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Rif: Peer to Peer
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Manfr
Solo fuori da quanto previsto dal programma, che è ben chiaro su alcuni punti ;) Laddove voi farete la medesima cosa se non riuscirà un negoziato caso per caso che a quanto pare non avete ancora affrontato.
Sarà interessante vedere se l'anima più moderata di Pir delle Libertà potrà farsi sentire rispetto a quella, molto forte, di stampo fascista, ora rinforzata anche dal leghismo. Io ho seri dubbi, ma potrebbe essere un fattore che minerà seriamente l'unità del centrodestra, non sarebbe la prima volta che sui temi etici deflagra una coalizione, ricordo diversi episodi sulla vecchia POL ... :)
ma guarda che sono i moderati quelli con le posizioni più cattoliche sui temi bioetici :sofico:
p.s.: scusate, torno nei ranghi da spettatore :D
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Rif: Peer to Peer
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occidentale
La deriva dello stato unitario credo ci darà questa risposta. Comunque ha risposto alla mia chiamata, non le sembra? Invece di fondare un movimento leghista pirriano, ha deciso di dare una chanche al PDL di PIR, che è un partito a vocazione unitaria. Di certo personalmente ha posizioni molto nette sull'Italia attuale. Che in parte condivido. E in parte no, come tra persone con un minimo di onestà intellettuale.
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Manfr
Sono d'accordo, ma credo anche che cultura e politica, se non camminano intrecciate, generano solo governismo fine a sè stesso ;) Confermo perciò la mia impressione sulle difficoltà che una massiccia adesione leghista al PDL potrà causare: lo stesso carlomartello è per sua definizione un reazionario, vicino alle posizioni di Le Pen e Wilders, e se questo si sposa più che bene con Giò91, di sicuro non contribuirà a raggiungere intese fuori dal perimetro conservatore. Considerato che il PDL è reduce da una scissione sulle questioni della presenza di estremisti nel partito, dover gestire una ulteriore convivenza stavolta organizzata e militante, a differenza del blando secessionismo libertario del partito di Ronnie, tra nazionalisti, secessionisti e moderati potrebbe essere troppo.
Come risponde, occidentale?
Ritiene che nel centrosinistra ci siano situazioni paragonabili, ad esempio?
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Rif: Peer to Peer
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Garat
Qui mi rivolgo in Primo luogo a Benjamin Linus e a Cabraizhno e poi a cascista ed occidentale. Condividete queste posizioni?
Alle camere ne discutereste?
Sull'immigrazione punteremo a ripresentare il disegno di legge di PDL ICU PCF che al senato in questa legislatura non ottenne la maggioranza per poco
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Rif: Peer to Peer
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C@scista
Non dimentichi che abbiamo alle spalle una legislatura intera in cui la contrattazione pubblica di coalizione tra icu pdl e pcf tema per tema su ogni roposta di legge da presentare al senato ha funzionato alla grande senza esplodere nei pochi casi in cui i partiti non hanno trovato un punto comune
Anche perchè al Senato la presenza del PDL è stata finora preponderantemente ultraconservatrice, e occidentale ha scelto di impegnarsi su temi "altri" ... l'unica domanda è se la situazione si manterrà anche nel nuovo senato, e se comunque un PDL appiattito de facto sulle posizioni del PCF possa essere ancora a lungo una casa "inclusiva" anche per quanti siano di sensibilità meno conservative. Un contesto di "coopetizione" tra neofascisti e leghisti di marca più spiccatamente "reazionaria" sarebbe quantomeno peculiare per un partito che innegga alla libertà ... :)
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Rif: Peer to Peer
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Originariamente Scritto da
C@scista
Sull'immigrazione punteremo a ripresentare il disegno di legge di PDL ICU PCF che al senato in questa legislatura non ottenne la maggioranza per poco
Ci può raccontare come andò in quell'occasione?
A proposito. A breve i sondaggi del dottor gualerz di gualerz.media.
Inviterei il dottore a entrare in studio.
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Rif: Peer to Peer
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Giò91
ma guarda che sono i moderati quelli con le posizioni più cattoliche sui temi bioetici :sofico:
p.s.: scusate, torno nei ranghi da spettatore :D
Parlavo della piccola ma storica presenza di laicoliberali nel PDL, a partire da Meridionale, ma senza dimenticare lo stesso Occidentale. Nonostante la convivenza sembri rodata, non è detto che dirigenti, ma sopratutto elettori, proseguano indefinitamente una esistenza da spettatori in un partito molto caratterizzato sull'estrema destra. Poi questo ovviamente dipende dalla presenza di alternative concrete fuori dal PDL ^^
In più una prevalenza così netta di idee cattoliche spesso molto tradizionali, unita a un programma nei fatti nazional-protezionista, potrebbe contribuire a isolare la coalizione PDL-PCF, più che altro, nonostante i tentativi del Senatore Occidentale di presentarsi come candidato moderato.
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Rif: Peer to Peer
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Originariamente Scritto da
Manfr
Anche perchè al Senato la presenza del PDL è stata finora preponderantemente ultraconservatrice, e occidentale ha scelto di impegnarsi su temi "altri" ... ... :)
Lei dimentica che nella prima metà della legslatura ICU era rappresentato al senato da Newborn che sui temi etici aveva una posizione diversa da quella del pcf ma cio nonostante la coalizione non è mai esplosa
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Rif: Peer to Peer
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Originariamente Scritto da garat
Molto bene. Un'altra domanda. Onorevole, lei nella politica reale è con Fini o con Berlusconi?
Dranghete!!! La domanda delle cento pistole. Sono stato tentato di appoggiare il primo, ma non posso condividere la sua metodologia di uscita dal PDL. Fini avrebbe dovuto dare corso alla sua prima intenzione e non cofondare il PDL. Le cose fatte a freddo raramente funzionano in politica. MA non posso accettare che si sfasci tutto per capriccio.
Naturalmente capisco le sue ragioni, almeno in parte.
E su PIR tutto è visto in una lente che sfoca le prospettive, visto che abbiamo un Candido, berlusconiano sfegatato che sostiene l'FDL, i cui soci fondatori sono i finiani, e un Occidentale ex-finiano che sostiene le ragioni di Silvio in nome di un partito di centrodestra che rimanga assieme e non si disintegri in nome del principio <Pacta Sunt Servanda>.
PIR non è il mondo esterno.Il quale cambia a ritmo accelerato, tra l'altro.
C'è una cosa su cui debbo essere chiaro, però. Se il ciclo di Berlusconi è alla fine.....allora quello di chi ha condiviso con lui tutto lo è altrettanto. Le viene in mente nessuno che corrisponda al profilo di colui che tutto ha condiviso con Silvio negli ultimi sedici anni?
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Rif: Peer to Peer
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Originariamente Scritto da
occidentale
Dranghete!!! La domanda delle cento pistole. Sono stato tentato di appoggiare il primo, ma non posso condividere la sua metodologia di uscita dal PDL. Fini avrebbe dovuto dare corso alla sua prima intenzione e non cofondare il PDL. Le cose fatte a freddo raramente funzionano in politica. MA non posso accettare che si sfasci tutto per capriccio.
Naturalmente capisco le sue ragioni, almeno in parte.
E su PIR tutto è visto in una lente che sfoca le prospettive, visto che abbiamo un Candido, berlusconiano sfegatato che sostiene l'FDL, i cui soci fondatori sono i finiani, e un Occidentale ex-finiano che sostiene le ragioni di Silvio in nome di un partito di centrodestra che rimanga assieme e non si disintegri in nome del principio <Pacta Sunt Servanda>.
PIR non è il mondo esterno.Il quale cambia a ritmo accelerato, tra l'altro.
C'è una cosa su cui debbo essere chiaro, però. Se il ciclo di Berlusconi è alla fine.....allora quello di chi ha condiviso con lui tutto lo è altrettanto. Le viene in mente nessuno che corrisponda al profilo di colui che tutto ha condiviso con Silvio negli ultimi sedici anni?
Molto bene.
Come promesso ecco i sondaggi.
Gli invitati se la sentono di commentare?
precisazione: risalgono a prima del riposizionamento gecko.
http://i52.tinypic.com/2re63nn.jpg
http://i52.tinypic.com/ebeu82.jpg
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Rif: Peer to Peer
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Originariamente Scritto da
Manfr
Credo che si debba uscire dalla dannosa contrapposizione tra carovane dei diritti e xenofobia becera. L'immigrazione è un fattore connaturato alla società e all'economia umane dai tempi della preistoria, che oggi assume una dimensione particolare per l'intensa urbanizzazione globale. Una immigrazione incontrollata non solo provoca shock economici e culturali al paese di accoglienza, ma può anche danneggiare il paese di partenza se coinvolge vasti numeri di lavoratori qualificati.
Va quindi trovato un modo di gestire i flussi migratori in modo che si concilino i bisogni della nostra economia e i diritti dei lavoratori di tutti i paesi. Già oggi non è difficile individuare i paesi da cui provengono i flussi più intensi: concludere con questi paesi degli accordi di gestione dei flussi di manodopera non qualificata, di realizzazione della mobilità circolare per i lavoratori qualificati (lavoro nel paese X - faccio esperienza, supplendo a una carenza del suo sistema produttivo - torno a casa) e di cooperazione regionale per le regioni a particolare intensità migratoria; reclutare la potenziale manodopera direttamente in loco tramite la rete di ambasciate e consolati, coinvolgendo sindacati locali e nazionali, e le camere di commercio; sviluppare una politica dell'integrazione, che semplifichi e accorci le pratiche per la cittadianza, e potenzi l'integrazione scolastica, senza però dimenticare il dovere da parte degli immigrati di rispettare le leggi e adottare la nostra lingua; favorire l'emersione, con il riconoscimento dei contributi previdenziali, contratti di lavoro più vantaggiosi e il riconoscimento del permesso a chi denunci il proprio sfruttatore, metter fine ai respingimenti in mare e all'internamento in gulag libici, e realizzare una distinzione tra strutture di accoglienza, strutture di rimpatrio dei clandestini e strutture di detenzione/espulsione dei criminali.
Sono proposte che ritengo possano coniugare rigore e solidarietà, e che spero possano trovare una accoglienza bipartisan, ma viste le posizioni della destra è chiaro che ci rivolgeremo primariamente a interlocutori che condividano la nostra visione di una società aperta.
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Originariamente Scritto da
Garat
Qui mi rivolgo in Primo luogo a Benjamin Linus e a Cabraizhno e poi a cascista ed occidentale. Condividete queste posizioni?
Alle camere ne discutereste?
Ritengo che riguardo all'immigrazione il problema stia da un'altra parte.
L'intero insieme dei meccanismi di integrazione delle società occidentali è oggi in crisi.
Per molti e diversi motivi.
Non ultimo quello della problematicità dei bilanci pubblici.
L'occidente oggi è in una situazione di paradosso: i suoi principi fondanti sono di tipo universalistico.
Ma la sua realtà economica non è più in grado di reggere l'impatto di tali principi nella pratica quotidiana.
E questo crea problemi.
E ne creerà sempre di più in futuro.
Stiamo andando a verificare una situazione non prevista e per certi verti paradossale: lo scontro tra i diritti di cittadinanza di noi occidentali e i diritti umani dei migranti.
Al momento non è dato sapere come la cosa evolverà.
Quello che per me è cosa certa, è che questo problema al momento non ha soluzione poichè è un caso per così dire "non previsto" nelle istruzioni di base su cui si fonda e si regge il nostro tipo di società.