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    Predefinito le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare

    le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare


    La Corte respinge il ricorso per la mancata rivalutazione degli assegni
    4 volte sopra il minimo: non è un aggravio fiscale.


    Anche la Consulta considera «ricco» chi percepisce una pensione di poco
    superiore a 2.000 euro lordi. Chi si aspetta a che la Corte
    Costituzionale ponesse fine a un meccanismo introdotto per risparmiare
    ma che penalizza quanti hanno versato contribuiti elevati per tutta la
    vostra lavorativa, è stato deluso. Con la sentenza numero 167, l’organo
    dello Stato ha confermato la legittimità della misura di
    «raffreddamento» della perequazione, introdotta con la Legge di Bilancio
    2023 per i trattamenti pensionistici superiori a quattro volte il minimo
    Inps (2.400 euro lordi al mese, circa 1.800 euro netti circa). In
    risposta al pronunciamento della Corte dei conti, (sezione
    giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna) ha chiarito che il
    mancato adeguamento automatico all’inflazione dei trattamenti
    previdenziali di tale importo, ovvero il raffreddamento, come si dice in
    gergo, «non introduce un prelievo di natura tributaria», cioè non è una
    tassa. La magistratura contabile aveva sollevato il dubbio che tale
    meccanismo potesse violare i principi di «eguaglianza tributaria, di
    ragionevolezza e temporaneità, complessivamente presidiati dagli
    articoli 3 e 53 della Costituzione», trattandolo come una sorta di tassa
    nascosta.
    La Corte respinge il ricorso per la mancata rivalutazione degli assegni
    4 volte sopra il minimo: non è un aggravio fiscale.Anche la Consulta
    considera «ricco» chi percepisce una pensione di poco superiore a 2.000
    euro lordi. Chi si aspetta a che la Corte Costituzionale ponesse fine a
    un meccanismo introdotto per risparmiare ma che penalizza quanti hanno
    versato contribuiti elevati per tutta la vostra lavorativa, è stato
    deluso. Con la sentenza numero 167, l’organo dello Stato ha confermato
    la legittimità della misura di «raffreddamento» della perequazione,
    introdotta con la Legge di Bilancio 2023 per i trattamenti pensionistici
    superiori a quattro volte il minimo Inps (2.400 euro lordi al mese,
    circa 1.800 euro netti circa). In risposta al pronunciamento della Corte
    dei conti, (sezione giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna) ha
    chiarito che il mancato adeguamento automatico all’inflazione dei
    trattamenti previdenziali di tale importo, ovvero il raffreddamento,
    come si dice in gergo, «non introduce un prelievo di natura tributaria»,
    cioè non è una tassa. La magistratura contabile aveva sollevato il
    dubbio che tale meccanismo potesse violare i principi di «eguaglianza
    tributaria, di ragionevolezza e temporaneità, complessivamente
    presidiati dagli articoli 3 e 53 della Costituzione», trattandolo come
    una sorta di tassa nascosta.La Corte Costituzionale ha respinto questo
    dubbio. Questa posizione non è una novità giacché gli stessi principi
    ricorrono anche in precedenti pronunce, che avevano esaminato meccanismi
    anche più severi di rallentamento – e finanche di azzeramento –
    dell’adeguamento delle pensioni alla dinamica inflazionistica.Perché non
    è considerata una tassa? Per la Corte ci sono due motivi. Innanzitutto
    la pensione non viene tagliata ma è comunque aumentata, pertanto non si
    tratta di una decurtazione patrimoniale. L’incremento c’è «seppure in
    percentuale più bassa rispetto al regime ordinario di perequazione
    automatica». Quindi non essendoci una decurtazione del patrimonio, la
    misura del raffreddamento non può essere vista come un prelievo, come
    una tassa. Nella sentenza si dice anche che non c’è l’intenzione di fare
    cassa, di «produrre l’effetto tipico di ogni fattispecie tributaria,
    consistente in un incremento di risorse destinato a finanziare
    direttamente pubbliche spese» che è invece l’effetto tipico di una
    imposta. Ma lo scopo è di risparmiare sulla spesa pensionistica. La
    Corte Costituzionale ha infine specificato che l’obbligo di
    «temporaneità», cioè di essere valida solo per un periodo di tempo
    limitato vale per il «contributo di solidarietà» (un vero prelievo sui
    trattamenti alti) «ben diverso rispetto ai meccanismi di riduzione
    dell’adeguamento all’inflazione», si legge nella sentenza, ma non per i
    meccanismi di riduzione dell’adeguamento all’inflazione come questo. La
    Corte anche se ha ritenuto legittima la misura della legge di Bilancio,
    ha comunque rivolto un invito al Parlamento per il futuro. Innanzitutto
    ha consigliato di intervenire sui meccanismi di rivalutazione delle
    pensioni con estrema prudenza, per non danneggiare improvvisamente il
    potere d’acquisto e i piani di spesa delle famiglie. Poi di tenere conto
    degli effetti cumulativi di questa misura prima di introdurne di nuove
    in futuro. Infine ha chiesto di adottare un approccio più attento per i
    pensionati che sono nel sistema contributivo (dove la pensione è
    calcolata in base ai contributi versati), dato che in quel sistema c'è
    un legame più stretto tra quanto versato e quanto ricevuto.In
    conclusione, la Corte ha detto che lo Stato può ridurre l'aumento delle
    pensioni più alte per risparmiare, e questo non è incostituzionale né
    assimilabile a una nuova imposta, ma ha invitato il legislatore a essere
    più cauto e attento nel farlo.Un articolo dell’esperto di previdenza,
    Alberto Brambilla, su Itinerari Previdenziali, in merito alla precedente
    sentenza numero 19 del 2025, ricorda che nella sentenza del 2013, la
    Corte stessa raccomandava che il taglio delle pensioni alte fosse di
    breve durata, ragionevole e proporzionato e non ripetitivo. E sottolinea
    che «in poco più di 4 anni, la Corte ha fatto il bis e il tris in poco
    più di 11 anni». Il riferimento è ad altri pronunciamenti favorevoli al
    raffreddamento della perequazione per le pensioni cosiddette alte, «in
    spregio a qualsiasi ragione tecnica, normativa e di equità».Brambilla
    commentava che nella sentenza del 2025, «la Corte va addirittura oltre,
    demolendo il concetto di divieto di retroattività e di certezza delle
    prestazioni, affermando che il taglio alla rivalutazione non è
    considerato un prelievo forzoso, ma una misura economico-previdenziale
    che l’esecutivo può discrezionalmente decidere di mettere in campo, per
    favorire le pensioni più basse e ridurre il debito pubblico». E pone un
    interrogativo: «Ma se ogni governo, in modo discrezionale, può fare
    nuovo debito e cambiare le regole del gioco, perché mai i giovani
    dovrebbero fidarsi e pagare enormi contributi per 30-40 anni per vedersi
    poi magari ridurre le pensioni del 50% perché l’esecutivo di turno non
    ha più soldi?».

    https://www.laverita.info/la-consult...674293670.html
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  2. #2
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    Predefinito Re: le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare

    Citazione Originariamente Scritto da Giulio962 Visualizza Messaggio
    le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare


    La Corte respinge il ricorso per la mancata rivalutazione degli assegni
    4 volte sopra il minimo: non è un aggravio fiscale.


    Anche la Consulta considera «ricco» chi percepisce una pensione di poco
    superiore a 2.000 euro lordi. Chi si aspetta a che la Corte
    Costituzionale ponesse fine a un meccanismo introdotto per risparmiare
    ma che penalizza quanti hanno versato contribuiti elevati per tutta la
    vostra lavorativa, è stato deluso. Con la sentenza numero 167, l’organo
    dello Stato ha confermato la legittimità della misura di
    «raffreddamento» della perequazione, introdotta con la Legge di Bilancio
    2023 per i trattamenti pensionistici superiori a quattro volte il minimo
    Inps (2.400 euro lordi al mese, circa 1.800 euro netti circa). In
    risposta al pronunciamento della Corte dei conti, (sezione
    giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna) ha chiarito che il
    mancato adeguamento automatico all’inflazione dei trattamenti
    previdenziali di tale importo, ovvero il raffreddamento, come si dice in
    gergo, «non introduce un prelievo di natura tributaria», cioè non è una
    tassa. La magistratura contabile aveva sollevato il dubbio che tale
    meccanismo potesse violare i principi di «eguaglianza tributaria, di
    ragionevolezza e temporaneità, complessivamente presidiati dagli
    articoli 3 e 53 della Costituzione», trattandolo come una sorta di tassa
    nascosta.
    La Corte respinge il ricorso per la mancata rivalutazione degli assegni
    4 volte sopra il minimo: non è un aggravio fiscale.Anche la Consulta
    considera «ricco» chi percepisce una pensione di poco superiore a 2.000
    euro lordi. Chi si aspetta a che la Corte Costituzionale ponesse fine a
    un meccanismo introdotto per risparmiare ma che penalizza quanti hanno
    versato contribuiti elevati per tutta la vostra lavorativa, è stato
    deluso. Con la sentenza numero 167, l’organo dello Stato ha confermato
    la legittimità della misura di «raffreddamento» della perequazione,
    introdotta con la Legge di Bilancio 2023 per i trattamenti pensionistici
    superiori a quattro volte il minimo Inps (2.400 euro lordi al mese,
    circa 1.800 euro netti circa). In risposta al pronunciamento della Corte
    dei conti, (sezione giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna) ha
    chiarito che il mancato adeguamento automatico all’inflazione dei
    trattamenti previdenziali di tale importo, ovvero il raffreddamento,
    come si dice in gergo, «non introduce un prelievo di natura tributaria»,
    cioè non è una tassa. La magistratura contabile aveva sollevato il
    dubbio che tale meccanismo potesse violare i principi di «eguaglianza
    tributaria, di ragionevolezza e temporaneità, complessivamente
    presidiati dagli articoli 3 e 53 della Costituzione», trattandolo come
    una sorta di tassa nascosta.La Corte Costituzionale ha respinto questo
    dubbio. Questa posizione non è una novità giacché gli stessi principi
    ricorrono anche in precedenti pronunce, che avevano esaminato meccanismi
    anche più severi di rallentamento – e finanche di azzeramento –
    dell’adeguamento delle pensioni alla dinamica inflazionistica.Perché non
    è considerata una tassa? Per la Corte ci sono due motivi. Innanzitutto
    la pensione non viene tagliata ma è comunque aumentata, pertanto non si
    tratta di una decurtazione patrimoniale. L’incremento c’è «seppure in
    percentuale più bassa rispetto al regime ordinario di perequazione
    automatica». Quindi non essendoci una decurtazione del patrimonio, la
    misura del raffreddamento non può essere vista come un prelievo, come
    una tassa. Nella sentenza si dice anche che non c’è l’intenzione di fare
    cassa, di «produrre l’effetto tipico di ogni fattispecie tributaria,
    consistente in un incremento di risorse destinato a finanziare
    direttamente pubbliche spese» che è invece l’effetto tipico di una
    imposta. Ma lo scopo è di risparmiare sulla spesa pensionistica. La
    Corte Costituzionale ha infine specificato che l’obbligo di
    «temporaneità», cioè di essere valida solo per un periodo di tempo
    limitato vale per il «contributo di solidarietà» (un vero prelievo sui
    trattamenti alti) «ben diverso rispetto ai meccanismi di riduzione
    dell’adeguamento all’inflazione», si legge nella sentenza, ma non per i
    meccanismi di riduzione dell’adeguamento all’inflazione come questo. La
    Corte anche se ha ritenuto legittima la misura della legge di Bilancio,
    ha comunque rivolto un invito al Parlamento per il futuro. Innanzitutto
    ha consigliato di intervenire sui meccanismi di rivalutazione delle
    pensioni con estrema prudenza, per non danneggiare improvvisamente il
    potere d’acquisto e i piani di spesa delle famiglie. Poi di tenere conto
    degli effetti cumulativi di questa misura prima di introdurne di nuove
    in futuro. Infine ha chiesto di adottare un approccio più attento per i
    pensionati che sono nel sistema contributivo (dove la pensione è
    calcolata in base ai contributi versati), dato che in quel sistema c'è
    un legame più stretto tra quanto versato e quanto ricevuto.In
    conclusione, la Corte ha detto che lo Stato può ridurre l'aumento delle
    pensioni più alte per risparmiare, e questo non è incostituzionale né
    assimilabile a una nuova imposta, ma ha invitato il legislatore a essere
    più cauto e attento nel farlo.Un articolo dell’esperto di previdenza,
    Alberto Brambilla, su Itinerari Previdenziali, in merito alla precedente
    sentenza numero 19 del 2025, ricorda che nella sentenza del 2013, la
    Corte stessa raccomandava che il taglio delle pensioni alte fosse di
    breve durata, ragionevole e proporzionato e non ripetitivo. E sottolinea
    che «in poco più di 4 anni, la Corte ha fatto il bis e il tris in poco
    più di 11 anni». Il riferimento è ad altri pronunciamenti favorevoli al
    raffreddamento della perequazione per le pensioni cosiddette alte, «in
    spregio a qualsiasi ragione tecnica, normativa e di equità».Brambilla
    commentava che nella sentenza del 2025, «la Corte va addirittura oltre,
    demolendo il concetto di divieto di retroattività e di certezza delle
    prestazioni, affermando che il taglio alla rivalutazione non è
    considerato un prelievo forzoso, ma una misura economico-previdenziale
    che l’esecutivo può discrezionalmente decidere di mettere in campo, per
    favorire le pensioni più basse e ridurre il debito pubblico». E pone un
    interrogativo: «Ma se ogni governo, in modo discrezionale, può fare
    nuovo debito e cambiare le regole del gioco, perché mai i giovani
    dovrebbero fidarsi e pagare enormi contributi per 30-40 anni per vedersi
    poi magari ridurre le pensioni del 50% perché l’esecutivo di turno non
    ha più soldi?».

    https://www.laverita.info/la-consult...674293670.html
    Chi non ha evaso merita questo trattamento.

    Solo gli evasori con la minima vanno salvaguardati.

  3. #3
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    Predefinito Re: le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare

    Citazione Originariamente Scritto da Tiresia Visualizza Messaggio
    Chi non ha evaso merita questo trattamento.

    Solo gli evasori con la minima vanno salvaguardati.
    E il potere di acquisto diminuisce come sempre.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  4. #4
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    Predefinito Re: le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    E il potere di acquisto diminuisce come sempre.
    Per gli evasori no

  5. #5
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    Predefinito Re: le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare

    Il non adeguamento automatico delle pensioni all’inflazione non è un “ taglio”…ed è lo stesso fenomeno a cui sono soggetti normalmente gli stipendi .
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  6. #6
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    Predefinito Re: le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare

    e poi ci si chiede perche' chi puo' evade....da quel paese si intende, ma non solo!
    Una pensione di 3000 euri lordi ha perso in questi anni circa 300 euri, vale a dire il 10%.
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  7. #7
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    Predefinito Re: le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare

    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    e poi ci si chiede perche' chi puo' evade....da quel paese si intende, ma non solo!
    Una pensione di 3000 euri lordi ha perso in questi anni circa 300 euri, vale a dire il 10%.
    L’inflazione c’è in gran parte per pagare proprio quelle pensioni…purtroppo essa viene pagata anche dai dipendenti, ma mica vorrete che essa venga pagata SOLO dai dipendenti , eh ?
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  8. #8
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    Predefinito Re: le pensioni da più di 1.800 euro si possono tagliare

    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    L’inflazione c’è in gran parte per pagare proprio quelle pensioni…purtroppo essa viene pagata anche dai dipendenti, ma mica vorrete che essa venga pagata SOLO dai dipendenti , eh ?
    per favore non sobilliamo gia' il concetto becero che le pensioni medio alte ( 3000 euri????) siano la causa dell'inflazione o di distonie socioeconomiche.
    Pensioni che rappresentano l'8% del totale!
    Pensioni ampiamente pagate dai prelievi fatti in toto con il metodo contributivo.
    Siamo in ambito di demagogia socialpopulista?
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

 

 

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