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  1. #1
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    Predefinito La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    I sondaggi di questi giorni lo hanno ribadito: se si andasse a votare a breve, non ci sarebbe alternativa rispetto all’attuale maggioranza. Meloni gode ancora della fiducia degli italiani, nonostante gli scossoni della politica internazionale. Eppure, proprio in questo quadro che appare scontato, da più parti si odono sirene elettorali che non escludono una corsa alle urne nella primavera del prossimo anno. Le ragioni vanno oltre il consenso e il fatidico “vento di destra che soffia in Europa”, di cui è conferma la costante crescita di Afd in Germania. Ma non è questa la molla che spingerebbe l’attuale maggioranza a rompere gli argini prima della fine naturale del mandato.

    La retorica del guinness dei primati sul governo più longevo della Repubblica funziona certamente sui social, ma conta relativamente poco quando sul tavolo ci sono partite ben più cruciali. E queste rispondo a due nomi: premierato, ma più ancora, presidenza della Repubblica. Il primo tema è ritornato inaspettato, quasi “a freddo”, nelle più recenti citazioni della presidente. Il secondo è una prospettiva, quasi un’escatologia, che non solo conferirebbe un senso a tutto il percorso politico del centro destra di questi anni, ma ne consegnerebbe il destino alla storia, quasi come un suggello di eternità, il raggiungimento di un traguardo mai esplicitato, per timore reverenziale del peso e della responsabilità della carica. Ma, certamente, una tale conquista chiuderebbe per sempre qualunque diatriba sull’inadeguatezza presunta e su qualsiasi ombra o retaggio del passato. Dopo il Governo, giungendo al più altro seggio, per la prima volta la destra, in quanto tale e senza sconti, appoggi esterni o favori, diverrebbe garante della tenuta stessa della Costituzione e del Paese. Bingo.

    Ma la strada per arrivarci è tortuosa e richiede passi attenti e precisi. E se per un attimo provassimo a immaginare che dietro tutto l’agitarsi di Salvini, pre e post congresso, non ci fosse solo tanta voglia di Viminale, ma una exit strategy per tornare alle urne nel 2026, fare man bassa di voti e consensi, riconfermare, anzi, rafforzare l’attuale maggioranza e portarsi a casa premierato e, soprattutto la presidenza della Repubblica nel 2029? Un prezzo da pagare oggi, una “assunzione di colpa”, in qualche modo “concordata” che consentirebbe al leader leghista di giocare la parte della coerenza e del leader forte, pronto a tutto, di fronte ai propri elettori e iscritti per rilanciarne, invece, il ruolo di governo su una posizione più forte, un attimo dopo il voto. E se salire al Quirinale fosse proprio il desiderio inconfessato e inconfessabile della premier, il sogno nel cassetto che non si rivela a nessuno, la nomina che incoronerebbe la corsa di una vita, partita dalla semplice militanza dritta, dritta al più alto scranno della politica? E se l’affannoso incontro con Donald Trump e JD Vance non avesse solo come tema le ricadute dei dazi sull’Italia ma, in qualche modo, fosse la ricerca di un “lasciapassare”, un endorsement dalla sua famiglia repubblicana, un appoggio politico, una spinta a prendere in mando con coraggio le redini dell’Italia e garantire una stabilità decennale per il caro e storico alleato d’Oltreoceano? Per il momento questi scenari sono un esercizio di stile, ma una volta Andreotti disse che a pensar male si fa peccato ma ci si piglia. E la politica è l’arte di immaginare l’impossibile.

    https://www.msn.com/it-it/notizie/po...9cd19023&ei=45

  2. #2
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    Citazione Originariamente Scritto da Gastida Visualizza Messaggio
    I sondaggi di questi giorni lo hanno ribadito: se si andasse a votare a breve, non ci sarebbe alternativa rispetto all’attuale maggioranza. Meloni gode ancora della fiducia degli italiani, nonostante gli scossoni della politica internazionale. Eppure, proprio in questo quadro che appare scontato, da più parti si odono sirene elettorali che non escludono una corsa alle urne nella primavera del prossimo anno. Le ragioni vanno oltre il consenso e il fatidico “vento di destra che soffia in Europa”, di cui è conferma la costante crescita di Afd in Germania. Ma non è questa la molla che spingerebbe l’attuale maggioranza a rompere gli argini prima della fine naturale del mandato.

    La retorica del guinness dei primati sul governo più longevo della Repubblica funziona certamente sui social, ma conta relativamente poco quando sul tavolo ci sono partite ben più cruciali. E queste rispondo a due nomi: premierato, ma più ancora, presidenza della Repubblica. Il primo tema è ritornato inaspettato, quasi “a freddo”, nelle più recenti citazioni della presidente. Il secondo è una prospettiva, quasi un’escatologia, che non solo conferirebbe un senso a tutto il percorso politico del centro destra di questi anni, ma ne consegnerebbe il destino alla storia, quasi come un suggello di eternità, il raggiungimento di un traguardo mai esplicitato, per timore reverenziale del peso e della responsabilità della carica. Ma, certamente, una tale conquista chiuderebbe per sempre qualunque diatriba sull’inadeguatezza presunta e su qualsiasi ombra o retaggio del passato. Dopo il Governo, giungendo al più altro seggio, per la prima volta la destra, in quanto tale e senza sconti, appoggi esterni o favori, diverrebbe garante della tenuta stessa della Costituzione e del Paese. Bingo.

    Ma la strada per arrivarci è tortuosa e richiede passi attenti e precisi. E se per un attimo provassimo a immaginare che dietro tutto l’agitarsi di Salvini, pre e post congresso, non ci fosse solo tanta voglia di Viminale, ma una exit strategy per tornare alle urne nel 2026, fare man bassa di voti e consensi, riconfermare, anzi, rafforzare l’attuale maggioranza e portarsi a casa premierato e, soprattutto la presidenza della Repubblica nel 2029? Un prezzo da pagare oggi, una “assunzione di colpa”, in qualche modo “concordata” che consentirebbe al leader leghista di giocare la parte della coerenza e del leader forte, pronto a tutto, di fronte ai propri elettori e iscritti per rilanciarne, invece, il ruolo di governo su una posizione più forte, un attimo dopo il voto. E se salire al Quirinale fosse proprio il desiderio inconfessato e inconfessabile della premier, il sogno nel cassetto che non si rivela a nessuno, la nomina che incoronerebbe la corsa di una vita, partita dalla semplice militanza dritta, dritta al più alto scranno della politica? E se l’affannoso incontro con Donald Trump e JD Vance non avesse solo come tema le ricadute dei dazi sull’Italia ma, in qualche modo, fosse la ricerca di un “lasciapassare”, un endorsement dalla sua famiglia repubblicana, un appoggio politico, una spinta a prendere in mando con coraggio le redini dell’Italia e garantire una stabilità decennale per il caro e storico alleato d’Oltreoceano? Per il momento questi scenari sono un esercizio di stile, ma una volta Andreotti disse che a pensar male si fa peccato ma ci si piglia. E la politica è l’arte di immaginare l’impossibile.

    https://www.msn.com/it-it/notizie/po...9cd19023&ei=45
    magari si andasse al voto appena possibile per fare man bassa di voti e tenere le opposizioni sulla graticola per altri 5 anni , ma non succederà, perchè c'è da votare il premierato e ci vogliono due anni

  3. #3
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    magari si andasse al voto appena possibile per fare man bassa di voti e tenere le opposizioni sulla graticola per altri 5 anni , ma non succederà, perchè c'è da votare il premierato e ci vogliono due anni
    Sai che il Premierato così come lo intende il Governo è una cazzata pazzesca?

  4. #4
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    Citazione Originariamente Scritto da Sheldon Cooper Visualizza Messaggio
    Sai che il Premierato così come lo intende il Governo è una cazzata pazzesca?
    Dubito, fortemente ...

  5. #5
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    Citazione Originariamente Scritto da Sheldon Cooper Visualizza Messaggio
    Sai che il Premierato così come lo intende il Governo è una cazzata pazzesca?
    proponete dei correttivi, alla Meloni piace il proprozionale, invece di fare le barricate, che si discuta

  6. #6
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    veramente una chance di portare una persona di destra al quirinale la destra la aveva già avuta nel 2022, ma se la prima proposta è scegliere nella triade Pera, Letizia Moratti, Superciuk e la seconda è Alberti Casellati, si capisce perché poi al Quirinale è rimasto Mattarella.
    all'epoca mi domandavo perché non era stato preso in considerazione Antonio Martino, ma poi ho saputo che era per via delle precarie condizioni di salute.
    è vero che in quel momento bisognava comunque trattare il candidato con altri partiti, ma personalmente credo che nemmeno facendo il pieno dei voti la destra riuscirebbe a portare un Superciuk al Quirinale.
    vergin di servo encomio e di codardo oltraggio

  7. #7
    La polizzzzia del webbbbe
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    Non vedo un rappresentante della destra che sia non divisivo e che possa andare bene anche all'opposizione.
    Detto questo eviterei, in questo momento di deriva ben poco democratica del paese, di mettere al Quirinale uno di destra.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  8. #8
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Non vedo un rappresentante della destra che sia non divisivo e che possa andare bene anche all'opposizione.
    Detto questo eviterei, in questo momento di deriva ben poco democratica del paese, di mettere al Quirinale uno di destra.
    Pierferdy Casini?
    L'ultimo democristiano

  9. #9
    La polizzzzia del webbbbe
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    Pierferdy Casini?
    L'ultimo democristiano
    Probabile sai....non sarebbe nemmeno tanto sbagliato. Non credo si possa pensare ad un PdR schierato a sinistra, tantomeno uno di destra.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  10. #10
    ik manèbimus òptime
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    Predefinito Re: La destra e quel sogno chiamato Quirinale

    Citazione Originariamente Scritto da Gastida Visualizza Messaggio
    I sondaggi di questi giorni lo hanno ribadito: se si andasse a votare a breve, non ci sarebbe alternativa rispetto all’attuale maggioranza. Meloni gode ancora della fiducia degli italiani, nonostante gli scossoni della politica internazionale. Eppure, proprio in questo quadro che appare scontato, da più parti si odono sirene elettorali che non escludono una corsa alle urne nella primavera del prossimo anno. Le ragioni vanno oltre il consenso e il fatidico “vento di destra che soffia in Europa”, di cui è conferma la costante crescita di Afd in Germania. Ma non è questa la molla che spingerebbe l’attuale maggioranza a rompere gli argini prima della fine naturale del mandato.

    La retorica del guinness dei primati sul governo più longevo della Repubblica funziona certamente sui social, ma conta relativamente poco quando sul tavolo ci sono partite ben più cruciali. E queste rispondo a due nomi: premierato, ma più ancora, presidenza della Repubblica. Il primo tema è ritornato inaspettato, quasi “a freddo”, nelle più recenti citazioni della presidente. Il secondo è una prospettiva, quasi un’escatologia, che non solo conferirebbe un senso a tutto il percorso politico del centro destra di questi anni, ma ne consegnerebbe il destino alla storia, quasi come un suggello di eternità, il raggiungimento di un traguardo mai esplicitato, per timore reverenziale del peso e della responsabilità della carica. Ma, certamente, una tale conquista chiuderebbe per sempre qualunque diatriba sull’inadeguatezza presunta e su qualsiasi ombra o retaggio del passato. Dopo il Governo, giungendo al più altro seggio, per la prima volta la destra, in quanto tale e senza sconti, appoggi esterni o favori, diverrebbe garante della tenuta stessa della Costituzione e del Paese. Bingo.

    Ma la strada per arrivarci è tortuosa e richiede passi attenti e precisi. E se per un attimo provassimo a immaginare che dietro tutto l’agitarsi di Salvini, pre e post congresso, non ci fosse solo tanta voglia di Viminale, ma una exit strategy per tornare alle urne nel 2026, fare man bassa di voti e consensi, riconfermare, anzi, rafforzare l’attuale maggioranza e portarsi a casa premierato e, soprattutto la presidenza della Repubblica nel 2029? Un prezzo da pagare oggi, una “assunzione di colpa”, in qualche modo “concordata” che consentirebbe al leader leghista di giocare la parte della coerenza e del leader forte, pronto a tutto, di fronte ai propri elettori e iscritti per rilanciarne, invece, il ruolo di governo su una posizione più forte, un attimo dopo il voto. E se salire al Quirinale fosse proprio il desiderio inconfessato e inconfessabile della premier, il sogno nel cassetto che non si rivela a nessuno, la nomina che incoronerebbe la corsa di una vita, partita dalla semplice militanza dritta, dritta al più alto scranno della politica? E se l’affannoso incontro con Donald Trump e JD Vance non avesse solo come tema le ricadute dei dazi sull’Italia ma, in qualche modo, fosse la ricerca di un “lasciapassare”, un endorsement dalla sua famiglia repubblicana, un appoggio politico, una spinta a prendere in mando con coraggio le redini dell’Italia e garantire una stabilità decennale per il caro e storico alleato d’Oltreoceano? Per il momento questi scenari sono un esercizio di stile, ma una volta Andreotti disse che a pensar male si fa peccato ma ci si piglia. E la politica è l’arte di immaginare l’impossibile.

    https://www.msn.com/it-it/notizie/po...9cd19023&ei=45
    Mattarella non scioglierebbe mai le camera anticipatamente, e molti parlamentari cercherebbero alternative per una nuova maggioranza, al massimo uno scioglimento anticipato di un anno...
    Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!

 

 
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