Nuove proteste e manifestazioni sono in programma a Los Angeles, dopo che le manifestazioni contro i raid dell’Agenzia federale per l’immigrazione (Ice) si sono concluse con l’arresto di almeno 27 persone. L’Unione americana per le libertà civili (Aclu) ha in programma una “protesta pacifica” in centro a Los Angeles per chiedere lo stop ai raid dell’agenzia in città. La manifestazione è stata organizzata “per esprimere solidarietà” nei confronti della sezione californiana dell’Unione internazionale per gli impiegati nei servizi (Seiu), il cui presidente David Huerta è stato “ferito e arrestato” venerdì scorso mentre “documentava” un raid degli agenti federali in città. Anche il distretto scolastico unificato di Los Angeles si riunirà nel pomeriggio per discutere le attività condotte dall’Ice in città. Il sovrintendente Alberto Carvalho ha affermato che le operazioni “stanno creando paura e confusione non necessarie ai nostri studenti e alle loro famiglie”. Nelle prossime ore è in programma anche una manifestazione studentesca contro il dispiegamento della Guardia nazionale disposto dalla Casa Bianca in risposta alle proteste.
Dopo le manifestazioni di ieri, la polizia di Los Angeles ha dichiarato il centro cittadino “zona di assembramento illegale”. Lo riferisce l’emittente “Cnn”, confermando almeno 27 arresti e una crescente tensione tra manifestanti e agenti nell’area. Le accuse principali a carico dei fermati includono l’uso di bottiglie molotov contro la polizia e il tentativo di sfondare cordoni di agenti in motocicletta. L’area resta pattugliata da blindati, forze speciali e un elicottero della polizia che sorvola ininterrottamente la zona. Sebbene la polizia di Los Angeles abbia invitato i commercianti a denunciare eventuali saccheggi, non si segnalano finora episodi specifici, anche se diversi veicoli risultano danneggiati e sono apparse scritte offensive lungo autostrade e muri urbani. Gli scontri di ieri sono esplosi nelle prime ore del mattino e hanno raggiunto l’apice, quando centinaia di manifestanti si sono riversati sulla Freeway 101, costringendo le autorità a bloccare il traffico per ore. Gli agenti della California Highway Patrol sono intervenuti per disperdere la folla, procedendo a nuovi fermi.
Gli scontri hanno assunto un nuovo livello di violenza intorno alle 17:00, quando un gruppo di manifestanti si è diretto verso una fila di cinque taxi autonomi Waymo fermi in Los Angeles Street, tra Arcadia e Alameda Street. Secondo il “Los Angeles Times”, i veicoli sono stati presi d’assalto: pneumatici tagliati, vetri infranti, scritte contro l’Agenzia per l’immigrazione (Ice) e tre vetture incendiate. Le immagini diffuse dai media mostrano dimostranti che strappano le portiere, calpestano i parabrezza e lanciano monopattini elettrici Lime nei veicoli in fiamme. Un uomo mascherato ha infranto i finestrini con uno skateboard, mentre un altro ha usato una sorta di lanciafiamme artigianale per appiccare il fuoco all’interno di un’auto. Le Waymo, nel caos, hanno cominciato a suonare i clacson in modo coordinato, tra cori di protesta e il frastuono degli elicotteri della polizia.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l’invio della Guardia nazionale a Los Angeles, disposto dalla Casa Bianca nel quadro delle proteste del fine settimana contro le politiche federali contro l’immigrazione, ha rappresentato una “ottima decisione”. In un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, il presidente Usa ha fatto riferimento alle “violente rivolte” che hanno avuto luogo nella città, che senza la Guardia nazionale “sarebbe stata completamente distrutta”. Trump ha anche attaccato il governatore della California, Gavin Newsom, e la sindaca di Los Angeles, Karen Bass, dopo che entrambi hanno contestato aspramente l’invio della Guardia nazionale accusando l’amministrazione di avere “provocato” la recente escalation. “Dovrebbero dirmi grazie, che sono fantastico e che non sarebbero nulla senza di me”, ha scritto Trump, chiamandoli entrambi “incompetenti”. Il presidente ha continuato accusando i due di avere “mentito” ai cittadini della California. “Hanno detto che si tratta di proteste pacifiche, ma è sufficiente un solo sguardo ai video che mostrano violenza e distruzione”, ha concluso.
Lo Stato della California ha fatto causa all’amministrazione Trump per avere inviato duemila militari della Guardia nazionale a Los Angeles, nel quadro delle proteste del fine settimana contro le politiche federali contro l’immigrazione illegale culminate con l’arresto di decine di persone. La mossa, anticipata da Newsom, è stata annunciata in una nota dal procuratore generale statale, Rob Bonta. “Voglio essere molto chiaro: non vi è alcuna invasione o ribellione”, ha affermato, aggiungendo che Trump, sta “tentando di creare il caos e innescare una crisi a fini politici”. La causa afferma che l’invio della Guardia nazionale da parte della Casa Bianca, sulla base di una legge che consente al presidente di prendere provvedimenti simili in presenza di una “invasione straniera” o di una “ribellione” contro il governo federale, rappresenterebbe un abuso di potere. Il dispiegamento rappresenterebbe inoltre una violazione dell’autorità di Newsom, in qualità di comandante in capo della Guardia nazionale statale.
In precedenza, pur parlando apertamente di “rivolta”, Trump non ha invocato l’Insurrection Act del 1807, affermando che una decisione in tal senso “dipende dal fatto che ci sia o meno un’insurrezione”. Trump ha inoltre ribadito che gli immigrati clandestini saranno espulsi.
Elon Musk, protagonista di un duro scontro con il presidente Donald Trump la scorsa settimana, ha pubblicato contenuti favorevoli alla linea dura dell’amministrazione per sedare le proteste in corso a Los Angeles. Il miliardario ha condiviso sulla sua piattaforma sociale X uno “screenshot” di un messaggio pubblicato da Trump su Truth Social, in cui il presidente invita il governatore della California, Gavin Newsom, e la sindaca di Los Angeles, Karen Bass, a dover “chiedere scusa” ai cittadini per la gestione delle proteste. “Questi non sono manifestanti, sono sobillatori e insurrezionalisti. Ricordate, NIENTE MASCHERE!”, ha scritto Trump, in riferimento ai disordini, agli incendi di auto e agli scontri in corso. Musk ha anche condiviso un post del vicepresidente James David Vance, secondo cui Trump “non tollererà rivolte e violenza” e “questo è un momento che richiede una leadership decisa”. I nuovi messaggi arrivano dopo che Musk ha cancellato diversi post relativi allo scontro con Trump.
La sindaca di Los Angeles, Karen Bass, ha criticato duramente la decisione del presidente Donald Trump d’inviare la Guardia nazionale in città, definendola un’azione che ha generato “caos intenzionale”. “Non abbiamo bisogno che la nostra città sia posta sotto assedio,” ha dichiarato Bass all’emittente “Cnn”. La sindaca ha spiegato di aver precedentemente parlato con rappresentanti dell’amministrazione Trump, assicurando loro che la situazione era sotto controllo e che non era necessario l’intervento federale. La città è ancora in fase di ripresa dopo i devastanti incendi di inizio anno e adesso i cittadini sono traumatizzati dai blitz e dalla presenza dei militari per le strade, ha aggiunto. “Questo clima di paura e disordine è l’ultima cosa di cui Los Angeles ha bisogno in questo momento… non è un aiuto,” ha concluso Bass.
Nel frattempo il governatore della California, Gavin Newsom, ha annunciato che lo Stato presenterà una causa contro il presidente Donald Trump per il dispiegamento della Guardia nazionale a Los Angeles, definendo la misura “illegale, immorale e incostituzionale”. In un’intervista all’emittente “Msnbc”, Newsom ha accusato Trump di “gettare benzina sul fuoco” durante la crisi. “Donald Trump ha creato le condizioni che vedete in televisione questa sera. Ha peggiorato la situazione fin da quando ha annunciato di voler prendere il controllo della Guardia nazionale. Metteremo alla prova questa sua pretesa con una causa legale domani”, ha detto il governatore. Newsom ha anche contestato le affermazioni del presidente secondo cui l’intervento avrebbe riportato la calma.
“Ha detto in un tweet che ora è tutto sicuro. Ma la Guardia non era nemmeno stata ancora dispiegata. Sta semplicemente mentendo,” ha dichiarato. Secondo il governatore, l’ordine federale ha violato i protocolli che prevedono un coordinamento con i governatori statali: “Non si sono mai coordinati con noi. Esiste un protocollo. Esiste una procedura. A lui non è importato. E la cosa peggiore è che ha mentito spudoratamente”, ha aggiunto. Sui social, Newsom ha ribadito l’appello alla calma: “Los Angeles: non cadete nella trappola di Trump. Vuole il caos e ha istigato alla violenza. Chi aggredisce le forze dell’ordine o causa danni rischia l’arresto”.
Ieri Newsom ha sfidato Tom Homan, responsabile delle frontiere dell’amministrazione del presidente Donald Trump, ad arrestarlo. Newsom lo ha detto in un’intervista a “Msnbc”, rilanciata sul suo profilo X. “Vieni a prendermi, duro. Non me ne frega niente. Ciò non mi impedirà di difendere la California”, si legge nel post. Il giorno prima Homan, parlando alla “Nbc”, ha minacciato di far arrestare i funzionari che dovessero ostacolare i funzionari dell’Ice, l’agenzia per l’immigrazione e le dogane, negli arresti di migranti irregolari. Quando gli è stato chiesto se fossero a rischio anche Newsom o la sindaca di Los Angeles, Karen Bass, Homan ha risposto: “Lo direi di chiunque (…) se si oltrepassa quel limite. È un reato nascondere e dare consapevolmente rifugio a un immigrato clandestino. È un reato impedire alle forze dell’ordine di fare il loro lavoro”.
La Cina ha invitato i propri cittadini residenti nell’area di Los Angeles a “mantenere un elevato livello di vigilanza e a dare priorità alla sicurezza personale” in seguito alle proteste in corso contro le retate migratorie condotte dalle autorità degli Stati Uniti. In un avviso di sicurezza diffuso oggi, il consolato cinese a Los Angeles ha esortato i connazionali a “seguire attentamente gli annunci ufficiali e i resoconti dei media, rafforzare le misure di sicurezza, evitare luoghi affollati, aree poco sicure o sedi di manifestazioni”. Nel messaggio si consiglia inoltre di “evitare uscite notturne o spostamenti in solitaria”. L’allerta è stata diramata dopo che circa 300 membri della Guardia nazionale della California sono stati dispiegati ieri a Los Angeles, in prossimità degli edifici governativi, al terzo giorno di tensioni con i manifestanti scesi in piazza contro le retate federali ordinate dal presidente Donald Trump contro i migranti privi di documenti. I militari fanno parte di un contingente più ampio mobilitato per sostenere le forze federali nell’affrontare gli scontri con i manifestanti. In una dichiarazione diffusa sabato 7 giugno, la Casa Bianca ha reso noto che Trump ha firmato un decreto per il dispiegamento di 2 mila membri della Guardia nazionale “per contrastare l’illegalità” in California.
https://www.agenzianova.com/news/nuo...ata-distrutta/




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