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  1. #1
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    Predefinito Ingresso della Bulgaria nell’Eurozona - Disinformazione Russa e Referendum Euro

    L’elenco dei Paesi aderenti all’euro sembra destinato a crescere, con il percorso in fase di completamento di un nuovo Stato membro dell’Unione europea verso la moneta unica. La Bulgaria difatti sta gradualmente concludendo il processo per l’adozione della valuta comune e potrebbe presto divenire il ventunesimo membro dell’unione monetaria. Il Paese ha aderito all’UE nel 2007, ma il termine che aveva previsto per l’adozione dell’euro ha subìto reiterate proroghe.

    Per adottare l’euro, un Paese deve soddisfare i parametri stabiliti dai criteri di Maastricht, in particolare quello relativo alla stabilità dei prezzi. Secondo la Banca Centrale europea (BCE) e la Commissione europea, il tasso di inflazione annuo del Paese candidato non deve superare di oltre 1,5 punti percentuali la media dei tre Stati membri dell’UE con i tassi di inflazione più bassi nel periodo di riferimento. Durante la valutazione dell’Unione europea nell’estate del 2024, Francia, Danimarca e Lussemburgo hanno registrato i livelli di inflazione più contenuti, e i dati suggeriscono che l’inflazione della Bulgaria scenderà a un livello compatibile con i requisiti, aprendo così la strada all’adozione dell’euro, prevista per il 2026.

    L’avvicinamento della Bulgaria alla moneta unica è stato accolto positivamente dai membri dell’eurozona. Durante un recente incontro con la presidente della BCE Christine Lagarde e Paschal Donohoe, il presidente dell’Eurogruppo – un organo informale composto da ministri degli Stati membri della zona euro che discutono di questioni legate all’euro –, il primo ministro bulgaro Rosen Zhelyazkov ha espresso fiducia nel raggiungimento dell’obiettivo, confermando come gli sforzi del Paese in materia di disciplina fiscale e sostenibilità di bilancio stiano finalmente per dare i loro frutti.

    La questione ha un peso notevole per il futuro del Paese, toccando aspetti economici e politici fondamentali nella congiuntura della rinnovata rivalità tra Russia e Occidente. Non a caso, gli esponenti filoeuropei bulgari considerano l’ingresso nell’Eurozona e in Schengen un traguardo strategico, fondamentale per consolidare l’ancoraggio della Bulgaria, lo Stato UE con il più marcato sentimento filorusso, alla sfera occidentale.

    È questo uno dei motivi per cui il percorso verso l’Europa non è stato privo di ostacoli. Le forze contrarie all’integrazione euro-atlantica hanno condotto una campagna di disinformazione mirata a esasperare le divisioni interne, sfruttando sensibilità storiche e legami culturali con la Russia. Sebbene Sofia abbia sostenuto le sanzioni contro Mosca, fornito aiuti a Kiev e accolto profughi ucraini, queste scelte sono state costantemente messe in discussione da frange politiche e mediatiche allineate agli interessi del Cremlino.

    Il percorso bulgaro verso l’eurozona ha visto infiammarsi un dibattito sempre più acceso.

    Tra i principali oppositori, figura il Partito Socialista Bulgaro (BSP) guidato da Atanas Zafirov, erede diretto dell’ex Partito Comunista che governò il Paese durante la Guerra Fredda, quando la Bulgaria era strettamente allineata con l’Unione Sovietica. Il BSP, storicamente contrario agli aiuti militari all’Ucraina, esprime scetticismo sia sull’ingresso nell’eurozona sia sulla chiusura del settore energetico a carbone, nonostante gli impegni bulgari nel Green Deal europeo, l’insieme delle strategie europee per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

    Contestualmente all’opposizione istituzionale che si esprime attraverso i canali politici consueti, chi invece ha assunto un ruolo preponderante nella diffusione di disinformazione contro l’ingresso del Paese nell’eurozona è stato il partito di estrema destra e ultranazionalista Vazrazhdane (detto anche Revival).

    Vazrazhdane, terza forza politica nel parlamento bulgaro con 33 deputati su 240, ha ottenuto un sostegno di poco superiore al 13 per cento alle ultime elezioni parlamentari dell’ottobre 2024. Il partito di opposizione, guidato da Kostadin Kostadinov, esprime da tempo posizioni filorusse e antioccidentali. Per esemplificare la sua prossimità a Putin, una delegazione del gruppo bulgaro, durante una visita a Mosca alla fine dello scorso aprile, ha siglato un accordo di partenariato con il partito di governo russo Yedinaya Rossiya. Vazrazhdane ha comunicato che l’accordo prevede lo scambio di esperienze, idee e pratiche politiche tra le due organizzazioni, rappresentando un significativo avvicinamento tra i due partiti.

    Il 22 febbraio 2025, uno dei più violenti eventi di opposizione all’Unione europea e alla NATO in Bulgaria ha visto membri di Vazrazhdane, con il sostegno di qualche migliaio di sostenitori del partito, tentare di irrompere nella sede della rappresentanza dell’Unione europea a Sofia. La protesta era diretta proprio contro i progetti nazionali di adozione dell’euro nel 2026.

    I manifestanti hanno lanciato vernice rossa e petardi contro l’edificio, provocando un incendio di fronte a un ingresso. L’intervento dei vigili del fuoco è stato seguito dalla dispersione dei dimostranti da parte dei rinforzi di polizia. Le forze dell’ordine hanno comunicato l’arresto di numerosi manifestanti e il ferimento di dieci agenti. Durante la manifestazione, i partecipanti richiedevano le dimissioni del governo bulgaro, sventolando bandiere nazionali e di partito e intonando slogan quali “No all’euro” e “Sì al lev bulgaro”, la valuta nazionale.

    La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’attacco «oltraggioso» tramite un messaggio sui social media, e il governo bulgaro ha condannato la violenza, giudicandola inaccettabile e contraria ai principi dello stato di diritto.

    A metà marzo, due iniziative della Commissione europea hanno scatenato numerose polemiche da parte dei partiti di opposizione del Paese e sono finite al centro di una campagna di disinformazione del partito Vazrazhdane.

    La prima riguarda la strategia, comunicata a marzo 2025, per un’unione del risparmio e degli investimenti, concepita per stimolare i capitali privati attraverso fondi paneuropei e semplificare gli investimenti cittadini in settori chiave come ambiente, digitale e difesa.

    Secondo i dati UE, in Europa circa 10.000 miliardi di euro rimangono inattivi sui conti correnti. Con il progetto “unione del risparmio e degli investimenti” Bruxelles intende incoraggiare i cittadini a investire parte di questi fondi nei mercati finanziari, agevolando al tempo stesso l’accesso al credito per le piccole e medie imprese (quelle con meno di 250 dipendenti) a livello europeo.

    La proposta, però, è stata trasformata in una forma di esproprio. La falsa narrazione ha trovato risonanza nelle dichiarazioni dell’eurodeputata Rada Laykova di Vazrazhdane, che in un video TikTok diventato virale in Bulgaria ha affermato senza alcun fondamento che «la Commissione europea imporrà una scadenza per spendere i propri risparmi, dopo la quale li ruberà alla popolazione».

    Contrariamente alle false narrazioni circolanti sui social media, il sistema giuridico europeo offre protezioni multiple ai risparmiatori. La Carta dei diritti fondamentali dell’UE, i Trattati europei e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo stabiliscono con chiarezza l’inviolabilità dei beni privati. Nessuna istituzione europea può appropriarsi arbitrariamente dei risparmi dei cittadini, che mantengono sempre la piena libertà di gestire i propri fondi secondo le preferenze personali.

    La campagna di disinformazione ha preso poi ulteriore slancio con l’annuncio della Commissione europea sulla mobilitazione di 800 miliardi di euro destinati al riarmo europeo. In un’intervista ospitata dal noto commentatore filo-russo bulgaro Martin Karbovski sul suo canale YouTube, che ha ottenuto quasi 10mila visualizzazioni, le dichiarazioni di Laykova hanno avuto una diffusione significativa. Una versione abbreviata dell’intervista ha inoltre superato 1,8 milioni di visualizzazioni sulla sua pagina Facebook, venendo ampiamente condivisa anche al di fuori dei canali ufficiali di Karbovski. Durante l’intervista, Laykova ha insinuato che i risparmi privati e i fondi pensione dei cittadini potrebbero essere dirottati verso progetti militari.

    Rada Laykova e il suo partito Revival non agiscono in solitaria. Una vasta rete di canali Telegram, account social filo-russi e media allineati al Cremlino diffonde attivamente disinformazione sulle politiche europee e occidentali.

    Un esempio lampante è proprio la falsa narrazione secondo cui l’UE utilizzerebbe i risparmi dei cittadini, a loro insaputa, per finanziare la difesa. Questa tesi infondata, ampiamente diffusa su X, è stata ad esempio rilanciata da un articolo del 5 marzo 2025 dalla Tass, l’agenzia di stampa russa di proprietà statale

    Un altro esempio degno di nota è rappresentato da Pravda.it che, secondo diverse analisi indipendenti, appartiene a una rete «strutturata e coordinata» di 193 siti che diffondono propaganda russa in Europa e negli Stati Uniti. Questa rete è stata identificata come uno degli attori principali nella diffusione di disinformazione in Bulgaria.

    Un’analisi pubblicata il 14 aprile dal Centro bulgaro per l’informazione, la democrazia e la cittadinanza (Cidc) in collaborazione con Sensika Technologies, una società di software con sede a Sofia specializzata nel monitoraggio e nell’analisi dei media, ha rivelato che Pravda.it concentra i suoi attacchi principalmente sui Paesi dell’Europa centrale, dei Balcani e dell’ex Unione Sovietica. Lo studio, che ha esaminato 643.601 pubblicazioni in 45 Paesi tra dicembre 2024 e marzo 2025, ha evidenziato che la Bulgaria rientra tra i primi dieci Paesi più colpiti da questa campagna.

    La strategia adottata combina media statali russi ufficiali con influencer e blog locali, creando un ecosistema ibrido di propaganda. Secondo il rapporto, queste regioni risultano di particolare interesse geopolitico per il Cremlino, e gli sforzi di disinformazione potrebbero minacciare i processi democratici, la coesione sociale e la stabilità regionale. I siti analizzati operavano in modo completamente automatizzato, ripubblicando contenuti provenienti da fonti russe, social media e canali Telegram senza alcuna elaborazione originale. Per aggirare le sanzioni e raggiungere il pubblico locale, i contenuti vengono opportunamente tradotti nella lingua del Paese target.

    «Gli sforzi della Russia per diffondere disinformazione sulla campagna dell’eurozona in Bulgaria sono altamente coordinati e si basano su un vasto e ben finanziato ecosistema che fonde i media statali russi ufficiali con una rete di attori non ufficiali, ovvero siti web, blog e influencer in Bulgaria», ha detto a Euronews Svetoslav Malinov, analista del Cidc.

    https://www.facta.news/articoli/bulg...one-russa-euro

  2. #2
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    Predefinito La Bulgaria vuole indire un referendum sull'euro

    Il Presidente bulgaro Rumen Radev ha dichiarato di voler presentare al Parlamento la richiesta di indire un referendum sull'adozione dell'euro come moneta nazionale.

    "La Bulgaria, in quanto membro a pieno titolo dell'Unione europea, si trova di fronte a una decisione strategica: l'introduzione della moneta unica europea", ha dichiarato Radev in un discorso nazionale.

    "Il referendum sarà un banco di prova per la democrazia dell'Assemblea nazionale e mostrerà chi segue i principi della democrazia e chi nega ai bulgari il diritto di determinare il proprio futuro. Il referendum sarà salutare per la democrazia bulgara".

    Il percorso verso l'eurozona non è stato facile per la Bulgaria.

    Nel 2024, la Banca centrale europea ha dichiarato che il Paese non poteva entrare nell'Unione monetaria perché l'inflazione era troppo alta.

    A febbraio di quest'anno, la polizia di Sofia si è scontrata con manifestanti nazionalisti che chiedevano al governo di abbandonare i piani di adesione all'eurozona.

    Circa mille manifestanti si sono radunati davanti all'ufficio di Sofia della Commissione europea, il ramo esecutivo dell'Unione, e hanno lanciato vernice rossa e petardi contro l'edificio, dando infine fuoco a una porta.

    La Bulgaria, che ha aderito all'Ue nel 2007, è stata tormentata dall'instabilità politica negli ultimi anni.

    Il nuovo governo, formato il mese scorso, ha fatto dell'adesione all'eurozona una priorità fondamentale.

    Ma non tutti sono convinti che la Bulgaria sia pronta ad entrare nell'eurozona.

    Alcuni economisti sostengono che il Paese non abbia un livello accettabile di condizioni economiche per entrare nell'eurozona e che non sia ancora pronto ad adottare la moneta unica.

    Ma il governo, sostenuto da altri partiti pro-europei in parlamento, sottolinea l'importanza politica dell'adozione come ulteriore passo per approfondire l'integrazione europea in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

    Nel tentativo di distrarre il Paese da questo obiettivo, i nazionalisti filo-russi si starebbero preparando ad accese battaglie e avrebbero usato la disinformazione come strumento per diffondere la paura tra la popolazione.

    https://it.euronews.com/my-europe/20...adesione-alleu

  3. #3
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    Predefinito Re: La Bulgaria vuole indire un referendum sull'euro

    "Il Parlamento deve respingere immediatamente la proposta del presidente Rumen Radev di indire un referendum sull'euro", ha affermato il leader del GERB Boyko Borisov.

    Ha sottolineato che la Bulgaria aveva già accettato di adottare la moneta unica al momento della firma del trattato di adesione all'Unione Europea e che esiste anche una sentenza della Corte costituzionale che stabilisce che un simile referendum non può essere indetto.

    Il giorno prima, il capo dello Stato bulgaro aveva annunciato che avrebbe indetto un referendum. La domanda da lui proposta è: "È d'accordo che la Bulgaria debba adottare la moneta unica europea "euro" nel 2026?".

    Secondo Borisov, se si terrà un referendum del genere, l'introduzione dell'euro verrà posticipata per un periodo di tempo non ancora definito. Ha commentato che la moneta unica europea potrebbe non essere introdotta nemmeno nel 2036.

    "Quando abbiamo firmato l'accordo internazionale, abbiamo concordato di introdurre l'euro. Pertanto, ritengo che l'Assemblea Nazionale dovrebbe respingere categoricamente, o addirittura non prendere in considerazione, tale proposta, perché incostituzionale. Questa questione è risolta dall'accordo internazionale, in cui abbiamo concordato di introdurre l'euro", ha affermato con decisione il leader del GERB.

    Secondo lui, "il gioco del presidente" è con la data. Il capo dello Stato vuole dimostrare di essere "a favore" dell'eurozona, ma anche fare leva sulle paure della gente. Il terzo obiettivo era quello di "rompere la maggioranza al potere".

    "A Bruxelles i cittadini stanno seguendo questo processo con estrema attenzione perché è la Bulgaria a voler entrare nell'eurozona, come è avvenuto con Schengen. Sono estremamente preoccupati ed è per questo che l'Assemblea Nazionale deve respingere questo referendum. Non che non diamo valore all'opinione dei cittadini, anzi, ma questo avviene prima dell'ingresso nell'UE, non alla fine del processo", ha spiegato il leader del GERB.

    All'inizio dell'anno scorso la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla questione dell'organizzazione del referendum. È stato inviato dopo che il parlamento ha respinto la richiesta del partito di destra "Rinascimento" di indire un referendum.

    La Corte Costituzionale ha dichiarato che gli atti dell'Assemblea Nazionale non erano contrari alla Costituzione.

    "Il modo in cui è stata presentata la questione, senza spiegarne le ragioni, è controverso", ha affermato la presidente del parlamento Natalia Kiselova, in merito al referendum.

    "Quando la proposta verrà presentata, spero che sia ben motivata, in modo che le argomentazioni del presidente possano essere supportate. Perché ci sono già state due decisioni della Corte Costituzionale in merito ai poteri dell'Assemblea Nazionale di indire un referendum nazionale su determinate questioni", ha aggiunto.

    "Nel mio referendum non dico 'a favore' o 'contro' l'euro." Voglio solo che le persone esprimano il loro livello di preparazione e i tempi previsti. Ciò non può essere fatto solo da pochi politici e dalla Commissione europea. Il popolo bulgaro deve essere ascoltato. "Tutto il resto viene dal Maligno."

    Così il presidente Rumen Radev ha argomentato la proposta di indire un referendum sull'introduzione dell'euro. Secondo lui non ci sarà alcuna contraddizione con la Costituzione, perché finora la Corte costituzionale ha deciso su un'altra questione, anche se sempre legata al referendum sulla moneta.

    https://www.slobodenpecat.mk/it/bori...mot-za-evroto/

  4. #4
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    Predefinito Re: Ingresso della Bulgaria nell’Eurozona - Disinformazione Russa e Referendum Euro

    Se la Bulgaria con la propria fragile economia entra nell Euro legandosi mani e piedi, entra in recessione subito!

    Il popolo non sa nulla di moneta straniera... un referendum chiederebbe conoscenze che il popolo non ha...

    D altra parte il governo, recettore netto di fondi europei, non legittimato dal poplo ad entrare nell UE, con questo referendum sull euro, esprime con evidenza latenti dubbi.
    Io mi sono occupato di scrivere, di raccontare con rispetto ed attenzione ai dati certi, un pò di storia d' Italia.. Il mio Blog: Come e perchè uscire dall'Unione Europea e dall Euro

  5. #5
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    Predefinito Re: Ingresso della Bulgaria nell’Eurozona - Disinformazione Russa e Referendum Euro

    Lunedì, Radev ha presentato la sua richiesta di referendum al Parlamento bulgaro, ma la presidente dell’Assemblea, Natalia Kiselova (Partito Socialista Bulgaro, PSE), l’ha respinta dichiarandola inammissibile. Questa decisione priva il presidente di ogni strumento legale per portare avanti l’iniziativa, compresa la possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale.

    “L’adesione all’Eurozona a partire dal 1° gennaio 2026 resta una priorità fondamentale per il governo”, ha sottolineato la ministra Petkova (GERB, PPE). “È cruciale perché ci permetterà di mantenere stabilità economica e finanziaria in un periodo di forti turbolenze geopolitiche”.

    La scorsa settimana, il presidente Radev – spesso accusato dai critici di mantenere posizioni filo-russe – ha proposto a sorpresa un referendum nazionale per rinviare l’introduzione dell’euro, proprio a poche settimane dal via libera definitivo all’ingresso della Bulgaria nella moneta unica.

    L’iniziativa del presidente ha scatenato una tempesta politica a Sofia, con numerose accuse di voler sfruttare le paure popolari sull’inflazione legata all’euro. I suoi detrattori lo accusano anche di ostacolare la piena integrazione europea della Bulgaria, facendo l’annuncio proprio il Giorno dell’Europa.

    Dimitar Ganev, direttore esecutivo dell’agenzia di sondaggi Trend, ha dichiarato a Euractiv che circa il 60% dei bulgari è scettico sull’ingresso nell’Eurozona, a causa del timore di un aumento dei prezzi e delle preoccupazioni per i debiti dei Paesi occidentali.

    I sondaggi mostrano che la maggior parte dei cittadini bulgari è passata da una visione positiva a una negativa dell’euro dopo la crisi del debito greco tra il 2009 e il 2011.

    https://www.quotidiano.net/esteri/eu...ibile-vecz4m2a

  6. #6
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    Predefinito Re: Ingresso della Bulgaria nell’Eurozona - Disinformazione Russa e Referendum Euro

    Citazione Originariamente Scritto da Gastida Visualizza Messaggio
    Lunedì, Radev ha presentato la sua richiesta di referendum al Parlamento bulgaro, ma la presidente dell’Assemblea, Natalia Kiselova (Partito Socialista Bulgaro, PSE), l’ha respinta dichiarandola inammissibile. Questa decisione priva il presidente di ogni strumento legale per portare avanti l’iniziativa, compresa la possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale.

    “L’adesione all’Eurozona a partire dal 1° gennaio 2026 resta una priorità fondamentale per il governo”, ha sottolineato la ministra Petkova (GERB, PPE). “È cruciale perché ci permetterà di mantenere stabilità economica e finanziaria in un periodo di forti turbolenze geopolitiche”.

    La scorsa settimana, il presidente Radev – spesso accusato dai critici di mantenere posizioni filo-russe – ha proposto a sorpresa un referendum nazionale per rinviare l’introduzione dell’euro, proprio a poche settimane dal via libera definitivo all’ingresso della Bulgaria nella moneta unica.

    L’iniziativa del presidente ha scatenato una tempesta politica a Sofia, con numerose accuse di voler sfruttare le paure popolari sull’inflazione legata all’euro. I suoi detrattori lo accusano anche di ostacolare la piena integrazione europea della Bulgaria, facendo l’annuncio proprio il Giorno dell’Europa.

    Dimitar Ganev, direttore esecutivo dell’agenzia di sondaggi Trend, ha dichiarato a Euractiv che circa il 60% dei bulgari è scettico sull’ingresso nell’Eurozona, a causa del timore di un aumento dei prezzi e delle preoccupazioni per i debiti dei Paesi occidentali.

    I sondaggi mostrano che la maggior parte dei cittadini bulgari è passata da una visione positiva a una negativa dell’euro dopo la crisi del debito greco tra il 2009 e il 2011.

    https://www.quotidiano.net/esteri/eu...ibile-vecz4m2a
    Essendo la Grecia a confne con la Bulgaria, sicuramente sono passate bene informazioni che i mainstream riescono invece a censurare nel resto d Europa.
    Io mi sono occupato di scrivere, di raccontare con rispetto ed attenzione ai dati certi, un pò di storia d' Italia.. Il mio Blog: Come e perchè uscire dall'Unione Europea e dall Euro

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    Predefinito Re: Ingresso della Bulgaria nell’Eurozona - Disinformazione Russa e Referendum Euro

    Citazione Originariamente Scritto da Gastida Visualizza Messaggio
    L’elenco dei Paesi aderenti all’euro sembra destinato a crescere, con il percorso in fase di completamento di un nuovo Stato membro dell’Unione europea verso la moneta unica. La Bulgaria difatti sta gradualmente concludendo il processo per l’adozione della valuta comune e potrebbe presto divenire il ventunesimo membro dell’unione monetaria. Il Paese ha aderito all’UE nel 2007, ma il termine che aveva previsto per l’adozione dell’euro ha subìto reiterate proroghe.

    Per adottare l’euro, un Paese deve soddisfare i parametri stabiliti dai criteri di Maastricht, in particolare quello relativo alla stabilità dei prezzi. Secondo la Banca Centrale europea (BCE) e la Commissione europea, il tasso di inflazione annuo del Paese candidato non deve superare di oltre 1,5 punti percentuali la media dei tre Stati membri dell’UE con i tassi di inflazione più bassi nel periodo di riferimento. Durante la valutazione dell’Unione europea nell’estate del 2024, Francia, Danimarca e Lussemburgo hanno registrato i livelli di inflazione più contenuti, e i dati suggeriscono che l’inflazione della Bulgaria scenderà a un livello compatibile con i requisiti, aprendo così la strada all’adozione dell’euro, prevista per il 2026.

    L’avvicinamento della Bulgaria alla moneta unica è stato accolto positivamente dai membri dell’eurozona. Durante un recente incontro con la presidente della BCE Christine Lagarde e Paschal Donohoe, il presidente dell’Eurogruppo – un organo informale composto da ministri degli Stati membri della zona euro che discutono di questioni legate all’euro –, il primo ministro bulgaro Rosen Zhelyazkov ha espresso fiducia nel raggiungimento dell’obiettivo, confermando come gli sforzi del Paese in materia di disciplina fiscale e sostenibilità di bilancio stiano finalmente per dare i loro frutti.

    La questione ha un peso notevole per il futuro del Paese, toccando aspetti economici e politici fondamentali nella congiuntura della rinnovata rivalità tra Russia e Occidente. Non a caso, gli esponenti filoeuropei bulgari considerano l’ingresso nell’Eurozona e in Schengen un traguardo strategico, fondamentale per consolidare l’ancoraggio della Bulgaria, lo Stato UE con il più marcato sentimento filorusso, alla sfera occidentale.

    È questo uno dei motivi per cui il percorso verso l’Europa non è stato privo di ostacoli. Le forze contrarie all’integrazione euro-atlantica hanno condotto una campagna di disinformazione mirata a esasperare le divisioni interne, sfruttando sensibilità storiche e legami culturali con la Russia. Sebbene Sofia abbia sostenuto le sanzioni contro Mosca, fornito aiuti a Kiev e accolto profughi ucraini, queste scelte sono state costantemente messe in discussione da frange politiche e mediatiche allineate agli interessi del Cremlino.

    Il percorso bulgaro verso l’eurozona ha visto infiammarsi un dibattito sempre più acceso.

    Tra i principali oppositori, figura il Partito Socialista Bulgaro (BSP) guidato da Atanas Zafirov, erede diretto dell’ex Partito Comunista che governò il Paese durante la Guerra Fredda, quando la Bulgaria era strettamente allineata con l’Unione Sovietica. Il BSP, storicamente contrario agli aiuti militari all’Ucraina, esprime scetticismo sia sull’ingresso nell’eurozona sia sulla chiusura del settore energetico a carbone, nonostante gli impegni bulgari nel Green Deal europeo, l’insieme delle strategie europee per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

    Contestualmente all’opposizione istituzionale che si esprime attraverso i canali politici consueti, chi invece ha assunto un ruolo preponderante nella diffusione di disinformazione contro l’ingresso del Paese nell’eurozona è stato il partito di estrema destra e ultranazionalista Vazrazhdane (detto anche Revival).

    Vazrazhdane, terza forza politica nel parlamento bulgaro con 33 deputati su 240, ha ottenuto un sostegno di poco superiore al 13 per cento alle ultime elezioni parlamentari dell’ottobre 2024. Il partito di opposizione, guidato da Kostadin Kostadinov, esprime da tempo posizioni filorusse e antioccidentali. Per esemplificare la sua prossimità a Putin, una delegazione del gruppo bulgaro, durante una visita a Mosca alla fine dello scorso aprile, ha siglato un accordo di partenariato con il partito di governo russo Yedinaya Rossiya. Vazrazhdane ha comunicato che l’accordo prevede lo scambio di esperienze, idee e pratiche politiche tra le due organizzazioni, rappresentando un significativo avvicinamento tra i due partiti.

    Il 22 febbraio 2025, uno dei più violenti eventi di opposizione all’Unione europea e alla NATO in Bulgaria ha visto membri di Vazrazhdane, con il sostegno di qualche migliaio di sostenitori del partito, tentare di irrompere nella sede della rappresentanza dell’Unione europea a Sofia. La protesta era diretta proprio contro i progetti nazionali di adozione dell’euro nel 2026.

    I manifestanti hanno lanciato vernice rossa e petardi contro l’edificio, provocando un incendio di fronte a un ingresso. L’intervento dei vigili del fuoco è stato seguito dalla dispersione dei dimostranti da parte dei rinforzi di polizia. Le forze dell’ordine hanno comunicato l’arresto di numerosi manifestanti e il ferimento di dieci agenti. Durante la manifestazione, i partecipanti richiedevano le dimissioni del governo bulgaro, sventolando bandiere nazionali e di partito e intonando slogan quali “No all’euro” e “Sì al lev bulgaro”, la valuta nazionale.

    La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’attacco «oltraggioso» tramite un messaggio sui social media, e il governo bulgaro ha condannato la violenza, giudicandola inaccettabile e contraria ai principi dello stato di diritto.

    A metà marzo, due iniziative della Commissione europea hanno scatenato numerose polemiche da parte dei partiti di opposizione del Paese e sono finite al centro di una campagna di disinformazione del partito Vazrazhdane.

    La prima riguarda la strategia, comunicata a marzo 2025, per un’unione del risparmio e degli investimenti, concepita per stimolare i capitali privati attraverso fondi paneuropei e semplificare gli investimenti cittadini in settori chiave come ambiente, digitale e difesa.

    Secondo i dati UE, in Europa circa 10.000 miliardi di euro rimangono inattivi sui conti correnti. Con il progetto “unione del risparmio e degli investimenti” Bruxelles intende incoraggiare i cittadini a investire parte di questi fondi nei mercati finanziari, agevolando al tempo stesso l’accesso al credito per le piccole e medie imprese (quelle con meno di 250 dipendenti) a livello europeo.

    La proposta, però, è stata trasformata in una forma di esproprio. La falsa narrazione ha trovato risonanza nelle dichiarazioni dell’eurodeputata Rada Laykova di Vazrazhdane, che in un video TikTok diventato virale in Bulgaria ha affermato senza alcun fondamento che «la Commissione europea imporrà una scadenza per spendere i propri risparmi, dopo la quale li ruberà alla popolazione».

    Contrariamente alle false narrazioni circolanti sui social media, il sistema giuridico europeo offre protezioni multiple ai risparmiatori. La Carta dei diritti fondamentali dell’UE, i Trattati europei e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo stabiliscono con chiarezza l’inviolabilità dei beni privati. Nessuna istituzione europea può appropriarsi arbitrariamente dei risparmi dei cittadini, che mantengono sempre la piena libertà di gestire i propri fondi secondo le preferenze personali.

    La campagna di disinformazione ha preso poi ulteriore slancio con l’annuncio della Commissione europea sulla mobilitazione di 800 miliardi di euro destinati al riarmo europeo. In un’intervista ospitata dal noto commentatore filo-russo bulgaro Martin Karbovski sul suo canale YouTube, che ha ottenuto quasi 10mila visualizzazioni, le dichiarazioni di Laykova hanno avuto una diffusione significativa. Una versione abbreviata dell’intervista ha inoltre superato 1,8 milioni di visualizzazioni sulla sua pagina Facebook, venendo ampiamente condivisa anche al di fuori dei canali ufficiali di Karbovski. Durante l’intervista, Laykova ha insinuato che i risparmi privati e i fondi pensione dei cittadini potrebbero essere dirottati verso progetti militari.

    Rada Laykova e il suo partito Revival non agiscono in solitaria. Una vasta rete di canali Telegram, account social filo-russi e media allineati al Cremlino diffonde attivamente disinformazione sulle politiche europee e occidentali.

    Un esempio lampante è proprio la falsa narrazione secondo cui l’UE utilizzerebbe i risparmi dei cittadini, a loro insaputa, per finanziare la difesa. Questa tesi infondata, ampiamente diffusa su X, è stata ad esempio rilanciata da un articolo del 5 marzo 2025 dalla Tass, l’agenzia di stampa russa di proprietà statale

    Un altro esempio degno di nota è rappresentato da Pravda.it che, secondo diverse analisi indipendenti, appartiene a una rete «strutturata e coordinata» di 193 siti che diffondono propaganda russa in Europa e negli Stati Uniti. Questa rete è stata identificata come uno degli attori principali nella diffusione di disinformazione in Bulgaria.

    Un’analisi pubblicata il 14 aprile dal Centro bulgaro per l’informazione, la democrazia e la cittadinanza (Cidc) in collaborazione con Sensika Technologies, una società di software con sede a Sofia specializzata nel monitoraggio e nell’analisi dei media, ha rivelato che Pravda.it concentra i suoi attacchi principalmente sui Paesi dell’Europa centrale, dei Balcani e dell’ex Unione Sovietica. Lo studio, che ha esaminato 643.601 pubblicazioni in 45 Paesi tra dicembre 2024 e marzo 2025, ha evidenziato che la Bulgaria rientra tra i primi dieci Paesi più colpiti da questa campagna.

    La strategia adottata combina media statali russi ufficiali con influencer e blog locali, creando un ecosistema ibrido di propaganda. Secondo il rapporto, queste regioni risultano di particolare interesse geopolitico per il Cremlino, e gli sforzi di disinformazione potrebbero minacciare i processi democratici, la coesione sociale e la stabilità regionale. I siti analizzati operavano in modo completamente automatizzato, ripubblicando contenuti provenienti da fonti russe, social media e canali Telegram senza alcuna elaborazione originale. Per aggirare le sanzioni e raggiungere il pubblico locale, i contenuti vengono opportunamente tradotti nella lingua del Paese target.

    «Gli sforzi della Russia per diffondere disinformazione sulla campagna dell’eurozona in Bulgaria sono altamente coordinati e si basano su un vasto e ben finanziato ecosistema che fonde i media statali russi ufficiali con una rete di attori non ufficiali, ovvero siti web, blog e influencer in Bulgaria», ha detto a Euronews Svetoslav Malinov, analista del Cidc.

    https://www.facta.news/articoli/bulg...one-russa-euro
    se vogliono morire di fame l'euro è la soluzione ideale

  8. #8
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    Predefinito Re: Ingresso della Bulgaria nell’Eurozona - Disinformazione Russa e Referendum Euro

    e si vede che l'esempio greco non ha insegnato na sega nulla

  9. #9
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    Predefinito Re: Ingresso della Bulgaria nell’Eurozona - Disinformazione Russa e Referendum Euro

    Il tasso di cambio del Lev Bulgaro è bloccato a quello dell'euro dall'introduzione dell'euro.
    Fino al 2006 è stato fatto fluttuare all'interno di un range inferiore all'1%, poi dal 2006 in poi è stato completamente fisso.


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  10. #10
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    Predefinito Re: Ingresso della Bulgaria nell’Eurozona - Disinformazione Russa e Referendum Euro

    La Bulgaria è pronta ad adottare l’euro dal 1° gennaio 2026. Lo certifica la Commissione europea tramite la valutazione positiva contenuta nel Rapporto sulla convergenza 2025, pubblicato oggi dopo la richiesta presentata dalle autorità bulgare lo scorso 25 febbraio. La relazione rileva che il governo di Sofia soddisfa i quattro criteri di convergenza nominali, volti a garantire che un Paese sia pronto ad adottare l’euro e che la sua economia sia sufficientemente preparata a farlo. La legislazione bulgara risulta, inoltre, compatibile con i requisiti del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e con lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (Bce).

    La valutazione della Commissione prende in considerazione anche altri fattori rilevanti per l’integrazione economica e la convergenza, tra cui l’andamento della bilancia dei pagamenti e l’integrazione dei mercati dei prodotti, del lavoro e finanziari. Questa valutazione, specifica l’esecutivo Ue in una nota, è integrata dal Rapporto sulla convergenza della BCE, anch’esso pubblicato oggi.

    "L’euro è un simbolo tangibile della forza e dell’unità europea. Oggi la Bulgaria è un passo più vicina alla sua adozione come moneta. Grazie all’euro, l’economia bulgara diventerà più forte, con maggiori scambi commerciali con i partner dell’area euro, investimenti diretti esteri, accesso ai finanziamenti, posti di lavoro di qualità e redditi reali. E la Bulgaria occuperà il posto che le spetta nella definizione delle decisioni al centro dell’eurozona», ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

    A seguito della valutazione, la Commissione europea ha adottato proposte di decisione del Consiglio e un regolamento del Consiglio sull’introduzione dell’euro in Bulgaria dal 1° gennaio 2026. Il Consiglio dell’Ue prenderà le decisioni finali sull’adozione dopo le discussioni in seno all’Eurogruppo e al Consiglio europeo, e dopo che il Parlamento europeo e la Bce avranno espresso il loro parere.

    https://www.agi.it/economia/news/202...2026-31714942/
    Voglio una rivoluzione colorata a Mosca

 

 
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