
Originariamente Scritto da
Robert Owen
Benvenuti nell'angolino filosofico di Robert&Kevin.
Special guests: @
Placido, @
Guy Fawkes e @
Troll
Il simposio di oggi sarà incentrato sulla domanda: l'etica è soggettiva o oggettiva?
Verrebbe da dire che si tratti una cosa soggettiva. Infatti si fa spesso il paragone con le questioni scientifiche: se tu non sei d'accordo sul fatto che la terra sia rotonda, io posso produrre delle prove per smentire la tua opinione e provare la mia, ma in campo etico si finisce solo per litigare senza arrivare a nessuna conclusione definitiva perché non è possibile fornire una dimostrazione nero su bianco del proprio punto di vista come in campo scientifico.
Eppure, per quanto questa differenza effettivamente ci sia tra scienza ed etica, bisogna anche osservare che pure la scienza diventa una cosa priva di valore se non sorretta da assiomi fondamentali che non si possono provare.
Ad esempio, il principio di falsificabilità di Popper, l'empirismo di David Hume e il verificazionismo ci danno delle utili indicazioni su quali debbano essere i tratti distintivi della scienza: la possibilità di verificare e falsificare una teoria attraverso dei processi oggettivi e replicabili.
Se voi ci riflettete, non è possibile fare un esperimento per dimostrare che il principio di falsificabilità, l'empirismo e il verificazionismo siano tesi corrette. Alla base della scienza, c'è prima di tutto la logica! Ci sono una serie di principi che noi possiamo intuire attraverso l'uso della ragione e della logica, ma che non possiamo dimostrare in maniera sperimentale.
In una discussione simile qualcuno aveva fatto anche l'esempio del modus ponens, un principio logico di una certa importanza nella scienza: se
p implica q è una proposizione vera, e anche la premessa p è vera, allora la conseguenza q è vera.
Qualcuno aveva replicato che si può condurre un esperimento attraverso il metodo induttivo, ma a quel punto la discussione si sposta su "il metodo induttivo è valido?" e quindi a un certo punto comunque ci sono dei principi puramente logici che dobbiamo accettare in maniera assiomatica per costruire tutto il sapere umano.
Quindi, in conclusione, alla fine alla base della scienza e dell'etica c'è la stessa cosa: la filosofia, la ragione. Possiamo dire che la qualità di entrambe dipende dalla qualità degli assiomi sottostanti.
La domanda quindi diventa: è possibile fare un lavoro di qualità con l'etica, o bisogna per forza ridurre tutto a stupide discussioni da osteria tipo quelle di termometropolitico?
Ebbene, io e Kevin pensiamo che almeno il nucleo fondamentale dell'etica possa essere più o meno oggettivo, e qui di seguito cercheremo di produrre una dimostrazione.
Siete pronti?
Bene! Dimenticatevi prima di tutto del "bene dell'umanità", del "bene del popolo", del "bene degli italiani" e di tutti questi soggetti astratti: noi crediamo che non si possa formulare nessuna etica oggettiva partendo da soggetti astratti! Se si vuole provare a fare qualcosa di minimamente serio, bisogna focalizzarsi sul "bene dell'individuo", persona in carne e ossa, con un nome e un cognome.
Ora, se noi facciamo zoom sull'individuo, e lasciamo stare tutte quelle categorie astratte di natura collettivista, ci rendiamo conto che almeno a livello INDIVIDUALE il concetto di BENE e di MALE sono oggettivi e pure empirici.
Quando un individuo parla di MALE, in relazione a sé stesso, si riferisce a qualcosa di molto specifico e di molto reale: il dolore fisico o psicologico che prova.
Per quanto riguarda il BENE, è quando l'individuo prova sensazioni psicologiche e/o fisiche di piacere. Quando l'individuo è in pace con sé stesso, allora si trova nello stato del BENE.
È chiaro il concetto?
Partendo dal concetto di BENE e di MALE individuale, possiamo andare a costruire il resto. Partendo da questo assioma, possiamo concludere che FARE IL BENE significa far star bene altre persone, mentre FARE IL MALE significa far star male altre persone.
Questo ci consente di arrivare al passaggio successivo, che è quello dei DIRITTI UMANI: è sbagliato che lo stato (o i popoli) facciano cose che fanno star male gli individui ed è giusto che facciano cose che li facciano stare bene.
Ed ecco che il nostro nucleo etico è completato.
Andare oltre a questo è difficile. Qualcuno dirà che è poca roba, ma io penso che sia già tanto se riusciamo almeno ad affermare che esistano dei DIRITTI UMANI FONDAMENTALI che non sono negoziabili e che vanno rispettati SENZA SE E SENZA MA!
Insomma, non importa se sei liberista, se sei socialista, se sei di destra o sei di sinistra: molte delle cose che dividono le opinioni politiche non si possono oggettivizzare, ma almeno il nucleo fondamentale, che è un qualcosa di più o meno oggettivo, andrebbe osservato da tutti gli orientamenti politici, da tutti gli esseri umani, da tutti i popoli.
Le violazioni dei diritti umani non possono essere giustificate con la cultura, come ha fatto maldestramente il @
Dr. Gori in una discussione in cui cercava di difendere gli africani che mettono in galera gli omosessuali dicendo "è la loro cultura e noi non dobbiamo imporre la nostra cultura a loro!". Col cazzo, dico io: il nucleo fondamentale dell'etica è oggettivo, e se ci sono popoli che violano i DIRITTI UMANI FONDAMENTALI allora sono oggettivamente nel torto!