Si possono trovare stimoli ed essere felici ogni giorno nel sistema da cui ho preso spunto. La ricerca di stimoli all’interno di un sistema materialistico basato sulla sofferenza serve solo a non pensare al calvario che si è costretti a portare sino alla nostra morte. Come per le 4 pratiche in cui gli esseri umani cercano di attenuare l’angoscia esistenziale esposta del filosofo Zapffe. Mentre il mio approccio è totalmente differente: In un tale sistema di amore - libertà e pace - vita eterna - bellezza eterna, assenza di malattie e di dolore, non vi sarebbe nemmeno la necessità di trovarsi degli stimoli per andare avanti a vivere, dal momento che l’assenza della sofferenza e della concezione della morte, farebbe in modo che la felicità trascenda e si emancipi totalmente del senso degli stimoli per continuare a vivere. L’amore stesso potrebbe essere uno stimolo, cosi come il sesso che ne consegue e l’edonismo. La depressione maggiore generata da questo mondo materialistico basato sulla sofferenza genera appiattimento emotivo e spirituale. Tuttavia, nel sistema da me esposto, la spiritualità sarebbe una cosa del tutto individuale laddove ci sarebbe amore - libertà e pace (assieme alle altre cose sopraelencate).Non è che la spiritualità sia strettamente interconnessa da dei vasi comunicanti con la sofferenza e la morte. Si può trovare maggiore spiritualità in un sistema basato sulla felicità e la piena comunanza tra mente - corpo e anima.
Riguardo al concetto di edonismo, quale filosofica secondo cui il piacere è il bene sommo dell'uomo e il suo conseguimento il fine esclusivo della vita. Questo è quello che pensano gli ebrei sostanzialmente all'interno della Bereshit edita della Mamash:
"Nello schema di vita ebraico, la bontà e la forza devono svilupparsi e manifestarsi assieme perché, se vengono separate, possono essere addirittura dannose; la bontà non ponderata dalla forza può portare all'eccessiva indulgenza nei confronti di se stessi e all'edonismo narcisismo; la forza senza bontà può invece portare all'egoismo, se non addirittura alla crudeltà (basato sugli insegnamenti del Maharàl di Praga e della Khassidùt)."
Posso essere d'accordo con la seconda parte ma non certo con la prima e ora vi spiego per quale motivo.
Si può essere buoni ed edonisti senza che vi siano implicazioni negative. Il nodo di fondo di questo pensiero ebraico ruota attorno alla loro morale, che va in netta antitesi all'edonismo.
Principalmente perché la loro ricerca del piacere passa attraverso l'osservanza di rigide leggi dogmatiche quali quelle presenti nella Torah, e quindi all'interno di un sistema gerarchico e dell'autoritarismo religioso che si fonda su società iper teocratiche.
Si può essere ricolmi di bontà in assenza della ponderatezza della forza, ma senza essere preda del narcisismo. L'autogratificazione personale non porta necessariamente all'egoismo, cosi come il procurarsi piacere personale, oltre che donarlo, non è una cosa negativa. Ma lo diventa giocoforza, per la moralità del pensiero ebraico.
Pertanto io SON ORGOGLIOSAMENTE ANARCHICO ED EDONISTA!




Rispondi Citando
