Hanno la costanza di sbirciare nelle case altrui ma sappiamo bene che lo fanno perchè ormai la loro dimora si è completamente riempita di merda .... una masnada di fannulloni nullafacenti che nella loro vita non hanno mai fatto un cazzo, bamboccioni a vita. Invece c'è da dire che zio Silvietto in politica è entrato a 50 anni e passa .... ma da grande imprenditore ... rubando ...non rubando poco importa, tra i grandi imprenditori il più pulito ha la rogna : Agnelli, Benetton, Tanzi , De Benedetti (del duo tra i "grandi mariuoli "... De Benedetti . Prodi) ecc. ma una cosa è certa il berlusca ci ha salvati dalla misera fine di far diventare l'Italia una cloaca comunista .... cioè una merdaccia. hefico:

Altro che rottamatori, il Pd è un disastro da tempo
13 novembre 2010

Si consuma sull’asse Roma-Firenze l’ultimo strappo fra i democratici. A nulla vale la rivendicazione di Bersani (che suona peraltro palesemente ridicola) :

”Siamo l’unico vero partito. Berlusconi e la Lega ci fanno un baffo”.

Mentre il sempre triste segretario tenta con non poco imbarazzo di rimettere insieme i cocci di un partito privo d’identità e di strategia, sulla sua testa e sull’intero vertice piddino piovono le accuse di Matteo Renzi che, in occasione della prima convention del movimento dei rottamatori, rigira il coltello nella ferita

“Credo che ci sia un grande bisogno di cambiare le idee, le facce e il linguaggio della politica”.

Se i giovani democratici tracciano un profondo solco generazionale con i decennali dirigenti (un tempo ex comunisti, poi ex diessini ma pur sempre ex di qualcosa) avvertiti dalla base come un macigno insopportabile sulla via del rinnovamento, Bersani prova a sparigliare cercando rifugio nella cara, vecchia piazza. Peccato tuttavia che a distanza di pochi minuti dal roboante annuncio dell’ennesima, scontata manifestazione contro il Cavaliere nero, il primo a sfilarsi sia l’eterno nemico – amico Nichi Vendola, che sbatte la porta in faccia al maggior partito d’opposizione dicendosi poco interessato a partecipare alle adunate di altri partiti. Una figuraccia in grande stile per “l’unico vero partito” d’Italia, plasticamente diviso nel giorno in cui la dirigenza si rinchiude a Roma e i giovani scalpitanti invadono la stazione Leopolda del capoluogo toscano. E così va in scena l’epica sfida (tutta interna alla sinistra) fra passato, presente e futuro a colpi di slogan, insulti e reciproche provocazioni. Il botta e risposta a distanza fra le due aree del Pd viene inaugurato dal vignettista Sergio Staino che, davanti ai quattromila “rottamatori”, non risparmia bordate ai vertici, sempre più lontani da militanti ed elettori

“Il segretario Bersani e il gruppo dirigente del partito hanno fatto un grave errore a non essere presenti”.

Davanti ai duemila segretari di circolo riuniti nella Capitale, il responsabile dell’organizzazione Nicola Stumpo non usa giri di parole e polemizza apertamente contro la generazione dei quarantenni impegnata nella convention toscana

“Bisogna vedere se alla giovane età corrispondono anche idee giovani”.

Mentre dalla platea capitolina partono i fischi, Renzi reagisce con ironia e un pizzico di sarcasmo

“Rispondiamo con applausi, tanti sorrisi e un augurio di buon lavoro a Bersani. Fischi e ululati sono cose da Prima Repubblica. All’assemblea dei circoli avremmo voluto esserci anche noi, se solo non l’avessero fissata in contemporanea”.

Evidentemente il patetico slogan di Bersani “rimbocchiamoci le maniche” non ha sortito gli effetti sperati. Nel frattempo il Pd continua a calare nei sondaggi. Una discesa progressiva accelerata dalla competizione a sinistra e dalla mancanza di coesione. Come se non bastassero le infinite correnti interne, d’ora in avanti la dirigenza democratica dovrà quindi fare i conti anche con il movimento capeggiato da Renzi e Civati.

Il Fazioso