E quasi tutti a pensare Travaglio, invece e' stato Veneziani uno degli intelletuali di destra piu' considerato.
"La politica estera è diventata il tallone d’Achille della Meloni e la smentita nei fatti del sovranismo con cui si era presentata agli italiani".
"Dopo tre anni e mezzo di prudenza e piccoli passi, in cui il bene principale del governo era la sua stabilità duratura, l’unica cosa che veniva prospettata al Paese era la riforma della giustizia, ossia il compimento di un progetto berlusconiano. Ma si possono concentrare gli sforzi su quella riforma rispetto a ogni altra priorità e riforma, mobilitare il Paese su quel tema che veniva recepito come un regolamento di conti tra politica e magistratura?".
"Permettetemi di dar voce a quel segmento critico di elettori della Meloni che dice: l’abbiamo votata per cambiare, dopo aver avuto un governo tecno-politico di coalizione generale; ma dopo tre anni e mezzo cosa è cambiato davvero per noi italiani, per noi cittadini, per noi contribuenti, per noi famiglie? Cosa è cambiato sul piano dei flussi migratori, della sicurezza, del declino culturale e sociale, dei «valori», della salute, della vita pubblica, dei servizi e della pubblica amministrazione? Quella fetta di elettorato risponde che non è cambiato niente o quasi".
"Questo è un Paese di rivoluzionari a parole e immobilista nei fatti; la cosa più difficile da fare sono le riforme. La Meloni non ha perso la simpatia popolare che riscuote nel Paese, anche se si è appannato il suo appeal e si è incrinata quell’aura vincente".
"Resta ora da compiere una scelta di fondo per l’ultimo giro di boa prima del voto: tirare a campare senza più osare riforme, oppure tentare il colpo d’ala e di reni, coi rischi che comporta un’azione tardiva in una compagine ammaccata. Temo la sintesi al peggio: la parvenza di un drastico cambio di passo solo annunciato per continuare poi di fatto a galleggiare. E magari rinchiudersi in un bunker in cui ci si fida solo dei famigliari".
"Torno sul tema dell’inadeguatezza del ceto di governo: la sua sola giustificazione è che dall’altra parte non è meglio. Inadeguati sono in tanti, anche nel cerchio più ristretto e militante della Meloni, e lo vediamo ogni giorno. Chi, come noi, aveva espresso «da destra» critiche ragionate al governo Meloni evidentemente non aveva torto. Se le avessero prese in considerazione anziché sentirsi traditi e pugnalati, e se avessero capito che volevano spingere a cercare rimedi e non facevano «il gioco della sinistra» per trarre immaginari vantaggi, sarebbe stato più utile per loro. Una critica preventiva vale molto più della constatazione postuma del sinistro. Aprite la mente e gli scenari, chiudete le sezioni in cui siete ancora barricati".
Meditate gente meditate.




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