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    Predefinito Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero stornat

    «Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero stornati»

    Parla l'ex prefetta Isabella Giannola, che nel 1997 era commissaria per l’emergenza frana: «In 2-3 anni realizzammo tutte le opere necessarie alla vita del paese. Poi si è evitato di chiedere conto delle proprie responsabilità a chi le aveva, a partire dalla Regione»

    «Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero stornati»
    A Niscemi, strade e case collassate per l'enorme frana
    «Dopo la frana del 1997 a Niscemi noi realizzammo tutte le opere necessarie per ripristinare la vita nel paese. Invece non si realizzò l’opera, gestita dalla Regione, per prevenire altri dissesti idrogeologici. E anzi i fondi vennero stornati. Una decisione vergognosa». A denunciare è Isabella Giannola, trenta anni fa prefetto a Caltanissetta, che il governo guidato da Romano Prodi nominò commissario straordinario per l’emergenza frana, diversamente dalla scelta attuale di nominare commissario il presidente della Regione. Il prefetto Giannola è una vera donna delle istituzioni. Figlia di Antonino Giannola, presidente del Tribunale di Nicosia, il primo magistrato italiano a essere ucciso durante l’esercizio delle sue funzioni il 26 gennaio 1960, dopo l’incarico a Caltanissetta, prima donna prefetto in Sicilia, è stata poi trasferita a Siena per poi diventare vicecapo di gabinetto al ministero dell’Interno, prima con Giuseppe Pisanu e poi con Giuliano Amato. Nel 2007 fu nominata vice direttore del Cesis, il comitato che coordina i nostri servizi segreti. Successivamente è stata incaricata di vigilare sulla trasparenza degli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Emilia.
    Come nacque la sua nomina?
    Commissario era stato nominato l’assessore regionale Giuseppe Galletti che non accettò l’incarico, probabilmente temendo pressioni. A quel punto il Governo ritenne opportuno nominare il prefetto. Io operai in grande collaborazione con l’allora capo della Protezione civile nazionale, il professor Franco Barberi.

    Di cosa si occupò?
    Mi occupai dei primi interventi di protezione civile, ma poi anche della realizzazione di opere previste nelle ordinanze di protezione civile, compreso uno studio idrogeologico. Lo studio venne fatto e anche la perizia che fu approvata dalla protezione civile. Il lavoro venne appaltato a una ditta scelta dalla Regione che non riuscì a proseguire. Le solite storie. Ma lavori non solo non vennero riappaltati e ripresi, ma le somme vennero stornate e non so che fine abbiano fatto.
    E le opere che doveva realizzare lei?
    I lavori, che erano finanziati dalla Protezione civile e quindi dal Governo, furono tutti realizzati in 2-3 anni. Opere necessarie alla vita del paese, in particolare del quartiere Sante Croci che è lo stesso colpito dalla frana di oggi: acquedotto, fognature, strade, case popolari. Per uno dei progetti feci ricorso anche a fondi europei e riuscimmo a spenderli tutti, a realizzare l’opera e anche collaudarla. Mi dissero che era la prima volta. Non fu facile, bisognava addestrare i funzionari alle procedure europee, ma lo abbiamo fatto, ci siamo riusciti. Quando si vuole si può.
    Ma serve qualcuno che si prende questa responsabilità.
    Occuparsi del momento dell’urgenza, dei soccorsi ci sta, ma fare i commissari per gestire la ricostruzione è un compito molto pesante. È possibile quando c’è la collaborazione degli altri enti e quando si trova la stessa cultura. Ma non è detto.
    E i risarcimenti?
    Vennero risarciti anche quelli che avevano la casa abusiva, contro il mio parere. Fu una scelta politica.
    C’è altro che non andò come voleva?
    No, complessivamente è stata un’operazione molto riuscita. Quando subentrai all’assessore regionale revocai tutti gli incarichi professionali che avevano già dato e che avrebbero assorbito tutto il finanziamento. E affidai l’incarico di progettazione al Genio civile che si comportò in maniera egregia perché non solo realizzarono il progetto ma poi fecero anche la direzione dei lavori.
    Tentativi della mafia di inserirsi nei lavori?
    Gli appalti andarono tutti bene perché ci eravamo inventati una procedura particolare di accertamenti preventivi. Le imprese hanno risposto alla grande, non c’è stato nessun problema, né prima né dopo.
    Quello che non si fece furono i lavori per impedire il ripetersi delle frane.
    L’intervento che doveva fare la Regione non venne realizzato. Era una sorta di canalone di base che avrebbe dovuto convogliare le acque. I lavori previsti dal progetto erano sicuramente utili, ma non sappiamo se sarebbero stati sufficienti per fronteggiare il disastro geologico di oggi che veramente è molto più grave di quello di allora.
    Non imprevedibile…
    No, perché dopo quel primo intervento si sarebbe dovuto continuare a farne altri, e anche arretrare il fronte del paese. Per questo io ero contrarissima a risarcire gli abusivi. Perché se li risarcisci quelli continuano a costruire dove vogliono. E poi si lamentano quando avvengono i disastri e la gente muore.
    Di chi è la responsabilità?
    Tutto avviene come era previsto. Ma c’è l’erroneo pudore di non inchiodare alle proprie responsabilità chi ce le ha. Perché non è solo il cittadino che commette l’abuso ma è soprattutto chi non lo ferma, lo consente. I Comuni sono incentivati a far costruire, per poi incassare le tasse. Quindi cercano consenso e incassano le tasse.
    Ma si combatte l’abusivismo?
    Demolizioni non si fanno mai. In prefettura a Palermo mi ero occupata delle costruzioni abusive nelle zone di rispetto delle strade statali. Ho emesso centinaia di decreti di demolizione ma non è successo niente. Abbiamo prodotto solo carte.

    https://www.avvenire.it/attualita/vi...tornati_104521
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  2. #2
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    è stato anche inutile fare i lavori ripristino senza fare quelli di protezione, risarcire gli abusivi poi, le solite cose alla membro di quadrupede.
    Discutere con i dementi non è inutile, è dannoso
    La guerra russa in Ucraina dal 2014, non dal 2022 -> LINK
    Donald Trump concede grazie presidenziali a criminali
    in cambio di contributi elettorali
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  3. #3
    La polizzzzia del webbbbe
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    Una cruda e triste realtà....
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  4. #4
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    Citazione Originariamente Scritto da Giulio962 Visualizza Messaggio
    «Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero stornati»

    Parla l'ex prefetta Isabella Giannola, che nel 1997 era commissaria per l’emergenza frana: «In 2-3 anni realizzammo tutte le opere necessarie alla vita del paese. Poi si è evitato di chiedere conto delle proprie responsabilità a chi le aveva, a partire dalla Regione»

    «Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero stornati»
    A Niscemi, strade e case collassate per l'enorme frana
    «Dopo la frana del 1997 a Niscemi noi realizzammo tutte le opere necessarie per ripristinare la vita nel paese. Invece non si realizzò l’opera, gestita dalla Regione, per prevenire altri dissesti idrogeologici. E anzi i fondi vennero stornati. Una decisione vergognosa». A denunciare è Isabella Giannola, trenta anni fa prefetto a Caltanissetta, che il governo guidato da Romano Prodi nominò commissario straordinario per l’emergenza frana, diversamente dalla scelta attuale di nominare commissario il presidente della Regione. Il prefetto Giannola è una vera donna delle istituzioni. Figlia di Antonino Giannola, presidente del Tribunale di Nicosia, il primo magistrato italiano a essere ucciso durante l’esercizio delle sue funzioni il 26 gennaio 1960, dopo l’incarico a Caltanissetta, prima donna prefetto in Sicilia, è stata poi trasferita a Siena per poi diventare vicecapo di gabinetto al ministero dell’Interno, prima con Giuseppe Pisanu e poi con Giuliano Amato. Nel 2007 fu nominata vice direttore del Cesis, il comitato che coordina i nostri servizi segreti. Successivamente è stata incaricata di vigilare sulla trasparenza degli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Emilia.
    Come nacque la sua nomina?
    Commissario era stato nominato l’assessore regionale Giuseppe Galletti che non accettò l’incarico, probabilmente temendo pressioni. A quel punto il Governo ritenne opportuno nominare il prefetto. Io operai in grande collaborazione con l’allora capo della Protezione civile nazionale, il professor Franco Barberi.

    Di cosa si occupò?
    Mi occupai dei primi interventi di protezione civile, ma poi anche della realizzazione di opere previste nelle ordinanze di protezione civile, compreso uno studio idrogeologico. Lo studio venne fatto e anche la perizia che fu approvata dalla protezione civile. Il lavoro venne appaltato a una ditta scelta dalla Regione che non riuscì a proseguire. Le solite storie. Ma lavori non solo non vennero riappaltati e ripresi, ma le somme vennero stornate e non so che fine abbiano fatto.
    E le opere che doveva realizzare lei?
    I lavori, che erano finanziati dalla Protezione civile e quindi dal Governo, furono tutti realizzati in 2-3 anni. Opere necessarie alla vita del paese, in particolare del quartiere Sante Croci che è lo stesso colpito dalla frana di oggi: acquedotto, fognature, strade, case popolari. Per uno dei progetti feci ricorso anche a fondi europei e riuscimmo a spenderli tutti, a realizzare l’opera e anche collaudarla. Mi dissero che era la prima volta. Non fu facile, bisognava addestrare i funzionari alle procedure europee, ma lo abbiamo fatto, ci siamo riusciti. Quando si vuole si può.
    Ma serve qualcuno che si prende questa responsabilità.
    Occuparsi del momento dell’urgenza, dei soccorsi ci sta, ma fare i commissari per gestire la ricostruzione è un compito molto pesante. È possibile quando c’è la collaborazione degli altri enti e quando si trova la stessa cultura. Ma non è detto.
    E i risarcimenti?
    Vennero risarciti anche quelli che avevano la casa abusiva, contro il mio parere. Fu una scelta politica.
    C’è altro che non andò come voleva?
    No, complessivamente è stata un’operazione molto riuscita. Quando subentrai all’assessore regionale revocai tutti gli incarichi professionali che avevano già dato e che avrebbero assorbito tutto il finanziamento. E affidai l’incarico di progettazione al Genio civile che si comportò in maniera egregia perché non solo realizzarono il progetto ma poi fecero anche la direzione dei lavori.
    Tentativi della mafia di inserirsi nei lavori?
    Gli appalti andarono tutti bene perché ci eravamo inventati una procedura particolare di accertamenti preventivi. Le imprese hanno risposto alla grande, non c’è stato nessun problema, né prima né dopo.
    Quello che non si fece furono i lavori per impedire il ripetersi delle frane.
    L’intervento che doveva fare la Regione non venne realizzato. Era una sorta di canalone di base che avrebbe dovuto convogliare le acque. I lavori previsti dal progetto erano sicuramente utili, ma non sappiamo se sarebbero stati sufficienti per fronteggiare il disastro geologico di oggi che veramente è molto più grave di quello di allora.
    Non imprevedibile…
    No, perché dopo quel primo intervento si sarebbe dovuto continuare a farne altri, e anche arretrare il fronte del paese. Per questo io ero contrarissima a risarcire gli abusivi. Perché se li risarcisci quelli continuano a costruire dove vogliono. E poi si lamentano quando avvengono i disastri e la gente muore.
    Di chi è la responsabilità?
    Tutto avviene come era previsto. Ma c’è l’erroneo pudore di non inchiodare alle proprie responsabilità chi ce le ha. Perché non è solo il cittadino che commette l’abuso ma è soprattutto chi non lo ferma, lo consente. I Comuni sono incentivati a far costruire, per poi incassare le tasse. Quindi cercano consenso e incassano le tasse.
    Ma si combatte l’abusivismo?
    Demolizioni non si fanno mai. In prefettura a Palermo mi ero occupata delle costruzioni abusive nelle zone di rispetto delle strade statali. Ho emesso centinaia di decreti di demolizione ma non è successo niente. Abbiamo prodotto solo carte.

    https://www.avvenire.it/attualita/vi...tornati_104521

    Ma non ha senso quanto dice costei. L'idea che si potesse impedire una frana di quella portata è assurda. E anche ridicola a dire il vero.

    e ricordo a tutti, a partire da quelli che improvvidamente la hanno paragonata al Vajont con oltre 2 mila morti, che lì non c'è stata alcuna vittima, nemmeno dei feriti.
    Ma è ridicolo sostenere che possiamo prevenire fenomeni di portata così imponente con un territorio così fragile.

    Quel paese è destinato a sparire dalle carte geografiche o a spostarsi molto più a valle. Ci vorranno 50 o 5 mila anni ma va accettato che ci sono situazioni su cui non possiamo agire perchè la natura è più forte di noi. Ma non solo, andargli contro può divenire estremamente pericoloso.
    E le facili soluzioni di certa gente che manco ha le competenze per parlarne sono davvero surreali e destinate a turlupinare gli allocchi che ci credono.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  5. #5
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Ma non ha senso quanto dice costei. L'idea che si potesse impedire una frana di quella portata è assurda. E anche ridicola a dire il vero.

    e ricordo a tutti, a partire da quelli che improvvidamente la hanno paragonata al Vajont con oltre 2 mila morti, che lì non c'è stata alcuna vittima, nemmeno dei feriti.
    Ma è ridicolo sostenere che possiamo prevenire fenomeni di portata così imponente con un territorio così fragile.

    Quel paese è destinato a sparire dalle carte geografiche o a spostarsi molto più a valle. Ci vorranno 50 o 5 mila anni ma va accettato che ci sono situazioni su cui non possiamo agire perchè la natura è più forte di noi. Ma non solo, andargli contro può divenire estremamente pericoloso.
    E le facili soluzioni di certa gente che manco ha le competenze per parlarne sono davvero surreali e destinate a turlupinare gli allocchi che ci credono.
    ma certo che si poteva, non scrivere sempre stupidate, tu non sai niente di quello che tecnicamente si sarebbe potuto fare.
    Discutere con i dementi non è inutile, è dannoso
    La guerra russa in Ucraina dal 2014, non dal 2022 -> LINK
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  6. #6
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    Citazione Originariamente Scritto da markk Visualizza Messaggio
    è stato anche inutile fare i lavori ripristino senza fare quelli di protezione, risarcire gli abusivi poi, le solite cose alla membro di quadrupede.
    Una frana di quasi 5 km e che ha una altezza fuori terra di 50 mt, cosa proteggi? C'è sabbia e argilla. Non proteggi niente. Non hai nemmeno la possibilità di piantare delle colonne di cemento armato che non troverebbero terreno solido a cui ancorarsi.

    Basta illusioni miracolistiche. Lei stessa dice che non sa se i lavori per fare un canalone sarebbero stati sufficienti. E le acque che il canalone non drenava?
    In giro per l'Italia ci sono opere di contenimento di terreni sopraelevati che stanno cedendo. Ieri a Roma è morto un uomo perchè una di queste opere ha ceduto e il muro di contenimento si è abbattuto sul suo alloggio.

    L'unica cosa che si può fare è analizzare seriamente il territorio e chiedere alla gente di spostarsi se è a rischio. Lo farebbero? Io dico di NO.
    Ci sono quai un milione e mezzo di persone che abitano ai campi Flegrei che è ritenuto il vulcano più pericoloso al mondo. Poi ci sono quasi 2 milioni di persone che abitano sotto il Vesuvio....

    L'unica cosa che si può fare sono piani di trasferimento in caso quei vulcani esplodano.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  7. #7
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    Citazione Originariamente Scritto da markk Visualizza Messaggio
    ma certo che si poteva, non scrivere sempre stupidate, tu non sai niente di quello che tecnicamente si sarebbe potuto fare.
    E visto che tu lo sapresti, forza, spiegami come fai con una frana di argilla e sabbia di quella portata. E' lunga quai 5 Km ed è larga quasi 2 davanti alla frana che vediamo evidente. Il terreno davanti è tutto compromesso per quasi 2 km. Ci sono crepacci da far paura.
    I geologi stessi dicono che sarebbe una impresa titanica dai costi impensabili e dai risultati non garantiti.

    Eddai per favore, bisogna essere realistici e prendere atto che non siamo Dio.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  8. #8
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    E visto che tu lo sapresti, forza, spiegami come fai con una frana di argilla e sabbia di quella portata. E' lunga quai 5 Km ed è larga quasi 2 davanti alla frana che vediamo evidente. Il terreno davanti è tutto compromesso per quasi 2 km. Ci sono crepacci da far paura.
    I geologi stessi dicono che sarebbe una impresa titanica dai costi impensabili e dai risultati non garantiti.

    Eddai per favore, bisogna essere realistici e prendere atto che non siamo Dio.
    Discutere con i dementi non è inutile, è dannoso
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  9. #9
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    L'unico rimedio era delocalizzare la comunità , già da tempo , nel 1997 bisognava sloggiare
    Non resterò in silenzio

  10. #10
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    Predefinito Re: Vi racconto la vergogna di Niscemi. I fondi per prevenire il dissesto vennero sto

    Citazione Originariamente Scritto da magoo Visualizza Messaggio
    L'unico rimedio era delocalizzare la comunità , già da tempo , nel 1997 bisognava sloggiare
    No, non credo proprio.
    Con delle terre armate si sarebbe risolto parecchio. E anche vietando l'abusivismo sulla frana si sarebbe risolto molto. E non risarcite gli abusivi danneggiati, avrebbe aiutato.

    P.s.: oltretutto c'era già un progetto.
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