi superano i benefici, allo stesso modo può chiudere quell'azienda la cui ragione sociale è "Italia" se i suoi soci non vogliono sacrificarsi per lei.

    Ed ecco il punto, la conclusione di tutto il mio discorso: se i soci di un'azienda pubblica (o stato) ritengono che valga la pena sacrificare la loro vita per salvarla, allora molti si presteranno come soldati senza che vengano obbligati. Se invece molti soci ritengono che la loro vita abbia un valore superiore all'azienda pubblica, allora non combatteranno e questa giustamente soccomberà.
    E allora? Dove sta il problema? Tutte le aziende chiudono baracca quando gli azionisti non sono disposti ai sacrifici necessari per tenerle in piedi... perché mai per un'azienda pubblica dovrebbe funzionare diversamente? Evidentemente perché alcune persone sono malate di nazionalismo e vedono lo stato come una divinità. Lo stato italiano non ha niente di divino: è solo un'azienda come la Nestlé. Punto!



    Quindi uno che non vuole andare in guerra non può essere arrestato Come disertore?
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  4. #4
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Su questo punto Owen ha ragione.

    Però temo che continui a credere che Nazione e Stato siano la stessa cosa.
    Peggio, temo che sia il concetto stesso di Nazione, ossia del comune sentire che riunisce una comunità in forza di legami storici, etnici, linguistici, sociali e culturali a non entrargli in testa: nella sua visione lo Stato è solo un ente amministrativo e di gestione del territorio.
    Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  5. #5
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Peggio, temo che sia il concetto stesso di Nazione, ossia del comune sentire che riunisce una comunità in forza di legami storici, etnici, linguistici, sociali e culturali a non entrargli in testa: nella sua visione lo Stato è solo un ente amministrativo e di gestione del territorio.
    Infatti lo Stato è proprio quello, e la Nazione può farne a meno, quando i suoi servizi vengono a costare troppo.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Owen Visualizza Messaggio
    Diverse persone in questo forum, come ad esempio @Guy Fawkes, @novis e @Conte Oliver, sostengono che lo stato possa obbligarti ad andare in guerra, e quindi essenzialmente che l'importanza dello stato sia superiore a quella della vita e della self-ownership di un individuo.

    L'idea implicita sottostante a questa idea folle è che lo stato abbia il DIRITTO di esistere e che quindi noi abbiamo il DOVERE di difenderlo, anche a costo della nostra vita.

    Ebbene, oggi diremo le cose come stanno: lo stato italiano (come qualsiasi altro stato) non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia un'azienda, come ad esempio la Nestlé. Infatti lo stato è sostanzialmente un'azienda, e nessuna azienda ha il diritto di esistere. Esiste fintanto che esiste un numero sufficiente di stakeholders disposti a metterci capitali/sacrifichi. Quando a nessuno interessa più tenerla in piedi, viene giustamente smantellata.
    Ovviamente lo stato è un'azienda di gerarchia superiore rispetto alle altre aziende: è un'azienda a cui è stato dato un mandato pubblico per gestire il territorio e su cui ha un potere monopolistico. Che sia di gerarchia superiore tuttavia non significa che abbia più diritto di esistere.

    Onde evitare fraintendimenti, dirò che quello che sto dicendo non è che lo stato di per sé non sia necessario: ritengo che sia una cosa naturale e inevitabile che ci sia un qualche tipo di organizzazione che gestisce un territorio, ma quale tra le tante organizzazioni immaginabili debba gestire un territorio determinato è del tutto soggettivo e nessuna di queste ha più diritto rispetto alle altre.
    Non metto quindi ad esempio in discussione che ci sarà sempre un qualche potere pubblico che gestisce la città di Roma, ma semplicemente che quella particolare azienda pubblica chiamata "Italia", con la bandiera tricolore, un inno nazionale brutto (John Williams farebbe di meglio in 5 minuti), un capitale pari a X, un debito pubblico pari a XY (poca roba) e dei confini che iniziano lì e finiscono là, non ha più diritto di esistere di quante ne abbiano le tante altre aziende immaginabili che potrebbero teoricamente gestire i territori attualmente controllati da lei.

    È chiaro il discorso?


    Così come la Nestlé chiude baracca se i proprietari si rompono i coglioni, ritenendo che non valga più la pena perché i costi superano i benefici, allora stato modo può chiudere quell'azienda la cui ragione sociale è "Italia" se i suoi soci non vogliono sacrificarsi per lei.

    Ed ecco il punto, la conclusione di tutto il mio discorso: se i soci di un'azienda pubblica (o nazione) ritengono che valga la pena sacrificare la loro vita per salvarla, allora molti si presteranno come soldati senza bisogno di obbligarli. Se invece molti soci ritengono che la loro vita abbia un valore superiore all'azienda pubblica, allora non combatteranno e questa giustamente soccomberà.
    E allora? Dove sta il problema? Tutte le aziende chiudono baracca quando gli azionisti non sono disposti ai sacrifici necessari per tenerle in piedi... perché mai per un'azienda pubblica dovrebbe funzionare diversamente? Evidentemente perché alcune persone sono malate di nazionalismo e vedono lo stato come una divinità. Lo stato italiano non ha niente di divino: è solo un'azienda pubblica. Punto!
    Discorso completamente a ...pera!
    Una azienda vive dolo di capitali e negli interessi di chi vi investe.
    Uno stato esiste in quanto esiste una comunità con proprie regole, tradizioni, lingue, storie, interessi e territori.
    La sua non esistenza mette in discussione il fatto che esista una comunità con interessi comuni.
    Un interesse comune è ad esempio la relazione nella comunità ed al di fuori con le altre.
    L'assenza di uno stato implicherebbe la cancellazione di interessi comuni, di una lingua comune e di tutto il resto.
    Capisco perfettamente che nelle idee secessioniste e neoliberali questo mettere in discussione l'esistenza di uno stato e quindi di una comunità e di interessi comuni che alla fine finiscono per schiacciare e ridurre le individualità sia un desiderio diffuso ma la realtà delle cose ci impone di organizzarci in comunità e quindi in stato non fosse altro perchè esistono altre comunità che con la loro consistenza alla fine schiaccerebbero comunque l'individuo.
    Dovete accettare il fatto che l'unione fa la forza e l'uomo per sua natura è un essere sociale e non individuale e finché esisterà questa natura sarà naturale che si formino comunità che con la loro forza e consistenza non possono che imporsi sui singoli che non vogliano a loro volta organizzarsi in comunità.
    Il singolo in natura ed in qualsiasi situazione che non sia fantasiosa non può che soccombere alla influenza ed alla consistenza di una collettività!
    Per fui finitela di fare voli pindarici su situazioni fantasiose che non tengano conto della natura e della legge fisica e della natura.
    Potete filosofeggiare sulla idea di un mondo senza stati e collettività formati da singoli individui ma ciò non può che riportare alla ricerca di collettività.
    Anche qualora di cercasse di evitarle la diversità degli individui che tanto amate e volete esaltare costringerà tutti gli altri a collettivizzarsi e coalizzarsi per non subite le conseguenti predominanze di chi comunque emergerà nelle diversità. È inevitabile e conseguenziale
    Non potete né negarlo né farvi nulla.
    È nella natura delle cose e nelle leggi fisiche di equilibrio.
    Saluti

  7. #7
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Infatti lo Stato è proprio quello, e la Nazione può farne a meno, quando i suoi servizi vengono a costare troppo.
    Calma: essere una Nazione senza Stato è certamente possibile, i Curdi lo sono, e i Polacchi lo sono stati per secoli (dalla Terza Spartizione alla fine della Prima Guerra Mondiale), ma qui si parlava del contrario, ed uno Stato che non sia anche Nazione dura minga, come Cecoslovacchia, Jugoslavia ed URSS ci hanno insegnato.
    Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  8. #8
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Peggio, temo che sia il concetto stesso di Nazione, ossia del comune sentire che riunisce una comunità in forza di legami storici, etnici, linguistici, sociali e culturali a non entrargli in testa: nella sua visione lo Stato è solo un ente amministrativo e di gestione del territorio.
    Anzi peggio! È solo il risultato di una collettività di individui che minacciano ed obbligano il singolo individuo a rispettare le sue regole e le sue imposizioni.
    Per cui per costoro lo stato è solo una struttura nemica dell'individuo, della sua libertà e quindi va abbattuto...
    Le conseguenze e le motivazioni del perchè esista e si necessario a loro sfuggono completamente o non vogliono tenerne conto!

    Ma cone ho ribadito questo voler mettere al centro l'individualismo e la libertà personale è un volere mantenere in equilibrio una sfera su uno spigolo. Fisicamente è assurdo! In contrasto con le leggi della fisica e della natura!
    Gli piace filosofeggiare sull'assurdo!

    Saluti

  9. #9
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Peggio, temo che sia il concetto stesso di Nazione, ossia del comune sentire che riunisce una comunità in forza di legami storici, etnici, linguistici, sociali e culturali a non entrargli in testa: nella sua visione lo Stato è solo un ente amministrativo e di gestione del territorio.
    Esattamente. Per noi liberali lo stato è come un condominio: massima libertà di fare ciò che si vuole dentro casa propria, adeguarsi lla volontà della maggioranza delal plebaglia per quanto riguarda le parti in comune.

    Io non ho niente in comune con gli altri condòmini (se non quello che io voglio avere in comune), esattamente come non ho niente in comuni con gli altri italiani. Dire "gli italiani sono..." per come la vedo io è come dire "gli abitanti di quel condominio sono...". Ogni singola persona è diversa da tutte le altre. Questi presunti "leagmi storici, etnici, linguistici, sociali e culturali" sono un pretesto per vuole campare sulle mie spalle, cioè rubando i miei soldi e obbligandomi a fare ciò che piace a lui.

    Esattamente come se io oggi incontro uan bella signorina italiana di 20 anni, avvenente, 4' abbondante di seno, etc, e con il pretesto che abbiamo tutti questi legami pretendo di copulare con lei.
    La plebaglia spesso sbaglia

  10. #10
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    Predefinito Re: Lo stato italiano non ha più diritto di esistere di quanto ne abbia la Nestlé

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Gori Visualizza Messaggio
    Quindi uno che non vuole andare in guerra non può essere arrestato Come disertore?
    Di più. Io sostengo che l'essere disertori debba essere considerata un'identità di genere e che si debba fare una legge contro la disertorofobia.


    Il punto, parlando seriamente, è che i disertori non esistono nel vero stato liberale cazzo duro, perché l'esercito è composto da professionisti e da volontari, e nessuno viene obbligato ad andare in guerra. Si potrebbe al massimo parlare di insubordinazione e di violazioni contrattuali da parte dei soldati professionisti, e delle giuste sanzioni per questi comportamenti, ma nessuno indosserebbe la divisa contro la sua volontà! @Dr. Gori

 

 
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