Idea Pd : far fuori il PD
Questo è il titolo di un articolo di Damilano su l'Espresso di questa settimana,un articolo nato dall'intervista di Nicola Latorre al Corriere della Sera,dove il dirigente dalemiano vice-presidente dei Senatori Democratici ipotizza una rifondazione del Pd a sinistra inglobando la Sel di Vendola,pone fine al dualismo ex-Pci-ex-Dc e punta sostanzialmente al ritorno del centro-sinistra,rigorosamente con il trattino.
Bene,le reazioni sono state quasi tutte scontate : i democristiani piddini,Fioroni in maniera plateale,Franco Marini in maniera meno forte ma comunque notevole per la sua famosa prudenza,hanno già annunciato chi le "barricate" (l'ex-segretario CISL e PPI ha promesso l'agitazione delle correnti ex-Democristiane,di tutte le mozioni,una sorta di chiamata alle armi) chi ha ammesso la paura di essere cacciato (Fioroni ha parlato esplicitamente di un piano di D'Alema per cacciare i popolari),fin qui nulla di nuovo,figuriamoci cosa volete che dicano,ma ad essere meno scontata è la stata la reazione del diretto interessato,il governatore della Puglia,o meglio la non-reazione del leader di Sinistra ecologia e libertà,alcuni parlano di reazioni del tipo "ca nisciun e fess" (Sel è data nel peggiore dei casi verso il 5-6% in più il Nichi invoca da mesi le primarie,chi glielo fa fare ?) altri invece colgono il silenzio come interessamento positivo verso le mosse dell'ex(?)maestro Massimo.
Di fatto Vendola,doti oratorie a parte,deve tutto o quasi tutto il suo fascino elettorale attuale,al Partito Democratico e specialmente al compagno Baffino,è stato D'Alema a far di tutto per farlo sembrare l'Obama di Terlizzi,interpretando ad hoc l'immagine del Massimo cattivo con il bilancino inciucione contro il Nichi buono che al posto delle percentuali snocciola poesie,risultato ? Il pupazzo Boccia piastrellato la seconda volta ovunque,anche a Gallipoli e da li in poi l'ascesa del Vendolismo.
Settimane di astio,poi D'Alema partecipa ad una iniziativa comune con Vendola e il Pd contribuisce alla sua vittoria contro Palese in maniera leale,pace fatta sembra.
Ciononostante il ciclone Vendola non si ferma,prima saccheggia tutto il repertorio iniziale del Pd di veltroniana memoria : rinnovamento,una nuova narrazione,alternativa culturale al berlusconismo,no alle alleanze eterogenee fondate solo sull'anti-berlusconimo e soprattutto primarie,primarie ovunque,poi sigla un patto di consultazione con Bersani e per pochi giorni cede all'idea di un governo di scopo per la legge elettorale ed infine mette a segno il primo colpo nelle primarie di Milano.
Da qui parte il bisogno di una Exit Strategy per il Pd affinchè il Pd non venga investito dal ciclone Vendola,che è l'Exit Strategy disegnata da Latorre (e quindi da D'Alema) : fondere Pd e Sel,porre fine alle divisioni di un tempo (giocare un pò anche sul fatto che in parte si ricuce lo strappo del 91 tra i compagni post-Pci aggiungo io) e se se ne vanno i democristiani pazienza,ci si rincontra in seguito.
Una Exita Strategy che suscita scalpore ma che di fatto è stata da tempo coltivata nel campo del centro-sinistra,e non tanto dai temuti D'Alema o Latorre ma dallo stesso Vendola e ancora prima da Bersani addirittura durante la campagna per le primarie nel 2009 (sembra passato un secolo e invece è solo un anno),quando Bersani parlava di riapertura del cantiere del Pd alle formazioni,cito testualmente dal discorso di lancio della mozione all'Ambra Jovinelli, "a quelle formazioni civiche,ambientaliste e di sinistra" non si riferiva forse a Sinistra ecologia e libertà,Verdi e Socialisti ?
Quando Vendola al congresso di Sel di poche settimane fa avvisa i presenti di non affezionarsi al partito come se fosse un "feticcio" non si rivolge forse al fatto che Sel è uno strumento del tutto temporaneo ?
Ebbene,questi segnali non vengono colti,al contrario una intervista di Latorre manda in subbuglio i nostalgici dello Scudo Crociato,a questo punto è arrivato il Pd,a scatenare le agenzie stampa per una intervista,e gli esempi sono molti,vi ricordate la dichiarazione di Bersani (o era Migliavacca non ricordo) sulla possibilità di un gruppo unico in Parlamento per quanto riguarda il Nuovo Ulivo ? Fior fior di Boccia,Merlo,Follini,Fioroni,Gentiloni ecc ecc che tuonavano contro questa "deriva a sinistra",questo "snaturamento del progetto del Pd" ecc ecc..
L'Exit Strategy dalemiana è in fondo ottima,tutti lo sanno,anche ai dirigenti ex-Margherita (a cui del progetto del Pd non gliene mai fregato nulla,volevano solo avere dei posti in più,immeritati, nelle Regioni Rosse [Renzi docet] e mascherare la loro emorragia di voti verso l'Udc presentandosi in un partito unico),tornare allo schema del centrotrattinosinistra è l'unica vera Strategia di uscita dalla palude dell'attuale centrosinistra senza trattino e senza più identità politica e culturale,il ritorno sulla scena di una nuova Cosa più marcatamente di sinistra (un Pd di sinistra,un Pds per l'appunto) che punta al 30-35% dei consensi,che riallaccia il rappporto con il Sindacato e che in un secondo momento si mette in gioco e stringe un patto duraturo e solido con le forze del Centro,da una posizione di forza di entrambi i lati.
C'è una falla però nell'Exit Strategy dalemiana e riguarda il ruolo della leadership di Pierluigi Bersani,il segretario Democratico ha dato prova di essere un ottimo Segretario di Partito e il suo curriculum di governo gli da tutte le carte per poter ambire ad essere il Presidente del Consiglio,la falla del ragionamento di Latorre sul Corriere della Sera sta nel fatto che Latorre assegna a Bersani il ruolo fondamentalmente di "traghettatore" verso il "nuovo Pd(s)" e poi fa tre nomi per la leadership che possono contendersela : Renzi,Zingaretti e (di nuovo) Vendola.
E qui il (bel) castello di carte di Latorre comincia a vacillare , Renzi ? Quello che vuole rottamare tutti,figuriamoci se vuole entrare nel Pci 2.0.,sarebbe il primo a sbattere la porta,e magari aggiungo io,Zingaretti ? E' molto fedele a Bersani e lo sanno tutti,non si muove un centimetro avanti in più se sa di poter indebolire il Segretario,Vendola ? Ma se la manovra della fusione Pd-Sel punta a arginare l'opa ostile del governatore pugliese,che cosa facciamo ? gli costruiamo un nuovo trono,più bello (perchè più di sinistra e de-margheritizzato) di quello di prima e gli diamo lo scettro ? Impensabile.
E qui entra in gioco Bersani,altro che traghettatore,Bersani ha ancora la forza,se vuole,giocando magari meno nell'immediato e più sul lungo raggio (è impensabile sciogliere due partiti e fare l'ennesima fusione a freddo a pochi mesi da probabili elezioni) di essere il portatore (sano) di questa Exit Strategy,di essere il Leader di un moderno partito di sinistra europea che ha all'interno le classiche divisioni tra riformisti e radicali ma che comunque (ecco perchè europeo) non si spacca in mille rivoli come è successo alla sinistra italiana nel post-Pci (Pds,Ds,Rifondazione comunista,Pdci,Comunisti unitari,Sinistra democratica,Socialismo 2000,Sinistra e libertà poi sinistra ecologia e libertà,Movimento per la sinistra,Rifondazione per la sinistra,Unire la sinistra ecc.. basta!)
Per riuscirci cosa deve fare ? Rimettersi in gioco e fare una bella campagna delle primarie come l'anno scorso,far capire che lavora per la Ditta che si chiama Italia e centrosinistra,non tanto Pd,insomma affrancarsi un pò dal ruolo di Segretario di questo attuale Pd che si è capito non funziona ed è destinato a subire uno smottamento,vincere le primarie contro Vendola e tendergli la mano subito dal giorno dopo da una posizione di forza.
Ma per farlo,ha bisogno di tutti,a partire da D'Alema.
Se Bersani pensa di limitarsi all'asse con l'ormai ininfluente Franceschini e la simbolica ed isolata Bindi rischia grosso,deve assolutamente riaprire i contatti con i dalemiani e smussarli nelle loro trame,perchè con Veltroni che ripete a pappagallo "vocazione maggioritaria,spirito del lingotto ecc.." per i suoi MoDem e un D'Alema che appoggia sempre meno convintamente il Segretario,Pierluigi rischia di fare la fine di Wuolter,e questo,il Pd,la sinistra,il paese non può permetterselo,perchè,al contrario dell'ex-sindaco di Roma Bersani ha più testa,più capacità e più qualità.





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) sono ormai fortunatamente all'opposizione del Segretario.
