Dov’è finita la dignità del ruolo?
Ma stiamo scherzando o è la realtà?
Le immagini di alcuni magistrati che festeggiano l'esito del referendum manco avessero vinto la Champions League al 90°. Salti, cori, canti e un entusiasmo da tifoseria organizzata che lascia letteralmente perplessi (o abituati).
Ma qualcuno si ricorda ancora cosa dovrebbe rappresentare la Magistratura?
Il problema non è l'opinione, è lo stile
Ma tra l'avere un'opinione e trasformarsi in un ultrà da baretto c'è di mezzo un oceano di decoro, etica e, soprattutto, rispetto per le istituzioni.
Come può un cittadino sentirsi garantito da un giudice che, la sera prima, sventolava bandiere e urlava slogan come un attivista qualsiasi?
Un magistrato non deve solo essere imparziale, deve anche apparire tale. Se ti comporti come un ultras, distruggi la credibilità di tutta la categoria.
Vedere chi dovrebbe amministrare la giustizia "in nome del popolo italiano" comportarsi in modo così scomposto svilisce la solennità del ruolo che ricopre.
È una deriva pericolosa. Siamo arrivati al punto in cui la toga è diventata una divisa politica? Se un cittadino che ha votato in modo opposto finisse davanti a uno di questi "magistrati-canterini", con quale serenità affronterebbe il processo?
La sobrietà non è un optional, è il requisito minimo per chi ha il potere (enorme) di decidere della libertà e della vita degli altri. Se volete fare il tifo, toglietevi la toga e andate in piazza stabilmente. Ma finché rappresentate lo Stato, quel comportamento è semplicemente indecente.




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