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    Predefinito Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Le elezioni presidenziali in Portogallo dovrebbero tenersi il 18 gennaio 2026, con un possibile secondo turno l'8 febbraio 2026. Il presidente della Repubblica in carica, Marcelo Rebelo de Sousa (dal 2016, sostenuto dal PSD, di centrodestra), è costituzionalmente escluso dal presentarsi per un terzo mandato consecutivo.

    Diverse personalità hanno dichiarato la loro candidatura, tra cui l’ex coordinatore della Task Force per la vaccinazione contro il COVID-19 Henrique Gouveia e Melo (ex ammiraglio indipendente) e l’ex leader del Partito socialdemocratico (PSD) Luís Marques Mendes. Il Partito Socialista (PS) sostiene ufficialmente l'ex leader del partito António José Seguro.

    André Ventura, il leader di Chega (estrema destra), si candida alla presidenza. Anche altre personalità, come gli eurodeputati João Cotrim Figueiredo (IL, centro liberale) e Catarina Martins (BE, sinistra radicale), hanno annunciato la loro candidatura, così come l'ex deputato António Filipe (PCP, comunista). Finora più di 20 candidati hanno espresso la loro intenzione di partecipare alla votazione presidenziale.
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  2. #2
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Preferirei il primo candidato.

  3. #3
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Il prossimo 18 gennaio toccherà alle presidenziali in Portogallo. Con oltre nove milioni di cittadini portoghesi chiamati alle urne per scegliere il successore di Marcelo Rebelo de Sousa, il popolarissimo capo dello Stato in carica dal 2016.

    Tre elezioni generali in soli otto mesi dicono già quanto basta sull’instabilità politica in cui vive il Paese. Abituato per mezzo secolo a un bipartitismo quasi perfetto, con socialdemocratici e socialisti che si alternavano alla guida del governo, adesso il Portogallo deve fare i conti con Chega, l’estrema destra di André Ventura, che alle politiche di maggio ha catapultato in Parlamento 60 deputati, due in più del Partito socialista.

    Anche per le Presidenziali di gennaio l’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto dice che bisognerà fare i conti con il fondatore di Chega che si è candidato e viene accreditato d’una percentuale superiore al 15%. Prima di lui soltanto un socialdemocratico di vecchio corso: Marques Mendes con il 16,6% e, naturalmente, l’ammiraglio Gouveia e Melo, il candidato indipendente che da mesi viene dato in testa a tutti i sondaggi, ma dalla fine dell’estate ad oggi risulta in costante calo di consensi.

    Ad ogni modo, dando per scontato che il 18 gennaio prossimo nessuno dei 12 candidati in corsa riuscirà a superare il 50 per cento necessario per essere eletto, bisogna capire che cosa potrebbe succedere a fine gennaio in occasione del ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno. Bene, le previsioni danno André Ventura perdente sia contro l’ammiraglio sia contro Marques Mendes, il quale, a sua volta, in caso di ballottaggio con Gouveia e Melo, dovrebbe assicurarsi la vittoria.

    Quindi si può già dire che la corsa alla successione del presidente Rebelo si presenta come una partita a due tra il candidato del Partito Socialdemocratico e l’ex ammiraglio diventato popolare tra i portoghesi ai tempi del Covid, quando guidò con successo la campagna di vaccinazione contro la pandemia. Ma, come ha osservato maliziosamente l’ex presidente della Repubblica Cavaco Silva, puntando il dito contro la «mancanza di preparazione politica» dell’ammiraglio, «aver coordinato bene una campagna di vaccinazione non dà le qualifiche necessarie per poter esercitare le funzioni di capo dello Stato. Tanto più in tempi di crisi come quelli di oggi».

    https://www.sfogliaroma.it/2025/11/1...li-portogallo/
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  4. #4
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Il Portogallo è andato alle urne per scegliere il prossimo presidente della Repubblica. Contrariamente a quanto accaduto negli ultimi quarant'anni, quando il capo dello Stato veniva eletto al primo turno e non vi erano grossi dubbi sull'esito, quest’anno il quadro è decisamente più fluido. Va da subito chiarito un aspetto: la presidenza della Repubblica portoghese – pur non essendo centrale come in Francia – dispone di strumenti di intervento politico decisivi. Può sciogliere l’Assembleia da República (il Parlamento) – e lo ha fatto nel 2023, quando c’era una maggioranza assoluta socialista – e può porre il veto sulle leggi. E in un momento caratterizzato da grande instabilità del sistema politico e del quadro internazionale, con forze politiche sempre più frammentate e la difficoltà di costruire maggioranze di governo, il capo dello Stato tende a giocare un ruolo sempre più attivo.

    SECONDO I SONDAGGI, la partita non si deciderà alla prima tornata: uno scenario dato come plausibile è un secondo turno, l’8 febbraio, tra André Ventura – destra radicale di Chega – e António José Seguro, socialista. Plausibile ma non scontato, perché nelle rilevazioni i primi cinque candidati – tre di destra, uno di centrosinistra e un non allineato – si muovono in una forchetta ristretta (tra il 16% e il 24%) e, da un sondaggio all’altro, le posizioni cambiano notevolmente. In sostanza, l’unica cosa che appare abbastanza certa è che Ventura – primo o secondo che sia – arriverà al ballottaggio; comunque, non dovrebbe vincere. In questo quadro, paradossalmente, l’esito statisticamente più probabile è la vittoria di Seguro, che si è imposto come difensore dell’ordine costituzionale nato dopo la Rivoluzione dei Garofani.

    A DESTRA, OLTRE A VENTURA, ci sono altre due candidature. La prima è Luís Marques Mendes (Psd), espressione del centrodestra mainstream: nei sondaggi è attestato attorno al 14-16% e può oscillare tra il quarto e il quinto posto, un dato che segnala la difficoltà del partito che dieci anni fa – con Rebelo de Sousa sostenuto dai socialdemocratici – chiudeva la partita al primo turno con il 52%. La seconda è João Cotrim de Figueiredo, candidato di Iniciativa Liberal, accreditato tra il 18-21%. Infine, tra i cinque nomi principali, c’è Henrique Gouveia e Melo: ammiraglio e figura della società civile, noto per aver gestito la logistica durante la pandemia. Non è una candidatura antisistema né populista.
    In questo contesto la sinistra radicale invece rischia di rimanere completamente schiacciata. Bloco de Esquerda, Partido Comunista Português e Livre nel complesso restano su numeri molto bassi, attorno al 5%. È un dato che segnala una contrazione evidente di un’area che, dieci anni fa, era molto più visibile: nel 2016 la sola blochista Marisa Matias superava il 10%.

    QUESTA TORNATA ELETTORALE è dunque, ancora una volta – come le due precedenti del 2025 e del 2024 – una sorta di referendum tra due modelli differenti di democrazia. La visione politica di Chega rappresenta un elemento di rottura molto forte rispetto all’ordine costituzionale sancito nel 1976. Di fronte a un’instabilità diventata endemica, è sempre più difficile per l’area conservatrice resistere alla tentazione della destra radicale e del suo progetto di Stato segnato da una concezione della democrazia più muscolare. Da qui una coagulazione del voto che tende a spostarsi: non più soltanto lungo l’asse destra-sinistra, ma tra chi difende l’assetto istituzionale nato dal 25 aprile e chi, invece, spinge per la “Quarta Repubblica” di Chega. Un “nuovo” che avanza che poi tanto nuovo non è, perché si legittima rievocando l’immagine di un paese profondo che non ha mai fatto davvero i conti con il proprio passato. Ed è proprio da un’adega di Vila Real, in Trás-os-Montes, che André Ventura rilancia – orgoglioso – un motto salazarista: «Dio, Patria, Famiglia e Lavoro». E quando gli chiedono se questo non sia un ritorno al passato, risponde che semmai è un «ritorno al futuro»: al futuro dell’ordine, della sicurezza e della prosperità, secondo lui, contrapposto a un paese «ogni giorno sprofondato nel caos».

    https://ilmanifesto.it/presidenziali...estra-ci-spera
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  5. #5
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Sono ufficialmente chiuse le urne per le elezioni presidenziali in Portogallo. Secondo i primi exit poll dell'Università cattolica di Lisbona il candidato socialista António José Seguro è in vantaggio e ha ottenuto tra il 30 e il 35 per cento delle preferenze. Il candidato del partito di estrema destra Chega André Ventura ha ottenuto tra il venti e il 24 per cento dei voti, secondo le proiezioni.

    I due candidati con il maggior numero di voti si sfideranno in un secondo turno previsto per l'8 febbraio.

    Sono più di undici milioni gli elettori aventi diritto al voto e l'affluenza oscilla tra il 57 e il 63 per cento, tra i dati più alti degli ultimi venti anni. Il vincitore sostituirà il presidente Marcelo Rebelo de Sousa, che ha raggiunto il limite di due mandati quinquennali.

    André Ventura, leader del partito populista Chega, è stato dato tra i favoriti nei sondaggi. L'aumento del sostegno pubblico per il Chega lo ha reso il secondo partito più grande nel parlamento portoghese l'anno scorso, solo sei anni dopo la sua fondazione.

    Uno dei principali focus di Ventura è quella che definisce "immigrazione eccessiva", dato che negli ultimi anni i lavoratori stranieri sono diventati più visibili in Portogallo.

    Durante la campagna elettorale, Ventura ha affisso in tutto il Paese cartelloni con le frasi "Questo non è il Bangladesh" e "Gli immigrati non dovrebbero poter vivere con il welfare". Un tribunale amministrativo ha costretto il candidato a rimuovere questi cartelloni pochi mesi dopo, ritenendoli discriminatori.

    Un sentimento così palesemente anti-immigrati, espresso pubblicamente, era impensabile in Portogallo solo pochi anni fa. Tuttavia, il Paese ha bisogno di immigrati per far fronte alle numerose sfide che deve affrontare, non ultima quella del lavoro.

    Gli altri principali candidati provengono dai due più importanti partiti del Paese, che si sono alternati al potere per mezzo secolo: Luís Marques Mendes, del Partito socialdemocratico di centrodestra, attualmente al governo, e il socialista António José Seguro, del centrosinistra, che ha visto il suo partito appoggiare pienamente la sua candidatura solo più avanti nella corsa.

    Il contrammiraglio in pensione Henrique Gouveia e Melo si è candidato come indipendente e ha ricevuto il plauso dell'opinione pubblica per aver supervisionato il rapido lancio dei vaccini Covid-19 durante la pandemia. Gouveia e Melo gode dell'appoggio di numerose personalità pubbliche portoghesi di ogni estrazione politica.

    Tra i favoriti figurava anche la candidatura di Cotrim de Figueiredo, sostenuta dall'Iniziativa Liberale. I sondaggi davano inizialmente Figueiredo in buona posizione per passare al secondo turno.

    Tra gli undici candidati c'era solo una donna. Catarina Martins, del Blocco di Sinistra, non risultava favorita nei sondaggi. Il Portogallo non ha mai avuto una donna come capo di Stato.

    Nel maggio 2025, il Portogallo ha tenuto le sue terze elezioni generali in tre anni, durante il peggior periodo di instabilità politica degli ultimi decenni. Stabilizzare il Paese è una delle sfide principali per il prossimo Presidente della Repubblica.

    Ventura, il leader populista, ha cercato di fare dell'immigrazione un tema della campagna elettorale, ma gli elettori sembrano più preoccupati della crisi immobiliare, del futuro dei giovani e dell'alto costo della vita.

    In Portogallo, il presidente è in gran parte una figura simbolica, senza alcun potere esecutivo. Nella maggior parte dei casi, il capo di Stato cerca di rimanere al di sopra del dibattito politico, mediando i conflitti e allentando le tensioni.

    Tuttavia, il presidente è una voce influente e dispone di alcuni strumenti potenti, come la possibilità di porre il veto sulla legislazione del Parlamento, anche se il veto può essere annullato. Il capo dello Stato ha anche il potere di sciogliere il Parlamento e indire elezioni anticipate.

    https://www.msn.com/it-it/notizie/mo...ro/ar-AA1UsJ5v
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  6. #6
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Incredibile come i due partiti designati da Salazar stesso come gli unici possibili per "creare un bipartitismo su base Usa" siano ancora lì. Sarebbe come se Mussolini prima di essere abbattuto avesse detto agli italiani gli unici partiti che potevano votare.

  7. #7
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Citazione Originariamente Scritto da vota dc Visualizza Messaggio
    Incredibile come i due partiti designati da Salazar stesso come gli unici possibili per "creare un bipartitismo su base Usa" siano ancora lì. Sarebbe come se Mussolini prima di essere abbattuto avesse detto agli italiani gli unici partiti che potevano votare.
    Salazar non ha mai designato nessun partito "democratico". L'unico partito, che poi non lo era nei fatti, era l'Unione Nazionale, l'unica che vinceva le elezioni pilotate del regime.
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  8. #8
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Le elezioni presidenziali in Portogallo si decideranno con un inedito ballottaggio, l’8 febbraio, tra il candidato socialista António José Seguro e il leader dell’estrema destra André Ventura.

    Seguro, 63 anni, è arrivato in testa al primo turno con il 31,1 per cento dei voti, contro il 23,5 per cento di Ventura, 43 anni.

    “Invito tutti i democratici, i progressisti e gli umanisti a unirsi a noi per sconfiggere l’estremismo di chi semina odio e divisioni tra i portoghesi”, ha dichiarato Seguro dopo l’annuncio dei risultati.

    Era dal 1986 che le elezioni presidenziali in Portogallo non si decidevano al secondo turno, a dimostrazione degli sconvolgimenti politici causati negli ultimi anni dall’ascesa dell’estrema destra.

    “Gli elettori ci hanno affidato la leadership di una destra mai così frammentata”, ha dichiarato Ventura, chiedendo al paese di “non avere paura del cambiamento”.

    Contrariamente a quanto previsto dai sondaggi, Ventura non è arrivato in testa al primo turno, ma ha comunque proseguito la sua crescita elettorale, che ha reso il suo partito, Chega (“basta”), la prima forza d’opposizione al governo di centrodestra.

    Il primo ministro Luis Montenegro, confermato nel maggio scorso alla guida di un governo di minoranza, dovrà in ogni caso coabitare con un presidente di un altro schieramento, che prenderà il posto del conservatore Marcelo Rebelo de Sousa.

    “Tutto indica che il prossimo presidente sarà un socialista”, ha dichiarato all’Afp la politologa Paula Espírito Santo, riferendosi ai sondaggi pubblicati prima del voto, secondo cui Seguro avrebbe prevalso nettamente su Ventura in un eventuale ballottaggio.

    “Il governo ha invece subìto una dura sconfitta”, ha aggiunto. Il candidato governativo, Luís Marques Mendes, è arrivato solo quinto con l’11,3 per cento dei voti.

    Dopo l’annuncio dei risultati, Montenegro non ha voluto esprimere preferenze tra Seguro e Ventura. “Il nostro spazio politico non sarà rappresentato al secondo turno, e non daremo alcuna indicazione di voto”, ha dichiarato il primo ministro, che negli ultimi mesi aveva ottenuto sostegno in parlamento, di volta in volta, dall’opposizione di estrema destra o da quella socialista.

    Eletto a suffragio universale, il presidente portoghese non ha grandi poteri ma un importante ruolo di garanzia. Può anche sciogliere il parlamento e indire le elezioni legislative.

    https://www.internazionale.it/ultime...-presidenziali
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  9. #9
    Socialdemocratico filo-UE
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Al ballottaggio dell’8 febbraio per le elezioni presidenziali in Portogallo vari dirigenti ed esponenti autorevoli del Partito Social Democratico (PSD, centrodestra) stanno appoggiando il candidato dei Socialisti, António José Seguro. È una cosa più unica che rara: il Partito Social Democratico e i Socialisti sono acerrimi rivali e per decenni si sono scontrati in un sistema bipolare.

    La ragione è l’altro candidato: André Ventura, leader del partito di estrema destra Chega! che ebbe un ottimo risultato alle elezioni dell’anno scorso. Ventura ha posizioni xenofobe, nazionaliste e apologetiche della dittatura di António de Oliveira Salazar: diversi conservatori lo ritengono troppo estremo per fare il presidente (che in Portogallo ha poteri maggiori che in Italia).

    Queste prese di posizione hanno messo in difficoltà il primo ministro Luís Montenegro, del Partito Social Democratico. Guida un governo di minoranza e, nonostante si sia appoggiato ai voti dei Socialisti per approvare la legge di bilancio, si è accordato con Chega! per approvare riforme molto restrittive sull’immigrazione, di fatto recependo l’approccio oltranzista di Ventura. Montenegro non ha dato indicazioni di voto per domenica, e anche questo è un problema.

    Dopo il primo turno si sono espressi a favore di Seguro alcuni dirigenti storici del Partito Social Democratico, tra cui l’ex presidente e primo ministro Aníbal Cavaco Silva, l’ex vice primo ministro Paulo Portas e i sindaci delle due principali città: quello di Porto, Pedro Duarte, e quello di Lisbona, Carlos Moedas, che in passato è stato commissario europeo.

    Nella stessa area politica lo ha fatto anche Francisco Rodrigues dos Santos, penultimo leader del Centro Democratico e Sociale, il partito minore della coalizione di Montenegro. Migliaia di persone che si definiscono «non socialiste» hanno firmato una lettera pubblica in cui spiegano di non condividere l’ideologia di Seguro, ma di essere certi che, al contrario di Ventura, «non eroderà i valori democratici e umanistici, né i diritti e le libertà dei cittadini».

    L’etichetta non socialista è il centro della questione. Riprende l’espressione che ha usato Ventura la notte del primo turno, presentando il ballottaggio come un duello tra i socialisti e tutti gli altri. Il fatto che così tanti politici di centrodestra, dunque certo non socialisti, sostengano Seguro contribuisce a smontare questa retorica.

    Crea però un problema a Montenegro, che come detto non si è schierato. Il primo ministro si racconta come equidistante: sostiene che il suo governo è di centro, e che non appoggia Ventura perché «è di destra» né Seguro perché «è di sinistra». Varie analisi politiche lo trovano un posizionamento scivoloso, che non facendo distinzione tra i candidati di fatto autorizza l’elettorato del Partito Social Democratico a votare Chega!, anche in futuro.

    Ventura sta cercando di avvantaggiarsene. Ha da sempre una retorica antisistema e ora sta accusando i partiti istituzionali di essersi alleati contro di lui, presentandosi come il vero rappresentante della destra e dei conservatori portoghesi. Questo spiega anche perché Montenegro non si sia sbilanciato: non vuole scontentare i settori più a destra del Partito Social Democratico.

    Anche se in lieve recupero, nei sondaggi Ventura non supera il 30 per cento. Seguro resta ampiamente favorito, nonostante nessuno dei candidati principali del primo turno lo abbia appoggiato con l’eccezione di quello arrivato terzo, il centrista João Cotrim de Figueiredo di Iniziativa liberale (che come partito però non ha preso posizione).

    In questo contesto polarizzato – è il secondo ballottaggio della storia portoghese, non succedeva dal 1986 – Seguro ha adottato un approccio istituzionale e inclusivo, che è favorito dal suo passato. Nonostante sia stato leader dei Socialisti, negli ultimi undici anni è rimasto lontano dalla politica attiva, dedicandosi soprattutto all’insegnamento universitario, e questo lo rende meno identificabile con i loro governi. Si era fatto da parte nel 2014, quando António Costa (più volte primo ministro e attuale presidente del Consiglio europeo) gli sottrasse la leadership del partito.

    https://www.ilpost.it/2026/02/02/con...pagePosition=2
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  10. #10
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Re: Elezioni presidenziali in Portogallo del 2026

    Evidentemente i popoli europei, portoghesi inclusi, si sono stancati della fola sulle sfide da affrontare con l'aiuto di immigrati sempre piu' inutili e molesti, anche dato il fatto non discutibile che entro 15 anni i lavori disponibili per tutti, immigrati inclusi, saranno una frazione dell'odierna disponibilita'. La sfida sara', molto probabilmente, come disfarsi degli immigrati di troppo e dei loro fautori.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

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