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  1. #1
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    Predefinito La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambientale.

    La questione ambientale è di competenza della politica ma è soprattutto un problema sociale.

    Il disinteresse o l'inerzia della politica sulle problematiche ambientali è ormai cosa nota, conseguenza anche dalla volontà di non scontentare determinate categorie di "grandi elettori", oltre che di una certa incompetenza di fondo su temi che richiedono una certa preparazione.

    Spesso abbiamo sentito parlare di transizione ecologica, processo i cui obiettivi prevedono una produzione e un consumo più sostenibili, svincolando la crescita economica dall'uso massiccio delle risorse e, nonostante le spinte a realizzare un benessere sostenibile, la politica si dimostra incapace nell'affrontare le sfide che ci attendono e diventano sempre più urgenti.

    Tutt'altro che secondario, quando parliamo di sostenibilità e impatto ecologico, è l'aspetto sociale, ancora più rilevante in quanto la consapevolezza ambientale è strettamente correlata alla qualità della vita; eppure da parte di una maggioranza consistente di persone non c'è un'adeguata percezione dell'importanza di adottare comportamenti e stili di vita ecosostenibili.
    Questo è imputabile anche ad una comunicazione inefficace su queste tematiche di rilevanza scientifica a cui si somma un grave problema culturale che attanaglia la massa.
    L'ignoranza scientifica è elevatissima nonostante l'accesso all'istruzione raggiunga percentuali prossime al 100% nei paesi industrializzati.

    Questo porta a non rendersi conto delle conseguenze dirette, sulle persone, delle carenze di salvaguardia ambientale.
    Nel mondo occidentale l'aspettativa di vita è ai massimi ma lo stesso non possiamo dirlo della sua qualità.
    Viviamo più a lungo ma peggio, in un ambiente che stiamo rovinando con i nostri comportamenti.

    Ogni anno l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo sfruttato tutte le risorse rinnovabili che io pianeta mette a disposizione, viene anticipato e nel 2025 è stato stimato al 24 luglio. Si ipotizza che entro il 2050, se non si interviene, ogni anno consumeremo il doppio di ciò che la Terra mette a disposizione.
    Da quel giorno abbiamo un debito con il pianeta che di anno in anno si accumula creando una situazione di crescente distruzione ambientale.

    Non serve una laurea in scienze naturali per capire che tutto questo ci sta conducendo alla rovina.

    Come piccola nota a margine, mi è capitato di leggere di persone che si vantavano di sprecare risorse e altre che, allo stesso modo, celebravano i loro comportamenti di disprezzo verso l'ambiente. Ne ricordo uno, proprio su questo forum, che raccontava di come avrebbe strappato con i denti il tappo delle bottigliette, ora vincolato, per gettarlo per terra (ignaro come molti che se non avessero per anni buttato ovunque questi tappi, non sarebbe stato necessario affrancarli alla bottiglia per rendere più complesso uno dei tanti gesti di inciviltà contro la natura N.d.R.).

    Chi spreca risorse o deliberatamente contamina l'ambiente crede di non subire le conseguenze delle sue azioni ma, di fatto, sta rubando e sporcando nella sua casa.
    Confesso che è disarmante, a volte, assistere a tali livelli di ignoranza ma se siamo in questa situazione non è un caso. C'è veramente troppa indifferenza a problemi che stanno pesantemente condizionando la nostra vita, con conseguenze potenzialmente catastrofiche nel futuro prossimo.

    La responsabilità della politica è di tracciare una roadmap efficace per arginare comportamenti e situazioni che avranno pesantissime ricadute sulle prossime generazioni, se non si interviene ora.

    Sono più di 4 decenni che il mondo scientifico mette in guardia dall'impatto antropico sull'ecosistema e gran parte degli avvertimenti sono stati completamente ignorati.

    Intervenire mezzo secolo fa avrebbe richiesto un tipo di sforzo; Oggi, purtroppo, è necessario un impegno decisamente maggiore per cambiare rotta ed è colpa di chi ha ignorato i ripetuti richiami all'azione di tutela dell'ambiente.

    Dopo anni di disinvolta trascuratezza, per usare una definizione edulcorata, su questo tema è necessaria una brusca inversione di rotta e questo non può avvenire senza un supporto attivo della politica.

  2. #2
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    Trump sferra un attacco decisivo al clima e alla cooperazione chiudendo la porta a 66 organizzazioni internazionali in un colpo solo

    Con un annuncio senza precedenti, gli Stati Uniti escono da organizzazioni come Unfccc, Ipcc, Irena e altre realtà impegnate contro la crisi climatica e la promozione di diritti
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  3. #3
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    Eccoli qui i politici che discutono della questione ambientale:

    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  4. #4
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    Purtroppo si astiene eccome, guidati dallo psicopatico col ciuffo.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #5
    La polizzzzia del webbbbe
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    Il problema della politica italiana, ed in realtà di quella comunitaria che ne è copifila in questa materia, è che tutti gli sforzi ENORMI, sia economici che sociali, che stiamo mettendo in atto per virare verso politiche ambientaliste o quanto meno ispirate ad un senso di preservazione dell'ambiente, viene buttato nel cesso dal resto del mondo che non ha alcun interesse in questa materia. Anzi, sta sfruttando proprio le politiche costose europee (che significano maggiori costi di produzione per le imprese europee) per fare concorrenza ai prodotti, vendendo merce a costi nettamente inferiori, merce che a questo punto diventa sicuramente più appetibile nei mercati sia europei che internazionali.

    La domanda che ci dovremmo porre è: "l'Europa oggi ha la forza di imporre questa sua politica al resto del mondo?". La risposta è categoricamente NO, il resto del mondo è comandato da elite oligarchiche, ben poco democratiche, che vedono il tutto nel guadagno immediato, fregandosene del futuro, delle future generazioni, perchè voglio MASSIMIZZARE la loro esperienza terreno attuale. Quindi...ha senso che l'Europa oggi continui con queste politiche fortemente ambientaliste, che vanno alla fine ad incidere poco e nulla sul complesso dell'inquinamento mondiale, ma impattano sempre più sullo stato sociale ed economico delle popolazioni europee?
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  6. #6
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    La questione ambientale è di competenza della politica ma è soprattutto un problema sociale.

    Il disinteresse o l'inerzia della politica sulle problematiche ambientali è ormai cosa nota, conseguenza anche dalla volontà di non scontentare determinate categorie di "grandi elettori", oltre che di una certa incompetenza di fondo su temi che richiedono una certa preparazione.

    Spesso abbiamo sentito parlare di transizione ecologica, processo i cui obiettivi prevedono una produzione e un consumo più sostenibili, svincolando la crescita economica dall'uso massiccio delle risorse e, nonostante le spinte a realizzare un benessere sostenibile, la politica si dimostra incapace nell'affrontare le sfide che ci attendono e diventano sempre più urgenti.

    Tutt'altro che secondario, quando parliamo di sostenibilità e impatto ecologico, è l'aspetto sociale, ancora più rilevante in quanto la consapevolezza ambientale è strettamente correlata alla qualità della vita; eppure da parte di una maggioranza consistente di persone non c'è un'adeguata percezione dell'importanza di adottare comportamenti e stili di vita ecosostenibili.
    Questo è imputabile anche ad una comunicazione inefficace su queste tematiche di rilevanza scientifica a cui si somma un grave problema culturale che attanaglia la massa.
    L'ignoranza scientifica è elevatissima nonostante l'accesso all'istruzione raggiunga percentuali prossime al 100% nei paesi industrializzati.

    Questo porta a non rendersi conto delle conseguenze dirette, sulle persone, delle carenze di salvaguardia ambientale.
    Nel mondo occidentale l'aspettativa di vita è ai massimi ma lo stesso non possiamo dirlo della sua qualità.
    Viviamo più a lungo ma peggio, in un ambiente che stiamo rovinando con i nostri comportamenti.

    Ogni anno l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo sfruttato tutte le risorse rinnovabili che io pianeta mette a disposizione, viene anticipato e nel 2025 è stato stimato al 24 luglio. Si ipotizza che entro il 2050, se non si interviene, ogni anno consumeremo il doppio di ciò che la Terra mette a disposizione.
    Da quel giorno abbiamo un debito con il pianeta che di anno in anno si accumula creando una situazione di crescente distruzione ambientale.

    Non serve una laurea in scienze naturali per capire che tutto questo ci sta conducendo alla rovina.

    Come piccola nota a margine, mi è capitato di leggere di persone che si vantavano di sprecare risorse e altre che, allo stesso modo, celebravano i loro comportamenti di disprezzo verso l'ambiente. Ne ricordo uno, proprio su questo forum, che raccontava di come avrebbe strappato con i denti il tappo delle bottigliette, ora vincolato, per gettarlo per terra (ignaro come molti che se non avessero per anni buttato ovunque questi tappi, non sarebbe stato necessario affrancarli alla bottiglia per rendere più complesso uno dei tanti gesti di inciviltà contro la natura N.d.R.).

    Chi spreca risorse o deliberatamente contamina l'ambiente crede di non subire le conseguenze delle sue azioni ma, di fatto, sta rubando e sporcando nella sua casa.
    Confesso che è disarmante, a volte, assistere a tali livelli di ignoranza ma se siamo in questa situazione non è un caso. C'è veramente troppa indifferenza a problemi che stanno pesantemente condizionando la nostra vita, con conseguenze potenzialmente catastrofiche nel futuro prossimo.

    La responsabilità della politica è di tracciare una roadmap efficace per arginare comportamenti e situazioni che avranno pesantissime ricadute sulle prossime generazioni, se non si interviene ora.

    Sono più di 4 decenni che il mondo scientifico mette in guardia dall'impatto antropico sull'ecosistema e gran parte degli avvertimenti sono stati completamente ignorati.

    Intervenire mezzo secolo fa avrebbe richiesto un tipo di sforzo; Oggi, purtroppo, è necessario un impegno decisamente maggiore per cambiare rotta ed è colpa di chi ha ignorato i ripetuti richiami all'azione di tutela dell'ambiente.

    Dopo anni di disinvolta trascuratezza, per usare una definizione edulcorata, su questo tema è necessaria una brusca inversione di rotta e questo non può avvenire senza un supporto attivo della politica.
    L'ambiente va salvato solo quando fa comodo.

    Il tappo si attacca solo alle bottiglie di plastica, ma i tappi di alluminio acuminati non vengono fissati alle bottiglie di vetro che vengono dispersi sulle piste ciclabili insieme ai cocci stessi delle bottiglie di vetro, penalizzando dunque chi utilizza velocipedi per abbracciare la mobilità sostenibile, come se poi le camere d'aria da buttare fossero un toccasana per l'ambiente. (e invece no, non sono riciclabili, mentre la plastica correttamente differenziata sì!)

    Il problema è che per questi bravi progressisti tanto attenti all'ambiente guai a toccare il famoso diritto inalienabile di evadere dalla realtà con alcool e droghe, infatti tanti ambientalari militanti dei vari partitini gr€€n fanno pure campagne di legalizzazione dell'erbaccia, perché la combustione delle canne non inquina mica, certo che no! nemmeno quella delle sigarette, di cui prendono le difese e infatti alle manifestazioni gr€€n guarda caso neanche si limitano, fumano pure durante quelle manifestazioni!

    Sarebbe più facile dare retta a questi personaggi se si comportassero in maniera più coerente.
    È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.

    Agli euradical snob antifà che danno del lei per sottolineare la distanza dal ceto del popolino rispondo con un voi (come usava quando c'era LVI) così imparano. Gradassi avvisati mezzi salvati.

  7. #7
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    .

    il ministro dell'ambiente è il lacché di confindustria... che altro dire?

    alla faccia del conflitto di interesse!

    .
    Corpo sano in ambiente sano.

    Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
    Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.

  8. #8
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Il problema della politica italiana, ed in realtà di quella comunitaria che ne è copifila in questa materia, è che tutti gli sforzi ENORMI, sia economici che sociali, che stiamo mettendo in atto per virare verso politiche ambientaliste o quanto meno ispirate ad un senso di preservazione dell'ambiente, viene buttato nel cesso dal resto del mondo che non ha alcun interesse in questa materia. Anzi, sta sfruttando proprio le politiche costose europee (che significano maggiori costi di produzione per le imprese europee) per fare concorrenza ai prodotti, vendendo merce a costi nettamente inferiori, merce che a questo punto diventa sicuramente più appetibile nei mercati sia europei che internazionali.

    La domanda che ci dovremmo porre è: "l'Europa oggi ha la forza di imporre questa sua politica al resto del mondo?". La risposta è categoricamente NO, il resto del mondo è comandato da elite oligarchiche, ben poco democratiche, che vedono il tutto nel guadagno immediato, fregandosene del futuro, delle future generazioni, perchè voglio MASSIMIZZARE la loro esperienza terreno attuale. Quindi...ha senso che l'Europa oggi continui con queste politiche fortemente ambientaliste, che vanno alla fine ad incidere poco e nulla sul complesso dell'inquinamento mondiale, ma impattano sempre più sullo stato sociale ed economico delle popolazioni europee?
    Sarebbe opportuno far notare che le aree del mondo dove se ne infischiano grandemente dell'ambiente sono il fulcro dello sfruttamento che genera importanti arricchimenti per persone e realtà economiche con sede in Europa e america.

    Quindi il problema è lì che va risolto e non parlo solo di energie rinnovabili e comportamenti sostenibili ma anche una legislazione che impone alle suddette realtà economiche comportamenti in linea con le necessità di salvaguardia ambientale.

  9. #9
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Trump sferra un attacco decisivo al clima e alla cooperazione chiudendo la porta a 66 organizzazioni internazionali in un colpo solo

    Con un annuncio senza precedenti, gli Stati Uniti escono da organizzazioni come Unfccc, Ipcc, Irena e altre realtà impegnate contro la crisi climatica e la promozione di diritti
    Grande Trump


    Intanto:
    l'UE ha ritirato i divieti per i motori a petrolio e il divieto di produrre e commerciale caldaie a gas .

    sinistrati by by...
    MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
    che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro )

  10. #10
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    Predefinito Re: La politica non può più astenersi da affrontare seriamente la questione ambiental

    Tematiche che negli ultimi anni sono state volutamente mischiate con la pseudo-scienza climatica. Il gioco si rompe quando da un discorso culturale, di qualità della vita, di crescita personale si passa ad imposizioni dall'alto, a traguardi collettivi etc.

    L'argomento dovrà scontare ancora qualche anno prima di tornare ad essere credibile a livello popolare dopo l'inevitabile insozzamento dovuto a gretinismi, obiettivi UE, tappi di bottiglia etc.

 

 
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