“ L’Unione europea è sull’orlo di una crisi epocale, frutto del suo modello politico ed economico. Il tentativo di accreditarsi come potenza mondiale si basa su fondamenta fragili ed è destinato a fallire. La combinazione di austerità fiscale e di economia guidata dalle esportazioni, ad immagine del paese egemone in Europa (la Germania), ha portato alla crisi politica ed economica del continente. Le scelte compiute sull'energia hanno causato l'accelerazione di una crisi che era già in atto da diversi anni. Prima il grave squilibrio sul mercato del gas, con un unico fornitore, la Russia, che forniva il 50% delle importazioni di gas dell’Unione. Poi il Green Deal, con la drammatica sottovalutazione dei costi di una rivoluzione industriale imposta dall’alto e la sottovalutazione della capacità di adattamento della Cina. Ma la crisi industriale è, in origine, un riflesso dell'architettura disfunzionale su cui si basa l’Unione. La sostanziale mancanza di legittimazione democratica dell’Unione è il terreno sul quale prospera il presidio tedesco sui processi decisionali di Bruxelles. L’Unione europea è un abbozzo di impero, un impero minore, privo delle caratteristiche dei due grandi Stati nazionali, Stati Uniti e Cina, con cui cerca di competere. A soffrirne non è solo l’economia, ma le stesse democrazie nazionali, ridotte a province.”
L’obiettivo era quello di diventare una potenza mondiale, al pari delle altre, ma le fondamenta sulle quali si è costruita sono fragili e destinate a crollare.
L’austerità fiscale ed un’economia guidata esclusivamente dalle esportazioni ha indirizzato l’Unione europea verso una profonda crisi politica ed economica. La colpa è da attribuire anche a scelte errate dell'élite che la governano.
L'”impero minore” è intrappolato nelle contraddizioni del proprio modello di sviluppo, un modello di stagnazione come spiega l’analista dei mercati energetici e delle politiche europee Sergio Giraldo. Quale futuro per l’Ue?Ne parliamo in questa nuova puntata di V per Virginia




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