Mentre i malati muoiono in lista d’attesa, la Asl Torino 5 spende il suo tempo per dirci cosa possiamo dire o non dire.
A Febbraio 2025 la ASL Torino 5 guidata dal Direttore Osella, nominato dalla Giunta Piemontese di Alberto Cirio (Forza Italia) nemmeno 3 mesi fa, ha deliberato l’adozione di linee guida “per un linguaggio inclusivo e rispettoso”.
Il nuovo dirigente non ha evidentemente trovato niente di più importante da fare, al debutto del suo nuovo incarico, che ergersi a professore di inclusione e rispetto, stilando una serie di termini ammessi ed una serie di termini banditi.
Il documento riporta, nelle prime pagine, una goffa giustificazione dei dirigenti ASL che, prevedendo le critiche di coloro che si aspettano dalla struttura risposte di sanità, mettono le mani avanti dicendo che “sappiamo anche noi che ci sono sul tappeto questioni scottanti e urgenti che non ammettono distrazioni. Le liste di attese infinite, il personale sanitario che non si trova, le strutture fatiscenti, i cittadini che rinunciano alle cure perché non possono sostenerne le spese. Questo significa che non dobbiamo occuparci d’altro fino a quando questi problemi non troveranno
una soluzione? Ma troveranno mai una soluzione?”.
Vorremmo ricordare a questi signori, con stipendi che superano i 100.000 euro l’anno, che sono messi a capo delle strutture sanitarie per fornire sanità ai cittadini malati, e non per decidere le parole che possiamo o non possiamo utilizzare.
In Italia abbiamo assistito negli ultimi 25 anni alla distruzione della sanità pubblica, con l’abolizione delle USL e l’introduzione della logica del profitto nel tema della salute, con lo smantellamento della medicina di prossimità e con l’agguato della politica sulle nomine dei dirigenti.
Ora, però, se questi soggetti pensano di venirci ad insegnare, pagati con i nostri soldi, come si fa ad essere “inclusivi”, “rispettosi”, modificando il nostro linguaggio ed imponendoci il vocabolario a loro più gradito, beh, dovranno fare i conti con la nostra ormai pochissima pazienza.