Written by borissmirnov 2 febbraio 2021
Alla cortese attenzione dei moderatori chiedo gentilmente di non spostare questo thread, problema squisitamente italiano sulla sezione politica Europea. Grazie
Gentile lettrice, lettore
In realtà, per comprendere fenomeni economici e politici complessi, è necessario dapprima, capire come funzionava il sistema economico italiano, per poi riuscire autonomamente a scorgere gli errori che si sono nel tempo moltiplicati i quali conducono alle odierne condizioni economiche italiane.
Partiamo dal principio che il debito pubblico è stata una mera contabilità in passivo al Ministero del Tesoro che faceva richiesta di denaro fresco per le esigenze di stato alla Banca d’ Italia (anche essa banca di stato) la quale, mediante Il Poligrafico di stato divenuto Zecca nel 1978, ne stampava sempre di nuovo, in quantità secondo richiesta, e lo accreditava in Banca di Italia computandolo contabilmente a credito nella propria istituzione, inoltre imponendo alla Banca d Italia di poter attingere ad un ulteriore scoperto del 14% delle spese di bilancio.
Avviene che il credito di Banca d’Italia ed il debito del Ministero del Tesoro si fondono nell’ unico garante in ultima istanza che è lo stato. Il mantenimento in vita di questa contabilità è subordinato a necessità di gestione e stabilità monetaria. Insomma attualmente questo concetto è valido per tutto il debito pubblico italiano ante 1981 e che è parte del ca 80% di tutto il debito pubblico in mano ancora alla Banca d’ Italia ed affiliate.
La truffa agli italiani sta nello scorporo della potestà giuridica statale patrocinata dal Ministero del Tesoro, dalla Banca d Italia, che con il d.lgs 10 marzo 1998 n. 43 sottrae la Banca d’Italia alla gestione da parte del governo italiano, sancendo l’appartenenza della stessa al sistema europeo delle banche centrali.
Ora la nuova Banca d’ Italia (Bankitalia) riscuote interessi dal debito, ma sembra che la BCE non riconosca che questo debito, cambiando già stato giuridico alla privatizzazione della Banca d Italia nel 1981 (privatizzazione progressiva) in realtà, fino a quella data, non è stato mai pagato o comperato dalle banche affinche avessero esse il diritto di esigere indietro alcun capitale. Il debito in banca d italia era generato dallo stato stesso creando moneta dal nulla, e la liquidità monetaria necessaria veniva messa in circolo nel sistema, principalmente mediante la spesa pubblica di stato. Nessun ente pubblico o privato ha avuto diritto legittimo a richiederlo indietro.
Dov’ è il problema?
E l’ interesse stesso, che fino a che la banca d Italia era di stato, non esisteva come perdita economica perchè sia il Ministero del Tesoro che la stessa Banca d Italia, confluivano a capo del medesimo garante o prestatore in ultima istanza che è lo Stato.
Ad ora, dalla privatizzazione o divorzio della B.d.I. dal Tesoro, invece lo stato esborsa per questi interessi, dei tassi non più decisi dal governo, forte della facoltà di creare moneta dal nulla per finanziare e coprire le aste di titoli, denari impiegati per acquistare la porzione rimasta invenduta dei titoli, ma ora, nelle mani della sola liquidità offerta dai mercati, avendo abdicato lo stato italiano a battere moneta sottoscrivendo i trattati di Maastricht e ceduto questa importante facoltà ad un sistema bancario privato sotto la guida della BCE.
Attualmente, solo per gli interessi, (avendo abdicato a possedere una propria moneta sovrana), lo stato italiano spende da 6,3 a sette miliardi di Euro annui. Questi costi inutili generano un enorme gettito alle banche private partecipate in Banca d Italia, le quali hanno sborsato una sola volta ca 7,5 miliardi di Euro per entrare nella proprietà di banca d Italia, ma ora percepiscono introiti attivi per un valore vicino a quello d’ acquisto dell intera proprietà di BdI (7,5 miliardi di Euro) ogni anno!
Mentre prima della privatizzazione della Banca d Italia, essa riscuoteva interessi minimi decisi dal governo e sufficienti a malapena a creare un mercato di acquirenti nonchè a compensare con un corrispettivo a correzione della svalutazione monetaria, essendo essa stessa un organo di stato, quando il debito si iniziò ad approvvigionare maggiormente dai mercati offrendolo al privato in quantità maggiori (i famosi BOT degi anni 80) ed ad interessi davvero ben più elevati, iniziarono interessi passivi ben più pesanti nonchè il debito a partire dal 1981 si finanziò in misura sempre maggiore dai denari offerti dai liberi mercati e non dalla moneta stampata dal governo italiano. infatti, dal divorzio tra Ministero del tesoro e banca d Italia, fu enorme con un debito che passò dal 58% del PIL al 120% e ciò in soli dieci anni!
L’Italia infatti iniziò a finanziarsi sui mercati a tassi che, al netto dell’inflazione, erano superiori rispetto a quanto avveniva precedentemente.
Alla privatizzazione della Banca d Italia, essa iniziò a richiedere interessi che iniziavamo a comprendere un ulteriore introito finanziario definito dividendo azionario e non come solo corrispettivo a correttivo dei bilanci di stato. Da quì parte la truffa dei banchieri agli italiani: La banca d Italia ha creato insieme al Ministero del Tesoro entrambi in nome e per conto dello Stato, un debito di oltre 2.400 miliardi di Euro, che se fosse rimasto proprietà di stato sarebbe semplicemente molto più agevole da cancellare. Sintetizzando il concetto, anche se non matematicamente esatto, si può definire che Crediti della Banca d Italia ed i debiti corrispettivi del Ministero del Tesoro se entrambi sono istituti posseduti dallo Stato, il debito è potenzialmente annullabile perchè debiti e crediti confluiscono nell’ unico garante o prestatore in ultima istanza che è lo Stesso stato!
Non solo lo stato, truffato dalla attuale perdita della Banca d’ Italia, avrebbe difficoltà solo marginale per la gestione o diminuzione del debito, ma se si fosse rimasti alla vecchia Lira (in vigore fino all anno 2002) il tallone d’ Achille italiano che era l’ elevata inflazione, essa provocava però un grande regalo agli italiani: l’ erosione del debito pubblico stesso , infatti i denari computati a debito degli anni 20 hanno perso sensibilmente valore rispetto agli anni venturi. le 1000 lire del 1925 valevano per potere di acquisto il corrispettivo ci ca 1.650.000 Lire, ma essendo contabilmente rimaste sempre solo 1000 lire, per il peso sul debito pubblico, esse sarebbero valse all anno 2021 solo ca 50 centesimi di Euro.
Questa erosione reale del debito pubblico era una manna per lo stato ed i cittadini ma un incubo per i banchieri, in quanto anche i tassi applicati per le aste dello stato, avevano interessi che spesso non erano sufficienti a ripagare nemmeno le perdite del valore reale della moneta, aumentando così, la caratteristica di auto-erosione del debito pubblico nel tempo. Questa erosione è stata fermata con l’ avvento dell Euro, e quindi, anche per questo, il debito pubblico è attualmente, molto più pesante da sostenere e sta giungendo già i limiti della non solvibilità sempre a causa dei mercati, che potrebbero innescare speculazioni le quali imporrebbero ai titoli italiani spread d’ interesse insostenibili da finanziare ad uno stato già evirato della granparte della propria forza economica.
La relativamente rapida svalutazione della vecchia Lira, spingeva ad un risparmio privato prevalentemente materiale (la casa, la azienda, la terra) e in misura minore risparmio monetario. Ciò à contribuito a muovere il capitale liquido degli italiani di preferenza ad un arricchimento prevalentemente reale, più affidabile, sicuro e non solo quindi monetario. Insomma, la Lira era l Incubo dei banchieri ma è stata la fortuna degli italiani, perchè stiamo parlando di una valuta sacrificata per arricchire gli italiani e non mantenuta stabile per garantire ricchezza ai Banchieri.
L’ Euro invece è, non la moneta di stato o dei cittadini, ma la moneta privata dei banchieri, per questa ragione ne si sospinge il mantenimento del valore, per proteggere i finanzieri, ovvero quegli investitori che difendono la propria ricchezza basata fondamentalmente sul capitale economico, anche al costo di sacrificare le economie nazionali.
Si comprende ora la differenza di vedute tra i Banchieri ed i cittadini?
Se avete ben compreso, stiamo parlando di un odierno sistema economico che è diventato anche sistema di governo, nato ed impostato espressamente contro le Democrazie e contro il benessere dei cittadini, perciò non riformabile, ma da smantellare e se non possibile, da abbattere!
La realtà è che i banchieri vivono sul debito e quando nel 1981 è iniziato il divorzio di Banca d Italia dal Ministero del Tesoro, si scrivevano Beniamino Andreatta a capo del secondo e carlo Azelio Ciampi a capo della prima, che per mantenere una migliore stabilità monetaria della Lira, suggerirono che fosse necessario che lo stato si rifornisse di liquidità integralmente dai mercati e non quindi stampandone… entrambi si trovarono d’accordo su quella questione, infischiandosene sui reali risvolti economici sotto il profilo del peso reale futuro di questo debito e scavalcando il Parlamento come fosse una mera questione di contabilità, sottrarre un enorme bene pubblico alla piena potestà statale, conclusasi con l’ entrata della Banca d’ Italia nel circuito delle banche Centrali Europee, oltremodo sotto gli ordini della BCE una super-banca quotata in azioni con sede legale ed operativa per giunta in Germania.
Lo stesso mario Draghi che partiecipò attivamente al furto della banca d’ Italia alla potestà del governo, è stato dal 2011 al 2019 Presidente della Banca centrale europea. Se non si può parlare di matrice propriamente italiana del fallimento nazionale, si può pienamente parlare di collaborazionismo esplicito da parte di uomini di stato che tradirono il loro mandato di quadri governativi al servizio dello Stato italiano.
Non solo questo hanno fatto i banchieri, ma consorziati nel più fuorviante nome che si potessero dare “Unione Europea” hanno organizzato un governo dove Tutte le istituzioni coinvolte, Consiglio dell Unione Europea, Eurogruppo e fino al 2017 anche il Consiglio Europeo, possono solo riunirsi in modo informale e non hanno poteri legislativi, ma possono fare solo richieste di proposte alla Commissione Europea. Per il Parlamento Europeo, vale la stessa cosa, esso non ha potere di modificare i trattati, ma solo di chiedere alla Commissione Europea e guardacaso, proprio la BCE (Banca Centrale Europea) che dovrebbe fare semplicemente la banca, invece essa ha poteri realmente di governo in quanto gestisce l’euro e definisce e attua la politica economica e monetaria dell’UE
Questo governo delle banche oltre a privatizzare e derubare lo stato della Banca d Italia, sta silenziosamente privatizzando ad oggi sia il Ministero del tesoro che Cassa Depositi e Prestiti (quella dei risparmiatori postali) trasformandole in Società per azioni, ognuno di questi istituti che è caratterizzato da enormi gettiti economici, creando un prelievo da interessi per dividendi azionari che andrà a privati, sottraendo come per BdI ancora più energie economiche che in uno stato ancora a capo di questi istituti, ne impiegava invece i gettiti per la spesa sociale, necessaria essa seppure obbligatoriamente in perdita come, la cassa integrazione, le spese per scuole, ospedali, le forze di polizie ecc.
Le banche centrali, istituzionalmente occupate a fornire i governi di liquidità finanziaria per spese infruttifere quali quelle sociali, ora non vogliono svolgere più queste funzioni, in quanto trasformate in SpA, i propri azionisti non desiderano averne perdite ma guadagni.
Ed è questa la vera origine dell incompatibilità funzionale dell Unione Europea con il benessere dei cittadini e la vita delle democrazie. Il sistema di governo privatizzato, non prevede spese per il sociale, ma la soppressione dello stato sociale, sacrificato all’ interesse privato..
I Banchieri dell UE sono occupati al giorno di oggi solo di smantellare le democrazie ed interi stati nazionali, non per fondare un nuovo super-governo per tutti, ma per portare vie benessere e ricchezza a tutti, trasformando i cittadini in semplici numeri o piccole fonti di reddito da poter spremere.
All Italia, il sistema contro le democrazie battezzato come Unione Europea, ha portato via oramai quasi tutto ai cittadini: L UE ha aperto forzosamente i confini nazionali ai mercati emergenti affossando le aziende italiane, l’ UE ha tolto la potestà monetaria alle nazioni e dopo che l UE ha confiscato la libertà economica italiana cedendo la gestione delle politiche economiche e monetarie alla BCE con sede in Germania, oltre che un debito pubblico intra-statale al ca’ 80% si è trasformato indebito vero, a causa dell UE cedendo la potestà gestionale della Banca d Italia al sistema delle banche centrali europee, mantenendo i crediti in BdI ed i debiti in capo allo stato nazionale (Truffando stato e cittadini)
Ad ora, la deflazione nazionale è resa obbligata dalle cure da cavallo imposte dall’ UE perchè all’ Italia si è tolta potestà monetaria, tolti diritti sulla difesa dei confini, tolta potestà sulle politiche economiche ed inoltre le si impongono Austerity, fiscal compact, europact, spending review per far dimagrire la spesa pubblica giacchè le si sono stati tolti anche i gettiti economici delle aziende di stato ora privatizzate, dei pedaggi ed imposto contributi annuali all UE, sanzioni e continue regalie di fondi a titolo perduto come per il MES per la "stabilità del sistema", le quali saranno impiegate solamente in prestito generando nuovo debito!
Insomma, tutte le regole economiche UE, sono sbagliate ovvero tendenti a creare deflazione, nuova povertà e debito!
Smantellare lo Stato da parte degli organi Europei, semplicemente sottraendone ogni potere e capacità finanziaria ha semplicemente significato perdita di benessere e ricchezza per la globalità dei cittadini italiani, i quali si trovano da una pressione fiscale di ca il 24% negli anni 80 ad oltre il 70% nel 2021, aziende che fuggono dal Italia perchè l UE ha tolto le protezioni doganali nazionali e… ciliegina sulla torta, predicando auterity per diminuire il debito pubblico l Italia si è trovata con un debito pubblico invece esploso e, ci ripetiamo: Perchè l’ UE ha portato via allo stato sia i gettiti economici, la potestà della propria banca centrale, la moneta sovrana, la protezione economica dei propri confini nazionali che la libertà di gestire le proprie politiche economiche e monetarie.
L’ UE, il governo delle banche, ha solo e sempre portato via tutto a tutti... non funziona questa politica della sottrazione perpetua di ricchezza ed i dati economici italiani dimostrano palesemente la disastrosa condizione economica causata dalle azioni economiche e politiche dell’ UE.
Solo il Ripristino della Democrazia accompagnato dal ritorno dello stato nazionale con le proprie giuste regole, con regole bancarie ante 1981 e banche centrali di Stato , con politiche economiche alla Enrico Mattei ante 1962 ( con i carburanti più economici d Europa e non i più cari) e le aziende energetiche-strategiche ri-nazionalizzate o di stato come negli anni ante 1993 privatizzazione di ENEL ENI, FS Autostrade ecc, e solo ri-incominciando a proteggere i confini nazionali con necessari Dazi dalla concorrenza altrimenti insostenibile dei paesi emergenti, si potrà ritornare al grande benessere o il ritorno del miracolo italiano, giunto a 4 potenza economica mondiale nel 1991, esattamente un anno prima di firmare i patti criminali di Maastricht, definiti trattati, perchè quando proposti sotto la forma giuridica di “costituzione”, i cittadini europei li hanno bocciati e quindi imposti forzosamente senza alcun consenso popolare e senza ne leggerli e ne capirli da parte di quasi tutti i parlamentari perchè composti da quasi 300 pagine di dati e nozioni legali di difficile lettura, tradotti in ritardo e ratificati dal parlamento con i banchieri che avrebbero messo l’ Italia a schiava della piovra economica ironicamente definita Unione europea!
©2021 Boris Smirnov
Tratto dall articolo omonimo del mio Blog L'Unione Europea truffa l' Italia: spiegato ai bambini.




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