Nello “Srimad Bhagavatam” (3:25):

7 Devahuti disse:
Sono stanca di essere tormentata dai sensi materiali, perché a causa di
questa febbre, mio Signore, sono sprofondata nell’abisso dell’ignoranza.

13 Il Signore Supremo rispose:
Lo yoga che si riferisce al Signore e all’anima individuale, che mira al
bene ultimo dell’essere vivente e che comporta il distacco dalle gioie e
dai dolori del mondo materiale, è il metodo di yoga più elevato.
14 O madre, tu così virtuosa, ti spiegherò ora l’antichissima scienza dello
yoga, la stessa che un tempo rivelai ai grandi saggi. Questa via è utile
e pratica sotto ogni aspetto.
15 Quando la coscienza dell’essere è attratta dalle tre influenze della
natura materiale (virtù, passione, tenebre), l’essere è detto condizionato. Ma quando questa
stessa coscienza si attacca a Dio, la Persona Suprema, l’essere si situa
al livello liberato.
16 Quando l’essere è completamente liberato dalla lussuria e dall’avidità,
contaminazioni dovute alla falsa identificazione dell’“io” con il corpo e
del “mio” con le proprietà del corpo, la sua mente diventa pura. A
questo livello di purezza egli trascende certamente il livello della
cosiddetta felicità e sofferenza materiali.
17 L’anima può allora vedersi così com’è, trascendentale all’esistenza
materiale, eternamente risplendente della sua stessa luce e mai
frammentata, nonostante le sue dimensioni infinitesimali.
18 A questo stadio di realizzazione spirituale, con la pratica della
conoscenza e della rinuncia nel servizio di devozione, è possibile
vedere ogni cosa nella giusta prospettiva. Allora si diventa indifferenti
verso l’esistenza materiale e le influenze materiali cominciano ad
allentare la presa.