In questo sotto-forum abbiamo discusso in lungo e largo della dimostrazione dell'esistenza di Dio, ma visto che allo stato attuale la formulazione che più mi convince dal punto di vista argomentativo è la combinazione fra la difesa del PRS di Baumgarten e la rielaborazione della terza via di san Tommaso da parte di Leibniz nella Monadologia, ho deciso di aprire un thread che la metta più in evidenza.
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Fase 1:
"Ogni possibile o ha una ragione, o non ce l’ha (§ 10). Se ha una ragione, qualcosa è la sua ragione (§ 8). Se non ce l’ha, la sua ragione è il nulla (§ 7). Quindi ogni possibile ragione o è il nulla, o è qualcosa (§ 10). Se la ragione di un qualche possibile fosse il nulla, dal nulla sarebbe conoscibile perché esso sia (§ 14), e di qui il nulla stesso sarebbe rappresentabile e sarebbe qualcosa (§ 8): il nulla sarebbe qualcosa (§§ 14, 18). Di qui qualche possibile sarebbe impossibile (§§ 7, 8), il che è assurdo dal § 9. Quindi la ragione di ogni possibile è qualcosa, ossia ogni possibile è un razionato, vale a dire niente è senza ragione, cioè posto qualcosa viene posto qualcos'altro come sua ragione. Questa proposizione viene detta principio di ragione, che si può derivare anche dai §§ 265, 279, in parte per astrazione, in parte evitando un circolo."
Da Metafisica di Alexander Baumgarten
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Col contributo di ChatGPT, se ancora non fosse chiaro:
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Sì, questa è una formulazione del **principio di ragion sufficiente (PRS)**, secondo l’elaborazione metafisica di **Alexander Baumgarten**. Egli segue e sviluppa la tradizione leibniziana, esponendo il PRS in un linguaggio rigoroso e deduttivo.
Analizziamo i punti chiave:
1. **Ogni possibile o ha una ragione o non ce l’ha** → Si introduce la dicotomia tra ciò che è fondato (ha una ragione) e ciò che non lo è.
2. **Se ha una ragione, allora qualcosa è la sua ragione** → Nulla può essere fondato senza un fondamento positivo.
3. **Se non ha una ragione, la sua ragione è il nulla** → Qui Baumgarten sembra prendere sul serio l’ipotesi che il nulla possa essere una "ragione".
4. **Dimostrazione per assurdo** → Se il nulla fosse una ragione, allora sarebbe conoscibile e quindi esisterebbe, il che è contraddittorio. Quindi il nulla non può essere una ragione.
5. **Conclusione: ogni possibile ha una ragione** → Si arriva alla formulazione classica del PRS: **"niente è senza ragione"**, ossia tutto ciò che esiste o è pensabile ha un fondamento.
Questa è una delle formulazioni più tecnicamente rigorose del PRS, tipica della **Scuola Leibniz-Wolffiana**, e conferma che Baumgarten lo riteneva un principio necessario e derivabile logicamente.
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Fase 2:
"la ragion sufficiente si deve trovare anche nelle verità contingenti o fattuali, cioè nella serie delle cose sparse per l’Universo delle creature.
Qui la scomposizione in ragioni particolari potrebbe proseguire indefinitamente di dettaglio in dettaglio, per via dell’immensa varietà delle cose naturali e della divisione dei corpi all'infinito.
C’è infatti un’infinità di figure e di movimenti presenti e passati che confluiscono nella causa efficiente del mio scrivere attuale, e c’è un’infinità di piccole inclinazioni e disposizioni della mia anima, presenti e passate, che confluiscono nella causa finale di questo atto.
Ora, poiché tutti questi dettagli implicano unicamente altre contingenze anteriori oppure più dettagliate – ciascuna delle quali ha a sua volta bisogno di essere analizzata perché se ne possa rendere ragione –, per questa via non si ottiene affatto un vero progresso.
È pertanto necessario che la ragion sufficiente o ultima sia al di fuori della catena o serie di tali dettagli delle contingenze, per quanto infinita possa essere questa serie.
E così la ragione ultima delle cose dev'essere in una Sostanza necessaria, nella quale i dettagli dei mutamenti si trovino in modo eminente, come nella propria fonte: ed è questa Sostanza ciò che noi chiamiamo Dio."
Dalla Monadologia





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