Ora che Trump ha promesso dazi del 25% su molto ptodotti europei, e che noi furbini abbiamo chiuso la "Via della seta", ora tutti in Cina ad elemosinare.
Scottata da Trump, l’Ue guarda ad Est. Von der Leyen è in India, il commissario Sefcovic volerà in Cina
L'interscambio dell'Unione europea con la Cina vale oltre 860 miliardi di dollari (230 miliardi di export e 630 di import), un centinaio di miliardi in più rispetto a quello che Pechino ha con gli Usa e almeno cinque volte tra Cina e Russia
27 FEBBRAIO 2025
L’Unione europea che, senza dubbio, appare stordita dalla velocità e dall’irruenza con cui Donald Trump sta guastando rapporti consolidati da tempo immemore. Come era facilmente prevedibile e, tutto sommato, rischioso anche per Washington, l’Europa (che in fondo rimane il più grande mercato del mondo) inizia a guardare altrove per rafforzare i rapporti con le altre grandi potenze economiche globali. Per ora nulla di più di qualche messaggio e iniziativa diplomatica che passano però inosservati.
“In un’epoca di conflitti e intensa competizione, c’è bisogno di amici fidati. Per l’Europa, l’India è un’amica e un’alleata strategica. Discuterò con Narendra Modi di come portare la nostra partnership strategica al livello successivo”, ha scritto oggi su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, poco dopo il suo arrivo in India per una missione volta a rafforzare le alleanze commerciali in risposta ai dazi del 25% annunciati da Trump.
Poche ore dopo il commissario Ue per il Commercio, Maros Sefcovic, ha annunciato di stare pianificando una missione in Cina alla fine di marzo. Il commissario incontrerà con tutta probabilità il ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, protagonista del recente duello tra Bruxelles e Pechino sui dazi sulle auto elettriche cinesi. La disputa è tuttora pendente al Wto, ma i contatti tra le parti proseguono ormai da mesi per arrivare a una soluzione comune che potrebbe portare alla revoca delle misure. Nel frattempo il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco Erdogan in cui ha ribadito la necessità di rafforzare i legami strategici e commerciali.
Cina, India e Turchia tutti a correre, mentre noi eravamo l'unico paese del G7 ad avere firmato il "memorandum of understanding" con la Cina sulla nuova Via della Seta, ma quella diversamente intelligente l'ha voluta chidure.




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