"Settembre si avvicina e non posso se non esprimere la mia solidarietà a tutte le famiglie che, adesso, non potranno godersi il mare serenamente, pensando a quanto dovranno spendere per i testi scolastici dei figli. Immagino i sacrifici di mamma Jessica e papà Kelvin costretti a rinunciare rispettivamente al tatuaggio con la farfalla che spunta dal perizoma e alla rifinitura del braccio inchiostrato di nero, o a fare sacrifici per onorare la finanziaria aperta per pagare i precedenti.
Permettetemi, inoltre, di stigmatizzare gli autori di manuali i quali, solo perché hanno dedicato la vita allo studio di una materia - con la complicità di questi editori truffaldini -, vorrebbero pure vedersi retribuiti per i vent’anni spesi a scrivere il testo su cui i ragazzi studieranno. Tutto ciò è inammissibile in un paese civile: spendere soldi in cultura. Come siamo scesi in basso."
Da un singolare post del mio amico Matteo Fais, giornalista del giornale online "Il Detonatore" https://ildetonatore.it/




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