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Discussione: Lombardia

  1. #1
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    Predefinito Lombardia

    Attuale tentativo di legge regionale sulla “lingua lombarda” e primo scontro con le cariatidi: ma prevedibile peggiore scontro con UNESCO che invece ha già fissato direttive... per il riconoscimento legale a tutti i livelli di qualsiasi lingua “autòctona” o dialetto che fudesse.

    Lo scontro è inevitabile, perchè poi ti voglio vedere, quando la lingua incomprensibile ai governanti alieni sarà di dominio pubblico... ti voglio vedere.

    Ti voglio vedere nei tribunali, negli uffici pubblici, nelle squole, negli ambulatori della mutua, con il fisco e con i pizzardoni che vogliono multarti il divieto di sosta ma non riescono a capire il contrassegno dell’assicurazione... un casino, e non finisce qui.



    Sta cominciando in sordina. Dopo un intero anno dalla presentazione del progetto di legge regionale n.52 intitolato “Giornata regionale della lingua lombarda e delle sue varietà locali” che dal titolo sembra l’ennesima cianfrusaglia per rimpirlire i legajoli, i farisei della burocrazia si stracciano le vesti, scoprendo che un anno di silenzio non è bastato a zittire nessuno.

    La proposta di legge regionale appare semplice: giornata regionale, cartelli stradali, registro dei aficionados.

    Se però dovrà uniformarsi alle direttive UNESCO perchè la burocrazia itagliana ne è obbligata, non sarà una semplice questione di cartelli stradali: già oggi i cartelli con l’idioma locale sono legalmente permessi, esattamente come quelli della zona industriale, dei musei etc. lo ha già detto e ribadito in Commissione Cultura il responsabile del codice stradale, perchè i burocrati lo hanno già previsto con l’Art.37 comma 2bis (contrariamente ad Art.38) ed Art.134 del regolamento attuativo.

    Rimane soltanto da decidere con che forma e colore fare i cartelli, chè attualmente i Comuni che ci han provato usano i cartelli di color marrone, una schifezza, lo fanno apposta.

    Le cariatidi e i farisei, presi di sorpresa dopo un anno di ritardo, sbuffano che lingua e dialetto non sono equivalenti per la legge itagliana (il dialetto è merda) e che UNESCO non è competente: salvo che, se l’attuale ordinamento burocratico fa parte delle Nazioni Unite è evidente che “obtorto collo” è anche obbligato dalle direttive UNESCO ...e questa è la cosa che li fa rosicare.

    Direi che dovremmo organizzare qualcosa per aumentargli la rabbia, butterei un po' di benzina sul fuoco, un po’ qua e un po’ la.
    Ultima modifica di mailander; 25-04-25 alle 16:57 Motivo: linkagione
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  2. #2
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    Predefinito Re: Lombardia

    L’importanza di questa Legge dove si occupa della cosidetta “lingua lombarda” ammesso e non concesso che poi venga promulgata, è che in ciascun Comune si può costituire una struttura di protezione giuridica: un qualsiasi comitato che si interessasse dei cartelli bilingui diventa l’unica difesa etnica legale sul posto.

    Poi fai quello che devi fare.

    Nessun’altra Legge interviene sul modo di parlare e scrivere di chi “parla” una lingua diversa da quella legale, al punto che la si possa impugnare per esempio nell’interesse dei parlanti... non è una Legge in astratto (per tutti) ma indirizzata a “qualcuno” in particolare.

    Poi se il comitato te lo fanno i bossiani-paduni non cambierà nulla... ma se lo fa il popolino è l’inizio di una mobilitazione, perchè in nome della Lombardia e non certo della Padunia (*) esiste una procedura da seguire fin dal momento della annessione del 1859 e può essere impugnata soltanto da una anagrafe precedente a quella Data, appunto una misurazione etnica perchè evidentemente posson farlo soltanto gli eredi di quell’anagrafe

    ...e nessun altro.

    La rappresentanza etnica incomincia lì, sul posto.

    Nei quarantanni a venti miglioni al mese i 180 parlamentari bossiani l’unica volta che si sono occupati della rappresentanza etnica è stato con la Legge di Ugoberto Boffi ed Ermenegildo Phini, la madre di tutte le sanatorie, rappresentanza etnica africana, roba da spararsi su entrambi i diti dei piedi.

    Difatti, i bossiani adesso han già mandato avanti i loro lacchè a spargere l’antidoto: nella Commissione del 14 maggio scorso, uno ha perfin detto che la ricorrenza lombarda del 29 maggio 1176 non esiste, e che la lingua lombarda è un settore di quella padanica, praticamente è la Lombardia a non esistere.

    Fin’ora sono stati ascoltati i prof. delle Univeristà italiane il 19 febbraio 2025 cioè Mauro Novelli, Riccardo Regis, e Silvia Morgana che aveva pubblicato qualche anno fa “storia linguistica di Milano” ed in realtà è una storia dialettale, non da paysan ma letteraria, oltre al ing. Olivari che ha individuato la gabola nel Codice della Strada con l’Art.37 comma 2bis e non l’Art.38 come vogliono i miscredenti, coll’aggiunta poi di Art.134 del Regolamento di attuazione, è una coltellata.

    Vengono ascoltati i vichipedofili il 28 gennaio, da tre Università inglesi ed australiane, ti puoi immaginare checcosa ne sanno, ti hanno inventato una grafia “poli-nomica” ma Riccardo Regis gli ha detto che viene sottaciuta la sua imposizione “mono-nomica” mentre Silvia Morgana gli dice che il participio passato “sentud” al posto di “sentü” non si può sentire... appunto, e al Boffi di Gemogno gli saran tintinnati pietosamente i santissimi pora salma.

    Vengono ascoltati il 14 maggio 2025 proprio quei che vengono dal varesotto, che citano il loro “comitato scientifico” però senza citare il Boffi di cui illo è presidento.

    Vengono ascoltati il 21 maggio altri bossiani, ma di Milano, la solfa non cambia... sono i noti poetastri, ma non puoi pensare di aggregare consenso con le poesie quando versi a Vienna endinghete ‘ndinghete 54 migliardi all’anno.

    Nessuno a parte i prof. con giacca e cravatta, ma camiciole sguaiate, brutti giubbini, capelli arruffati, da fare invidia ai leonkavallini di Magiorino e compagni, a cui uno in collegamento da Brusselz gli dice: ma come mai negli anni ’70 era la sinistra a cavalcare sta roba e adesso vi nascondete?

    ...tutto inutile, Maggiorino mica era lì per la discussione, ma per il gettone di presenza e se n’era andato via senza salutare dopo neanche venti minuti.



    (*) guarda che la Padunia non ha un documento di annessione, nè tantomeno di costituzione... chè nessuno di voi ha mai depositato nulla contro lo Stato a Roma, a Vienna, a Brussel, a Ginevra, a L’Aja, a New York o a Casalpusterlengo: quarant’anni di miserrime chiacchere a Bagnolo solfito e a Vattelapesca.
    Ultima modifica di mailander; 04-06-25 alle 00:23 Motivo: linkagione
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