Risultati da 1 a 8 di 8
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    Predefinito Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.

    La legge delega prevedeva il divieto di pubblicare tra virgolette i provvedimenti di custodia cautelare. Ma il ministro Carlo Nordio è andato oltre

    di Paolo Frosina | 9 DICEMBRE 2024
    Il “bavaglio Costa” diventa legge, e in versione potenziata. Il Consiglio dei ministri approva in via definitiva il decreto legislativo che vieta la pubblicazione testuale delle ordinanze di arresto, esercitando la delega inserita da un emendamento del deputato di Forza Italia Enrico Costa (ai tempi in Azione) nella legge di delegazione europea per il 2024, il provvedimento con cui l’Italia si adegua ogni anno al diritto Ue. Ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio è andato anche oltre: rispetto allo schema licenziato a inizio settembre, infatti, nel decreto non si parla più di “ordinanze di custodia cautelare“, ma di “ordinanze che applicano misure cautelari personali“. Cosa significa? Da oggi i giornali non potranno più riportare tra virgolette non solo i provvedimenti con cui il giudice dispone la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari, ma anche quelli in cui vengono applicate misure meno gravi, cosiddette “non custodiali”, come l’obbligo/divieto di dimora, l’interdizione dallo svolgimento di un’attività o l’obbligo di firma. Eppure tutti questi atti, per loro natura, non sono coperti da segreto investigativo, essendo a conoscenza degli indagati e dei loro difensori. Il divieto varrà fino alla fine dell’udienza preliminare oppure, laddove non è prevista, fino alla fine delle indagini preliminari: rimarrà consentito, invece, pubblicare il “contenuto” dell’ordinanza, cioè la sintesi parafrasata da chi scrive.

    Meloni non voleva domande. Ma fallisce lo stop al bavaglio
    Con questa scelta il governo raccoglie il suggerimento espresso dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato nei loro pareri sullo schema di decreto, licenziati a ottobre. E completa il dietrofront rispetto alla riforma Orlando del 2017, che aveva escluso espressamente le ordinanze di applicazione delle misure cautelari personali dagli atti di cui è vietata la pubblicazione, risolvendo un dubbio interpretativo. D’ora in poi, chi riporterà tra virgolette un passaggio di un’ordinanza di arresto – ad esempio un dialogo intercettato – commetterà il reato di “pubblicazione arbitraria di atti” (articolo 684 del codice penale) punito con l’arresto fino a trenta giorni o con l’ammenda da 51 a 258 euro. A questo proposito non è stato seguito l’altro input arrivato dalle Commissioni, quello di aumentare le sanzioni pecuniarie per i giornali e i cronisti disobbedienti: una delle ipotesi suggerite era di applicare agli editori la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, che prevede multe tra i 25mila e 550mila euro. Temendo di andare oltre i confini della delega, il governo ha deciso di tenere questo aspetto fuori dal decreto: ma a colmare il vuoto sono già pronti vari disegni di legge depositati dalla maggioranza in Parlamento che moltiplicano a dismisura le multe. Saltata, infine, l’ipotesi di estendere il “bavaglio” anche alle misure cautelari reali, come i sequestri.

    Sul provvedimento si esprimono con un comunicato durissimo i parlamentari del Movimento 5 stelle nelle Commissioni Giustizia: “Mentre il servizio fornito dalla giustizia, in particolare quella di prossimità, rallenta, arranca e forse presto collasserà, il governo non se ne accorge perché è troppo preso dall’attacco verbale e normativo alla magistratura, dalla demolizione delle intercettazioni e dal ventaglio di bavagli che pensa di imporre. Oggi, dopo una corsa lunga mesi, taglia il traguardo quello imposto alla libertà di stampa, al diritto di cronaca e sopratutto al diritto dei cittadini a conoscere i fatti. Perchè la verità è che il primo timore del governo e di chi lo sostiene è che attraverso la pubblicazione degli atti e dei fatti giudiziari, le persone comuni vengano a sapere delle malefatte dei potenti, facendo perdere loro consenso politico. E così il governo Meloni assesta un altro colpo alla nostra democrazia malandata” attaccano Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.

    Poi di seguito si avra' la proposta Costa:

    Il bavaglio di Enrico Costa piace molto alla maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni. Talmente tanto che la destra vorrebbe fosse ancora più stretto: non solo il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare, ma anche quello per tutte le altre misure personali. E poi multe salate per giornalisti ed editori. A prevederlo sono i pareri dei parlamentari di Fdi Andrea Pellicini e Sergio Rastrelli allo schema di decreto legislativo per l’attuazione della norma che vieta la pubblicazione testuale del contenuto delle ordinanze di custodia cautelare. I due pareri, praticamente identici, sono stati depositati agli atti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato.

    Intercettazioni lampo, Di Matteo: “Così salteranno pure le indagini per mafia”
    Cosa prevede la norma – La norma sull’ordinanza di custodia cautelare era contenuta in un emendamento depositato da Costa, all’epoca deputato di Azione e oggi tornato in Forza Italia, alla legge di delegazione europea per il 2024, cioè il provvedimento con il quale ogni anno l’Italia si adegua al diritto comunitario. La delega modifica l’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini”, cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma di Andrea Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto (perché messi a disposizione delle parti). Rimane invece consentito pubblicare il “contenuto” dell’atto, cioè la sintesi rielaborata dal cronista.

    L’asse pro bavaglio – Ad approvare la norma erano state le forze di maggioranza, sostenute da Italia viva. Stesso schieramento che ora ha dato il via libera al parere in commissione Giustizia. I parlamentari di Camera e Senato, infatti, dovevano esprimeri con un parere non vincolante al decreto attuativo, dopo che nel settembre scorso era arrivata l’approvazione da parte del governo. Dopo aver “manifestato l’apprezzamento nei confronti del provvedimento”, il senatore Rastrelli e il deputato Pellicini nel loro parere propongono di “estendere” il divieto a “tutte le misure cautelari personali, ovvero ad altri analoghi provvedimenti che, eventualmente, possono essere messi nel procedimento cautelare, ovvero comunque a quei provvedimenti che, nella loro funzione, comportino una valutazione circa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la cui pubblicazione dunque, produca analoghi effetti sovrapponibili a quelli della sola ordinanza di custodia cautelare”.

    Bavaglio alla stampa: multe fino a mezzo milione per chi pubblicherà gli atti
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    Bavaglio alla stampa: multe fino a mezzo milione per chi pubblicherà gli atti
    Il parere in Commissione – Ma gli esponenti di Fdi chiede all’esecutivo di valutare anche “ulteriori interventi correttivi in punto di correlato presidio sanzionatorio“. Che tipo di correttivi? “Fermo restano l’esclusione di sanzioni detentive a carico del contravventore – si legge nel parere – il complessivo sistema sanzionatorio andrebbe comunque ripensato in modo da conferire effettività al divieto, e costituire un ragionevole argine alla sistematica violazione del medesimo”. Dunque si propone d’intervenire sull’articolo 684 del codice penale “che si risolve nella possibilità di estinguere il reato attraverso l’oblazione con il versamento di una somma irrisoria o dell’illecito disciplinare, raramente perseguito”. Quella è la norma sulla cosiddetta “oblazione“: prevede il pagamento di multe tra 51 a 258 euro per chi pubblica atti coperti da segreto. Il parere dell’esponente di Fdi spinge l’esecutivo anche a individuare “profili sanzionatori nuovi, anche attraverso il ricorso a ulteriori strumenti, non esclusi quelli posti a presidio dal decreto legislativo n 231 del 2001 recante la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”. In pratica si applicherebbe agli editori la norma sulla responsabilità penale delle aziende, con multe comprese tra 25mila e 550mila euro.

    Costa: “Non è un bavaglio”. Fnsi: “Manganello i giornalisti” – “Quella sulle ordinanze di custodia cautelare è una norma a garanzia della presunzione di innocenza e chi la descrive come un bavaglio mente in modo sfacciato, perché le informazioni sul contenuto degli atti giudiziari non sono minimamente intaccate”, sostiene Costa, padrino della norma. “Sarà invece evitato – prosegue – quel marketing giudiziario fatto da pagine di ordinanze cautelari, neanche vagliate dal Riesame, zeppe di intercettazioni, sbattute sui giornali ad indagini aperte, che sono uno schiaffo alla presunzione di innocenza e diventano la vera sentenza. Perché la sentenza vera, quella dopo un dibattimento sul quale i riflettori si spengono, non interessa più a nessuno. Soprattutto se è di assoluzione, perché il fango delle accuse si consolida nel tempo e non si rimuove”. Attacca il provvedimento, invece, Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa: “Dietro la presunzione di non colpevolezza, il governo si appresta a peggiorare ulteriormente la norma Costa, estendendo il divieto a tutti gli atti cautelari, compresi i sequestri disposti dal Gip. Ai giornalisti, come ormai ci ha abituato il governo, la manganellata di sanzioni economiche. E questa volta il manganello sanzionatorio dovrebbe toccare anche gli editori perché per una certa politica le notizie non rientrano nel diritto all’informazione stabilito dall’articolo 21 della Costituzione, ma sono solo un modo per vendere i giornali”.

    Adesso potranno rubare ancora piu' tranquilli. Gli elettori non sapranno piu' nulla e si porranno meno problemi, non e' che adesso se ne pongono molti.

    Sapete chi ha votato a favore delle opposizioni ? Quello che vuole entrare nel campo largo e che in molti si chiedono perche' non lo vuole ? Propio lui il Pinocchio toscano.
    Churchill: gli italiani, vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra.

    L’ignorante sa molto. L’intelligente sa poco. Il saggio non sa niente, ma l’imbecille sa sempre tutto.

  2. #2
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    Predefinito Re: Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.

    Citazione Originariamente Scritto da Gigi Landi Visualizza Messaggio
    La legge delega prevedeva il divieto di pubblicare tra virgolette i provvedimenti di custodia cautelare. Ma il ministro Carlo Nordio è andato oltre

    di Paolo Frosina | 9 DICEMBRE 2024
    Il “bavaglio Costa” diventa legge, e in versione potenziata. Il Consiglio dei ministri approva in via definitiva il decreto legislativo che vieta la pubblicazione testuale delle ordinanze di arresto, esercitando la delega inserita da un emendamento del deputato di Forza Italia Enrico Costa (ai tempi in Azione) nella legge di delegazione europea per il 2024, il provvedimento con cui l’Italia si adegua ogni anno al diritto Ue. Ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio è andato anche oltre: rispetto allo schema licenziato a inizio settembre, infatti, nel decreto non si parla più di “ordinanze di custodia cautelare“, ma di “ordinanze che applicano misure cautelari personali“. Cosa significa? Da oggi i giornali non potranno più riportare tra virgolette non solo i provvedimenti con cui il giudice dispone la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari, ma anche quelli in cui vengono applicate misure meno gravi, cosiddette “non custodiali”, come l’obbligo/divieto di dimora, l’interdizione dallo svolgimento di un’attività o l’obbligo di firma. Eppure tutti questi atti, per loro natura, non sono coperti da segreto investigativo, essendo a conoscenza degli indagati e dei loro difensori. Il divieto varrà fino alla fine dell’udienza preliminare oppure, laddove non è prevista, fino alla fine delle indagini preliminari: rimarrà consentito, invece, pubblicare il “contenuto” dell’ordinanza, cioè la sintesi parafrasata da chi scrive.

    Meloni non voleva domande. Ma fallisce lo stop al bavaglio
    Con questa scelta il governo raccoglie il suggerimento espresso dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato nei loro pareri sullo schema di decreto, licenziati a ottobre. E completa il dietrofront rispetto alla riforma Orlando del 2017, che aveva escluso espressamente le ordinanze di applicazione delle misure cautelari personali dagli atti di cui è vietata la pubblicazione, risolvendo un dubbio interpretativo. D’ora in poi, chi riporterà tra virgolette un passaggio di un’ordinanza di arresto – ad esempio un dialogo intercettato – commetterà il reato di “pubblicazione arbitraria di atti” (articolo 684 del codice penale) punito con l’arresto fino a trenta giorni o con l’ammenda da 51 a 258 euro. A questo proposito non è stato seguito l’altro input arrivato dalle Commissioni, quello di aumentare le sanzioni pecuniarie per i giornali e i cronisti disobbedienti: una delle ipotesi suggerite era di applicare agli editori la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, che prevede multe tra i 25mila e 550mila euro. Temendo di andare oltre i confini della delega, il governo ha deciso di tenere questo aspetto fuori dal decreto: ma a colmare il vuoto sono già pronti vari disegni di legge depositati dalla maggioranza in Parlamento che moltiplicano a dismisura le multe. Saltata, infine, l’ipotesi di estendere il “bavaglio” anche alle misure cautelari reali, come i sequestri.

    Sul provvedimento si esprimono con un comunicato durissimo i parlamentari del Movimento 5 stelle nelle Commissioni Giustizia: “Mentre il servizio fornito dalla giustizia, in particolare quella di prossimità, rallenta, arranca e forse presto collasserà, il governo non se ne accorge perché è troppo preso dall’attacco verbale e normativo alla magistratura, dalla demolizione delle intercettazioni e dal ventaglio di bavagli che pensa di imporre. Oggi, dopo una corsa lunga mesi, taglia il traguardo quello imposto alla libertà di stampa, al diritto di cronaca e sopratutto al diritto dei cittadini a conoscere i fatti. Perchè la verità è che il primo timore del governo e di chi lo sostiene è che attraverso la pubblicazione degli atti e dei fatti giudiziari, le persone comuni vengano a sapere delle malefatte dei potenti, facendo perdere loro consenso politico. E così il governo Meloni assesta un altro colpo alla nostra democrazia malandata” attaccano Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.

    Poi di seguito si avra' la proposta Costa:

    Il bavaglio di Enrico Costa piace molto alla maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni. Talmente tanto che la destra vorrebbe fosse ancora più stretto: non solo il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare, ma anche quello per tutte le altre misure personali. E poi multe salate per giornalisti ed editori. A prevederlo sono i pareri dei parlamentari di Fdi Andrea Pellicini e Sergio Rastrelli allo schema di decreto legislativo per l’attuazione della norma che vieta la pubblicazione testuale del contenuto delle ordinanze di custodia cautelare. I due pareri, praticamente identici, sono stati depositati agli atti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato.

    Intercettazioni lampo, Di Matteo: “Così salteranno pure le indagini per mafia”
    Cosa prevede la norma – La norma sull’ordinanza di custodia cautelare era contenuta in un emendamento depositato da Costa, all’epoca deputato di Azione e oggi tornato in Forza Italia, alla legge di delegazione europea per il 2024, cioè il provvedimento con il quale ogni anno l’Italia si adegua al diritto comunitario. La delega modifica l’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini”, cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma di Andrea Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto (perché messi a disposizione delle parti). Rimane invece consentito pubblicare il “contenuto” dell’atto, cioè la sintesi rielaborata dal cronista.

    L’asse pro bavaglio – Ad approvare la norma erano state le forze di maggioranza, sostenute da Italia viva. Stesso schieramento che ora ha dato il via libera al parere in commissione Giustizia. I parlamentari di Camera e Senato, infatti, dovevano esprimeri con un parere non vincolante al decreto attuativo, dopo che nel settembre scorso era arrivata l’approvazione da parte del governo. Dopo aver “manifestato l’apprezzamento nei confronti del provvedimento”, il senatore Rastrelli e il deputato Pellicini nel loro parere propongono di “estendere” il divieto a “tutte le misure cautelari personali, ovvero ad altri analoghi provvedimenti che, eventualmente, possono essere messi nel procedimento cautelare, ovvero comunque a quei provvedimenti che, nella loro funzione, comportino una valutazione circa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la cui pubblicazione dunque, produca analoghi effetti sovrapponibili a quelli della sola ordinanza di custodia cautelare”.

    Bavaglio alla stampa: multe fino a mezzo milione per chi pubblicherà gli atti
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    Bavaglio alla stampa: multe fino a mezzo milione per chi pubblicherà gli atti
    Il parere in Commissione – Ma gli esponenti di Fdi chiede all’esecutivo di valutare anche “ulteriori interventi correttivi in punto di correlato presidio sanzionatorio“. Che tipo di correttivi? “Fermo restano l’esclusione di sanzioni detentive a carico del contravventore – si legge nel parere – il complessivo sistema sanzionatorio andrebbe comunque ripensato in modo da conferire effettività al divieto, e costituire un ragionevole argine alla sistematica violazione del medesimo”. Dunque si propone d’intervenire sull’articolo 684 del codice penale “che si risolve nella possibilità di estinguere il reato attraverso l’oblazione con il versamento di una somma irrisoria o dell’illecito disciplinare, raramente perseguito”. Quella è la norma sulla cosiddetta “oblazione“: prevede il pagamento di multe tra 51 a 258 euro per chi pubblica atti coperti da segreto. Il parere dell’esponente di Fdi spinge l’esecutivo anche a individuare “profili sanzionatori nuovi, anche attraverso il ricorso a ulteriori strumenti, non esclusi quelli posti a presidio dal decreto legislativo n 231 del 2001 recante la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”. In pratica si applicherebbe agli editori la norma sulla responsabilità penale delle aziende, con multe comprese tra 25mila e 550mila euro.

    Costa: “Non è un bavaglio”. Fnsi: “Manganello i giornalisti” – “Quella sulle ordinanze di custodia cautelare è una norma a garanzia della presunzione di innocenza e chi la descrive come un bavaglio mente in modo sfacciato, perché le informazioni sul contenuto degli atti giudiziari non sono minimamente intaccate”, sostiene Costa, padrino della norma. “Sarà invece evitato – prosegue – quel marketing giudiziario fatto da pagine di ordinanze cautelari, neanche vagliate dal Riesame, zeppe di intercettazioni, sbattute sui giornali ad indagini aperte, che sono uno schiaffo alla presunzione di innocenza e diventano la vera sentenza. Perché la sentenza vera, quella dopo un dibattimento sul quale i riflettori si spengono, non interessa più a nessuno. Soprattutto se è di assoluzione, perché il fango delle accuse si consolida nel tempo e non si rimuove”. Attacca il provvedimento, invece, Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa: “Dietro la presunzione di non colpevolezza, il governo si appresta a peggiorare ulteriormente la norma Costa, estendendo il divieto a tutti gli atti cautelari, compresi i sequestri disposti dal Gip. Ai giornalisti, come ormai ci ha abituato il governo, la manganellata di sanzioni economiche. E questa volta il manganello sanzionatorio dovrebbe toccare anche gli editori perché per una certa politica le notizie non rientrano nel diritto all’informazione stabilito dall’articolo 21 della Costituzione, ma sono solo un modo per vendere i giornali”.

    Adesso potranno rubare ancora piu' tranquilli. Gli elettori non sapranno piu' nulla e si porranno meno problemi, non e' che adesso se ne pongono molti.

    Sapete chi ha votato a favore delle opposizioni ? Quello che vuole entrare nel campo largo e che in molti si chiedono perche' non lo vuole ? Propio lui il Pinocchio toscano.
    mi sembra una legge coerente con quello che la destra ha detto in campagna elettorale e ha sempre fatto nel passato e i suoi valori

    quindi non mi stupisco; la destra italiana entra in politica per arraffare prima che può e più che può, mira a cristallizzare il privilegio elitario di essere sopra la legge, e una politica intesa solo come abuso di potere, arraffare e scambio di favori tra elite

    quello che è drammatico è che il tutto non è una forzatura elitaria, ma lo fanno con un chiaro e trasparente mandato popolare, è una scelta profondamente democratica; difficile pensare che questi paese possa avere un futuro, quando un popolo di complici, sudditi, rassegnati o fessi accetta la corte di Versailles
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  3. #3
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    Predefinito Re: Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.

    ancora è niente,,,il peggio deve ancora venire,,
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
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    Predefinito Re: Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.

    Citazione Originariamente Scritto da Gigi Landi Visualizza Messaggio
    Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.
    porca pupazza , tra un po' rimpiangeremo che col PD appena ti entrava in casa un maomao era subito identificato e incarcerato e la refurtiva restituita in meno di 24 ore .

    MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
    che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro )

  5. #5
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    Predefinito Re: Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.

    Citazione Originariamente Scritto da Child44 Visualizza Messaggio
    porca pupazza , tra un po' rimpiangeremo che col PD appena ti entrava in casa un maomao era subito identificato e incarcerato e la refurtiva restituita in meno di 24 ore .

    Vedendo che sei stato l'ultimo a rispondere ho pensato: Forse stavolta scrive qualcosa di intilligente.

    Poi ho letto...... e niente, solite stupidate. L'unica cosa di un certo rilievo intellettivo e' l'emoticon, poca roba ma meglio delle parole che hai scritto.
    Churchill: gli italiani, vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra.

    L’ignorante sa molto. L’intelligente sa poco. Il saggio non sa niente, ma l’imbecille sa sempre tutto.

  6. #6
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    Predefinito Re: Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.

    Citazione Originariamente Scritto da Gigi Landi Visualizza Messaggio
    Vedendo che sei stato l'ultimo a rispondere ho pensato: Forse stavolta scrive qualcosa di intilligente.

    Poi ho letto...... e niente, solite stupidate. L'unica cosa di un certo rilievo intellettivo e' l'emoticon, poca roba ma meglio delle parole che hai scritto.
    Il titolo del thread è incompleto.
    Non sapremo più nulla (a parte i SOLITI 3-4 che faranno obiezione) sui delinquenti "bianchi".
    Dei delinquenti comuni sapremo vita, morte e miracoli: ovviamente, tutto "interpretato" dai giornalài di regime.

  7. #7
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    Predefinito Re: Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Il titolo del thread è incompleto.
    Non sapremo più nulla (a parte i SOLITI 3-4 che faranno obiezione) sui delinquenti "bianchi".
    Dei delinquenti comuni sapremo vita, morte e miracoli: ovviamente, tutto "interpretato" dai giornalài di regime.
    Io inizio ad avere dei dubbi anche su quelli comuni, almeno per i delinquenti di un certo spessore:
    "senatore Rastrelli e il deputato Pellicini nel loro parere propongono di “estendere” il divieto a “tutte le misure cautelari personali, ovvero ad altri analoghi provvedimenti che, eventualmente, possono essere messi nel procedimento cautelare, ovvero comunque a quei provvedimenti che, nella loro funzione, comportino una valutazione circa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la cui pubblicazione dunque, produca analoghi effetti sovrapponibili a quelli della sola ordinanza di custodia cautelare”.

    Anche se forse non gli interessa molto, i mafiosi ringraziano ugualmente i loro amici politici.
    Churchill: gli italiani, vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra.

    L’ignorante sa molto. L’intelligente sa poco. Il saggio non sa niente, ma l’imbecille sa sempre tutto.

  8. #8
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    Predefinito Re: Poco a poco non sapremo piu' nulla sui delinquenti.

    Citazione Originariamente Scritto da Gigi Landi Visualizza Messaggio
    Io inizio ad avere dei dubbi anche su quelli comuni, almeno per i delinquenti di un certo spessore:
    "senatore Rastrelli e il deputato Pellicini nel loro parere propongono di “estendere” il divieto a “tutte le misure cautelari personali, ovvero ad altri analoghi provvedimenti che, eventualmente, possono essere messi nel procedimento cautelare, ovvero comunque a quei provvedimenti che, nella loro funzione, comportino una valutazione circa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la cui pubblicazione dunque, produca analoghi effetti sovrapponibili a quelli della sola ordinanza di custodia cautelare”.

    Anche se forse non gli interessa molto, i mafiosi ringraziano ugualmente i loro amici politici.
    Si, si: dell'estensione sapevo già, c'è un altro thread (deserto di MotoTroll, ovviamente) che ne tratta.
    Ma metti pure che dovessero fare delle multe ai proprietari/direttori dei giornali UNICI; ti pare che glie le farebbero pagare?
    Le hanno appena TOLTE al loro bacino elettorale no-vax; figurati se non le toglierebbero a loro ...

 

 

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