Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump


  2. #2
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    Predefinito Re: Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump

    L’obiettivo della Protesta di Seattle è dunque stato raggiunto.... L’integrazione dei mercati internazionali...continua.
    Semplicemente, le controversie non saranno più risolte da un arbitro tendenzialmente imparziale...In realtà poi gli Stati Uniti al Wto---in assoluto sono il Paese che meglio dal Wto è stato trattato.
    Date l'Ignobel a questo gegno che si dà ripetutamente del cretino da solo!
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
    Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny

  3. #3
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    Predefinito Re: Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump

    Europa sta cerca di trovare un alternativa al Wto.

    Il vero problema non sta al Situazione attuale di WTO, ma chi e il boss.
    Anche Con una nuova sistema. Senza consenso del boss non si va nessuna parte.
    Web tax? Neanche tempo di applicarlo che gli Usa alza tariffe sui vini Francesi . Non può reagire. No ha abbastanza Carta in gioco confronto Usa. Minaccia Tariffe sui automobili tedeschi, vini e formaggi italiani.

    I singoli stati europei Davanti Usa sembrano Una colonia. Solo con una Europa unita, ha il peso e forza di sedersi davanti al Usa e discuterne al pari.

    non so se sara ricordato come Un grande presidente o no global. Ma sicuramente un Grande Trader.
    https://www.google.it/amp/s/it.busin...d-storico/amp/

  4. #4
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    Predefinito Re: Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump

    USA da oltre 100 anni erano la quartier generali di globalisti.
    Adesso hanno nei piani fare dagli USA il legname per il fuoco mondiale. Praticanente lo stesso destino che era pianificato per la Russia 100 anni fa'.
    E' ovvio che i patrioti degli USA non sono pronti per un tale sacrificio.
    Per questo - Trump.

  5. #5
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    Predefinito Re: Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump

    riprendo questa disscussione

    20 anni fa essere No Global era figo e intelligente

    ora contrordine compagni

    siccome il NO GLOBAL è Trump

    essere no global è da fascisti e fa schifo
    quindi cari compagni siate tutti Global e euroentusaisti, mi raccomando!

  6. #6
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    Predefinito Re: Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    Donald Trump è l’autodistruzione del capitalismo?
    presidente degli Stati Uniti ha rotto l’artificio retorico del “capitalismo liberale” e ha definito un nuovo sistema di relazioni internazionali fatto di minacce ostentate. Sta scommettendo su uno Stato senza spesa sociale e senza tasse, facendo finta che il debito mostruoso degli Usa pari a 37mila miliardi di dollari non esista. È un bluff rischioso.
    E-mailStampa
    Gli Stati Uniti hanno retto l’urto del mondo emergente che hanno costruito con la globalizzazione, commettendo infiniti errori. Lo hanno fatto attraverso una combinazione di dominio finanziario, presenza militare e, soprattutto, con una narrazione liberale e democratica in grado di egemonizzare non solo le destre ma anche gran parte delle sinistre occidentali.

    Questo modello ha generato una gigantesca bolla finanziaria che sorregge il Prodotto interno lordo (Pil) statunitense, ha attratto capitali da tutto il mondo, ha fatto sì che il dollaro fosse considerata la valuta più stabile, ha reso “accettabili” da una parte influente dell’opinione pubblica internazionale le peggiori guerre e ha mantenuto un equilibrio indispensabile con la Cina. Pur non essendo più la più grande potenza economica e pur vivendo profonde contraddizioni interne, gli Stati Uniti hanno perciò garantito la vita del capitalismo.

    Ora è tornato Donald Trump che ha messo subito in tensione la finanza con l’appoggio a figure come Elon Musk, pretendendo un esplicito vassallaggio dei super ricchi delle Big tech, ha dichiarato apertamente che il capitalismo è totalmente di destra, ha rotto l’artificio retorico del capitalismo liberale e ha definito un sistema di relazioni internazionali costruito sulla ricerca di un primato retorico fatto di costanti minacce. Magari minacce verbali ma certamente in grado di generare una profonda instabilità in un sistema, come accennato, già molto complesso.


    Un Paese con debito di 37mila miliardi di dollari, con una posizione finanziaria netta negativa di 24mila miliardi, con un disavanzo di tremila miliardi e con una Borsa dove le società valgono almeno tre-quattro volte il loro valore reale non può permettersi di essere guidato da un presidente convinto di poter fare del tutto a meno sia del fariseismo tipico del capitalismo sia della liturgia democratica, nell’ambito di una visione dove l’Europa è il peggior nemico proprio perché troppo incline a un illuminismo delle diversità.

    Peraltro, un Paese che non è certo in grado di sostenere il costo di nuove guerre che minacciano radicalmente la tenuta stessa della dollarizzazione. La durezza trumpiana, l’idea di gridare sempre per ottenere una successiva mediazione senza alcuna attenzione alle forme e agli equilibri sono un pericolo profondo per una realtà sociale come quella statunintense dove le disuguaglianze sono cresciute, dove l’inflazione generata dai dazi può essere devastante e i mutui possono esplodere per l’aumento dei tassi di interesse.

    Trump ha vinto le elezioni perché gli americani si sentivano insicuri, ma tale insicurezza è esasperata proprio dall’aggressività trumpiana. Dunque, l’attuale presidente mette a repentaglio la tenuta americana e con essa, appunto, quella del capitalismo, lasciando campo pressoché libero all’affermazione del modello cinese o comunque a esperienze non direttamente riconducibili al capitalismo.

    Trump può essere l’uomo dell’Armaggeddon del capitale come del resto dimostrano i suoi primi atti normativi. Il presidente degli Stati Uniti è riuscito a far approvare alla Camera il “Big and beautiful bill”, una legge che farà la gioia dei ricchi e dei grandi fondi, forse il vero terreno di compromesso con le Big Three (i fondi BlackRock, Vanguard e State Street). Il testo prevede infatti il taglio della spesa federale per 200 miliardi di dollari l’anno per dieci anni, che significa di fatto lo smantellamento dei già limitati programmi di sanità pubblica Medicaid e Medicare, e una parallela riduzione di tasse, per le fasce medio alte e per gli “affari”, di 450 miliardi di dollari l’anno ancora per un decennio.

    Al contempo per finanziare soprattutto energia, armamenti e intelligenza artificiale, Trump ha chiesto di togliere la necessità di ottenere un voto parlamentare ogni volta che il debito pubblico aumenta di quattromila miliardi di dollari.

    La “visione” di Trump è quella di uno Stato senza spesa sociale e senza tasse, dove le sorti individuali e collettive dipendono dalla ricchezza privata -quindi dai listini di Borsa- e dove il finanziamento pubblico dipende solo dall’indebitamento, la cui tenuta è interamente affidata a quanto il resto del mondo continua a credere negli Stati Uniti, accettando la sudditanza al dollaro; una scommessa molto pericolosa.

    Non è un caso, allora, che in questi mesi si sia assistito a una grande mobilitazione, quasi terrorizzata, di figure come Mario Draghi, consapevoli di questo rischio e solerti nell’incitare gli europei ad accelerare i tempi per mantenere in vita il capitalismo in quella forma liberal democratica che ha consentito ai ricchi di vincere la lotta di classe, cancellando l’idea stessa di sinistra.

    Alessandro Volpi è docente di Storia contemporanea presso il dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. Si occupa di temi relativi ai processi di trasformazione culturale ed economica nell’Ottocento e nel Novecento. Il suo ultimo libro è “Nelle mani dei fondi” (Altreconomia, 2024)


    https://altreconomia.it/donald-trump...l-capitalismo/

  7. #7
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    Predefinito Re: Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    ma che stronzata!!
    100 a 1 che l'ha scritta chatGPT

  8. #8
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    Predefinito Re: Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio

    il libero mercato, totem del liberisMo amerIcano, non va piu' bene??
    La fine della globalizzazione neoliberista: gli Stati Uniti sono ormai protezionisti
    22/05/2024
    La mossa di Biden di imporre dazi su diversi prodotti cinesi per proteggere settori manifatturieri considerati strategici dalla concorrenza a basso costo mira ad aumentare i posti di lavoro, ma i costi potrebbero non piacere ai consumatori perché segnano la fine dell’era de beni cinesi a buon mercato.
    Entrambi i candidati alle presidenziali statunitensi del 2024 si sono allontanati dal consenso sul libero scambio che un tempo regnava a Washington (il cosiddetto “Washington Consensus” forgiato a partire dagli anni ’80), secondo cui consentire a denaro e beni di fluire con il minor attrito possibile avrebbe fatto stare meglio tutti. Un periodo che ha visto gli Stati Uniti siglare l’Accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA, con Messico e Canada) nel 1994 e che è culminato con l’adesione della Cina all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) nel 20011. La più ampia imposizione di tariffe da parte di Trump durante la sua presidenza 2017-2021 (mantenuta da Biden) ha dato il via a una guerra tariffaria con la Cina. Ora, le nuove tariffe di Joe Biden sui beni cinesi segnano il deciso rifiuto di un’ortodossia economica che ha dominato la politica americana per quasi mezzo secolo. Democratici e Repubblicani non sono d’accordo su molto, ma per molto tempo sono stati d’accordo su questo: più c’è libero scambio, meglio è. Ora concordano sul contrario: il libero scambio è andato troppo oltre. Un fatto che sarebbe stato inimmaginabile meno di dieci anni fa. La pandemia da CoVid-19 ha definitivamente minato il Washington Consensus in quanto gli Stati Uniti, dopo decenni di trasferimento della capacità produttiva all’estero, hanno scoperto di essere quasi interamente dipendenti da altri paesi per forniture basilari come le mascherine protettive e i cruciali semiconduttori. Queste criticità hanno rafforzato la posizione dei critici della globalizzazione e del capitalismo laissez-faire.


    https://transform-italia.it/la-fine-...protezionisti/

  9. #9
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    Predefinito Re: Cari No Global, fatevene una ragione: il vostro campione è Donald Trump


 

 

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