lo chiamavano teorema calogero e fece finire in galera un tot di sinistrati


lo chiamavano teorema calogero e fece finire in galera un tot di sinistrati
sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione


Il cosiddetto "teorema Calogero" è stato, POI, confermato nei fatti.
E se può interessarti, ne fui persuaso anche io a quei tempi.
Non ci vedo molto di diverso, contestualizzando, con l'avversione da parte "destra" ai teoremi, ALTRETTANTO confermati nei fatti (poi), sulle "piste" NERO-P2iste sulle stragi di stato.
(che continuano a tutt'oggi, le "avversioni", per altro)
Comunque sia; fossi in te un link lo metterei.


Oh, che delusione.
[...]
Il Partito Comunista Italiano, con poche eccezioni di «dissidenti», si schierò subito contro gli autonomi, percepiti tutti come violenti, oltre che pericolosi rivali nel consenso alla propria sinistra[4].
[...]
https://it.wikipedia.org/wiki/Processo_7_aprile


era il 1979. Enrico Berlinguer era saldamente segretario del PCI e Massimo D'Alema era alla guida della FGCI, di cui il ventiquattrenne Veltroni era un semplice militante. Renzi era un simpatico frugoletto di quattro anni, mentre Rosy Bindi faceva l'assistente di Bachelet.
la Boschi, la Madia e la Schlein dovevano ancora nascere.
difficile parlare di piddume all'epoca.
e in effetti il teorema Calogero fu in gran parte smontato dalle sentenze, anche se il PCI all'epoca appoggiava il pm di Padova.
"Toni Negri fu scagionato per insufficienza di indizi. Successivamente anche tutti gli altri imputati del “7 aprile” vennero scagionati dall’accusa di aver partecipato agli omicidi rivendicati dalle Br e da Prima Linea, allo stesso tempo Peci confermò i contatti tra Franco Piperno e l’“ala scissionista” delle Brigate Rosse (Morucci e Faranda) ma smentì l’ipotesi fondamentale delle procure ovvero l’esistenza di un livello di raccordo fra le diverse strutture eversive. I contatti c’erano stati ma «tali rapporti non produssero nulla – affermava Peci – perché quelli di Autonomia Organizzata rimasero sulle loro posizioni e noi sulle nostre» [De Lutiis 1982, 151]."
per Violante (PCI, il "piccolo Vishinsky", come lo chiamava Cossiga) il nucleo dell'inchiesta di Calogero rimaneva valido anche se nonsi poteva parlare di una centrale unica del terrorismo. nella circostanza il PCI si era messo contro un'area garantista che spaziava dal PSI ai gruppi extraparlamentari come il Manifesto e Lotta Continua.
lo stesso Pecchioli (il "ministro dell'interno" del PCI) valutava la crisi economica degli anni 70 come elemento strumentale utilizzato dal terrorismo per "creare spaccature irrecuperabili" nella società. il fine ultimo del terrorismo era distruggere la partecipazione di un partito comunista al governo di un paese occidentale. il PCI stava dalla parte di Calogero, non contro.
studiare, ragazzi, studiare. non sapete un cazzo e non avete capito un cazzo.
vergin di servo encomio e di codardo oltraggio


a quei tempi bazzicavo lotta continua, ferocemente avversa al PCI anche se ormai ufficialmente sciolta... le baruffe con autonomia sui metodi di ribellione erano comunque quotidiane e calogero fu visto in ogni caso come strumento del sistema per contenere le spinte rivoluzionarie
sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione


Erano ferocemente avversi ai giudici ed all'autorità costituita in genere (giornalisti, poliziotti e sindacalisti compresi) tanto che li gambizzavano ed ammazzavano.
Per questo scrivevo che il "teorema Calogero" ha avuto conferme.
Il tuo titolo/topic NON ha senso.


calogero non si è occupato di lotta continua che tra l'altro non esisteva neanche più, il teorema era costruito sulla contiguità tra frange di autonomia e lotta armata... autonomia non la disdegnava ma i gruppi paramilitari erano altra cosa e tale contiguità calogero non riuscì a dimostrarla
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