
Originariamente Scritto da
spq
Intervengo soprattutto in relazione alla scuola, alla quale sono particolarmente interessato, e per la quale auspico un deciso aumento dello standard di qualità.
Che cos'é uno standard di qualità per una scuola, di qualunque grado? Chi potrebbe misurarlo, o valutarlo, attestarlo, certificarlo?
Rispetto a una scuola, le varie componenti sociali che ad essa sono interessate (società civile, imprese, famiglie, studenti, docenti, 'esperti' vari (psicologi, pedagogisti, sociologi, te li raccomando), dirigenti scolastici, stato) hanno punti di vista assai diversi dai quali misurare la qualità, ovvero il valore dei risultati di una scuola.
Ricordo che i più comuni criteri di valutazione delle famiglie sono, purtroppo, la garanzia di 'successo formativo', ovvero di promozione a prescindere, la lunghezza dei periodi di vacanza (a Natale, a Pasqua, ...), il costo dell'iscrizione e dei libri, a volte la disponibilità di computer (?), ...).
Per le imprese sono soprattutto che la scuola sforni giovani in grado di lavorare subito, senza bisogno di ulteriore formazione, e giovani acquiescenti, cioè disponibili a turni e straordinari, e non sindacalizzati.
Per studenti, docenti e dirigenti scolastici, potete immaginarveli da voi.
Una scuola poco regolamentata, lasciata in balìa del 'mercato' finisce per essere guidata dai criteri che ho citato e per degradare la sua qualità.
Il brutto è che anche la scuola pubblica è finita così, ed è stata invasa da lobby varie, oltre che dai sindacati del personale, e che la qualità dell'insegnamento è da tempo precipitata.
Per recuperare la situazione non so davvero che cosa proporre, ma l'idea di cedere al privato buona parte del settore secondo me non farebbe che accentuare i problemi che ho accennato.
Voglio sottolineare anche che una concorrenza basata soprattutto sui costi (l'argomento al quale le famiglie sono più sensibili) sarebbe fuorviante rispetto alla qualità dell'insegnamento, che deve essere l'obiettivo primario.