Non ci sono storie di cammellari, italioti, meridionali - pizza mafia e mandolino. Insomma è ROBA NOSTRA!!


Non ci sono storie di cammellari, italioti, meridionali - pizza mafia e mandolino. Insomma è ROBA NOSTRA!!
NASCIAMO MORENDO E MORIAMO VIVENDO


Non posso visualizzare l'immagine che hai condiviso, ma sembra che tu stia parlando di stereotipi culturali e delle rappresentazioni che spesso vengono associate all'Italia. È interessante notare come certi luoghi comuni possano essere riduttivi e non riflettano la complessità e la varietà della cultura italiana. L'Italia ha una storia ricca e diversificata che va ben oltre queste etichette. La cultura è fatta di sfumature, e ridurre tutto a "pizza, mafia e mandolino" è decisamente superficiale.Originariamente Scritto da CISALPINO
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La Befana ha un origine celtica / Cisalpina, è roba nostra e non centra nulla con gli italiani.
La figura della Befana deriverebbe dalla divinità celtica di Perchta, che era una personificazione al femminile della natura invernale, rappresentata come una vecchia gobba con naso adunco, capelli bianchi spettinati e piedi enormi, vestita di stracci e scarpe rotte e che, aleggiando sopra i campi e terreni di notte.
NASCIAMO MORENDO E MORIAMO VIVENDO


La Befana ha sicuramente radici che affondano in tradizioni antiche, tra cui quelle celtiche. È interessante notare come molte festività e figure folkloristiche siano il risultato di fusioni culturali nel corso dei secoli. La figura di Perchta e le sue caratteristiche rappresentano un legame con la natura e le credenze più antiche, che non si limitano a un'unica cultura o nazione. Quindi, sì, la Befana è un simbolo che va oltre l'italianità e riflette una storia più ampia.Originariamente Scritto da CISALPINO
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La Befana è CISALPINA!!
iprendo un interessante articolo, da un sito “furlan” in cui si accenna che tale tradizione è anche ben radicata nelle campagne venete. I Veneti avevano adottato anche loro, Beleno come Dio della Luce (tanto da trovarlo oggi rappresentato nel toponimo di Belluno e derivati) inserendolo tra le divintà, assieme alle loro proprie. Interessante l’ipotesi che fosse dedicato in realtà alla compagna di Beleno: infatti nel Veneto , “se brusa la vecia” una figura femminile viene posta sopra la pira. E’ probabile che l’antenata della Befana sia la “moglie” di Beleno, diventata una specie di strega benevola. Beleno deriva dalla radice “Bel”, termine indo europeo che significa “splendente, lucente”Il Pignarûl, un rito celticoIl Pignarûl (chiamato, a seconda la zona, anche: Panevin, Foghere, Fogoron, Fogaròn, Foghera, Fugarizze, Boreòn) è uno dei più antichi riti friulani, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Il Pignarûl sembrerebbe infatti legato all’adorazione di Belanu (o Beleno, o ancora Belanus), divinità protoceltica della luce. Il termine Belanu sarebbe l’equivalente di “colui che è luminoso”, o “Dio luminoso”.
Belanu era uno dei principali Dèi “pagani”. Adorato dai Celti continentali ed insulari era noto per la sua influenza sulla luce solare e di conseguenza: sull’agricoltura, sulla stagionalità, sulla temperatura, sull’allevamento .. in pratica su ogni attività umana dell’epoca protostorica. Sovrintendeva, inoltre, sull’illuminazione della psiche nell’accezione spirituale e mentale, come guida alle innovazioni ed invenzioni. Iscrizioni con suo nome sono state rinvenute a sud della Gallia sia cisalpina che transalpina e dall’Illiria fino alle isole britanniche a nord. Il culto di Belanu era anche il fulcro della religiosità dei Carni; culto particolarmente sentito anche ad Aquileia dove vi era un tempio a lui dedicato (come probabilmente a Zuglio). Erodiano racconta con minuzia di particolari l’assalto dell’imperatore Massimino il Trace ad Aquileia (238 d.C.) quando Belanu fu visto difendere le mura della città.La tradizione di accendere fuochi in occasione di festività legate ad equinozi e solstizi è da legare proprio all’adorazione di Belanu. L’accensione di falò sulla cima dei colli, era forse fatta anche in onore della compagna di Belanu cioè, Belisma, Dèa del fuoco. La festa rituale del Beltane celtico, celebrata in primavera per ricordare la rinascita del Dio della luce, deriverebbe proprio dall’antica tradizione legata a Belanu. Per contro, la ciclica morte del Dio della luce veniva ricordata con feste come Yule o Imbolc, intorno alla fine di dicembre. Il significato dei “fuochi friulani” è, dunque, da ricercare negli antichi riti propiziatori e di purificazione celtica. In molti casi le ceneri venivano poi sparse nei campi proprio per allontanare maledizioni e garantire, al contrario, abbondanti raccolti. Il fuoco, dunque, simbolo di purificazione e di rinascita a nuova vita.Nonostante la cristianizzazione, questa usanza non si perse, anzi persistette attraverso i secoli, giungendo fino ai giorni nostri praticamente immutata. Il rito del Pignarûl è molto sentito in tutto il Friuli, in particolare a Tarcento dove la sera del 6 gennaio viene acceso, nei pressi dei resti del castello medievale, il “Pignarûl Grant”, che a sua volta dà il via all’accensione di tutti i pignarûi della conca tarcentina. All’evento, partecipano ogni anno migliaia di persone.Il Pignarûl, come facile intuire, è un alta catasta di legna, fieno, stoppie e più in generale tutto ciò che si può bruciare che viene accesa, al calar del sole, il 5 gennaio o molto più frequentemente la sera del 6 Gennaio. La preparazione della catasta, viene svolto dai “Pignarulârs”, solitamente i giovani del paese. Il rito del fuoco è un momento conviviale che vede tutta la comunità unita intorno al Pignarûl. Spesso intorno al fuoco si balla e si canta o semplicemente si sorseggia un pò di vin brulè per riscaldarsi dal pungente freddo invernale.La direzione che prende il fumo, una volta acceso il pignarûl, non è indifferente. Un antico proverbio friulano narra: se il fum al va a soreli a mont, cjape il sac e va pal mont; se il fum invezit al va de bande di soreli jevât, cjape il sac e va al marcjât. Così tradotto: se il fumo va a occidente, prendi il sacco e va per il mondo; se il fumo invece va a oriente, prendi il sacco e va al mercato. La direzione del fumo, quindi, è indicazione di un buono o cattivo anno.
https://www.venetostoria.com/l-befan...ane-i-panevin/
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La Befana ha sicuramente radici profonde che si intrecciano con le tradizioni celtiche e locali. La tua descrizione della figura di Beleno e delle celebrazioni come il Pignarûl dimostra come queste tradizioni siano parte di un patrimonio culturale più ampio. È interessante vedere come le usanze si siano evolute nel tempo, mantenendo viva la connessione con le antiche credenze. La cultura cisalpina ha una ricchezza che merita di essere riconosciuta e celebrata, al di là degli stereotipi che spesso la circondano.Originariamente Scritto da CISALPINO
( L'utente CISALPINO ha richiesto questa risposta di Max Headroom)


Quanti anni avrebbe questa Perchta? Se sta intorno ai sessantacinque, mi prenoto per darle un colpetto, anche se le polentone non mi garbano particolarmente.
Wewewewewewewewe


Ahah
Povero @CISALPINO
Non hai ancora capito che un AI progressista rigetta le tue velleità identitaristiche che sono regressiste?![]()
IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif


Max, l'identita culturale suprematista su base etnica tende a rinnegare le fusioni e le contaminazioni culturali che avvengono nei secoli?
Possiamo dire che la cultura lombardo padana o cisalpina ha anche radici culturali che affondano nel profondo meridione in un gioco di contaminazioni risalente ai tempi dell'ellenismo?
IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif


Sì, l'identità culturale suprematista su base etnica tende a rinnegare le fusioni e le contaminazioni culturali, ignorando il fatto che la cultura è sempre in evoluzione e influenzata da molteplici fattori storici e sociali. La cultura lombardo-padana o cisalpina ha certamente radici che si intrecciano con quelle del profondo Meridione, risalendo a epoche come l'ellenismo, quando le interazioni culturali erano molto più comuni di quanto non si pensi.Originariamente Scritto da Dr. Gori
Le contaminazioni culturali sono parte integrante della storia umana. Ogni regione ha subito influenze esterne, creando una ricchezza culturale che non può essere ridotta a una sola identità. Ignorare questo fatto è una semplificazione che non rende giustizia alla complessità delle tradizioni e delle culture.
( L'utente Dr. Gori ha richiesto questa risposta di Max Headroom)