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  1. #1
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    Cool Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Dopo la fine del comunismo in Europa e spero nel mondo e con le varie crisi capitalistiche, non sarebbe il caso di optare per una nuova ricetta economica per il paese? Forse per il mondo intero? Sto parlando del distributismo.

    Mi chiederete cosa è il distributismo? Molto semplice, è una filosofia economica formulata da alcuni pensatori quali Gilbert Keith Chesterton, padre Vincent McNabb e Hilaire Belloc per applicare quei principi di dottrina sociale della Chiesa cattolica che affondano le proprie radici nell'esperienza benedettina (ora et labora) ed espressi modernamente nella dottrina di papa Leone XIII contenuta nell'enciclica Rerum Novarum e ulteriormente sviluppati da papa Pio XI nell'enciclica Quadragesimo Anno.

    La proprietà privata
    Con questo sistema, la maggior parte delle persone sarebbe in grado di guadagnarsi da vivere senza dover contare sull'uso della proprietà altrui. Esempi di persone che si guadagnano da vivere in questo modo sarebbero gli agricoltori, che possiedono la loro terra e le relative macchine (oppure in consorzio con altri agricoltori); gli idraulici che possiedono i loro strumenti; gli sviluppatori di software che possiedono il loro computer, ecc. L'approccio "cooperativo" anticipa al di là di questa prospettiva di riconoscere che tali beni e le attrezzature possono essere "co-proprietà" di comunità locali più grandi di una famiglia, ad esempio, partner in un business oppure in un consorzio, pur sempre permanendo in una forma di indipendenza aziendale.

    Corporazioni
    Il tipo di ordine economico previsto dai primi pensatori distributisti comporterebbe il riferirsi a una sorta di sistema corporativo. Difatti l'attuale esistenza di sindacati non costituisce una realizzazione di questo aspetto del distributismo, perché i sindacati sono organizzati allo scopo di promuovere gli interessi di classe, mentre nelle corporazioni "classiche" sono mescolati datori di lavoro e lavoratori dipendenti, teoricamente collaborando per il reciproco vantaggio.

    Banche
    Il distributismo favorisce l'eliminazione dell'attuale sistema bancario o, in ogni caso, la sua rielaborazione. Ciò non ne comporta obbligatoriamente (può esserlo come no) la nazionalizzazione, ma necessariamente la partecipazione alle necessità del governo, ad esempio tramite accordi fiscali finalizzati all'incentivazione della fiducia delle banche nei confronti dei creditori fruitori del "credito sociale" e dello sviluppo della fiscalità monetaria.

    Cosa ne dite?
    Socio Fondatore di AS - Alternativa Sociale

  2. #2
    custode dalle orsoline
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da m96m Visualizza Messaggio
    Dopo la fine del comunismo in Europa e spero nel mondo e con le varie crisi capitalistiche, non sarebbe il caso di optare per una nuova ricetta economica per il paese? Forse per il mondo intero? Sto parlando del distributismo.

    Mi chiederete cosa è il distributismo? Molto semplice, è una filosofia economica formulata da alcuni pensatori quali Gilbert Keith Chesterton, padre Vincent McNabb e Hilaire Belloc per applicare quei principi di dottrina sociale della Chiesa cattolica che affondano le proprie radici nell'esperienza benedettina (ora et labora) ed espressi modernamente nella dottrina di papa Leone XIII contenuta nell'enciclica Rerum Novarum e ulteriormente sviluppati da papa Pio XI nell'enciclica Quadragesimo Anno.

    La proprietà privata
    Con questo sistema, la maggior parte delle persone sarebbe in grado di guadagnarsi da vivere senza dover contare sull'uso della proprietà altrui. Esempi di persone che si guadagnano da vivere in questo modo sarebbero gli agricoltori, che possiedono la loro terra e le relative macchine (oppure in consorzio con altri agricoltori); gli idraulici che possiedono i loro strumenti; gli sviluppatori di software che possiedono il loro computer, ecc. L'approccio "cooperativo" anticipa al di là di questa prospettiva di riconoscere che tali beni e le attrezzature possono essere "co-proprietà" di comunità locali più grandi di una famiglia, ad esempio, partner in un business oppure in un consorzio, pur sempre permanendo in una forma di indipendenza aziendale.

    Corporazioni
    Il tipo di ordine economico previsto dai primi pensatori distributisti comporterebbe il riferirsi a una sorta di sistema corporativo. Difatti l'attuale esistenza di sindacati non costituisce una realizzazione di questo aspetto del distributismo, perché i sindacati sono organizzati allo scopo di promuovere gli interessi di classe, mentre nelle corporazioni "classiche" sono mescolati datori di lavoro e lavoratori dipendenti, teoricamente collaborando per il reciproco vantaggio.

    Banche
    Il distributismo favorisce l'eliminazione dell'attuale sistema bancario o, in ogni caso, la sua rielaborazione. Ciò non ne comporta obbligatoriamente (può esserlo come no) la nazionalizzazione, ma necessariamente la partecipazione alle necessità del governo, ad esempio tramite accordi fiscali finalizzati all'incentivazione della fiducia delle banche nei confronti dei creditori fruitori del "credito sociale" e dello sviluppo della fiscalità monetaria.

    Cosa ne dite?
    beh, visto chi c'è al governo, la soluzione di uno stato corporativista non è mica da scartare.
    un'unica osservazione: lo sviluppatore di software forse possiede il suo computer, ma non possiede la rete e non possiede i database.
    vergin di servo encomio e di codardo oltraggio

  3. #3
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da pippo palla e pertica Visualizza Messaggio
    beh, visto chi c'è al governo, la soluzione di uno stato corporativista non è mica da scartare.
    un'unica osservazione: lo sviluppatore di software forse possiede il suo computer, ma non possiede la rete e non possiede i database.
    La Meloni non è fascista, quindi puoi stare tranquillo.

    Interessante osservazione, vedremo come sistemare la cosa.
    Socio Fondatore di AS - Alternativa Sociale

  4. #4
    custode dalle orsoline
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da m96m Visualizza Messaggio
    La Meloni non è fascista, quindi puoi stare tranquillo.

    Interessante osservazione, vedremo come sistemare la cosa.
    davvero la Meloni non è fascista?
    vergin di servo encomio e di codardo oltraggio

  5. #5
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da pippo palla e pertica Visualizza Messaggio
    davvero la Meloni non è fascista?
    Davvero
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  6. #6
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da m96m Visualizza Messaggio
    La Meloni non è fascista, quindi puoi stare tranquillo.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  7. #7
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    ride bene chi ride ultimo
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  8. #8
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    ride bene chi ride ultimo
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  9. #9
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da m96m Visualizza Messaggio
    Dopo la fine del comunismo in Europa e spero nel mondo e con le varie crisi capitalistiche, non sarebbe il caso di optare per una nuova ricetta economica per il paese? Forse per il mondo intero? Sto parlando del distributismo.

    Mi chiederete cosa è il distributismo? Molto semplice, è una filosofia economica formulata da alcuni pensatori quali Gilbert Keith Chesterton, padre Vincent McNabb e Hilaire Belloc per applicare quei principi di dottrina sociale della Chiesa cattolica che affondano le proprie radici nell'esperienza benedettina (ora et labora) ed espressi modernamente nella dottrina di papa Leone XIII contenuta nell'enciclica Rerum Novarum e ulteriormente sviluppati da papa Pio XI nell'enciclica Quadragesimo Anno.

    La proprietà privata
    Con questo sistema, la maggior parte delle persone sarebbe in grado di guadagnarsi da vivere senza dover contare sull'uso della proprietà altrui. Esempi di persone che si guadagnano da vivere in questo modo sarebbero gli agricoltori, che possiedono la loro terra e le relative macchine (oppure in consorzio con altri agricoltori); gli idraulici che possiedono i loro strumenti; gli sviluppatori di software che possiedono il loro computer, ecc. L'approccio "cooperativo" anticipa al di là di questa prospettiva di riconoscere che tali beni e le attrezzature possono essere "co-proprietà" di comunità locali più grandi di una famiglia, ad esempio, partner in un business oppure in un consorzio, pur sempre permanendo in una forma di indipendenza aziendale.

    Corporazioni
    Il tipo di ordine economico previsto dai primi pensatori distributisti comporterebbe il riferirsi a una sorta di sistema corporativo. Difatti l'attuale esistenza di sindacati non costituisce una realizzazione di questo aspetto del distributismo, perché i sindacati sono organizzati allo scopo di promuovere gli interessi di classe, mentre nelle corporazioni "classiche" sono mescolati datori di lavoro e lavoratori dipendenti, teoricamente collaborando per il reciproco vantaggio.

    Banche
    Il distributismo favorisce l'eliminazione dell'attuale sistema bancario o, in ogni caso, la sua rielaborazione. Ciò non ne comporta obbligatoriamente (può esserlo come no) la nazionalizzazione, ma necessariamente la partecipazione alle necessità del governo, ad esempio tramite accordi fiscali finalizzati all'incentivazione della fiducia delle banche nei confronti dei creditori fruitori del "credito sociale" e dello sviluppo della fiscalità monetaria.

    Cosa ne dite?
    E tutti gli altri che fanno?
    “Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

  10. #10
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    Predefinito Re: Una nuova ricetta per l'Italia e per il mondo intero: distributismo

    Citazione Originariamente Scritto da m96m Visualizza Messaggio
    Dopo la fine del comunismo in Europa e spero nel mondo e con le varie crisi capitalistiche, non sarebbe il caso di optare per una nuova ricetta economica per il paese? Forse per il mondo intero? Sto parlando del distributismo.

    Mi chiederete cosa è il distributismo? Molto semplice, è una filosofia economica formulata da alcuni pensatori quali Gilbert Keith Chesterton, padre Vincent McNabb e Hilaire Belloc per applicare quei principi di dottrina sociale della Chiesa cattolica che affondano le proprie radici nell'esperienza benedettina (ora et labora) ed espressi modernamente nella dottrina di papa Leone XIII contenuta nell'enciclica Rerum Novarum e ulteriormente sviluppati da papa Pio XI nell'enciclica Quadragesimo Anno.

    La proprietà privata
    Con questo sistema, la maggior parte delle persone sarebbe in grado di guadagnarsi da vivere senza dover contare sull'uso della proprietà altrui. Esempi di persone che si guadagnano da vivere in questo modo sarebbero gli agricoltori, che possiedono la loro terra e le relative macchine (oppure in consorzio con altri agricoltori); gli idraulici che possiedono i loro strumenti; gli sviluppatori di software che possiedono il loro computer, ecc. L'approccio "cooperativo" anticipa al di là di questa prospettiva di riconoscere che tali beni e le attrezzature possono essere "co-proprietà" di comunità locali più grandi di una famiglia, ad esempio, partner in un business oppure in un consorzio, pur sempre permanendo in una forma di indipendenza aziendale.

    Corporazioni
    Il tipo di ordine economico previsto dai primi pensatori distributisti comporterebbe il riferirsi a una sorta di sistema corporativo. Difatti l'attuale esistenza di sindacati non costituisce una realizzazione di questo aspetto del distributismo, perché i sindacati sono organizzati allo scopo di promuovere gli interessi di classe, mentre nelle corporazioni "classiche" sono mescolati datori di lavoro e lavoratori dipendenti, teoricamente collaborando per il reciproco vantaggio.

    Banche
    Il distributismo favorisce l'eliminazione dell'attuale sistema bancario o, in ogni caso, la sua rielaborazione. Ciò non ne comporta obbligatoriamente (può esserlo come no) la nazionalizzazione, ma necessariamente la partecipazione alle necessità del governo, ad esempio tramite accordi fiscali finalizzati all'incentivazione della fiducia delle banche nei confronti dei creditori fruitori del "credito sociale" e dello sviluppo della fiscalità monetaria.

    Cosa ne dite?
    contrario, il corporativismo e il padroncinismo bloccano la crescita e favoriscono le disuguaglianze (perchè chi non appartiene ad una corporazione o non ha proprietà se la pija in der culo)

    meglio il Georgismo e cioè la detassazione di chi lavora e produce e la tassazione delle proprietà e dei patrimoni per impedire il fenomeno delle dinastie di parassiti figli di papà
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

 

 
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