Quando Rachele disse di Marco: «è come Benito»
Pier Paolo Segneri
Il Secolo d'Italia


* 10/11/2010
* Il Secolo d'Italia
* Pier Paolo Segneri


«Un uomo che ne ha viste e fatte tante, che dava del tu a Olof Palme e a Francois Mitterand, che è amico del Dalai Lama ed è stato l'unico parlamentare europeo a correre al funerale di Anna Politoskaja» e, quindi, a partecipare alle esequie della giornalista russa, pur non trovandosi nelle condizioni fisiche migliori per affrontare il viaggio e la fatica. Ma non basta: Sandro Pertini lo ha definito "un monello", altri lo considerano "un visionario, un sognatore, un confusionario"; Indro Montanelli lo considerava una persona "che profuma di bucato pulito"; Leonardo Sciascia lo definì come "il solo uomo politico italiano che costantemente dimostri di avere il senso del diritto, della legge e della giustizia"; Pier Paolo Pasolini che, secondo De Mauro, non usava mai la locuzione "Ti amo", sul Corriere della Sera, arrivò addirittura a esprimere il suo "quanto lo amo".

Per raccontare la storia di quest'uomo e di sessanta anni di vita politica del nostro Paese, ma non solo, il giornalista e il radicale Valter Vecellio ha scritto un libro imperdibile: Marco Pannella. Biografia di un irregolare (Rubbettino, pp. 286, euro 18,00). È un libro bellissimo. Vecellio è attualmente caporedattore del Tg2; è stato tra i direttori del settimanale satirico Il Male e, oggi, dirige il quotidiano telematico Notizie Radicali. Valter conosce Pannella da quasi quarant'anni e, perciò, ha potuto e saputo realizzare un profilo biografico di rara qualità, non so quanto fedele all'originale, ma senz'altro assai leale, forse tra le biografie più leali che si potessero immaginare. Ma Pannella è una persona talmente lontana dal conservatorismo dilagante ed è così eretico rispetto a qualsiasi ortodossia ideologica, da sfuggire anche alle ricostruzioni biografiche realizzate "in partibus infidelium", a cui lo stesso Valter Vecellio sembra intelligentemente volersi ispirare. Insomma, è una biografia di cui si sentiva la necessità perché si tratta della vita politica - come dice anche il titolo - "di un irregolare". Quindi, di qualcuno che, meglio di molti altri, ha saputo leggere il nostro tempo prefigurando, di volta in volta, quel che sarebbe accaduto. A volte prevedendolo, altre volte provocandolo.

E così, trattandosi della vita di un liberale e di un libertario, di un eretico e di un irregolare, questo importante libro su Marco Pannella permette anche di rileggere la nostra storia repubblicana senza lenti ideologiche e, anzi, di attraversare le pagine o le vicende che la storia ufficiale nega, censura o nasconde. E forse la presenza di Pannella serve all'autore soprattutto per accompagnare il discorso lungo la strada tortuosa e spesso sconosciuta della storia d'Italia degli ultimi sessanta anni. Forse, la promessa di narrare la biografia di Pannella è soltanto un espediente letterario del giornalista per mettere insieme i diversi tasselli del puzzle, della storia italiana contemporanea e quella dei Radicali.

La biografia narrata da Vecellio è forse un modo per raccontare la storia di quello strano "intellettuale collettivo" che sono i Radicali di Pannella. A cominciare da Pannella. E il fatto di seguire la strada e la vita percorsa da Marco serve soprattutto a comprendere meglio la vita di questo Paese, delle persone comuni, della gente comune, dei "Radicali" con la R maiuscola: come diceva sempre quel "ragazzo di Salò" che fu Carlo Mazzantini. Chi si ritrova a leggere una così straordinaria storia, trova nella vita di Pannella il filo conduttore che può aiutarlo a non imbrogliare la matassa e a ritrovare, ogni volta, il bandolo del discorso. E il senso di una vita. Nel libro, infatti, grazie alle ricerche di archivio compiute da Vecellio, in nome di una storia che appassionatamente viene indagata e scandagliata, sono descritte e approfondite vicende o questioni che non troverete in nessun altro volume di storia o di storiografia. Anche perché si tratta di una storia spesso silenziata, una vita talmente unica da non aver bisogno di essere romanzata, ma coinvolge già per quello che è. Non ha bisogno di fronzoli, di aggiunte, di ricami. E proprio come nel film di John Ford, L'uomo che uccise Liberty Valance, l'autore comprende subito che quando la leggenda diventa realtà, si deve stampare la leggenda.

È quel che fa Vecellio che, infatti, stampando la leggenda, finisce con lo stampare la realtà. Come quando ricorda che Rachele Mussolini, in un programma su Antenna 3, dichiarò al conduttore Enzo Tortora: «Riconosco in Marco qualcosa del mio povero Benito, voterò per il Partito Radicale». Oppure quando una giornalista di destra, come Gianna Preda, firma autorevole del settimanale Il Borghese di Mario Tedeschi, ammise di stravedere per Pannella: «Forse gli obiettivi non sono sempre giusti, ma sono sempre giusti i metodi per perseguirli». Vecellio parla e cita anche Giorgio Almirante, Pino Romualdi, Giano Accame, Renzo De Felice, Giorgio Pisanò e altri uomini o donne che hanno fatto la storia della destra italiana e che si sono incrociati, incontrati e scontrati con Marco. I rimandi alla memoria, però, in questo libro, acquistano una incredibile forza politica nel presente; aiutano a comprendere la difficile situazione istituzionale che stiamo vivendo oggi in Italia e in Europa; permette di capire, attraverso Simone De Beauvoir o Giuliano e Aloisio Rendi, dove sono i rischi e le possibilità per il futuro. Le voci che si sentono e si ascoltano sono soprattutto quelle dei testimoni oculari che hanno segnato in modo indelebile questa storia: Emma Bonino, Sergio Stanzani, Angiolo Bandinelli, Gianfranco Spadaccia, Massimo Bordin e lo stesso Vecellio. A queste voci, più o meno esplicite, si uniscono quelle di coloro che, oggi più di ieri, contribuiscono a comporre ciò che Aldo Capitini chiamava la "comunità dei mortie dei viventi": Ernesto Rossi, Mario Pannunzio, Elio Vittorini, Altiero Spinelli, Guido Calogero, Leonardo Sciascia, Pier Paolo Pasolini, Enzo Tortora, Luca Coscioni, Piergiorgio Welby.

Inoltre, appare in tutta la sua attualità questa storia e questa biografia quando, per esempio, si legge: «In un'organizzazione politica come quella radicale, senza probiviri (l'iscritto, dunque, anche tecnicamente non può essere espulso, radiato, cacciato), che teorizza la doppia-tripla tessera (e nella sua storia di pluri-iscritti ce ne sono tanti e di illustri), che non può rifiutare la tessera a chi la chiede perché lo statuto semplicemente prescrive: la tessera si accoglie». Chissà se tale esempio potrà diventare un modello anche per i partiti o i soggetti politici protesi verso il futuro. Vedremo. Intanto, come si legge in Biografia di un irregolare, è forse utile ricordare che «Marco Pannella si è formato sui testi di Benedetto Croce, di Luigi Einaudi e del cattolico Jacques Maritain, e ha avuto come maestro Ernesto Rossi». A cui Valter Vecellio giustamente, in un altro passaggio, aggiunge anche qualche prezioso numero di Esprit, il foglio clandestino Risorgimento Liberale di Pannunzio, il lascito politico di Gaetano Salvemini, ma soprattutto l'infanzia, la piccola Adria, il vissuto di Marco, le donne, gli amori, i compagni di lotta, gli avversari, i digiuni, le sue ricette da cuoco e buongustaio, i tanti sigari toscani, Radio Radicale. Tutte cose che lo hanno accompagnato lungo il cammino facendo di Marco quel che nemmeno Marco avrebbe immaginato.

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