Leggere. Rendetevi conto di cosa c'è dietro la posizione pro Netanyahu di Trump.
Leggete
Il sostegno degli evangelici americani a Israele è tanto solido da essere oggi un luogo comune. Alcune chiese in realtà celebrano nel loro culto il Giorno dell’Indipendenza di Israele (14 maggio) con lo stesso fervore con cui celebrano la festa americana (4 luglio), sottolineando un reale, profondo incrollabile zelo evangelico a favore di Israele. Gli evangelici hanno applaudito la mossa di Trump dello spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme come un atto giusto. Hanno anche sostenuto il suo silenzio quando gli insediamenti si sono ampliati e hanno approvato le grandi promesse di finanziamento USA all’economia israeliana. Un pastore evangelico ha detto a questo autore che insieme all’aborto, Israele è stata forse la seconda questione scatenante che ha mosso il voto evangelico. Alcuni vedevano Trump come un altro Ciro il Grande, il re persiano che aiutò Israele a tornare e reclamare la terra promessa nella Bibbia. Una tale percezione consente di voltarsi dall’altra parte di fronte ai gravissimi errori di Trump sul piano etico. E se Netanyahu stava realizzando quelle aspirazioni con il sostegno di Trump, la cosa ha cominciato a sembrare ispirata da un’azione divina.
Chi sono gli evangelici? Negli Stati Uniti c’è un movimento religioso che non solo aspetta, ma prega per l’arrivo dell’apocalisse. I gruppi di cui è formato il movimento, che si riconoscono come parte della Chiesa Evangelica, esercitano sempre maggiore influenza sui vertici del potere alla Casa Bianca e sul loro idolo Trump. Il culto di Donald Trump In questi anni è rimasto al centro della vita politica statunitense anche grazie al sostegno della destra cristiana, che lo considera un leader benedetto da Dio.
Un gruppo di motociclisti – capelli lunghi, barba e veste di cuoio – attraversa il midwest statunitense dietro Gary Burd, il loro pastore. Sulla sua veste ci sono la croce e il simbolo dei Christians united for Israel (cristiani uniti per Israele, Cufi), un’organizzazione cristiana evangelica. Prima del viaggio iniziatico Burd ha preparato delle spade d’acciaio da distribuire ai suoi seguaci. Con quelle armi Burd e i suoi vanno in moto fino a Lebanon, in Kansas, negli Stati Uniti. Non temono l’apocalisse, pregano addirittura perché arrivi al più presto: non vedono l’ora di “poter combattere accanto a Gesù” nella battaglia finale, che sostengono si terrà in una valle situata in Israele. A Lebanon saranno nominati “cavalieri dell’apocalisse” Il filo conduttore che lega queste tre realtà così lontane sono i Christians united for Israel, che hanno circa dieci milioni d’iscritti negli Stati Uniti e mettono a disposizione somme da capogiro per finanziare iIl sostegno degli evangelici americani a Israele è tanto solido da essere oggi un luogo comune. Alcune chiese in realtà celebrano nel loro culto il Giorno dell’Indipendenza di Israele (14 maggio) con lo stesso fervore con cui celebrano la festa americana (4 luglio), sottolineando un reale, profondo incrollabile zelo evangelico a favore di Israele. Gli evangelici hanno applaudito la mossa di Trump dello spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme come un atto giusto. Hanno anche sostenuto il suo silenzio quando gli insediamenti si sono ampliati e hanno approvato le grandi promesse di finanziamento USA all’economia israeliana. Un pastore evangelico ha detto a questo autore che insieme all’aborto, Israele è stata forse la seconda questione scatenante che ha mosso il voto evangelico. Alcuni vedevano Trump come un altro Ciro il Grande, il re persiano che aiutò Israele a tornare e reclamare la terra promessa nella Bibbia. Una tale percezione consente di voltarsi dall’altra parte di fronte ai gravissimi errori di Trump sul piano etico. E se Netanyahu stava realizzando quelle aspirazioni con il sostegno di Trump, la cosa ha cominciato a sembrare ispirata da un’azione divina.nsediamenti illegali e progetti di espansione sionisti nei territori occupati
Negli ultimi quarant’anni, dall’elezione di Ronald Reagan in poi, le Chiese cristiano evangeliche statunitensi hanno sempre sostenuto i candidati e i presidenti Repubblicani. Hanno contribuito a consolidare nel partito le istanze più conservatrici riguardo ai temi etici e relativi ai diritti civili e hanno mobilitato attraverso le chiese e i pastori un numero importante di voti.
Hanno continuato a sostenere i Repubblicani anche nel 2016, quando Donald Trump vinse le primarie e poi divenne presidente, nonostante fosse un politico pluridivorziato magnate dei casinò che aveva mostrato fino a quel momento poca o nessuna attenzione alla religione. Allora il sostegno delle Chiese evangeliche era per lo più strumentale e finalizzato a portare avanti battaglie identitarie, come la soppressione del diritto all’aborto.
Una chiesa(????)progressista, niente da dire![]()




Rispondi Citando
