«Ho paura ad uscire da solo e anche la polizia ed il consolato mi hanno consigliato di non farlo»: lo racconta Asaf Uzan, lo studente israeliano di 26 anni, che frequenta Architettura a Genova che ha denunciato di essere stato aggredito da uno studente palestinese.
Nelle interviste pubblicate stamani dal “Secolo XIX”, i due studenti Uzan e Ibrahim Abdelhadi, di 22 anni, studente palestinese di Medicina, spiegano le loro diverse verità. L’israeliano racconta che il palestinese durante l’aggressione gli avrebbe gridato «ammazzo gli ebrei», ma lo studente palestinese smentisce. «Alla casa dello studente torno solo per dormire perché quello che mi ha picchiato continua ad andare tranquillamente in mensa, come se nulla fosse successo - dice Assaf - la polizia non gli ha fatto niente e nemmeno l’Arrsu a cui avevo già denunciato il problema di questo studente e di tutto il suo gruppo anti israeliano».
Secondo la versione fornita da Uzan, al suo arrivo in mensa era andato a sedersi «con altri amici italiani ma lui non la smetteva di guardarmi fisso. Così gli ho chiesto se aveva problemi e lui mi ha puntato la forchetta. Poi mi ha colpito ed gridando `ammazzo gli ebrei´. Ha tentato anche di ferirmi con un coltello. Poi mi sono rifugiato in cucina ed ho detto alla cuoca di chiamare la polizia. Ma la polizia non arrivava - continua il ragazzo - e così sono uscito dal retro, ho scavalcato un muro e sono corso in questura. Ma avevo difficoltà a spiegare, così sono andato da amici che mi hanno portato in ospedale e poi di nuovo in questura».
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