Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Scassacazzi
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    Question L’IA come infrastruttura civica: un progetto per l’UE

    Negli ultimi anni l’Europa ha investito enormi risorse sull’intelligenza artificiale “etica” e regolata. Tuttavia, quasi tutte le iniziative restano nelle mani di privati o Stati nazionali. Mancano modelli di intelligenza pubblica: sistemi di IA concepiti come bene comune, gestiti con trasparenza e accessibili ai cittadini, alle università e alle istituzioni locali.

    L’idea di Intelligenza Pubblica parte da una domanda semplice ma radicale:
    se l’IA diventa il principale strumento per prendere decisioni, analizzare dati e produrre conoscenza, chi deve possederla e governarla?
    L’attuale dipendenza europea da piattaforme private statunitensi o cinesi mostra un rischio sistemico: la delega tecnologica di porzioni crescenti di sovranità.

    Un modello di intelligenza pubblica europea potrebbe:

    • Garantire un’infrastruttura di IA sotto controllo democratico e auditabile,
    • Essere alimentata da dati pubblici, in un’ottica di trasparenza e interoperabilità,
    • Diventare un “motore cognitivo” comune per ricerca, pianificazione e servizi.


    Ma sorgono subito le domande cruciali:

    • Chi dovrebbe gestire un simile sistema: Commissione, agenzie indipendenti, o consorzi tra Stati?
    • Come evitare che diventi una burocrazia digitale opaca e centralizzata?
    • Siamo culturalmente pronti a un’IA pubblica, o continueremo a lasciare l’intelligenza collettiva in mano al mercato?



    Vorrei discutere con voi se un progetto di questo tipo sarebbe compatibile con i valori europei e con le dinamiche attuali dell’Unione.
    È utopia tecnocratica o necessità politica?
    La tecnologia è neutra finché non entra in una società: da quel momento diventa il riflesso dei suoi squilibri.

  2. #2
    Banzai
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    Predefinito Re: L’IA come infrastruttura civica: un progetto per l’UE

    ia è e sarà sempre di più un ottimo strumento di controllo e condizionamento delle masse

  3. #3
    Scassacazzi
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    Predefinito Re: L’IA come infrastruttura civica: un progetto per l’UE

    Citazione Originariamente Scritto da Saburosakai Visualizza Messaggio
    ia è e sarà sempre di più un ottimo strumento di controllo e condizionamento delle masse
    È vero, il rischio di controllo è reale soprattutto perché la maggior parte delle infrastrutture d’IA è oggi privata e opaca.
    Ma la chiave del discorso non è l’IA in sé, bensì chi la possiede e come viene regolata.
    Un sistema di intelligenza pubblica nasce proprio per invertire questa logica: portare trasparenza, tracciabilità e partecipazione in un ambito che al momento è dominato dal profitto e dalla sorveglianza.
    Se l’Europa rinuncia a sviluppare un modello proprio, il controllo delle masse non sparirà semplicemente verrà esercitato da altri, fuori dal suo spazio democratico.
    La vera sfida politica è capire se esiste un modo per usare la tecnologia come strumento di emancipazione invece che di manipolazione.
    La tecnologia è neutra finché non entra in una società: da quel momento diventa il riflesso dei suoi squilibri.

  4. #4
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    Predefinito Re: L’IA come infrastruttura civica: un progetto per l’UE

    Citazione Originariamente Scritto da AlessandroCavalliniGuerritore Visualizza Messaggio
    È vero, il rischio di controllo è reale soprattutto perché la maggior parte delle infrastrutture d’IA è oggi privata e opaca.
    Ma la chiave del discorso non è l’IA in sé, bensì chi la possiede e come viene regolata.
    Un sistema di intelligenza pubblica nasce proprio per invertire questa logica: portare trasparenza, tracciabilità e partecipazione in un ambito che al momento è dominato dal profitto e dalla sorveglianza.
    Se l’Europa rinuncia a sviluppare un modello proprio, il controllo delle masse non sparirà semplicemente verrà esercitato da altri, fuori dal suo spazio democratico.
    La vera sfida politica è capire se esiste un modo per usare la tecnologia come strumento di emancipazione invece che di manipolazione.
    Credo che gli enormi investimenti necessari al suo sviluppo renda impossibile un'utilizzo democratico. Una speranza potrebbe essere solo nella nazionalizzazione ma in un contesto globale è un'utopia.
    Anche perché parallelamente all'IA esisterà un Dark IA degli hacker. Consideriamo che entro questo decennio verrà inrodotto il Computer quantistico per cui gli USA prevedono una migrazione verso il nuovo sistema entro 5 o 10 anni non ricordo di preciso - e su questo l'UE è molto indietro - e l'IA avrà a disposizione una potenza di calcolo tipo che un calcolo che con gli attuali mainframe binari impiega 9000 anni in un terzo di secondo.... Sta per accadere qualcosa che non vedo come non potrà sfuggire di mano.
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  5. #5
    Scassacazzi
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    Predefinito Re: L’IA come infrastruttura civica: un progetto per l’UE

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Credo che gli enormi investimenti necessari al suo sviluppo renda impossibile un'utilizzo democratico. Una speranza potrebbe essere solo nella nazionalizzazione ma in un contesto globale è un'utopia.
    Anche perché parallelamente all'IA esisterà un Dark IA degli hacker. Consideriamo che entro questo decennio verrà inrodotto il Computer quantistico per cui gli USA prevedono una migrazione verso il nuovo sistema entro 5 o 10 anni non ricordo di preciso - e su questo l'UE è molto indietro - e l'IA avrà a disposizione una potenza di calcolo tipo che un calcolo che con gli attuali mainframe binari impiega 9000 anni in un terzo di secondo.... Sta per accadere qualcosa che non vedo come non potrà sfuggire di mano.
    Se l’Europa volesse creare una IA pubblica autonoma in 5 anni, servirebbe un piano paragonabile ai grandi progetti strategici del passato (come Airbus o Galileo).
    Realisticamente, parliamo di un investimento complessivo tra i 10 e i 20 miliardi di euro su cinque anni:
    • – circa 5-6 miliardi per potenza di calcolo (GPU, supercomputer, cloud europeo);
    • – 3-5 miliardi per data governance, raccolta e curazione dei dataset multilingue;
    • – 2-3 miliardi per ricerca, personale e sicurezza informatica;
    • – il resto per infrastruttura energetica, accesso pubblico e audit indipendenti.



    Sono cifre alte, ma non irrealistiche: basti pensare che l’UE ha stanziato 43 miliardi solo per la sovranità sui microchip (European Chips Act).
    L’alternativa sarebbe accettare la dipendenza permanente da modelli e infrastrutture extraeuropee, con tutto ciò che comporta in termini di sicurezza, privacy e potere cognitivo.

    Quanto al “Dark IA”, è inevitabile: come per la crittografia, la difesa deve essere pubblica e aperta, non lasciata all’iniziativa privata.
    Il vero rischio non è che l’IA sfugga di mano, ma che resti nelle mani di pochi. E in quel caso, la democrazia diventa un simulacro amministrato da algoritmi proprietari.
    La tecnologia è neutra finché non entra in una società: da quel momento diventa il riflesso dei suoi squilibri.

 

 

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