
Originariamente Scritto da
Spike Spiegel
La questione ambientale è di competenza della politica ma è soprattutto un problema sociale.
Il disinteresse o l'inerzia della politica sulle problematiche ambientali è ormai cosa nota, conseguenza anche dalla volontà di non scontentare determinate categorie di "grandi elettori", oltre che di una certa incompetenza di fondo su temi che richiedono una certa preparazione.
Spesso abbiamo sentito parlare di transizione ecologica, processo i cui obiettivi prevedono una produzione e un consumo più sostenibili, svincolando la crescita economica dall'uso massiccio delle risorse e, nonostante le spinte a realizzare un benessere sostenibile, la politica si dimostra incapace nell'affrontare le sfide che ci attendono e diventano sempre più urgenti.
Tutt'altro che secondario, quando parliamo di sostenibilità e impatto ecologico, è l'aspetto sociale, ancora più rilevante in quanto la consapevolezza ambientale è strettamente correlata alla qualità della vita; eppure da parte di una maggioranza consistente di persone non c'è un'adeguata percezione dell'importanza di adottare comportamenti e stili di vita ecosostenibili.
Questo è imputabile anche ad una comunicazione inefficace su queste tematiche di rilevanza scientifica a cui si somma un grave problema culturale che attanaglia la massa.
L'ignoranza scientifica è elevatissima nonostante l'accesso all'istruzione raggiunga percentuali prossime al 100% nei paesi industrializzati.
Questo porta a non rendersi conto delle conseguenze dirette, sulle persone, delle carenze di salvaguardia ambientale.
Nel mondo occidentale l'aspettativa di vita è ai massimi ma lo stesso non possiamo dirlo della sua qualità.
Viviamo più a lungo ma peggio, in un ambiente che stiamo rovinando con i nostri comportamenti.
Ogni anno l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo sfruttato tutte le risorse rinnovabili che io pianeta mette a disposizione, viene anticipato e nel 2025 è stato stimato al 24 luglio. Si ipotizza che entro il 2050, se non si interviene, ogni anno consumeremo il doppio di ciò che la Terra mette a disposizione.
Da quel giorno abbiamo un debito con il pianeta che di anno in anno si accumula creando una situazione di crescente distruzione ambientale.
Non serve una laurea in scienze naturali per capire che tutto questo ci sta conducendo alla rovina.
Come piccola nota a margine, mi è capitato di leggere di persone che si vantavano di sprecare risorse e altre che, allo stesso modo, celebravano i loro comportamenti di disprezzo verso l'ambiente. Ne ricordo uno, proprio su questo forum, che raccontava di come avrebbe strappato con i denti il tappo delle bottigliette, ora vincolato, per gettarlo per terra (ignaro come molti che se non avessero per anni buttato ovunque questi tappi, non sarebbe stato necessario affrancarli alla bottiglia per rendere più complesso uno dei tanti gesti di inciviltà contro la natura N.d.R.).
Chi spreca risorse o deliberatamente contamina l'ambiente crede di non subire le conseguenze delle sue azioni ma, di fatto, sta rubando e sporcando nella sua casa.
Confesso che è disarmante, a volte, assistere a tali livelli di ignoranza ma se siamo in questa situazione non è un caso. C'è veramente troppa indifferenza a problemi che stanno pesantemente condizionando la nostra vita, con conseguenze potenzialmente catastrofiche nel futuro prossimo.
La responsabilità della politica è di tracciare una roadmap efficace per arginare comportamenti e situazioni che avranno pesantissime ricadute sulle prossime generazioni, se non si interviene ora.
Sono più di 4 decenni che il mondo scientifico mette in guardia dall'impatto antropico sull'ecosistema e gran parte degli avvertimenti sono stati completamente ignorati.
Intervenire mezzo secolo fa avrebbe richiesto un tipo di sforzo; Oggi, purtroppo, è necessario un impegno decisamente maggiore per cambiare rotta ed è colpa di chi ha ignorato i ripetuti richiami all'azione di tutela dell'ambiente.
Dopo anni di disinvolta trascuratezza, per usare una definizione edulcorata, su questo tema è necessaria una brusca inversione di rotta e questo non può avvenire senza un supporto attivo della politica.