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  1. #1
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    Predefinito Riello va in Usa causa politiche gretine UE

    «Aermec sceglie gli Usa è colpa del Green Deal»
    L’industriale Alessandro Riello: «Bruxelles ha un approccio radicale rischioso per l’occupazione»

    https://www.ilnordest.it/economia/im...-deal-wlzj8k56
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  2. #2
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    Predefinito Re: Riello va in Usa causa politiche gretine UE

    l'Europa è stata (e al momento è ancora) schiava di talebani come Timmermans e dei suoi deliri green.... i danni fatti da questi folli e da tutto il codazzo di vermetti che gli sono andati dietro sono incalcolabili
    Fare Italia Grande Ancora
    fanculo alla transizione green

  3. #3
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    Predefinito Re: Riello va in Usa causa politiche gretine UE

    Che bel paraculo il signor Riello.
    Vuol fare un po' di sensazionalismo ma era già tutto deciso e poi ricordiamo che Aermec del gruppo Riello ha già interessi oltreoceano e la società possiede da anni stabilimenti in America, Polonia e Cina.

    Riello stava già pensando di aprire in Nord America ben prima dell'elezione di Trump e non di certo a causa del green deal, che diventa un ottimo pretesto per non mantenere l'impegno di non ridimensionare la produzione in Italia.


    Aermec sbarca in Nord America: «Obiettivo raddoppio in 4 anni»
    4 mar 2024 | 13:42

    Riello: «Puntiamo a 70 milioni nel 2028». In ballo la scelta di aprire uno stabilimento

    Aermec entra direttamente in Nord America, con l’obiettivo di raddoppiare i ricavi in quattro anni. E valuta in prospettiva la scelta di aprire un stabilimento negli Stati Uniti.

    La partenza è scattata l’altro venerdì, con l’avvio dell’operatività di Aermec Nord America, sede a New York, e delle sue due controllate, Aermec Usa e, a Toronto, Aermec Canada. L’apertura chiude in pochi mesi la scelta strategica di mettere in piedi una filiale, per far fare un salto di qualità alla propria presenza. Ciò anche per lo specifico ambito in cui l’azienda veronese della climatizzazione, al vertice del gruppo Giordano Riello International, si è concentrata: la media e grande impiantistica, che pone la necessità di seguire più da vicino i progetti di strutture come centri direzionali e data center, hotel, ospedali e metropolitane.

    Gli Stati Uniti prima scelta
    Per un’azienda che realizza all’estero metà del fatturato (360 milioni di euro nel 2023, +10%, in crescita del 25% negli ultimi tre anni e raddoppiati dai 168 del 2016), gli Stati Uniti hanno rappresentato ancora la prima scelta,
    nonostante l’apertura del ventaglio delle destinazioni possibili. «Costituiscono una grande opportunità, che vogliamo cogliere, in un mercato della climatizzazione rilevante, in cui sono presenti tutti i nostri concorrenti - spiega il presidente di Aermec, Alessandro Riello, che guida il gruppo Giordano Riello, 600 milioni di ricavi 2023, con la sorella Raffaella -. Siamo in Nord America da anni con un distributore, ma era venuto il momento di una presenza diretta, per esser più vicini al mercato e accorciare la filiera di distribuzione e assistenza». Le società operative partono con una decina di persone, destinate a salire a cinquanta rapidamente, con cui Aermec punta ad accelerare la crescita in Nord America. «Nel 2023, con il nostro distributore - aggiunge Riello -, abbiamo realizzato un fatturato di oltre 32 milioni di euro. Quest’anno puntiamo ai 37, con una crescita superiore al 10%, e poi ai 70 milioni, in un quasi raddoppio, nel 2027».

    «Produzione non ridimensionata in Italia»
    La scommessa in grande stile apre anche una riflessione sulla necessità di produzioni in loco, rompendo la linea, difesa fin qui strenuamente, di produrre comunque tutto in Italia, nello stabilimento alle spalle del quartier generale di Bevilacqua, nel Veronese, con l’appoggio di quanto realizzato, nell’area a cavallo tra Veronese, Padovano, e Rodigino, in settori contigui dalle altre aziende del gruppo. La scelta non è immediata: «Faremo le cose con gradualità, come sempre - dice il presidente -. Prima vogliamo consolidare distribuzione e assistenza post-vendita. I tempi giusti per le valutazioni potrebbero coincidere con quelli del raddoppio dei ricavi: una decisione tra quattro anni, dopo aver visto i risultati». Con una sottolineatura: «In ogni caso la scelta non ridimensionerebbe la produzione in Italia: gli spazi liberati andrebbero dedicati all’espansione su altri mercati esteri».

    I progetti degli ultimi anni
    I piani federali d’incentivo per produrre negli Stati Uniti, in parallelo ai possibili rischi che l’accesso ad un mercato così decisivo sia sempre più condizionato ad una presenza produttiva in loco, non sono invece decisivi: «Non ne abbiamo mai tenuto conto - spiega il presidente -. Il punto è se i piani sono sostenibili; poi, certo, se ci sono anche opportunità di incentivazione le cogliamo. Ma le cose devono stare in piedi da sole».
    Piuttosto, le valutazioni sul potenziamento negli Usa sono collegate allo specifico dell’attività americana costruita negli anni da Aermec, realizzata su impianti di climatizzazione medio-grandi. I progetti realizzati negli ultimi anni vanno dal Conservatorio di musica di San Francisco, in cui il criterio della silenziosità degli impianti fa premio, a quelli, da 3-4 milioni di euro ciascuno, nelle sedi di Google e Facebook in California (nel secondo caso anche al servizio dei centri dati), fino al Beverly Hills Hotel, noto come sede della Notte degli Oscar.


    [Bl]La climatizzazione della sede Jp Morgan
    In esecuzione ora è invece a New York la climatizzazione a della torre che ospiterà la nuova sede della banca Jp Morgan: 423 metri di altezza con 60 piani, spazi per 14 mila persone, è progettata da Norman Foster a Park Avenue. [/B] Il cantiere, che si concluderà l’anno prossimo, sta montando proprio ora sul tetto le macchine per la climatizzazione, in un impianto con una potenza da 10 megawatt. «In grandi progetti come questi - conclude Riello - l’esigenza è di seguire direttamente il cliente dalla progettazione degli impianti: se poi qualcosa non funzionasse, l’occhio finisce fatalmente per cadere sul marchio del condizionatore».

    Fonte: https://corrieredelveneto.corriere.i...tml?refresh_ce

 

 

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