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  1. #1
    Viva l'Italia
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    Predefinito Quindi ha fatto bene il governo a non riconoscere la Palestina.

    Alcuni Stati invece la hanno riconosciuta? Alcuni paesi si e hanno esaltato Hamas che ha dichiarato sia una sua vittoria e che il 7 ottobre è la strada per vincere.

    Ovviamente non è stata una sorpresa. Provate a pensare se dopo il rapimento di Moro qualcuno avesse dato alle BR quello che volevano. Sarebbe stato un riconoscimento che le avrebbe legittimate.

    Moltissimi fanno finta che Hamas non esista? E si, non sapendo come affrontarla fanno finta che non ci sia. Un vero peccato visto che essa ha conquistato il suo ruolo politico in Palestina in forza delle armi. E lì c'è poco da fare e chiudere gli occhi per non vedere non fa sparire i terroristi.

    Ma questo sono la sinistra e quelli che non hanno una idea di come affrontare i problemi nemmeno a pagarli ma chiacchierano tanto.

    Oggi c'è un piano, detto piano di Trump, e che rispecchia quanto ha sempre sostenuto Israele: fuori Hamas e la Palestina sotto amministrazione controllata per costruire una classe dirigente che possa gestire il paese senza costituire un pericolo per i suoi vicini e per i suoi abitanti.

    E sorprendentemente si scopre che i principali paesi arabi concordano. Voi pensavate che sarebbero tutti insorti contro Israele e invece no. Chissà come mai non hanno molta voglia di imbarcarsi nella guerra di hamas. Che sia perchè nemmeno fra gli arabi sono tutti dei fanatici antisemiti come pensate?

    Insomma, della serie che di nuovo si evidenzia che non capite niente.

    Non capite niente qui e non capite più la popolazione, ammesso e non concesso che la abbiate mai capita. Del che dubito seriamente visto che al voto non vi ha MAI premiato.

    Motivo per cui sperate nelle soluzione violenta.

    Ma tornando al piano per Gaza stamattina i vari soloni in giacca e cravatta che ci propinano il loro pensiero un tanto al kilo, ovviamente hanno a che ridire con tani si però.

    Manco qualcuno gli avesse chiesto per davvero che pensano e manco la loro opinione contasse qualche cosa più di nulla. Ma loro imperterriti si mettono sul pulpito e giudicano.

    A parte quindi dimostrare quanto siano ridicoli, nessuno li interpellerà mai nè chiederà un loro supporto che non esiste. Le cose andranno avanti o meno senza che i professionisti della chiacchiera facciano alcunché.

    Nelle loro teste non è previsto fare qualche cosa a parte mettersi sul podio e dare inutili giudizi che nessuno ascolta e che vengono ignorati da tutti coloro che fanno qualche cosa.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  2. #2
    Banzai
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo ha non riconoscere la Palestina.

    non ha fatto nè bene nè male ma semplicemente ha ubbidito agli ordini ... ed il popolo non è contento .... e poi ti chiedi perchè cala la affluenza alle urne?

  3. #3
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo ha non riconoscere la Palestina.

    Il piano Trump per cessare la guerra a Gaza, accettato da Israele (primo ministro e opposizione) e accolto dal sostegno di tutto il mondo. Come è stato fin dall’inizio, la scelta fra pace e guerra dipende dai terroristi palestinesi di Hamas

    Attualità
    30 Settembre 2025
    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (a destra) e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu annunciano il piano per Gaza durante la conferenza stampa del 29 settembre 2025

    Gaza sarà una zona deradicalizzata, libera dal terrorismo e che non costituirà una minaccia per i suoi vicini.
    Gaza sarà riqualificata a beneficio del popolo di Gaza, che ha già sofferto troppo.
    Se entrambe le parti accettano questa proposta, la guerra finirà immediatamente. Le forze israeliane si ritireranno fino alla linea concordata per prepararsi al rilascio degli ostaggi. Durante questo periodo, tutte le operazioni militari, comprese quelle aeree e di artiglieria, saranno sospese e le linee di battaglia rimarranno congelate fino al soddisfacimento delle condizioni per il completo ritiro graduale.
    Entro 72 ore dall’accettazione pubblica di questo accordo da parte di Israele, tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, saranno restituiti.


    Arabia Saudita, Giordania, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia e altri paesi arabi e islamici accolgono «con favore» l’annuncio del piano Trump per porre fine alla guerra a Gaza

    Una volta rilasciati tutti gli ostaggi, Israele libererà 250 detenuti condannati all’ergastolo più 1700 abitanti di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023, comprese tutte le donne e i bambini [minorenni] detenuti in quel contesto. Per ogni ostaggio israeliano di cui verranno restituiti i resti, Israele consegnerà i resti di 15 abitanti di Gaza deceduti.
    Dopo la restituzione di tutti gli ostaggi, i membri di Hamas che si impegneranno alla pacifica convivenza e alla consegna delle armi riceveranno l’amnistia. I membri di Hamas che desiderano lasciare Gaza avranno un passaggio sicuro verso Paesi disposti a riceverli.
    All’accettazione di questo accordo, gli aiuti umanitari entreranno immediatamente nella Striscia di Gaza. Al minimo, la quantità di aiuti sarà conforme a quanto stabilito nell’accordo del 19 gennaio 2025 sugli aiuti umanitari, includendo la riabilitazione delle infrastrutture (acqua, elettricità, fognature), degli ospedali e dei panifici, nonché l’ingresso delle attrezzature necessarie per rimuovere le macerie e aprire le strade.
    La distribuzione e l’ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza procederanno senza interferenze da parte delle due parti, tramite le Nazioni Unite e le sue agenzie, la Mezzaluna Rossa, oltre ad altre
    istituzioni internazionali non associate in alcun modo a una delle parti. L’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni sarà soggetta al medesimo meccanismo previsto dall’accordo del 19 gennaio 2025.
    Gaza sarà governata dall’amministrazione transitoria temporanea di un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle amministrazioni comunali per la popolazione di Gaza.
    Questo comitato sarà composto da palestinesi qualificati e da esperti internazionali, con la supervisione di un nuovo organismo transitorio internazionale, il “Board of Peace”, che sarà presieduto dal Presidente Donald J. Trump, insieme ad altri capi di Stato che verranno annunciati, incluso l’ex Primo Ministro Tony Blair.
    Questo organismo definirà il quadro e gestirà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza fino a quando l’Autorità Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme, come delineato in varie proposte, incluso il piano di pace del Presidente Trump del 2020 e la proposta saudita-francese, e sarà in grado di riprendere il controllo di Gaza in modo sicuro ed efficace.
    Questo organismo farà riferimento ai migliori standard internazionali per creare una governance moderna ed efficiente, al servizio del popolo di Gaza e in grado di attrarre investimenti.
    Un piano di sviluppo economico di Trump per ricostruire e rilanciare Gaza sarà elaborato convocando un gruppo di esperti che hanno contribuito alla nascita di alcune delle città moderne e fiorenti del Medio Oriente (questo ricorda la nuova città costruita in Arabia Saudita del cui board faceva parte Renzi). Molte proposte di investimento ponderate e idee di sviluppo innovative, elaborate da gruppi internazionali di buona volontà, saranno prese in considerazione per integrare i quadri di sicurezza e governance necessari ad attrarre e facilitare questi investimenti, capaci di generare lavoro, opportunità e speranza per il futuro di Gaza.
    Sarà istituita una zona economica speciale con tariffe preferenziali e accesso agevolato da negoziare con i Paesi partecipanti.

    Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e chi desidera partire sarà libero di farlo e libero di tornare. Incoraggeremo le persone a restare e offriremo loro l’opportunità di costruire una Gaza migliore.
    Hamas e le altre fazioni concordano di non avere alcun ruolo nella governance di Gaza, direttamente, indirettamente o in qualsiasi forma. Tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, compresi i tunnel e gli impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite.
    Sarà avviato un processo di smilitarizzazione di Gaza sotto la supervisione di osservatori indipendenti, che includerà la messa fuori uso permanente delle armi attraverso un processo concordato di dismissione, supportato da un programma di riacquisto e reintegrazione finanziato a livello internazionale, il tutto verificato dagli osservatori indipendenti.
    La Nuova Gaza sarà pienamente impegnata a costruire un’economia prospera e a una coesistenza pacifica con i propri vicini.
    I partner regionali forniranno una garanzia per assicurare che Hamas e le fazioni rispettino i propri obblighi e che la Nuova Gaza non rappresenti una minaccia per i propri vicini e per la propria popolazione.
    Gli Stati Uniti collaboreranno con i partner arabi e internazionali per sviluppare una Forza Internazionale di Stabilizzazione (I.S.F.) temporanea da dispiegare immediatamente a Gaza.
    La I.S.F. addestrerà e fornirà supporto alle forze di polizia palestinesi selezionate a Gaza e si consulterà con Giordania ed Egitto, che vantano una vasta esperienza in questo campo. Questa forza rappresenterà la soluzione di sicurezza interna a lungo termine.
    Le Forze di Difesa Israeliane collaboreranno con Israele ed Egitto per contribuire a proteggere le aree di confine, insieme alle forze di polizia palestinesi recentemente addestrate.
    È fondamentale impedire l’ingresso di munizioni a Gaza e facilitare il flusso rapido e sicuro di merci per ricostruire e rivitalizzare Gaza. Le parti concorderanno un meccanismo di de-conflittualità.
    Israele non occuperà né annetterà Gaza.
    Man mano che le Forze di Difesa Israeliane stabiliranno il controllo e la stabilità, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno in base a standard, tappe e tempistiche legate alla smilitarizzazione che saranno concordati tra IDF, l.S.F., i garanti e gli Stati Uniti, con l’obiettivo di una Gaza sicura che non rappresenti più una minaccia per Israele, l’Egitto o i propri abitanti.
    In pratica, le IDF cederanno progressivamente alla l.S.F. il territorio di Gaza che occupano in base a un accordo che stipuleranno con l’autorità di transizione fino al loro completo ritiro da Gaza, fatta eccezione per una presenza di perimetro di sicurezza che rimarrà finché Gaza non sarà adeguatamente protetta da qualsiasi minaccia terroristica.
    Nel caso in cui Hamas ritardi o respinga questa proposta, quanto detto sopra, compresa l’operazione di aiuti su vasta scala, verrà portato avanti nelle aree libere dal terrorismo consegnate dalle IDF alla I.S.F.
    Verrà avviato un processo di dialogo interreligioso basato sui valori della tolleranza e della coesistenza pacifica per cercare di cambiare la mentalità e le narrazioni di palestinesi e israeliani, sottolineando i benefici che possono derivare dalla pace.
    Mentre la riqualificazione di Gaza avanza e il programma di riforma dell’Autorità Palestinese viene portato avanti fedelmente, potrebbero finalmente crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese, che riconosciamo come l’aspirazione del popolo palestinese.
    Gli Stati Uniti avvieranno un dialogo tra Israele e palestinesi per concordare un orizzonte politico per una coesistenza pacifica e prospera.
    Il presidente israeliano Isaac Herzog ha accolto con favore il piano di pace per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump e si è congratulato con il primo ministro Benjamin Netanyahu: «Ora il mondo intero deve porre una condizione chiara e immediata: che l’organizzazione terroristica Hamas accetti il piano delineato dal presidente Trump e permetta un futuro di speranza ai popoli della regione», ha scritto Herzog su X.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  4. #4
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo ha non riconoscere la Palestina.

    Ha fatto bene. Altrimenti la linea dell' equilibrismo sarebbe stata smentita clamorosamente. A proposito....! Vedere la Presidenta che applaude all' amnistia per i tagliagole di Hamas ,che hanno sgozzato due anni fa vecchi donne e bambini , e vedere la protervia e la cieca arroganza con la quale si oppone a qualsiasi provvedimento di sanatoria per la situazione drammatica delle nostre carceri non ha prezzo. Per tutto il resto , come sempre , c'è Mastercard ...

  5. #5
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo ha non riconoscere la Palestina.

    Qualche moderatore potrebbe correggere quel "...ha non riconoscere..." nel titolo??? è un cazzotto in faccia per chi legge.
    @Dario
    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

  6. #6
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo ha non riconoscere la Palestina.

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    Qualche moderatore potrebbe correggere quel "...ha non riconoscere..." nel titolo??? è un cazzotto in faccia per chi legge.
    @Dario
    corretto.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  7. #7
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo a non riconoscere la Palestina.

    certo che ha fatto bene, sotto il profilo internazionale non ne sbaglia una.
    i leader europei sono morti, quello messo meglio, di gran lunga messo meglio, è Merz... ho detto tutto

    il delfino di macron (lecornuto) è già sotto processo per corruzione (è durato 2 settimane).
    Starmer cerca di scimmiottare Farage, se l'UK andasse a votare domani, probabilmente sarebbe sotto il 10%

    la nave di Sanchez per proteggere la flottilla viaggia alla stessa velocità della flottilla a parte che la Spagna non conta a un cazzo, Sanchez è bollito forse anche più di Macron. sparare la qualunque non gli costa nulla, nessuno la caga a parte quei poveri imbecilli propal italiani...
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  8. #8
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo ha non riconoscere la Palestina.

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Il piano Trump per cessare la guerra a Gaza, accettato da Israele (primo ministro e opposizione) e accolto dal sostegno di tutto il mondo. Come è stato fin dall’inizio, la scelta fra pace e guerra dipende dai terroristi palestinesi di Hamas

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    30 Settembre 2025
    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (a destra) e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu annunciano il piano per Gaza durante la conferenza stampa del 29 settembre 2025

    Gaza sarà una zona deradicalizzata, libera dal terrorismo e che non costituirà una minaccia per i suoi vicini.
    Gaza sarà riqualificata a beneficio del popolo di Gaza, che ha già sofferto troppo.
    Se entrambe le parti accettano questa proposta, la guerra finirà immediatamente. Le forze israeliane si ritireranno fino alla linea concordata per prepararsi al rilascio degli ostaggi. Durante questo periodo, tutte le operazioni militari, comprese quelle aeree e di artiglieria, saranno sospese e le linee di battaglia rimarranno congelate fino al soddisfacimento delle condizioni per il completo ritiro graduale.
    Entro 72 ore dall’accettazione pubblica di questo accordo da parte di Israele, tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, saranno restituiti.


    Arabia Saudita, Giordania, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia e altri paesi arabi e islamici accolgono «con favore» l’annuncio del piano Trump per porre fine alla guerra a Gaza

    Una volta rilasciati tutti gli ostaggi, Israele libererà 250 detenuti condannati all’ergastolo più 1700 abitanti di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023, comprese tutte le donne e i bambini [minorenni] detenuti in quel contesto. Per ogni ostaggio israeliano di cui verranno restituiti i resti, Israele consegnerà i resti di 15 abitanti di Gaza deceduti.
    Dopo la restituzione di tutti gli ostaggi, i membri di Hamas che si impegneranno alla pacifica convivenza e alla consegna delle armi riceveranno l’amnistia. I membri di Hamas che desiderano lasciare Gaza avranno un passaggio sicuro verso Paesi disposti a riceverli.
    All’accettazione di questo accordo, gli aiuti umanitari entreranno immediatamente nella Striscia di Gaza. Al minimo, la quantità di aiuti sarà conforme a quanto stabilito nell’accordo del 19 gennaio 2025 sugli aiuti umanitari, includendo la riabilitazione delle infrastrutture (acqua, elettricità, fognature), degli ospedali e dei panifici, nonché l’ingresso delle attrezzature necessarie per rimuovere le macerie e aprire le strade.
    La distribuzione e l’ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza procederanno senza interferenze da parte delle due parti, tramite le Nazioni Unite e le sue agenzie, la Mezzaluna Rossa, oltre ad altre
    istituzioni internazionali non associate in alcun modo a una delle parti. L’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni sarà soggetta al medesimo meccanismo previsto dall’accordo del 19 gennaio 2025.
    Gaza sarà governata dall’amministrazione transitoria temporanea di un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle amministrazioni comunali per la popolazione di Gaza.
    Questo comitato sarà composto da palestinesi qualificati e da esperti internazionali, con la supervisione di un nuovo organismo transitorio internazionale, il “Board of Peace”, che sarà presieduto dal Presidente Donald J. Trump, insieme ad altri capi di Stato che verranno annunciati, incluso l’ex Primo Ministro Tony Blair.
    Questo organismo definirà il quadro e gestirà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza fino a quando l’Autorità Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme, come delineato in varie proposte, incluso il piano di pace del Presidente Trump del 2020 e la proposta saudita-francese, e sarà in grado di riprendere il controllo di Gaza in modo sicuro ed efficace.
    Questo organismo farà riferimento ai migliori standard internazionali per creare una governance moderna ed efficiente, al servizio del popolo di Gaza e in grado di attrarre investimenti.
    Un piano di sviluppo economico di Trump per ricostruire e rilanciare Gaza sarà elaborato convocando un gruppo di esperti che hanno contribuito alla nascita di alcune delle città moderne e fiorenti del Medio Oriente (questo ricorda la nuova città costruita in Arabia Saudita del cui board faceva parte Renzi). Molte proposte di investimento ponderate e idee di sviluppo innovative, elaborate da gruppi internazionali di buona volontà, saranno prese in considerazione per integrare i quadri di sicurezza e governance necessari ad attrarre e facilitare questi investimenti, capaci di generare lavoro, opportunità e speranza per il futuro di Gaza.
    Sarà istituita una zona economica speciale con tariffe preferenziali e accesso agevolato da negoziare con i Paesi partecipanti.

    Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e chi desidera partire sarà libero di farlo e libero di tornare. Incoraggeremo le persone a restare e offriremo loro l’opportunità di costruire una Gaza migliore.
    Hamas e le altre fazioni concordano di non avere alcun ruolo nella governance di Gaza, direttamente, indirettamente o in qualsiasi forma. Tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, compresi i tunnel e gli impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite.
    Sarà avviato un processo di smilitarizzazione di Gaza sotto la supervisione di osservatori indipendenti, che includerà la messa fuori uso permanente delle armi attraverso un processo concordato di dismissione, supportato da un programma di riacquisto e reintegrazione finanziato a livello internazionale, il tutto verificato dagli osservatori indipendenti.
    La Nuova Gaza sarà pienamente impegnata a costruire un’economia prospera e a una coesistenza pacifica con i propri vicini.
    I partner regionali forniranno una garanzia per assicurare che Hamas e le fazioni rispettino i propri obblighi e che la Nuova Gaza non rappresenti una minaccia per i propri vicini e per la propria popolazione.
    Gli Stati Uniti collaboreranno con i partner arabi e internazionali per sviluppare una Forza Internazionale di Stabilizzazione (I.S.F.) temporanea da dispiegare immediatamente a Gaza.
    La I.S.F. addestrerà e fornirà supporto alle forze di polizia palestinesi selezionate a Gaza e si consulterà con Giordania ed Egitto, che vantano una vasta esperienza in questo campo. Questa forza rappresenterà la soluzione di sicurezza interna a lungo termine.
    Le Forze di Difesa Israeliane collaboreranno con Israele ed Egitto per contribuire a proteggere le aree di confine, insieme alle forze di polizia palestinesi recentemente addestrate.
    È fondamentale impedire l’ingresso di munizioni a Gaza e facilitare il flusso rapido e sicuro di merci per ricostruire e rivitalizzare Gaza. Le parti concorderanno un meccanismo di de-conflittualità.
    Israele non occuperà né annetterà Gaza.
    Man mano che le Forze di Difesa Israeliane stabiliranno il controllo e la stabilità, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno in base a standard, tappe e tempistiche legate alla smilitarizzazione che saranno concordati tra IDF, l.S.F., i garanti e gli Stati Uniti, con l’obiettivo di una Gaza sicura che non rappresenti più una minaccia per Israele, l’Egitto o i propri abitanti.
    In pratica, le IDF cederanno progressivamente alla l.S.F. il territorio di Gaza che occupano in base a un accordo che stipuleranno con l’autorità di transizione fino al loro completo ritiro da Gaza, fatta eccezione per una presenza di perimetro di sicurezza che rimarrà finché Gaza non sarà adeguatamente protetta da qualsiasi minaccia terroristica.
    Nel caso in cui Hamas ritardi o respinga questa proposta, quanto detto sopra, compresa l’operazione di aiuti su vasta scala, verrà portato avanti nelle aree libere dal terrorismo consegnate dalle IDF alla I.S.F.
    Verrà avviato un processo di dialogo interreligioso basato sui valori della tolleranza e della coesistenza pacifica per cercare di cambiare la mentalità e le narrazioni di palestinesi e israeliani, sottolineando i benefici che possono derivare dalla pace.
    Mentre la riqualificazione di Gaza avanza e il programma di riforma dell’Autorità Palestinese viene portato avanti fedelmente, potrebbero finalmente crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese, che riconosciamo come l’aspirazione del popolo palestinese.
    Gli Stati Uniti avvieranno un dialogo tra Israele e palestinesi per concordare un orizzonte politico per una coesistenza pacifica e prospera.
    Il presidente israeliano Isaac Herzog ha accolto con favore il piano di pace per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump e si è congratulato con il primo ministro Benjamin Netanyahu: «Ora il mondo intero deve porre una condizione chiara e immediata: che l’organizzazione terroristica Hamas accetti il piano delineato dal presidente Trump e permetta un futuro di speranza ai popoli della regione», ha scritto Herzog su X.
    SE NON VERRà ACCETTATO FINIREMO IL LAVORO,, non lo scrivi<??
    GLI DEI SONO STATI INVENTATI DAI TIRANNI PER TRASFORMARE I LORO SEGUACI IN SCHIAVI DA LAVORO O IN ASSASSINI PER LE LORO GUERRE.
    l'uomo più intelligente del mondo non capirà neppure la realtà più evidente se è già convinto di conoscere la verità.

  9. #9
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo a non riconoscere la Palestina.

    Giorgia Meloni ha fatto bene: era l’unica scelta sensata.

    Solo degli sprovveduti possono gridare al “riconoscimento” di uno Stato che non rispetta nemmeno i requisiti minimi per esserlo: nessuna vera classe dirigente, elezioni libere assenti da vent’anni, e un’intera popolazione ostaggio di un manipolo di fanatici islamisti.

    Quindi bene Meloni, come (quasi) sempre: sì al riconoscimento, ma con condizioni chiare — fuori i tagliagole, liberazione degli ostaggi e rafforzamento di un’autorità palestinese credibile.

    Ovviamente, a sinistra si continua a blaterare alla rinfusa e senza cognizione di causa

    Inviato dal mio Pixel 7 Pro utilizzando Tapatalk
    Nel dubbio ricordate sempre la seguente regola: se qualcosa non piace alla sinistra, probabilmente è la cosa giusta da fare.

  10. #10
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    Predefinito Re: Quindi ha fatto bene il governo ha non riconoscere la Palestina.

    Citazione Originariamente Scritto da Saburosakai Visualizza Messaggio
    non ha fatto nè bene nè male ma semplicemente ha ubbidito agli ordini ... ed il popolo non è contento .... e poi ti chiedi perchè cala la affluenza alle urne?
    Io so perchè cala l'affluenza alle urne. Il motivo è che gente come me si trova costretta a votare una coalizione con Salvini o una con pentastellati e comunisti vari. Gente con poco cervello che urla per superare il vuoto che hanno in testa.
    Non è facile scegliere con gente simile. Se voto a sinistra mi ritrovo che spendono decine e decine di milioni per comperare e ristrutturare palazzi per chi li ha occupati, se voto a destra mi ritrovo che si devono fare favori ai tassisti, ai balneari, ai botteggai ecc. ecc...

    Seinvece pensi che Gaza interessi alla gente, direi che le Marche ti hanno appena detto ci no.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

 

 
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