
Originariamente Scritto da
cireno
La nostra presidente è amica fraterna del peggior uomo di Stato dell’UE. Orban avrebbe tutti i requisiti per essere espulso dall’UE, considerata la sua dittatura formale e il suo mettersi in tasca, nella sua tasca, almeno un terzo dei contributi che arrivano da Bruxelles.
Dalla riforma della Corte costituzionale ai continui attacchi contro la libertà e il pluralismo dell’informazione, passando per l’indebolimento dell’indipendenza complessiva del sistema giudiziario, la minimizzazione della crisi climatica con il sostegno alle fonti fossili, la legge che vieta i contenuti Lgbtq+ ai minori, l’equiparazione dell’omosessualità alla pedofilia e la chiusura nei confronti dei migranti.
Ci sono molte affinità tra la dittatura ultra regressiva di Orban e le iniziative della sua grande amica Giorgia Meloni, per esempio la legge contro la pedofilia, che anche la meloni vuole imporre e
quella sulla discriminazione degli omosessuali, per i quali il ministro Piantedosi a consigliato i vari sindaci italiani di NON riconoscere i figli di coppie gay, maschi o femmine che siano.
Al contempo, ciò che Orbán tenta di fare è di superare via via la democrazia rappresentativa per privilegiare quella diretta.”,
infatti è dal 2016 che Orban sta cercando di imporre la scelta del presidente del governo, stessa storiella chiamata premierato che tenta la Meloni, la sua grande amica e allieva.
Ma Orban, con la Meloni al seguito, pensa anche alla famiglia. Vuole che le donne sposate facciano più figli e per incentivarle alle donne che ne faranno almeno quattro saranno cancellate le tasse e altri privilegi. Pressappoco le stesse inziative che la Meloni (soy Giorgia, soy mujer, soy cristiana, soy madre) sta cercando di portare in Italia.
Ora la stupidità infinità di chi vuole raddoppiare la popolazione mondiale così da far finalmente arrivare l’Apocalisse che cancellerà lo stupido, pericoloso essere umano mi ricorda l’esortazione fascista e i premi del duce alle famiglie numerose, e non capisco dove questi pericolosi governanti trovino queste idiozie.
Intanto il mondo non sta a guardare, continua nella sua ormai consueta creazione del nemico. Per esempio Navalny. Io ho seguito il percorso politico di questo signore, le sue battaglia insieme ai nazisti russi per esempio, ma non è di questo che sono interessato. Penso invece all’imbecillità masochista di un Putin che ordina di uccidere un avversario politico che sta in prigione, e quindi non può fare niente contro di lui. E mi sorge la domanda: ma cosa ci guadagna Putin da questa morte? Niente, anzi solo nuove accuse, nuovi processi nel mondo. E allora? Putin aveva davvero bisogno di questa morte? Posso avere dei dubbi?
Penso invece che in questa società dominata dall’impero americano tutto serva per tenere alta l’attenzione su chi l’impero non ama. E costruire sempre nuovi nemici è una vecchia tecnica molto redditizia