
Originariamente Scritto da
BlackSheep
Negli anni ’70, ’80 e ’90 l’Italia aveva figure che contavano davvero: imprenditori, sportivi, politici, gente che lasciava il segno. Non perfetti, certo, ma concreti.
Agnelli, Olivetti, Del Vecchio, Armani.
Almirante da una parte, Berlinguer dall’altra: avversari veri, non caricature.
E poi l’Italia dell’82 con Pertini che esultava con la pipa, l’Italia dei Mondiali del ’90: un paese che, nel bene e nel male, aveva ancora identità e spina dorsale.
Poi qualcosa si è rotto.
La globalizzazione ideologica ha iniziato a contare più della realtà.
È arrivata una sinistra che festeggia non cosa fai, ma chi sei, non il merito ma l’etichetta, la narrazione, il simbolo. Basta che rappresenti qualcosa: genere, colore, minoranza… qualsiasi cosa tranne la competenza.
E allora ecco la domanda:
che cosa porta davvero sul tavolo chi viene celebrato solo per appartenenza e non per risultati?
Ci viene venduta la retorica secondo cui "gli immigrati ci salveranno", ma nessuno ha il coraggio di dire una cosa ovvia:
se arrivi in un paese dove tutto è garantito, dove il welfare ti sostiene anche prima che tu dia qualcosa in cambio, dove non devi neppure imparare la lingua per cavartela… perché mai dovresti impegnarti per migliorarlo?
Per molti l’Italia diventa solo questo:
un appartamento in affitto dove vivere finché conviene.
Una base temporanea dove crescere i figli grazie ai servizi sociali, lavorare quel tanto che basta per accumulare, e poi tornare altrove quando la situazione diventa vantaggiosa.
Il famoso farsi una vita, sì, ma sulle spalle di chi qui ci vive da sempre e ha un futuro da difendere, non da usare come tappa intermedia.
Il problema non è la provenienza.
Il problema è l’atteggiamento: venire qui solo per prendere, non per costruire.
E ancora peggio: una politica che invece di pretendere integrazione, responsabilità e contributo… applaude qualsiasi cosa in nome del progresso.
Il punto è semplice:
non serve esultare per simboli. Serve pretendere sostanza.
Serve chiedersi cosa uno è davvero disposto a dare a questo Paese, non solo cosa è pronto a ricevere.
COSA CI PUO' DARE LA VICE PRESIDENTE DELLA TOSCANA, PER ESEMPIO??