Il professor Antonino Galloni fu chiamato come direttore generale del ministero del Bilancio dall’allora ministro Cirino Pomicino. Il progetto, elaborato in alcune riunioni precedenti e coordinato da Giulio Andreotti, era rilanciare l’economia del Paese e porre rimedio al divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia che aveva privato il governo di una leva fondamentale per indirizzare l’economia dello Stato.
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Nell'estate dell'89 si aprì una stagione nuova per l'economia italiana, o meglio si sarebbe aprita se non fossero arrivati ordini dall'alto, cioè da kohl che si mise d'accordo con mitterand per rilanciare il marco tedesco e farlo entrare nell'euro a prezzi convenienti, in cambio del mantenimento della sovranità sul franco nelle colonie francesi e di una de-industrializzazzione dell'italia, vero nemico di entrambi,
Andreotti invece non voleva l'unifica tedesca, mentre Galloni con Girino, Craxi ed altri spingevano per risanare il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia che stava facendo aumentare a dismisura il debbito pubblico,
Craxi però respinse la proposta dei vertici massonici di mediobanka e confindustria di privatizzare le imprese a partecipazzione statale, e per questo venne fatto fuori.
Sono notizzie che non troverete da nessun'altra parte, men che meno sui media manistrim.




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