
Originariamente Scritto da
Gigi Landi
Credo che presto sara' cosi' e per due motivi.
1) Nel 2025 le custodie cautelari sono diminuite di oltre il 40%: nei primi 10 mesi del 2025 sono state 51.703 contro le 94.168 dell’intero 2025: un crollo del 43%.
Motivi: l'applicazione più rigorosa del principio dell'extrema ratio (estrema ratio) da parte della Corte di Cassazione, che privilegia misure meno invasive, l'introduzione di modifiche legislative tramite la Riforma Nordio che rafforzano le garanzie per gli indagati (es. obbligo di interrogatorio prima della misura), e la necessità di alleggerire il sovraffollamento carcerario, spingendo verso soluzioni alternative.
2) Prossimo ddl di superciuk.
carcere preventivo solo per i reati di mafia o con uso della violenza: salvi tutti gli altri inclusi corrotti, ladri e truffatori. Sei un corrotto, un bancarottiere, un ladro di appartamenti, un trafficante di droga o un truffatore di anziani? A breve il tuo rischio di essere arrestato e finire in carcere potrebbe ridursi a zero. Merito del nuovo assalto alla giustizia messo in cantiere da Carlo Nordio: la riforma della custodia cautelare, che dopo mesi di annunci e anticipazioni ha assunto i primi contorni ufficiali. Il prossimo 11 novembre la commissione di studio nominata dal Guardasigilli - presieduta da Antonio Mura, capo dell’Ufficio legislativo del ministero - presenterà le sue proposte per riscrivere il Codice di procedura penale, destinate poi a trasformarsi, in tutto o in parte, in un disegno di legge del governo.
E il cuore del provvedimento sarà proprio la limitazione del carcere preventivo, storica ossessione “garantista” di Forza Italia, venduta pubblicamente da Nordio come soluzione all’emergenza del sovraffollamento penitenziario al posto di un indulto. Così, nella foga di svuotare le celle, gli esperti del ministro hanno usato l’accetta: nella loro relazione finale suggeriscono di abolire di fatto la custodia cautelare in carcere per tutti i reati non violenti, cioè sia quelli tipici dei colletti bianchi (come corruzione o falso in bilancio) sia vari delitti “di strada” come furti, spaccio e traffico di stupefacenti, truffe, estorsioni o usura. Un risultato paradossale per una maggioranza che ha fatto della sicurezza un totem.
Il progetto è contenuto nel documento della sottocommissione dedicata alle misure cautelari (coordinata dal professore dell’Università di Ferrara Daniele Negri e dal magistrato Gastone Andreazza, presidente di sezione in Cassazione) che il Fatto ha potuto leggere in anteprima. La proposta modifica la norma sulle esigenze cautelari, cioè i casi in cui il giudice, su richiesta del pm, può restringere la libertà personale prima di una condanna definitiva. Delle tre motivazioni previste dal codice, quella di gran lunga più frequente -e quindi più detestata dagli avvocati - è il pericolo che l’indagato o imputato commetta altri delitti simili a quello di cui è accusato.
Ed è qui che interviene la riforma: in base al testo ministeriale, in questi casi il pm potrà chiedere la custodia in carcere - cioè la misura cautelare massima - solo per i reati di mafia, terrorismo, commessi con l’uso di armi o “tali da ledere o mettere in pericolo la vita, l’integrità fisica o psichica, l’autodeterminazione sessuale, la libertà delle persone, nonché la libertà sessuale e la dignità dei minori”. Quindi niente delitti contro la pubblica amministrazione (corruzione e simili), contro l’economia (falso in bilancio, bancarotta), contro il patrimonio (furto, truffa), o in materia di droga: gli indagati per questi reati non potrebbero più finire in carcere preventivo, anche se le indagini dimostrassero - ad esempio - che hanno pagato tangenti milionarie o gestito un traffico internazionale di cocaina.
Unica eccezione è la recidiva specifica, cioè il caso in cui abbiano già una condanna definitiva per fatti dello stesso tipo. Gli incensurati invece avrebbero la garanzia di evitare la cella, salvo che l’accusa non riesca a provare una delle altre due (rarissime) esigenze cautelari, cioè il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. Per scendere nel concreto, solo limitandoci ai casi di cronaca recente, con questa legge non sarebbe finito in carcere l’imprenditore Andrea Bezziccheri, accusato di aver corrotto un membro della Commissione Paesaggio nell’inchiesta sull’urbanistica a Milano (in seguito è stato liberato dal Riesame). E nemmeno l’ex presidente del Porto di Genova Paolo Emilio Signorini, arrestato a maggio 2024 insieme all’allora governatore ligure Giovanni Toti per aver preso mazzette dal terminalista Aldo Spinelli (tutti e tre hanno patteggiato).
Nuovo serbatoio di voti: truffatori, spacciatori, stupratori, omicidi, corruttori, truffatori.
Prossimo passoi mafiosi.