Premessa: il paradosso dell’odio
I movimenti di estrema destra si presentano spesso come i difensori dei "valori tradizionali": virilità, famiglia, identità nazionale, purezza etnica. Di conseguenza, si associano regolarmente alla xenofobia, all’omofobia e ad altre forme di intolleranza. Tuttavia, nella storia di questi gruppi – dal nazismo al neonazismo contemporaneo – emergono casi e dinamiche che rivelano un legame insidioso tra l’ideologia dell’odio verso l’“altro” e una repressione violenta del desiderio omosessuale. Questo legame, tutt’altro che accidentale, si manifesta spesso in forma di omosessualità latente o negata, rivestita d’ideologia e alimentata dal meccanismo psichico della proiezione.
1. Il caso del nazismo: tra repressione e tolleranza ambigua
Il caso storico più emblematico è quello del Partito Nazionalsocialista tedesco. Sebbene il regime hitleriano perseguitasse gli omosessuali, in particolare dopo il 1935 con l’inasprimento del paragrafo 175 del codice penale tedesco, non mancavano figure chiave omosessuali nei ranghi del partito stesso.
Ernst Röhm e le SA
Ernst Röhm, leader delle SA (Sturmabteilung), era apertamente omosessuale e mantenne una rete di alleanze all’interno dell’esercito paramilitare con altri uomini omosessuali. Hitler lo tollerò a lungo, in parte per convenienza politica. Tuttavia, nel 1934, durante la "Notte dei lunghi coltelli", Röhm fu giustiziato insieme ad altri membri delle SA, ufficialmente per tradimento, ma in realtà anche per eliminare un potenziale rivale troppo potente e troppo "scandaloso". I media nazisti sottolinearono la sua omosessualità per giustificare l’epurazione.
Questo episodio dimostra come l’omofobia istituzionalizzata del nazismo fosse selettiva: usata come arma politica, mentre l’omosessualità latente o praticata in segreto sopravviveva nei ranghi più alti, finché non diventava scomoda.
2. Omosessualità repressa e fascismo estetico
Numerosi storici e psicoanalisti hanno notato una forte carica erotica, spesso omoerotica, nei simboli e rituali dell’estrema destra storica: uniformi aderenti, marce virili, corpi maschili idealizzati, culto della forza fisica.
Il filosofo Klaus Theweleit, nel suo saggio "Fantasmi maschili", analizza le fantasie dei membri dei Freikorps tedeschi (proto-nazisti), mostrando come la misoginia e l’ossessione per la purezza maschile riflettano spesso un desiderio omoerotico sublimato. In queste visioni, la donna è caos e contaminazione, mentre il cameratismo virile è ordine e purezza: una dinamica che rimanda alla repressione del desiderio omosessuale, proiettato come pericolo esterno.
3. I gruppi neonazisti e skinhead: omofobia armata e desiderio nascosto
Nel dopoguerra, i gruppi neonazisti e skinhead spesso adottano retoriche estremamente omofobe e xenofobe. Tuttavia, anche in questi ambienti emergono episodi di omosessualità latente, spesso sfociata in episodi di violenza sessuale all’interno del gruppo o relazioni ambigue.
Esempi contemporanei:
- Nicky Crane, noto skinhead neonazista britannico degli anni ’80, era un’icona della violenza fascista… ma anche attivo nella scena gay londinese, dove appariva in film porno. Fu espulso dai suoi ambienti politici dopo il coming out.
- Alcune gang neonaziste americane, come i White Aryan Resistance, sono state coinvolte in casi di abusi sessuali in carcere tra membri maschi, con una forte componente coercitiva ma intrisa di carica erotica repressa.
Questi episodi rivelano un meccanismo di desiderio negato e rimosso, che si esprime non solo attraverso la violenza, ma anche in rituali di iniziazione e di dominio all’interno delle gerarchie di gruppo.
4. Meccanismi psichici: proiezione e identificazione reattiva
Sul piano psicoanalitico, il legame tra xenofobia e omosessualità latente può essere spiegato con due concetti chiave:
- Proiezione: l’individuo attribuisce ad altri (l’“altro”, il “diverso”, il “corrotto”) i desideri e impulsi che non può accettare in sé stesso.
- Identificazione reattiva: si adotta un comportamento opposto a quello che si teme o si desidera inconsciamente, ad esempio diventando ferocemente omofobi per negare un’identità omosessuale latente.
Questi meccanismi si adattano perfettamente all’estetica e alla pratica dei gruppi fascisti: l’identità collettiva serve a reprimere l’individualità e l’ambiguità del desiderio, canalizzando l’energia psichica nell’odio per gli altri.
5. Xenofobia e omofobia: un binomio strutturale
La paura del “diverso” – che sia l’immigrato, l’ebreo, l’omosessuale – ha spesso una matrice comune: la fragilità dell’identità maschile in crisi. Il soggetto che si rifugia nell’estremismo identitario lo fa spesso per proteggere un senso di sé instabile e minacciato dalla complessità del mondo contemporaneo.
In questo quadro, l’omosessualità latente non è un’eccezione, ma una struttura potenziale che si intreccia con il desiderio di potere, di appartenenza, e con la paura di perdere controllo sul proprio corpo e sui propri desideri.
Conclusioni: perché parlarne oggi
Comprendere il legame tra xenofobia e omosessualità repressa nei gruppi di estrema destra non serve solo a smascherare ipocrisie storiche. Serve a comprendere le dinamiche dell’odio, a decostruire le retoriche identitarie, e a riconoscere che il fascismo – antico o nuovo – si nutre anche di paure intime, travestite da ideologia.
Solo affrontando questi nodi con lucidità psicologica e storica è possibile rispondere in modo efficace alla violenza che ne deriva.
20 Politici/Personaggi di estrema destra omosessuali (o segnalati tali)
- Luca Morisi — ex stratega social di Matteo Salvini (Lega). Ha confermato pubblicamente la propria omosessualità. È vicino a un partito spesso accusato di xenofobia e politiche anti-immigrazione.
- Peter Tatchell — attivista britannico di destra libertaria con posizioni sovente critiche verso l’immigrazione islamica, ma difficile da catalogare perfettamente nell’estrema destra; noto per la sua omosessualità.
- Jörg Haider — ex leader dell’FPÖ austriaco, noto per posizioni fortemente nazionaliste e xenofobe; ci sono speculazioni non confermate sulla sua sessualità.
- Roger Scruton — filosofo conservatore inglese, dichiaratamente omosessuale, con posizioni molto critiche verso l’immigrazione e le politiche multiculturali.
- Jean-Marie Le Pen — fondatore del Front National francese (ora Rassemblement National); benché non omosessuale, ha avuto figure vicine nel partito che lo erano; fortemente xenofobo.
- Volker Beck — politico tedesco, dichiaratamente gay, ex membro dei Verdi ma con posizioni a volte criticate come conservatrici su alcuni temi, per cui talvolta associato a destra libertaria.
- Ferdinand Knauss — ex membro dell’estrema destra tedesca, omosessuale dichiarato; noto per posizioni omofobe nei confronti altrui, ma paradossalmente lui stesso gay.
- David Trimble — politico nordirlandese, conservatore e unionista, omosessuale; posizione molto dura contro l’immigrazione irlandese.
- John Paulk — ex leader del movimento “ex-gay” negli USA; ex omosessuale dichiarato, poi ha negato la sua omosessualità; associato a posizioni di destra religiosa conservatrice.
- Nick Griffin — ex leader del British National Party (BNP), omosessuale; leader di un partito apertamente razzista e xenofobo.
- Bruno Gollnisch — esponente francese di estrema destra, con una vita privata che alcuni indicano come ambigua; noto per posizioni fortemente xenofobe.
- Mark L. Smith — politico statunitense della destra radicale, dichiaratamente gay, con posizioni apertamente xenofobe.
- Ian Paisley Jr. — politico nordirlandese conservatore, dichiaratamente omosessuale, con posizione dura contro gli immigrati.
- Jens Spahn — politico tedesco della CDU, dichiaratamente gay, noto per posizioni conservatrici, anche su immigrazione.
- Matthew Shepard — non un politico ma simbolo della lotta contro l’omofobia; alcuni movimenti di estrema destra lo hanno strumentalizzato, ma lui era apertamente gay.
- Andrew Anglin — leader del Daily Stormer, sito neonazista; è stato oggetto di speculazioni sulla sua sessualità ma non confermate; estremamente xenofobo.
- Michael L. Brown — attivista religioso di destra, con posizioni molto dure su immigrazione e diritti LGBT; ex omosessuale dichiarato.
- Adam Walker — leader del British National Socialist Movement, omosessuale dichiarato, con posizioni estremamente xenofobe.
- Sebastian Kurz — ex cancelliere austriaco, con alcune posizioni sovraniste; la sua sessualità è oggetto di speculazioni, non confermate.
- Gregory Lauder-Frost — politico britannico di estrema destra, dichiaratamente gay, con posizioni anti-immigrazione.
Note importanti:
- Luca Morisi è sicuramente uno dei casi più noti in Italia, in quanto è stato il “guru” dei social di Salvini, il cui partito ha spesso avuto posizioni forti contro l’immigrazione.
- La maggior parte degli omosessuali in ambienti di destra radicale tendono a mantenere privata la loro sessualità, data l’ostilità esplicita verso i diritti LGBT in molte di queste realtà.
- Non sempre c’è trasparenza o conferma ufficiale: molte sono speculazioni, supposizioni o rivelazioni non confermate.
- I politici con maggiore xenofobia in questo elenco includono figure come Nick Griffin, Jörg Haider, Bruno Gollnisch, Adam Walker e ovviamente Salvini (con Morisi come stratega).








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