Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    20 Apr 2009
    Messaggi
    2,908
     Likes dati
    41
     Like avuti
    155
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Panebianco: L'altra secessione

    il sud contro il nord
    L'altra secessione

    Possiamo pensare alla politica come a una torta a due strati: c’è uno strato superficiale e uno sottostante. Lo strato superficiale è quello della politica politicienne su cui si concentra l’attenzione dei media: crisi di governo? Elezioni? Governi tecnici? Nuove sorprese sul piano giudiziario? Nuovi gossip? Poi c’è lo strato sottostante che sta in profondità. Mentre lo strato superficiale è o può essere soggetto a repentini cambiamenti, nello strato profondo i cambiamenti, ammesso che avvengano, richiedono tempi lunghissimi. Tra i due livelli ci sono influenze asimmetriche, di differente intensità (è più forte l’influenza dello strato profondo su quello superficiale che il contrario). Appartiene allo strato profondo la divisione Nord/Sud. Ciò che accade in quello superficiale, di volta in volta, può disvelare aspetti diversi di quella storica divisione, e può anche, in certe fasi, esasperarla, ma non l’ha creata e non può eliminarla.

    L’esasperazione della frattura Nord/Sud che sperimentiamo da un ventennio ha la sua causa nella fine della Dc e del sistema di scambi mutualmente soddisfacenti (ampiamente finanziato con l’indebitamente pubblico) che la Dc garantiva fra i diversi territori. Quel sistema aveva assicurato per molti anni una certa tranquillità di superficie ma nella pancia del Paese anche allora si celavano umori cattivi. Qualcuno ricorderà «radio bestemmia », un esperimento di Radio Radicale degli anni Ottanta (non c’era ancora all’orizzonte nessuna Lega a minacciare secessioni). Per tre giorni il microfono fu lasciato, senza controllo, in mano agli ascoltatori: si cominciò con risse e insulti fra tifoserie calcistiche e si finì con una grande esplosione di odio viscerale fra terroni e polentoni.

    In questi anni siamo stati soprattutto colpiti dal fenomeno più appariscente: il vento del Nord, il leghismo, con il suo secessionismo culturale e, potenzialmente, politico. Non abbiamo prestato abbastanza attenzione al fenomeno opposto e simmetrico, ma più silenzioso, meno visibile: il secessionismo culturale del Sud. La voglia di bruciare il tricolore non appartiene solo ai più esagitati fra i leghisti: anche dal Sud vengono lanciati cerini accesi.

    Che altro è se non voglia repressa di bruciare il tricolore la rappresentazione del Risorgimento come uno stupro di gruppo ai danni del Mezzogiorno da parte di un Nord violento e rapace? La leggenda nera sull’Italia unita nasce subito dopo l’unificazione nutrendosi di fatti veri (l’occupazione piemontese, la spietata guerra al brigantaggio, il peggioramento delle condizioni delle campagne, la grande migrazione verso le Americhe) ma letti piattamente, senza spirito critico, senza inserirli in una visione più ampia, nella quale la partita del dare e dell’avere fra le regioni ricche e quelle povere svelerebbe il proprio carattere autentico: quello di un complesso interscambio che ha portato, nel lungo periodo, più vantaggi che svantaggi all’intera comunità nazionale. A causa dell’esasperazione della divisione Nord/Sud degli ultimi vent’anni, l’antica leggenda nera viene ora riproposta con forza dagli appartenenti alle classi colte meridionali.

    Si può leggere di tutto: puntigliose rivalutazioni del Regno delle Due Sicilie, invettive contro Cavour e i piemontesi, criminalizzazione del Nord di ieri e di oggi. Da tante lettere che arrivano quando si scrive di questi argomenti si ricava la sensazione che molti meridionali appartenenti alle classi colte siano sinceramente convinti di due cose. La prima è che, se non ci fosse stata la colonizzazione del Nord, il Sud sarebbe ora qualcosa di simile alla Svizzera o all’Olanda. La seconda è che le classi dirigenti del Sud non abbiano responsabilità dei mali in cui il Sud si dibatte. Nella versione meno spudorata, o meno irrealistica, si parla più prudentemente (come fa il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo) di complicità, di patti perversi fra Roma e le classi dirigenti meridionali.

    Perché questa forma di secessionismo culturale danneggia il Sud (polemizzando con me, c’è caduto, sia pure da par suo, anche un finissimo osservatore come Ruggero Guarini su Il Foglio del 28 ottobre)? Perché giustifica e perpetua l’irresponsabilità delle classi dirigenti meridionali e garantisce in questo modo l’impossibilità di una svolta. Sembra che ci sia una sorta di «blocco sociale» composto da classi dirigenti che, spesso, hanno assai male amministrato e di classi colte che tengono loro bordone mal consigliando e mal giustificando.

    È vero che ci sono anche segnali che vanno in una diversa direzione. C’è il fatto che il Sud (come il Nord) non è un blocco territoriale omogeneo: esiste anche un Sud produttivo e ben governato. Inoltre, anche in politica non tutto è sempre scontato: ad esempio, Gianfranco Micciché, tenendo a battesimo la sua costituenda Forza del Sud, ne ha parlato come di un movimento politico che deve spingere il Mezzogiorno a ritrovare il suo orgoglio, mettere al bando ogni sterile lamentela, impegnarsi per creare sviluppo e benessere. Si tratterà di vedere se alle intenzioni corrisponderanno i fatti e se le resistenze di quella consistente parte del Sud che non ne vuol sapere potranno essere superate.

    Il secessionismo culturale del Sud, nonostante il suo successo e la sua diffusione, ha il fiato corto. A differenza di quello del Nord non può tradursi in secessionismo politico: non dispone dei soldi. Può però avere l’effetto di esasperare ulteriormente il secessionismo nordista. Infatti, anche il movimento leghista è a un bivio, spinto dai suoi stessi impulsi in direzioni diverse: la testa (la ragione) gli detta di cercare soluzioni federali; la pancia lo spinge verso la secessione: un esito che, se si realizzasse, abbasserebbe drasticamente il rango internazionale del Nord (per esempio, in Europa) con molte e pesanti ripercussioni negative.

    Berlusconi, costruendo l’unico vero partito nazionale in circolazione (forte al Nord come al Sud) ha precariamente, avventurosamente, e provvisoriamente, surrogato il ruolo storico che era stato della Dc, tenendo di fatto insieme il Paese. Quando il suo partito si disferà (probabilmente ciò accadrà quando egli uscirà di scena), Nord e Sud si troveranno l’uno di fronte all’altro senza mediazioni, l’uno contro l’altro. E per l’unità d’Italia sarà l’ora della verità.

    Però, forse, è imminente una crisi di governo, forse andremo presto a elezioni. Parlando di Nord e Sud ho divagato? Non mi pare. Perché, crisi o no, elezioni o no, è dallo strato profondo della torta che partono comunque gli impulsi più potenti. Da essi dipenderà, anche a breve, il futuro del Paese.

    Angelo Panebianco
    04 novembre 2010
    L'altra secessione - Corriere della Sera

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    02 Nov 2010
    Messaggi
    22
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Panebianco: L'altra secessione

    Citazione Originariamente Scritto da x_alfo_x Visualizza Messaggio
    [...] La prima è che, se non ci fosse stata la colonizzazione del Nord, il Sud sarebbe ora qualcosa di simile alla Svizzera o all’Olanda. La seconda è che le classi dirigenti del Sud non abbiano responsabilità dei mali in cui il Sud si dibatte. Nella versione meno spudorata, o meno irrealistica, si parla più prudentemente (come fa il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo) di complicità, di patti perversi fra Roma e le classi dirigenti meridionali. [...]
    Panebianco dovrebe leggere l'articolo su La Questione Siciliana:

    sikeloi | … blog sulla memoria siciliana …

    LA QUESTIONE SICILIANA: TRINAKRIUS A PROPOSITO DELLA RIFLESSIONE DEL QUOTIDIANO "THE TIMES" SUI FONDI DI AGENDA 2000...

  3. #3
    Forumista
    Data Registrazione
    09 Jan 2010
    Messaggi
    261
     Likes dati
    21
     Like avuti
    22
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Panebianco: L'altra secessione

    una cosa deve essere chiara! La classe dirigente meridionale che ha governato in tutti questi 150 anni è una classe di traditori, corrotti massoni e mafiosi e non si deve minimamente permettere di appellarsi al Regno delle Due Sicilie!!!
    E' inutile che panebianco tenta di accreditare queste merde come secessionisti. Gli unici che possono legittimamente usare il nome delle Due sicilie e del secessionismo siciliano e napoletano sono i movimenti nostri.
    QUESTO DEVE ESSERE CHIARO !

  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    2,155
     Likes dati
    23
     Like avuti
    269
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Panebianco: L'altra secessione

    Sull'allegato di oggi del corriere della sera ("Sette") ci sono diverai articoli sul risorgimento, sulle leghe del sud e sulle decine di libri che inquesti giorni si trovano in libreria sull'argomento.

  5. #5
    Forumista
    Data Registrazione
    17 Jul 2009
    Messaggi
    201
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Panebianco: L'altra secessione

    Iniziano a temerci, stiamo crescendo, bene così!
    :gluglu:

  6. #6
    Anti-terronismo militante
    Data Registrazione
    17 Nov 2009
    Messaggi
    2,046
     Likes dati
    1
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Panebianco: L'altra secessione

    la testa (la ragione) gli detta di cercare soluzioni federali; la pancia lo spinge verso la secessione
    ostridicolo:

    Regaliamo Panebianco a Studioaperto. C'è da dire che quando si tratta di mistificare al fine classico di depredare i padani sono i numeri 1, questo gli va riconosciuto... 1860=Inizio emigrazione meridionale, tutto il resto è noia.

 

 

Discussioni Simili

  1. Panebianco: vademecum per la secessione del sud.
    Di Gioann Bagoss nel forum Padania!
    Risposte: 136
    Ultimo Messaggio: 15-07-10, 23:14
  2. kossovo:secessione nella secessione?
    Di sinistra_polliana nel forum Politica Estera
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 03-04-08, 16:33
  3. Il liberale Panebianco..
    Di mat kava nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 14-08-06, 18:04
  4. Il saggio Panebianco
    Di Logos nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 03-01-06, 20:18
  5. Panebianco
    Di Delaware nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 28-12-05, 02:08

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito