Con la legge sulla trasparenza bancaria del 1992 e il Testo Unico Bancario del 1993 si proibisce l'applicazione di interessi uso piazza e si dichiarano nulle le clausole contrattuali relative, qualora non rimandino ad accordi di cartello.
Ma gli accordi di cartello sono fuorilegge per via della libera concorrenza, e quindi diventano nulle le clausole rimandanti ad accordi di cartello.
Quindi vorrei fare agli esperti finanziari e giuridici del forum un paio di domande.
1) i contratti antecendenti al '92 riportanti la clausola "uso piazza" andavano rinegoziati e cambiati per adeguarli alla legge? Se ciò non è stato fatto secondo voi si può invocare la nullità della clausola uso piazza qualora, come è il caso mio, per venti anni si sono addebitati interessi "da contratto" (contratto del 1986, e quindi uso piazza), oltre che anatocismo e spese non contrattualizzate?
2) i contratti successivi al '93/93 che facevano riferimento a prime rate ABI, e quindi ad accordo di cartello bancario, possono secondo voi essere dichiarate nulle in base alla legge sulla concorrenza che vieta gli accordi di cartello?
3) qualora, nei contenziosi con le banche, risulta che la banca o il cessionario pro soluto ha mancato di di adeguarsi alla legge 154/92 e 385/93, secondo voi si configura il dolo? E quindi il reato di estorsione quando il decreto ingiuntivo è formato su somme fuori legge, oltre al reato di indurre i giudici in errore certificando somme false?
4) qualora, come risulta dall'esame sistematico dei contenziosi, in circa il 99% dei casi non risulta rispettata, da tutte le banche, sia la legge 154/92 che la legge 385/93 (art. 117), ed alla luce della legge 287/90 che vieta gli accordi di cartello anche alle banche, quando tutte queste leggi sono state scientemente ignorate dall'ABI, si può parlare di reato di cui all'art. 416 cp, associazione per delinquere?
Vorrei le vostre opinioni.
Qui sotto una nota giuridica di esame della situazione.
http://appinter.csm.it/incontri/relaz/10660.pdf




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