:facepalmi:
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però i fascisti delle leggi se ne fregano,, quelllo che conta è la loro voglia di bottino di razzismo e schiavismo,,. stiamo tornando al tempo dell'innominato quando nobili e ricchi facevano quel che volevano in barba alle leggi che allora non c'erano,, oggi ci sono ma le violano con i l'applauso dei morti di fame che si lasciano convincere dalla propaganda..
Nostra ???
Cioè sua e di chi altro?
Ma in nome di chi pretende di parlare questo?
Capite quanto male avete fatto al vostro paese?
E ( @THE MATRIX ) non provarci più rimbalzando la solita parola. E' del tutto sdoganata, oramai.
Lo sono di fatto da una parte tutti i sionisti duri, e i seguaci di Netanhiahu, per il danno indelebile fatto allo stato di Israele.
Lo sono dall'altro lato tutti coloro che, non essendo più riusciti a distinguere il capo da chi lo sostiene, chiuderanno per parecchi anni a venire ogni porta non soltanto allo stato di Israele e agli israeliani, ma anche a chi pratica quella religione che, nel bene e ora soprattutto nel male, é stata all'origine di tutti i guai.
Veramente ad Arafat fu offerta il 98% della cisgiordania, la Striscia di Gaza, una autostrada che la collegasse alla cisgiordania e Gerusalemme est come capitale. Arafat rifiutò. Lei continua a voler essere sbertucciata in ogni momento grazie alla sua completa incompetenza sulla questione. Crederò al fatto che non tutti i palestinesi si identificano con Hamas, quando qualcuno di loro ci dirà dove sono gli ostaggi e quando si solleveranno contro Hamas come fecero i nostri partigiani. Viceversa le sue ridicole analisi fanno solo ridere
È scorretto portare avanti la narrativa secondo la quale i palestinesi abbiano sempre boicottato i processi di pace: semplicemente, le offerte di Israele (supportate dagli USA) non garantivano il riconoscimento di alcune questioni non negoziabili per il popolo palestinese. Camp David II fallì perché non si riuscì ad arrivare a una decisione su questioni come il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, la sovranità di Gerusalemme Est e lo status finale riguardante il governo dei Territori Palestinesi3. Su tali questioni, le due posizioni erano (e sono ancora) diametralmente opposte.
https://rivistaeclisse.com/2025/08/0...mo-fallimento/
la maggioranza degli israwliani sostiene la pulizia etnica dei palestinesiCitazione:
Nissim Vaturi, esponente del Likud (il partito del premier Netanyahu) e Vicepresidente della Knesset israeliana, il Parlamento monocamerale dello stato ebraico, ha rilasciato dichiarazioni a dir poco agghiaccianti: “Dobbiamo separare le donne e i bambini e uccidere gli adulti a Gaza. Siamo troppo indulgenti”. A riprendere queste dichiarazioni è stato Quds News Network, lo scorso 22 maggio.
E non finisce qui. Sempre stando alla medesima testata, Vaturi avrebbe aggiunto che “Chi è innocente a Gaza? I civili sono usciti e hanno massacrato la gente a sangue freddo”; riferendosi ai palestinesi come “subumani”, ha detto che: “Nessuno al mondo vuole i civili di Gaza. Li stanno tutti spingendo verso Israele”. Vaturi ne ha avuto anche per la Cisgiordania, minacciando la distruzione totale della città di Jenin e auspicando che le abitazioni anche solo sospettate di dare rifugio ai miliziani vengano rase al suolo. Ricordiamo che già in precedenza lo stesso uomo politico disse che i gazawi maschi andrebbero tutti eliminati.
In definitiva, non basta la “possibilità” (detto tra molte virgolette) che a Gaza si stia consumando un genocidio, o che la stessa Amnesty International oramai non si celi più dietro molti giri di parole, o le iniziative della Corte Penale Internazionale, che come noto ha spiccato dei mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, con imputazioni pesantissime. A fronte dell’uccisione stimata di oltre centomila persone, la stragrande maggioranza delle quali donne e bambini, e del blocco pressoché integrale degli aiuti umanitari, il massacro e le angherie imposte agli abitanti della striscia non solo non si arrestano, ma vengono persino auspicate da un alti esponenti politici dello stato di Israele.
In tutto questo, al di là della comprensibile indignazione delle opinioni pubbliche mondiali – persino buona parte del cosiddetto mainstream, con colpevole ritardo, se ne sta rendendo conto – viene fuori un sondaggio, pubblicato da Haaretz, in base al quale circa l’82 per cento dei cittadini di Israele sarebbe favorevole alla deportazione forzata dell’intera popolazione palestinese della Striscia di Gaza. Si tratta di una rilevazione, condotta a marzo scorso, dalla Penn State University, con un campione di circa mille cittadini ebraici di Israele; il 47 per cento degli intervistati affermava che le forze armate dovrebbero uccidere tutti gli abitanti delle città conquistate.
E non è tutto. Oltre la metà dei partecipanti (il 56 per cento) vorrebbe anche l’espulsione dei palestinesi che vivono entro i confini dello stato di Israele, e si registra la convinta adesione dei cittadini più giovani (under 40), con percentuali che superano il 90 per cento per coloro che si dichiarano a favore di questa linea.
La quasi totalità degli intervistati crede, inoltre, all’esistenza del nemico biblico di Amalek, sostenendo la legittimità della sua eliminazione.
Come conclude Haaretz: “ogni progetto coloniale porta con sé la potenzialità della pulizia etnica e del genocidio”: ne sanno qualcosa i nativi delle Americhe o dell’Australia.
Suggerimento per rilancio sui social: fare tesoro delle parole di Francesca Albanese, relatrice ONU per i territori palestinesi occupati, riferite al libro di Ilan Pappe: «Un contributo indispensabile per comprendere Israele e l’insostenibilità del suo impianto statuale, alla cui documentata mancanza di autentico spirito democratico
https://www.lafionda.org/2025/05/24/...li-israeliani/