Il Tribunale Costituzionale ha deciso di dichiarare incostituzionale la Legge della Nazionalità, a seguito di una richiesta di controllo preventivo avanzata da deputati del Partito Socialista (PS).
La giudice Dora Lucas Neto ha annunciato che il collegio dei giudici si è espresso all’unanimità sull’incostituzionalità di varie norme. Il presidente del Tribunale, José João Abrantes, ha sottolineato che il principio di uguaglianza non è garantito nella formulazione attuale della legge, che dovrà quindi tornare in Parlamento per modifiche.
Durante la lettura pubblica delle decisioni, al Palácio Ratton di Lisbona, è stato reso noto che tre delle quattro norme del decreto sono state dichiarate incostituzionali all’unanimità:
La norma che avrebbe sospeso tutti i processi di richiesta di nazionalità pendenti al momento della pubblicazione della legge.
La norma che impediva l’accesso alla nazionalità a chi fosse stato condannato a pene detentive effettive pari o superiori a due anni. I giudici hanno scritto che si tratta di una “restrizione sproporzionata di accesso alla cittadinanza”.
La norma relativa ai casi di frode nell’ottenimento della nazionalità, giudicata incostituzionale perché non distingue tra situazioni già consolidate e frodi manifeste.
Con voto di maggioranza (non unanimità), è stata dichiarata incostituzionale anche la norma che prevedeva la possibilità di revocare la nazionalità per comportamenti che rifiutino l’adesione alla comunità nazionale e ai suoi simboli. I giudici hanno rilevato l’assenza di criteri chiari sui comportamenti in questione.
Il punto più delicato riguarda la perdita della nazionalità come pena accessoria, che secondo i giudici viola il principio di uguaglianza, poiché la legge differenziava tra portoghesi originari e naturalizzati, e tra chi aveva la nazionalità da più o meno di dieci anni.
Il decreto era stato approvato il 28 ottobre con 157 voti favorevoli (PSD, Chega, IL, CDS-PP e JPP) e 64 contrari (PS, Livre, PCP, BE e PAN). Nonostante le incostituzionalità dichiarate, la maggioranza qualificata con cui è stato approvato (oltre due terzi dei deputati) consente la sua eventuale conferma, secondo la Costituzione.
La decisione passa ora nelle mani del Presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, che finora ha seguito la stessa linea del Tribunale Costituzionale.
https://cnnportugal.iol.pt/tribunal-...4e2bd5c6d520a2




Rispondi Citando
